Arkè inizia a proporre una birra, prodotta da Luca Garberoglio; di seguito la sua storia e il perchè dell’appellativo di vin-birraio verrà da subito compreso.

Luca nasce nel 1985 in una famiglia di viticoltori, proprietari di vigneti a Barbera, Dolcetto e Moscato nonchè vinificatori già dall’inizio del secolo scorso: l’azienda Carussin, gestita dalla madre Bruna Ferro. Cresce tra i filari e fin da ragazzo, inevitabilmente, aiuta i genitori sia nel lavoro nei campi che in cantina; di animo intraprendente e voglioso di conoscere nuove realtà, spesso accompagna la madre in giro per l’Italia e per il mondo per promuovere il proprio vino e confrontarsi con altre realtà.

La coltura in biologico, praticato come da tradizione in vigna, si estende anche ad una cultura ambientalista ed ecologica sempre più marcata grazie anche al confronto e allo scambio con altre persone e alla volontà di dare un senso a quello che si fa.

Quando Luca scopre le birre artigianali e se ne innamora, la madre a malincuore lo ha visto partire per visitare e conoscere i migliori birrifici tra Belgio e Germania, consapevole che il suo animo da sognatore lo avrebbe potuto portare distante da casa e dal lavoro di famiglia e magari a scelte sbagliate.

Dopo qualche tempo infatti lavora in maniera continuativa per apprendere il mestiere al fianco di Igor, il mastro birraio del microbirrificio Il Vichingo a San Giovanni Ilarione, in provincia di Verona, guardacaso un’altra terra da vino, stavolta del Soave. Igor l’ha aiutato nel Maggio del 2008, affittandogli l’impianto, a produrre la sua prima birra bionda ad alta fermentazione prodotta con molto luppolo, da una ricetta inglese.

La chiama Clan!Destino? : il clan è la famiglia e la tradizione e significano sicurezza e poi c’è il destino, quello che ci riserva il futuro con tutti i progetti e i dubbi che porta con sè.

In famiglia ci torna, la madre si convince che quella è la strada scelta dal figlio, che continua a produrre birra appoggiandosi ad un altro birrificio e aiuta come prima nel lavoro in vigna, facendo divenire la Clan!Destino uno dei prodotti che la sua famiglia propone al pubblico: scherzosamente si autodefinisce un vin-birraio. Ed essendo ormai il destino segnato, il punto interrogativo scompare dal nome, che ora sta ad indicare il nome del suo birrificio.

Per il futuro ha infatti già le idee chiare: costruire un nuovo impianto nei pressi della sua casa e diventare indipendente ed iniziare dal prossimo maggio a proporre una nuova birra, di cui si sa solo che sarà d’ispirazione belga, scura e più corposa.

Arkè inizia a proporre una birra, prodotta da Luca Garberoglio; di seguito la sua storia e il perchè dell’appellativo di vin-birraio verrà da subito compreso.

Luca nasce nel 1985 in una famiglia di viticoltori, proprietari di vigneti a Barbera, Dolcetto e Moscato nonchè vinificatori già dall’inizio del secolo scorso: l’azienda Carussin, gestita dalla madre Bruna Ferro. Cresce tra i filari e fin da ragazzo, inevitabilmente, aiuta i genitori sia nel lavoro nei campi che in cantina; di animo intraprendente e voglioso di conoscere nuove realtà, spesso accompagna la madre in giro per l’Italia e per il mondo per promuovere il proprio vino e confrontarsi con altre realtà.

La coltura in biologico, praticato come da tradizione in vigna, si estende anche ad una cultura ambientalista ed ecologica sempre più marcata grazie anche al confronto e allo scambio con altre persone e alla volontà di dare un senso a quello che si fa.

Quando Luca scopre le birre artigianali e se ne innamora, la madre a malincuore lo ha visto partire per visitare e conoscere i migliori birrifici tra Belgio e Germania, consapevole che il suo animo da sognatore lo avrebbe potuto portare distante da casa e dal lavoro di famiglia e magari a scelte sbagliate.

Dopo qualche tempo infatti lavora in maniera continuativa per apprendere il mestiere al fianco di Igor, il mastro birraio del microbirrificio Il Vichingo a San Giovanni Ilarione, in provincia di Verona, guardacaso un’altra terra da vino, stavolta del Soave. Igor l’ha aiutato nel Maggio del 2008, affittandogli l’impianto, a produrre la sua prima birra bionda ad alta fermentazione prodotta con molto luppolo, da una ricetta inglese.

La chiama Clan!Destino? : il clan è la famiglia e la tradizione e significano sicurezza e poi c’è il destino, quello che ci riserva il futuro con tutti i progetti e i dubbi che porta con sè.

In famiglia ci torna, la madre si convince che quella è la strada scelta dal figlio, che continua a produrre birra appoggiandosi ad un altro birrificio e aiuta come prima nel lavoro in vigna, facendo divenire la Clan!Destino uno dei prodotti che la sua famiglia propone al pubblico: scherzosamente si autodefinisce un vin-birraio. Ed essendo ormai il destino segnato, il punto interrogativo scompare dal nome, che ora sta ad indicare il nome del suo birrificio.

Per il futuro ha infatti già le idee chiare: costruire un nuovo impianto nei pressi della sua casa e diventare indipendente ed iniziare dal prossimo maggio a proporre una nuova birra, di cui si sa solo che sarà d’ispirazione belga, scura e più corposa.