La foto sopra mostra due vigneti a pochi metri l’uno dall’altro, nel mese di Aprile: uno zappato in fila con un apposito attrezzo e l’altro disseccato con erbicidi chimici.

Il video mostra due vigneti, uno di fianco all’altro, della stessa varietà d’uva ma con due metodi di coltivazione completamente differenti:

Il primo è allevato a pergola (un sistema che permette di produrre grandi quantità d’uva) e con un’agricoltura convenzionale: diserbo in fila per evitare la crescita dell’erba, trattamenti fitosanitari con insetticidi ed anticrittogamici sistemici (pesticidi che finiscono nel vino e quindi nel nostro organismo), concimazione con fertilizzanti chimici ed irrigazione per sostenere l’elevata produzione.
Si tratta di un conferitore di uve presso la cantina sociale del posto, che deve badare alla quantità perchè pagato al quintale; il vino sarà un vinello da pochi euro a bottiglia, destinato ai supermercati.
È sorprendente  la differenza  a pochi passi di distanza, dove un viticoltore che da alcuni anni è certificato in biodinamica lavora per produrre poca uva ma di elevata qualità, con allevamento a guyot, tenendo i filari inerbiti, trattando con rame e zolfo contro le malattie della vite e aiutando il suo vigneto a rivitalizzarsi con i preparati biodinamici.
Il vino che questo produttore vuole ottenere avrà una grande struttura e una mineralità spiccata che ben riflette i caratteri del proprio territorio, sarà venduto in enoteca o al ristorante ad un prezzo di certo più alto ma darà al consumatore attento ed appassionato emozioni vere.
Di esempi simili ne ho visti parecchi e ne farò vedere altri, ma questo mi ha colpito per la vicinanza dei due vigneti e per la totale differenza dei due approcci, utili a far capire, attraverso le immagini, come la viticoltura sia fondamentale per il risultato finale, nel bicchiere.
Certo, non è detto che tutti i vigneti a pergola producano pessimi vini, così come non è detto che tutti i vigneti a guyot producano poca uva e diano ottimi vini. Così come da una viticoltura convenzionale non possano venire vini buoni o ottimi e da una viticoltura biodinamica (o in biologico) vini sgradevoli, piatti o di scarsa qualità.

La foto sopra mostra due vigneti a pochi metri l’uno dall’altro, nel mese di Aprile: uno zappato in fila con un apposito attrezzo e l’altro disseccato con erbicidi chimici.

Il video mostra due vigneti, uno di fianco all’altro, della stessa varietà d’uva ma con due metodi di coltivazione completamente differenti:

Il primo è allevato a pergola (un sistema che permette di produrre grandi quantità d’uva) e con un’agricoltura convenzionale: diserbo in fila per evitare la crescita dell’erba, trattamenti fitosanitari con insetticidi ed anticrittogamici sistemici (pesticidi che finiscono nel vino e quindi nel nostro organismo), concimazione con fertilizzanti chimici ed irrigazione per sostenere l’elevata produzione.
Si tratta di un conferitore di uve presso la cantina sociale del posto, che deve badare alla quantità perchè pagato al quintale; il vino sarà un vinello da pochi euro a bottiglia, destinato ai supermercati.
È sorprendente  la differenza  a pochi passi di distanza, dove un viticoltore che da alcuni anni è certificato in biodinamica lavora per produrre poca uva ma di elevata qualità, con allevamento a guyot, tenendo i filari inerbiti, trattando con rame e zolfo contro le malattie della vite e aiutando il suo vigneto a rivitalizzarsi con i preparati biodinamici.
Il vino che questo produttore vuole ottenere avrà una grande struttura e una mineralità spiccata che ben riflette i caratteri del proprio territorio, sarà venduto in enoteca o al ristorante ad un prezzo di certo più alto ma darà al consumatore attento ed appassionato emozioni vere.
Di esempi simili ne ho visti parecchi e ne farò vedere altri, ma questo mi ha colpito per la vicinanza dei due vigneti e per la totale differenza dei due approcci, utili a far capire, attraverso le immagini, come la viticoltura sia fondamentale per il risultato finale, nel bicchiere.
Certo, non è detto che tutti i vigneti a pergola producano pessimi vini, così come non è detto che tutti i vigneti a guyot producano poca uva e diano ottimi vini. Così come da una viticoltura convenzionale non possano venire vini buoni o ottimi e da una viticoltura biodinamica (o in biologico) vini sgradevoli, piatti o di scarsa qualità.

Ecosostenibile

4 Maggio 2011


L’immensa forza del sole

L’ecosostenibilità è l’attività umana che regola la propria pratica secondo principi ecologisti nel quadro di uno sviluppo sostenibile. Il rinnovamento delle risorse (approvigionamento di energia) è al centro del discorso ecosostenibile, ed è inteso come capacità intrinseca del mondo di trasformarsi in maniera ciclica, capacità che va difesa per non modificare i delicati equilibri terrestri.

L’impatto che le attività umane hanno sull’ambiente è oggi in primo piano: l’unica oppurtunità che abbiamo per salvaguardare le generazioni future è quello di adattare le nostre tecnologie e le nostre attività quotidiane puntando ad una migliore qualità di vita nel rispetto per l’ambiente. Non solo quindi energia rinnovabile pulita (fotovoltaico, eolico, geotermico), ma anche costruzioni, trasporto privato, tecnologie produttive, arredamento, abbigliamento, alimentazione.

Di tutto ciò si occupa la fiera Vivieco, che si svolge il 14 e 15 Maggio ad Erba e che vedrà coinvolte aziende ed imprenditori attenti allo sviluppo sostenibile per permettere ai visitatori di apprezzare tutte le ultime novità, anche attraverso seminari e laboratori curati da ricercatori, esperti ed enti autorevoli.

Saremo presenti con uno stand nel settore alimentari con alcuni dei nostri vini in degustazione, sperando di riuscire a coinvolgere sempre più persone che magari non sanno che ci possano essere dei vini naturali.

Tra le numerose conferenze e dibattiti, di particolare interesse una che parla di viticoltura sostenibile, l’altra di un prodotto naturale che può essere utilizzato per la cura delle piante da frutto o in orticoltura, gli EMbio.

Inoltre arkè si propone di seguire questo mondo non solo per quanto riguarda il vino e la viticoltura anche in futuro, curando una rubrica in collaborazione con l’amico Lanfranco Fossà, che come introduzione ci parla del sole e di alcuni strani texani:

“In meno di un’ora la Terra riceve dal Sole una quantità di energia pari all’intero consumo mondiale di un anno. L’energia solare, a differenza di altre fonti di energia, è presente in tutte le zone del pianeta (seppur con alcune differenze dipendenti dalla latitudine) ed è una fonte che ci accompagnerà ancora per miliardi di anni.

Unico nostro limite e’ che non la sappiamo ancora catturare. Ma la questione e’: volere o potere?

Il sole è di tutti, la sua energia è gratis a differenza delle fonti fossili come il petrolio che e’ di pochi ma serve a tutti. Per avere l’oro nero si fanno guerre, si sfruttano paesi poveri e si creano disastri ambientali come quello della BP.

E’ di questi giorni la notizia che alcuni ricercatori Texani hanno presentato una sperimentazione che si potrebbe rivelare rivoluzionaria: speciali antenne in grado di catturare la luce infrarossa e di trasformarla in energia elettrica. Altro che nucleare, il futuro è sempre più nel Sole. Almeno questo è ciò che si percepisce sbirciando nei laboratori di tutto il mondo. Più che lavorare sulle potenzialità artificiali dell’atomo, gli scienziati stanno cercando di ottimizzare al massimo la luce che arriva naturalmente sul nostro Pianeta, a tutte le lunghezze d’onda.”

Forza Texas
L’immensa forza del sole

L’ecosostenibilità è l’attività umana che regola la propria pratica secondo principi ecologisti nel quadro di uno sviluppo sostenibile. Il rinnovamento delle risorse (approvigionamento di energia) è al centro del discorso ecosostenibile, ed è inteso come capacità intrinseca del mondo di trasformarsi in maniera ciclica, capacità che va difesa per non modificare i delicati equilibri terrestri.

L’impatto che le attività umane hanno sull’ambiente è oggi in primo piano: l’unica oppurtunità che abbiamo per salvaguardare le generazioni future è quello di adattare le nostre tecnologie e le nostre attività quotidiane puntando ad una migliore qualità di vita nel rispetto per l’ambiente. Non solo quindi energia rinnovabile pulita (fotovoltaico, eolico, geotermico), ma anche costruzioni, trasporto privato, tecnologie produttive, arredamento, abbigliamento, alimentazione.

Di tutto ciò si occupa la fiera Vivieco, che si svolge il 14 e 15 Maggio ad Erba e che vedrà coinvolte aziende ed imprenditori attenti allo sviluppo sostenibile per permettere ai visitatori di apprezzare tutte le ultime novità, anche attraverso seminari e laboratori curati da ricercatori, esperti ed enti autorevoli.

Saremo presenti con uno stand nel settore alimentari con alcuni dei nostri vini in degustazione, sperando di riuscire a coinvolgere sempre più persone che magari non sanno che ci possano essere dei vini naturali.

Tra le numerose conferenze e dibattiti, di particolare interesse una che parla di viticoltura sostenibile, l’altra di un prodotto naturale che può essere utilizzato per la cura delle piante da frutto o in orticoltura, gli EMbio.

Inoltre arkè si propone di seguire questo mondo non solo per quanto riguarda il vino e la viticoltura anche in futuro, curando una rubrica in collaborazione con l’amico Lanfranco Fossà, che come introduzione ci parla del sole e di alcuni strani texani:

“In meno di un’ora la Terra riceve dal Sole una quantità di energia pari all’intero consumo mondiale di un anno. L’energia solare, a differenza di altre fonti di energia, è presente in tutte le zone del pianeta (seppur con alcune differenze dipendenti dalla latitudine) ed è una fonte che ci accompagnerà ancora per miliardi di anni.

Unico nostro limite e’ che non la sappiamo ancora catturare. Ma la questione e’: volere o potere?

Il sole è di tutti, la sua energia è gratis a differenza delle fonti fossili come il petrolio che e’ di pochi ma serve a tutti. Per avere l’oro nero si fanno guerre, si sfruttano paesi poveri e si creano disastri ambientali come quello della BP.

E’ di questi giorni la notizia che alcuni ricercatori Texani hanno presentato una sperimentazione che si potrebbe rivelare rivoluzionaria: speciali antenne in grado di catturare la luce infrarossa e di trasformarla in energia elettrica. Altro che nucleare, il futuro è sempre più nel Sole. Almeno questo è ciò che si percepisce sbirciando nei laboratori di tutto il mondo. Più che lavorare sulle potenzialità artificiali dell’atomo, gli scienziati stanno cercando di ottimizzare al massimo la luce che arriva naturalmente sul nostro Pianeta, a tutte le lunghezze d’onda.”

Forza Texas