Giulia Graglia è l’anima di Senza Trucco, film-documentario che illustra egregiamente l’andamento stagionale e la produzione di vino naturale di quattro bravissime produttrici italiane: Nicoletta Bocca, Elisabetta Foradori, Dora Forsoni, Arianna Occhipinti.
Senza Trucco perché si presentano alla telecamera così come sono, al naturale, con gli scarponcini sporchi di fango e il mosto che impregna di rosso le mani e le braccia. Ma soprattutto Senza Trucco perché il loro vino non ha bisogno dell’intervento della chimica per realizzarsi: è la dedizione materna di queste quattro donne che permette alla vite di crescere in modo sano e di dare grappoli che diventeranno vino energico e genuino, senza che nulla debba essere aggiunto all’antico processo di trasformazione.

Presentato il 2 Giugno a Torino durante Cinemambiente, ha partecipato e vinto il Festival Siciliambiente di San Vito Lo Capo, oltre ad essere recensito su numeros testate nazionali, tra cui il canale on-line di Repubblica; sostenuto anche dal blog che ne porta il nome, che ne ha seguito la realizzazione e che ha continuato a parlare di vino e vignaiole.

Successo di certo meritato, visto che la sincerità e il coraggio nelle scelte fatte da queste produttrici sono state mostrate con semplicità e chiarezza, susseguendo momenti divertenti a verità limpide ed a volte scomode. Di grande impatto emotivo e trascinante il susseguirsi delle stagioni, dalla scelta fondamentale che comporta la potatura, alla cura necessaria per la legatura, alle attenzioni e la fatica dell’estate fino al momento culminante e liberatorio: la vendemmia e il conseguente riposo e le riflessioni autunnali. La diversità dei luoghi, dei caratteri, delle varietà viticole e dei vini sono amalgamate dall’eleganza femminile che ognuna di esse ha, in modo diverso: contadine e buone imprenditrici, nonchè madri, sorelle o nipoti sensibili ma caparbie; in fin dei conti begli  esempi per tutte e tutti.

Alcune domande a Giulia Graglia:

–    Con che intenzioni è nato Senza Trucco? Cosa hanno in più le donne del vino naturale? Centra il femminismo? E il vino naturale?
La spinta iniziale per il documentario è stata la passione per il vino naturale, la scelta di declinare il film al femminile è venuta in un secondo momento. Io sono quanto di più lontano ci possa essere dal femminismo, infatti è stato Marco Fiumara (il mio compagno nonché produttore di Senza Trucco) ad avere per primo l’idea di dedicare il film alle donne, partendo dalla figura di Dora Forsoni, dei Poderi Sanguineto. Le avevo fatto un’intervista video per il web qualche mese prima delle riprese e lei “bucava” letteralmente lo schermo. Quando le abbiamo chiesto se volesse diventare una delle protagoniste del documentario ha accettato entusiasta. A quel punto c’era l’idea; si trattava soltanto di trovare altre produttrici per coprire, oltre al centro, anche il nord-ovest, il nord-est e il sud della penisola, visto che il nostro progetto prevedeva un’analisi a livello nazionale del mondo del vino al femminile. Ho incontrato Nicoletta Bocca, Elisabetta Foradori e Arianna Occhipinti durante alcune manifestazioni sui vini naturali e ho capito che il casting ormai era fatto.
–    Cosa ti ha portato ha scegliere proprio queste quattro produttrici? Penso alle altrettanto brave Nadia Verrua (Cascina Tavijn), Bruna Ferro (Carussin), Elena Pantaleoni (La Stoppa), le sorelle Padovani (Fonterenza), Alessandra Bera (F.lli Bera).
Tutti nomi di persone che non solo stimo, ma che spesso sono diventate amiche e di cui adoro i vini. Quando abbiamo iniziato a lavorare al documentario non le conoscevo ancora, se non di nome. Chissà… forse prima o poi faremo Senza Trucco due, anche perché le donne in gamba nel mondo dei vini naturali sono tante e hanno personalità e carisma da vendere.
–    Come mai la scelta di non intervenire nel documentario con domande o commenti?
Le domande e i commenti ci sono stati, durante le riprese, ma, in fase di montaggio, io e la montatrice, Enrica Gatto, abbiamo deciso di mantenere lo sguardo dell’autore un po’ in sordina, in una posizione discreta, in modo che le protagoniste potessero emergere in tutta la loro genuina forza e dedizione alla propria attività.
–    La mia preferita per onestà, schiettezza, animo contadino puro è la meno femminile tra le quattro, un animo ed una volontà rare anche per un’uomo: Dora. Se non sono banale, quale potrebbe essere la tua preferita, quella che senti più vicina?
Me lo sono chiesto spesso anch’io, ma non sono stata capace di darmi una risposta, e non per spirito democristiano. Fare parte della vita delle mie quattro protagoniste per qualche giorno mi ha permesso (anzi, ha permesso a tutta la troupe) di instaurare un rapporto così schietto e immediato che sono diventate tutte e quattro amiche, nell’accezione meno banale del termine. Per festeggiare a casa apriamo le loro bottiglie, perché sappiamo che brinderebbero sempre volentieri con noi.
–    Prospettive per il prossimo futuro, a parte il blog?
Tante, troppe. In realtà le idee non mancano e sarebbe bello avere uno stuolo di finanziatori per i progetti che abbiamo in mente (in cui il vino naturale ha sempre un ruolo di primo piano!). Speriamo che Senza Trucco, e il Primo Premio al Festival Siciliambiente, ci aprano la strada e ci permettano di trovare chi abbia voglia di investire nelle nostre idee…

Un grazie a Giulia, anche lei ad honoris causa “Donna del vino”!

Giulia Graglia è l’anima di Senza Trucco, film-documentario che illustra egregiamente l’andamento stagionale e la produzione di vino naturale di quattro bravissime produttrici italiane: Nicoletta Bocca, Elisabetta Foradori, Dora Forsoni, Arianna Occhipinti.
Senza Trucco perché si presentano alla telecamera così come sono, al naturale, con gli scarponcini sporchi di fango e il mosto che impregna di rosso le mani e le braccia. Ma soprattutto Senza Trucco perché il loro vino non ha bisogno dell’intervento della chimica per realizzarsi: è la dedizione materna di queste quattro donne che permette alla vite di crescere in modo sano e di dare grappoli che diventeranno vino energico e genuino, senza che nulla debba essere aggiunto all’antico processo di trasformazione.

Presentato il 2 Giugno a Torino durante Cinemambiente, ha partecipato e vinto il Festival Siciliambiente di San Vito Lo Capo, oltre ad essere recensito su numeros testate nazionali, tra cui il canale on-line di Repubblica; sostenuto anche dal blog che ne porta il nome, che ne ha seguito la realizzazione e che ha continuato a parlare di vino e vignaiole.

Successo di certo meritato, visto che la sincerità e il coraggio nelle scelte fatte da queste produttrici sono state mostrate con semplicità e chiarezza, susseguendo momenti divertenti a verità limpide ed a volte scomode. Di grande impatto emotivo e trascinante il susseguirsi delle stagioni, dalla scelta fondamentale che comporta la potatura, alla cura necessaria per la legatura, alle attenzioni e la fatica dell’estate fino al momento culminante e liberatorio: la vendemmia e il conseguente riposo e le riflessioni autunnali. La diversità dei luoghi, dei caratteri, delle varietà viticole e dei vini sono amalgamate dall’eleganza femminile che ognuna di esse ha, in modo diverso: contadine e buone imprenditrici, nonchè madri, sorelle o nipoti sensibili ma caparbie; in fin dei conti begli  esempi per tutte e tutti.

Alcune domande a Giulia Graglia:

–    Con che intenzioni è nato Senza Trucco? Cosa hanno in più le donne del vino naturale? Centra il femminismo? E il vino naturale?
La spinta iniziale per il documentario è stata la passione per il vino naturale, la scelta di declinare il film al femminile è venuta in un secondo momento. Io sono quanto di più lontano ci possa essere dal femminismo, infatti è stato Marco Fiumara (il mio compagno nonché produttore di Senza Trucco) ad avere per primo l’idea di dedicare il film alle donne, partendo dalla figura di Dora Forsoni, dei Poderi Sanguineto. Le avevo fatto un’intervista video per il web qualche mese prima delle riprese e lei “bucava” letteralmente lo schermo. Quando le abbiamo chiesto se volesse diventare una delle protagoniste del documentario ha accettato entusiasta. A quel punto c’era l’idea; si trattava soltanto di trovare altre produttrici per coprire, oltre al centro, anche il nord-ovest, il nord-est e il sud della penisola, visto che il nostro progetto prevedeva un’analisi a livello nazionale del mondo del vino al femminile. Ho incontrato Nicoletta Bocca, Elisabetta Foradori e Arianna Occhipinti durante alcune manifestazioni sui vini naturali e ho capito che il casting ormai era fatto.
–    Cosa ti ha portato ha scegliere proprio queste quattro produttrici? Penso alle altrettanto brave Nadia Verrua (Cascina Tavijn), Bruna Ferro (Carussin), Elena Pantaleoni (La Stoppa), le sorelle Padovani (Fonterenza), Alessandra Bera (F.lli Bera).
Tutti nomi di persone che non solo stimo, ma che spesso sono diventate amiche e di cui adoro i vini. Quando abbiamo iniziato a lavorare al documentario non le conoscevo ancora, se non di nome. Chissà… forse prima o poi faremo Senza Trucco due, anche perché le donne in gamba nel mondo dei vini naturali sono tante e hanno personalità e carisma da vendere.
–    Come mai la scelta di non intervenire nel documentario con domande o commenti?
Le domande e i commenti ci sono stati, durante le riprese, ma, in fase di montaggio, io e la montatrice, Enrica Gatto, abbiamo deciso di mantenere lo sguardo dell’autore un po’ in sordina, in una posizione discreta, in modo che le protagoniste potessero emergere in tutta la loro genuina forza e dedizione alla propria attività.
–    La mia preferita per onestà, schiettezza, animo contadino puro è la meno femminile tra le quattro, un animo ed una volontà rare anche per un’uomo: Dora. Se non sono banale, quale potrebbe essere la tua preferita, quella che senti più vicina?
Me lo sono chiesto spesso anch’io, ma non sono stata capace di darmi una risposta, e non per spirito democristiano. Fare parte della vita delle mie quattro protagoniste per qualche giorno mi ha permesso (anzi, ha permesso a tutta la troupe) di instaurare un rapporto così schietto e immediato che sono diventate tutte e quattro amiche, nell’accezione meno banale del termine. Per festeggiare a casa apriamo le loro bottiglie, perché sappiamo che brinderebbero sempre volentieri con noi.
–    Prospettive per il prossimo futuro, a parte il blog?
Tante, troppe. In realtà le idee non mancano e sarebbe bello avere uno stuolo di finanziatori per i progetti che abbiamo in mente (in cui il vino naturale ha sempre un ruolo di primo piano!). Speriamo che Senza Trucco, e il Primo Premio al Festival Siciliambiente, ci aprano la strada e ci permettano di trovare chi abbia voglia di investire nelle nostre idee…

Un grazie a Giulia, anche lei ad honoris causa “Donna del vino”!

Un non-prosecco, il Colfondo di Maurizio Donadi.

E’ arrivata oggi la prima consegna della nuova azienda dalla zona del Prosecco che arkè ha voluto iniziare a proporre: e’ un vino semplice, dal basso grado alcolico, ottimo per gli aperitivi ma anche come vero dissetante durante l’estate. Agricoltura biologica in vigneto ed omeopatica con gli E.M. (Microorganismi Effettivi) e rifermentato naturalmente (senza l’aggiunta di zuccheri o lieviti) in bottiglia.

Questa tecnica vuole riprendere metodi antichi, dimenticati dopo l’avvento di autoclavi, lieviti selezionati e da quando il zucchero ha iniziato a costare pochissimo…per questo Maurizio, insieme a pochi altri produttori, hanno dato vita ad un gruppo in cui tutti si riconoscono, Colfondo.

Maurizio Donadi è un giovane enologo (collabora con la Giotto Consulting) che da qualche anno ha recuperato alcuni vigneti di famiglia in quel di San Polo in Piave, nel trevigiano. Il suo primo vino e’ il Casa Belfi Colfondo, un Prosecco non convenzionale ed atipico, tanto da non meritarsi tale appellativo in quanto non conforme agli standard convenzionali della DOC di origine.

Questo perchè il suo vino non viene spumantizzato attraverso autoclavi, ma rifermentato in bottiglia senza aggiunta di lieviti, enzimi o zuccheri, ottenendo un vino lievemente torbido e dai sapori inusuli, troppo veri per essere accettati da un disciplinare che ormai ha i suoi anni! Unica via invece questa perchè il vitigno ed il terreno possano esprimere al meglio le loro peculiarità, così come la decisione di lavorarli fin dall’inizio in biologico, per dare un Prosecco completamente sano, oltre che espressivo e buono.

Coadiuvante sia nei trattamenti in vigna che nella vinificazione sono gli E.M. (Micro organismi effettivi): dei batteri che aiutano sia le piante che il vino ad avere il giusto equilibrio a livello microbiologico. Vengono utilizzati nei trattamenti in vigna sotto forma liquida e nel vino con capsule di ceramica contenenti il principio attivo; sta studiando una formula per posizionare una di queste sul tappo, per poterle utilizzare anche nelle bottiglie!

Casa Belfi Colfondo

Vino bianco frizzante da uve Glera (Prosecco), rifermentato naturalmente in bottiglia dalla bassa gradazione alcolica, da viti allevate a Guyot in zona pianeggiante, vinificato in acciaio.

Vino semplice, da sete, estivo: dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, perlage sottile e persistente, al naso il carattere del Prosecco esce limpidamente, con un floreale leggero affiancato da note di lievito e crosta di pane. In bocca è vinoso, ha un buon corpo, l’acidità è ben armonizzata e dà freschezza.

Ottimo come aperitivo, dissetante e rinvigorente, sa accompagnare bene antipasti anche a base di salumi, fritture di pesce o verdure.

Un non-prosecco, il Colfondo di Maurizio Donadi.

E’ arrivata oggi la prima consegna della nuova azienda dalla zona del Prosecco che arkè ha voluto iniziare a proporre: e’ un vino semplice, dal basso grado alcolico, ottimo per gli aperitivi ma anche come vero dissetante durante l’estate. Agricoltura biologica in vigneto ed omeopatica con gli E.M. (Microorganismi Effettivi) e rifermentato naturalmente (senza l’aggiunta di zuccheri o lieviti) in bottiglia.

Questa tecnica vuole riprendere metodi antichi, dimenticati dopo l’avvento di autoclavi, lieviti selezionati e da quando il zucchero ha iniziato a costare pochissimo…per questo Maurizio, insieme a pochi altri produttori, hanno dato vita ad un gruppo in cui tutti si riconoscono, Colfondo.

Maurizio Donadi è un giovane enologo (collabora con la Giotto Consulting) che da qualche anno ha recuperato alcuni vigneti di famiglia in quel di San Polo in Piave, nel trevigiano. Il suo primo vino e’ il Casa Belfi Colfondo, un Prosecco non convenzionale ed atipico, tanto da non meritarsi tale appellativo in quanto non conforme agli standard convenzionali della DOC di origine.

Questo perchè il suo vino non viene spumantizzato attraverso autoclavi, ma rifermentato in bottiglia senza aggiunta di lieviti, enzimi o zuccheri, ottenendo un vino lievemente torbido e dai sapori inusuli, troppo veri per essere accettati da un disciplinare che ormai ha i suoi anni! Unica via invece questa perchè il vitigno ed il terreno possano esprimere al meglio le loro peculiarità, così come la decisione di lavorarli fin dall’inizio in biologico, per dare un Prosecco completamente sano, oltre che espressivo e buono.

Coadiuvante sia nei trattamenti in vigna che nella vinificazione sono gli E.M. (Micro organismi effettivi): dei batteri che aiutano sia le piante che il vino ad avere il giusto equilibrio a livello microbiologico. Vengono utilizzati nei trattamenti in vigna sotto forma liquida e nel vino con capsule di ceramica contenenti il principio attivo; sta studiando una formula per posizionare una di queste sul tappo, per poterle utilizzare anche nelle bottiglie!

Casa Belfi Colfondo

Vino bianco frizzante da uve Glera (Prosecco), rifermentato naturalmente in bottiglia dalla bassa gradazione alcolica, da viti allevate a Guyot in zona pianeggiante, vinificato in acciaio.

Vino semplice, da sete, estivo: dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, perlage sottile e persistente, al naso il carattere del Prosecco esce limpidamente, con un floreale leggero affiancato da note di lievito e crosta di pane. In bocca è vinoso, ha un buon corpo, l’acidità è ben armonizzata e dà freschezza.

Ottimo come aperitivo, dissetante e rinvigorente, sa accompagnare bene antipasti anche a base di salumi, fritture di pesce o verdure.