Lasciamo Parigi e ci dirigiamo verso il motivo scatenante per il nostro tour in Francia: la Loira e le sue fiere di vino! E’ sabato mattina e partiamo assieme a due nostre care amiche che ci ospitano in ogni nostra visita parigina, l’aria è timidamente tiepida con un pò di sole… speriamo in un bel fine settimana!
Le fiere che ci attendono ad Angers sono la Reinassance e il piccolo salone organizzato da Puzelat, Mosse e Chausard, e la famosa ed attesissima Dive Bouteille, nel castello di Breze, poco a sud di Saumur, organizzata da Madame Sylvie Augereau.
Angers è una tranquilla città dove i colori del bianco e dell’azzurrino padroneggiano, non frenetica nè chiassosa; la fiera organizzata da Reinassance si svolge all’interno di un vecchio granaio ristrutturato, nel centro della città. Entrando le nostre narici per prime vengono catturate e stregate da un effluvio di caffè e cioccolato incredibile! Conosciamo già da qualche tempo il caffè di Hippolyte Courty, L’arbre a cafe, e’ un caffè biodinamico e biologico buono da bere ed annusare! Ma Claudio Corallo e il suo cioccolato non lo conoscevamo, e ci entusiasma parecchio! Il suo è un Cioccolato intenso, forte ma fresco, con una giusta tostatura e fragranza! Da ricordare le sue fave di cacao (ottime in cucina con qualche piatto salato) e il quadrotto di cioccolato 100% e liquore di ciliegie di montagna del Mastro vicentino Capovilla! Uau!
La degustazione si protrae per tutto il pomeriggio e sono presenti molti visi conosciuti come ad esempio la giornalista Alice Feiring e Isabelle Legeron, due ferventi sostenitrici del mondo del vino naturale; ci aspettavamo uno shock di naturalita’, vini che non avrei facilmente scordato…ed invece molti vini ci sono sembrati perfettini, troppo limpidi nel bicchiere e quindi filtrati o chiarificati, con solfiti che spesso disturbavano al naso.

In ogni caso assolutamente da ricordare la degustazione di Michel Augè, bella la sua bolla, ed il sauvignon…eccola l’uva nel bicchiere che cercavamo! Per gli Champagne Marie Courtin e Fleury dove abbiamo l’oppurtunità di assaggiarne un paio di cuveè senza solfiti aggiunti (davvero? Non lo credevamo possibile!) e fermentati spontaneamente ; conosciamo anche Pierre de Villaine che ci fa assaggiare il suo Aligotè, un La clos (chardonnay) ed infine un pinot nero del 2005, probabilmente ancora troppo giovane, con tannini attivi e vivaci ma con una grande complessità.
La sera siamo andati a cena in un bistrot piccino, ma pullulante di vignaioli: ben presto il locale si riempie di personaggi come il mitico Philippe del famoso Baratin a Paris (per tutti Pinouche), accompagnato dall’amico Francois Morel, tra i fondatori della rivista Le Rouge et le Blanc, e tra un assaggio e l’altro abbiamo avuto modo ancora di parlare di vino.
Il mattino seguente, dopo una colazione molto atipica (portarsi le brioches in un bar e poter prendere solo un caffè? Oui! ) andiamo all’ Hotel des Penitents, dove Puzelat, Mosse, Chaussard ed i loro colleghi ed amici dell’associazione AVN ci hanno invitato ad una degustazione per soli professionisti, fatta con semplicita’ ma di buon effetto, produttori di punta come Meyer, Foillard, Couralt, Breton, Pfifferling, Laissagne e le due italiane Foradori e Padovani . Belli gli assaggi e da non dimenticare Chaussard con le sue bollicine (You are so bubbly e You are so happy) ed il suo Pinot d’aunis, di cui vi riparleremo tra pochissimo.

La sera siamo stati invitati a casa sua da Cyril Le Moing per una degustazione di cinque vini rossi giovani presi dalla cantina e cinque vini rossi della Loira dall’annata 2005. Il tutto alla cieca, compresi i due bianchi intrusi, uno Chardonnay 2007 del grande Pierre Overnoy ed un Taibane vendemmia tardiva del 2008, ovviamente portato da noi.
I rossi del 2011 di Cyril sembravano pronti ed è stato bello sentire le differenze e cercare di scovare dov’era il Grolleau noir, il Cabernet Franc e il Cabernet Sauvignon, il Gamay. La degustazione centrale e più attenta era quella dei 2005: due grolleau, due gamay e un pinot d’aunis: su quest’ultimo non ci siamo sbagliati, era l’ultimo bicchiere e l’impronta la conoscevamo, il buon Robinot ci sa fare.
Sugli altri due vitigni noi ci siamo persi, ma di certo tutte e quattro le bottiglie avevano ancora molto da dire, erano integre e con un carattere pieno e mutevole col passare dei minuti: tutti abbiamo concordato sulla maggior freschezza ed espressività senza ossidazioni né spigolosità del primo vino: il Grolle noir di Cyril!
I nostri compagni di bevuta erano il padre di Cyril, un giovane vignaiolo ed un caviste dalla Bretagna, oltre al somellier e al direttore del ristorante di Roellinger, Les Maisons de Bricourt, tre stelle Michelin!

Il giorno dopo ci svegliammo con una sorpresa: la neve! ad attenderci le gelide cantine e segrete sotterranee del sontuoso castello di Breze, dove si svolge La Dive Bouteille, fiera sui vini naturali che, oltre alla gran scelta di produttori, è giustamente mitizzata anche per l’insolita location: suggestiva e affascinante, ma poco pratica e vivibile, totalmente all’opposto di una fiera commerciale tipo Vinitaly!
Quasi 200 produttori dal mondo facevano assaggiare i loro vini, come banchetti una vecchia barrique verticale, luce tenue, correnti gelide ma grande charme!
Ricordiamo la degustazione di Robinot, sempre cordiale e festaiolo nell’accogliere, Alexander Bain dal Sancerre, Olivier Cousin, con il suo cabernet franc , Marcel Lapierre, Philippe Pacalet, i vini cileni di Luis Antoine Luyt, e i vini Spagnoli di Laureano Serres ed Escoda.
E’ stata un’esperienza molto valida, dove abbiamo avuto l’opportunità di assaggiare buoni vini e ben fatti, espressioni di terroir, dove le emozioni sono state palpabili e venali.
Sicuramente una cosa la dobbiamo ai francesi: la capacità di mettere in piedi degustazione come questa in modo semplice, diretto, senza fronzoli o altro, grazie alla quale la concentrazione della degustazione rimane alta, oltre che per i gran vini che si possono degustare.

Il mattino seguente abbiamo partecipato come La Biancara una degustazione di soli produttori italiani con professionisti ed amici americani, al ristorante l’ Herbe Rouge della moglie di Puzelat, a Valaire: bel posto con bei piatti e ottime proposte al bicchiere (cito solamente ad esempio il Grignolino di Nadia Verrua), dove poi abbiamo anche cenato tutti assieme .

Il giorno dopo siamo partiti per ritornare in Italia, ma prima abbiamo dovuto rispettare una promessa fatta da tempo: passare alla Maison di Sebastien Riffault; una volta giunti lì, re-incontriamo nuovamente Mister Luis Luyt, che ci racconta delle sue esperienze come vignaiolo e del terribile terremoto che ha vissuto il 27 febbraio 2010 (magnitudo 8,8 della scala Richter) e poi ci raggiunge pure Alexander Bain con famiglia al seguito: ottimi i suoi vini, sono minerali, equilibrati e profumati, ci piaceva percepire la differenza dei due terreni di provenienza delle uve.

Il tempo in Francia passa veloce, la cultura accumulata di volta in volta è tanta, così le idee e le volontà dei produttori sono all’avanguardia della naturalità, e del rispetto del terreno e dell’ambiente.
Ci auguriamo di avervi resi partecipi del nostro tour, e magari perché no, fatto pure venire anche un po’ di voglia di aprire una buona bottiglia di vino francese!

Lasciamo Parigi e ci dirigiamo verso il motivo scatenante per il nostro tour in Francia: la Loira e le sue fiere di vino! E’ sabato mattina e partiamo assieme a due nostre care amiche che ci ospitano in ogni nostra visita parigina, l’aria è timidamente tiepida con un pò di sole… speriamo in un bel fine settimana!

Le fiere che ci attendono ad Angers sono la Reinassance e il piccolo salone organizzato da Puzelat, Mosse e Chausard, e la famosa ed attesissima Dive Bouteille, nel castello di Breze, poco a sud di Saumur, organizzata da Madame Sylvie Augereau.

Angers è una tranquilla città dove i colori del bianco e dell’azzurrino padroneggiano, non frenetica nè chiassosa; la fiera organizzata da Reinassance si svolge all’interno di un vecchio granaio ristrutturato, nel centro della città. Entrando le nostre narici per prime vengono catturate e stregate da un effluvio di caffè e cioccolato incredibile! Conosciamo già da qualche tempo il caffè di Hippolyte Courty, L’arbre a cafe, e’ un caffè biodinamico e biologico buono da bere ed annusare! Ma Claudio Corallo e il suo cioccolato non lo conoscevamo, e ci entusiasma parecchio! Il suo è un Cioccolato intenso, forte ma fresco, con una giusta tostatura e fragranza! Da ricordare le sue fave di cacao (ottime in cucina con qualche piatto salato) e il quadrotto di cioccolato 100% e liquore di ciliegie di montagna del Mastro vicentino Capovilla! Uau!

La degustazione si protrae per tutto il pomeriggio e sono presenti molti visi conosciuti come ad esempio la giornalista Alice Feiring e Isabelle Legeron, due ferventi sostenitrici del mondo del vino naturale; ci aspettavamo uno shock di naturalita’, vini che non avrei facilmente scordato…ed invece molti vini ci sono sembrati perfettini, troppo limpidi nel bicchiere e quindi filtrati o chiarificati, con solfiti che spesso disturbavano al naso.

In ogni caso assolutamente da ricordare la degustazione di Michel Augè, bella la sua bolla, ed il sauvignon…eccola l’uva nel bicchiere che cercavamo! Per gli Champagne Marie Courtin e Fleury dove abbiamo l’oppurtunità di assaggiarne un paio di cuveè senza solfiti aggiunti (davvero? Non lo credevamo possibile!) e fermentati spontaneamente ; conosciamo anche Pierre de Villaine che ci fa assaggiare il suo Aligotè, un La clos (chardonnay) ed infine un pinot nero del 2005, probabilmente ancora troppo giovane, con tannini attivi e vivaci ma con una grande complessità.

La sera siamo andati a cena in un bistrot piccino, ma pullulante di vignaioli: ben presto il locale si riempie di personaggi come il mitico Philippe del famoso Baratin a Paris (per tutti Pinouche), accompagnato dall’amico Francois Morel, tra i fondatori della rivista Le Rouge et le Blanc, e tra un assaggio e l’altro abbiamo avuto modo ancora di parlare di vino.

Il mattino seguente, dopo una colazione molto atipica (portarsi le brioches in un bar e poter prendere solo un caffè? Oui! ) andiamo all’ Hotel des Penitents, dove Puzelat, Mosse, Chaussard ed i loro colleghi ed amici dell’associazione AVN ci hanno invitato ad una degustazione per soli professionisti, fatta con semplicita’ ma di buon effetto, produttori di punta come Meyer, Foillard, Couralt, Breton, Pfifferling, Laissagne e le due italiane Foradori e Padovani . Belli gli assaggi e da non dimenticare Chaussard con le sue bollicine (You are so bubbly e You are so happy) ed il suo Pinot d’aunis, di cui vi riparleremo tra pochissimo.

La sera siamo stati invitati a casa sua da Cyril Le Moing per una degustazione di cinque vini rossi giovani presi dalla cantina e cinque vini rossi della Loira dall’annata 2005. Il tutto alla cieca, compresi i due bianchi intrusi, uno Chardonnay 2007 del grande Pierre Overnoy ed un Taibane vendemmia tardiva del 2008, ovviamente portato da noi.

I rossi del 2011 di Cyril sembravano pronti ed è stato bello sentire le differenze e cercare di scovare dov’era il Grolleau noir, il Cabernet Franc e il Cabernet Sauvignon, il Gamay. La degustazione centrale e più attenta era quella dei 2005: due grolleau, due gamay e un pinot d’aunis: su quest’ultimo non ci siamo sbagliati, era l’ultimo bicchiere e l’impronta la conoscevamo, il buon Robinot ci sa fare.

Sugli altri due vitigni noi ci siamo persi, ma di certo tutte e quattro le bottiglie avevano ancora molto da dire, erano integre e con un carattere pieno e mutevole col passare dei minuti: tutti abbiamo concordato sulla maggior freschezza ed espressività senza ossidazioni né spigolosità del primo vino: il Grolle noir di Cyril!

I nostri compagni di bevuta erano il padre di Cyril, un giovane vignaiolo ed un caviste dalla Bretagna, oltre al somellier e al direttore del ristorante di Roellinger, Les Maisons de Bricourt, tre stelle Michelin!

Il giorno dopo ci svegliammo con una sorpresa: la neve! ad attenderci le gelide cantine e segrete sotterranee del sontuoso castello di Breze, dove si svolge La Dive Bouteille, fiera sui vini naturali che, oltre alla gran scelta di produttori, è giustamente mitizzata anche per l’insolita location: suggestiva e affascinante, ma poco pratica e vivibile, totalmente all’opposto di una fiera commerciale tipo Vinitaly!

Quasi 200 produttori dal mondo facevano assaggiare i loro vini, come banchetti una vecchia barrique verticale, luce tenue, correnti gelide ma grande charme!

Ricordiamo la degustazione di Robinot, sempre cordiale e festaiolo nell’accogliere, Alexander Bain dal Sancerre, Olivier Cousin, con il suo cabernet franc , Marcel Lapierre, Philippe Pacalet, i vini cileni di Luis Antoine Luyt, e i vini Spagnoli di Laureano Serres ed Escoda.

E’ stata un’esperienza molto valida, dove abbiamo avuto l’opportunità di assaggiare buoni vini e ben fatti, espressioni di terroir, dove le emozioni sono state palpabili e venali.

Sicuramente una cosa la dobbiamo ai francesi: la capacità di mettere in piedi degustazione come questa in modo semplice, diretto, senza fronzoli o altro, grazie alla quale la concentrazione della degustazione rimane alta, oltre che per i gran vini che si possono degustare.

Il mattino seguente abbiamo partecipato come La Biancara una degustazione di soli produttori italiani con professionisti ed amici americani, al ristorante l’ Herbe Rouge della moglie di Puzelat, a Valaire: bel posto con bei piatti e ottime proposte al bicchiere (cito solamente ad esempio il Grignolino di Nadia Verrua), dove poi abbiamo anche cenato tutti assieme .

Il giorno dopo siamo partiti per ritornare in Italia, ma prima abbiamo dovuto rispettare una promessa fatta da tempo: passare alla Maison di Sebastien Riffault; una volta giunti lì, re-incontriamo nuovamente Mister Luis Luyt, che ci racconta delle sue esperienze come vignaiolo e del terribile terremoto che ha vissuto il 27 febbraio 2010 (magnitudo 8,8 della scala Richter) e poi ci raggiunge pure Alexander Bain con famiglia al seguito: ottimi i suoi vini, sono minerali, equilibrati e profumati, ci piaceva percepire la differenza dei due terreni di provenienza delle uve.

Il tempo in Francia passa veloce, la cultura accumulata di volta in volta è tanta, così le idee e le volontà dei produttori sono all’avanguardia della naturalità, e del rispetto del terreno e dell’ambiente.

Ci auguriamo di avervi resi partecipi del nostro tour, e magari perché no, fatto pure venire anche un po’ di voglia di aprire una buona bottiglia di vino francese!