Elementary, è il nuovo concept food store incentrato sulla qualità e sulla semplicità delle materie prime; si tratta di enoteca di giorno, bistrot a mezzogiorno e pizzeria la sera; e noi abbiamo avuto l’opportunità di creare e curare la loro carta vini, che è chiaramente incentrata sui vini naturali, italiani, francesi e spagnoli.

Scelta praticamente ovvia, visto il loro costante approccio con prodotti di alta qualità e lievitazioni spontanee.

Nello stesso stabile, un vecchio capannone industriale rimesso a nuovo, c’è l’altro locale della famiglia Olivieri, ovvero la pasticceria e caffetteria, loro lavoro da ben 3 generazioni, affiancata anche da un nuovo panificio: è un locale open-space, pieno di idee frizzanti ed innovative, aperto dalla mattina presto fino a cena: ti può catapultare la mente in qualche grande città europea, dove luoghi come questo pullulano.

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Abbiamo organizzato degli incontri con i vignaioli, per poter far conoscere realtà legate al territorio e non, per avvicinare sia gli appassionati, sia i neofiti.

Saranno serate dove ogni produttore racconterà la propria storia ed i vini, attraverso i  racconti dei luoghi dove vive e lavora.

Non la solita cena con il produttore insomma, ma piuttosto un aperitivo dove gli ospiti ascolteranno ed il contadino si trasforma un po’ in oste, in maniera dinamica ma attenta, in modo da uscirne tutti  un po’ arricchiti.

Non solo aziende di Arkè, ma anche altri amici che abbiamo deciso di coinvolgere in questa iniziativa, e che non vediamo l’ora che inizi e quindi, eccovi l’elenco delle aziende che parteciperanno, gli incontri saranno tutti i Mercoledì a partire dalle 19:

 

  • 1 Febbraio, Bellaguardia di Montecchio Maggiore, Vicenza. Azienda specializzata in bollicine metodo classico, da uve Pinot Bianco e Durella, che lavora anche un po’ di Pinot Nero per un rosè favoloso. Quattro i vini che porteranno in assaggio. (costo € 15)

 

  • 8 Febbraio, La Biancara di Angiolino Maule, Gambellara, Vicenza. Angiolino, pioniere dei vini naturali in Italia, porterà tre diverse annate della sua selezione di Garganega , il Pico, e tre annate del Tocai Rosso, il Sosan. (costo € 20)

 

  • 15 Febbraio, Cinque Campi, Reggio Emilia. Vanni Nizzoli, specialista in bolle e rifermentazioni in bottiglia, ci farà assaggiare il suo Trebbiano, due versioni di Spergola e due di Lambrusco. (costo € 15)

 

  • 22 Febbraio, Champagne naturali, a cura di Giampaolo Giacobbo. Giornalista e amante dei vini naturali, ci farà una panoramica sulla Champagne e ci farà assaggiare quattro ottimi calici. (costo € 40)

 

  • 1 Marzo, Terre di Pietra, Valpolicella, Verona. Laura Albertini, giovane vignaiola emergente, ci racconterà il suo percorso alla ricerca della purezza attraverso i suoi Valpolicella, con cinque assaggi dal loro vino più semplice fino all’Amarone. (costo € 20)

 

  • 15 Marzo, Casa Belfi Prosecco Colfondo, Treviso. Maurizio Donadi ci porterà quattro suoi vini, prosecco ma non solo, tutti vinificati in anfore di terracotta. (costo € 15)

 

  • 22 Marzo, Sauro Maule de Il Cavallino e Davide Spillare, ovvero largo ai giovani! Due aziende gestite da ragazzi che hanno creduto nel loro territorio, Gambellara e i Colli Berici. Due bianchi (a base Garganega) ed un rosso (Merlot) a testa a confronto, per sei vini vibranti. (costo € 20)

 

  • 29 Marzo, Gianfranco Masiero, Trissino, Vicenza. Un grande appassionato di vini che ci ha provato nelle sue colline di Trissino, ci racconterà quattro vini fatti con il metodo biodinamico. (costo € 20)

 

Ogni degustazione sarà accompagnata da assaggi della pizza di Elementary, in abbinamento ai vini degustati.

Gli eventi sono a numero chiuso, è gradita la prenotazione: tel. 380 102 5675 , mail: info@olivieri1882.com

 

Terminati gli assaggi e l’incontro con il produttore si potrà accedere al locale aperto al pubblico per completare la cena…

 

Qui la locandina in pdf con tutte le serate: Wine Diaries

 

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Bruno Carilli, umbro di origine, è un Mastro Birraio con le maiuscole d’obbligo, padre padrone di Toccalmatto! Amante delle birre fin dall’inizio della propria carriera, quando lavorava con birrifici di distribuzione nazionale come Carlsberg, per poi concentrarsi interamente alla propria “creatura”, il suo birrificio aperto nel 2008.

Nell’assaggio della tipologia di birre prodotte da Bruno occorre evidenziare una caratteristica primaria: l’assoluta padronanza del mondo dei luppoli, l’utilizzo di  tecniche innovative fra cui il back hop o il più consolidato dry hopping, con l’obiettivo di preservare il più possibile le sue caratteristiche aromatiche.

Amante e consumatore di vini naturali, esiste un rapporto di amicizia, stima e confronto tra noi, oltre anche ad una collaborazione nella creazione di una birra a fermentazione spontanea con l’ausilio del mosto (una “spontaneous” IGA), ed una con uva passita macerata in botte … di cui vi parleremo prossimamente su queste pagine!

 

Ha composto per noi una breve riflessione sulle contaminazioni tra birra artigianale e vino naturale:

 

Si ha spesso l’impressione che vino e birra siano due squadre separate, con le rispettive tifoserie arroccate nelle proprie posizioni. Inutile nascondere ci sia un fondo di verità in tutto questo. Se agli albori delle fermentazioni, quando l’azione dei lieviti era più che altro magia e superstizione e uno zucchero fermentescibile valeva l’altro (uva, miele, rudimentali“zuppe” di cereali), la geografia, la storia e il progresso hanno poi inesorabilmente separato le due fazioni, una a nord della “beer belt” e l’altra a sud della “grape line”: prima che lo chiediate, sono la stessa cosa, non ci si riesce a mettere d’accordo nemmeno sul nome di un confine immaginario.

E’ quindi particolarmente emozionante vedere abbattute queste barriere plurisecolari grazie allo sforzo congiunto dei due mondi, e ai movimenti che li hanno rivoluzionati, quello della Birra Artigianale e del Vino Naturale. E’ stata una reciproca scoperta di punti di contatto, sia dal punto di vista produttivo che gustativo. “L’anello mancante tra la birra e il vino” è da sempre il lambic, certamente per la fermentazione senza lieviti selezionati né inoculati, ma –soprattutto per il consumatore- per aver aperto palati e menti all’acidità e agli off-flavour, le cosiddette “puzzette”. In una nazione fondata sul vino come l’Italia, da questa iniziale contaminazione non poteva che nascere un processo di ibridazione, fino a fare delle “Italian Grape Ale” lo stile birrario che ci rappresenta nel mondo.

Per noi di Toccalmatto questa è un’idea nata col birrificio. A partire dalla Jadis, birra di frumento rosé ispirata dalla Fortana del Taro, fino alle sperimentazioni con i passaggi in botte, che hanno dato vita a birre complesse e riconosciute a livello internazionale. La nostra Russian Imperial Stout passata in botte di Sagrantino di Montefalco è uno degli esempi più estremi: ha passato anni in compagnia dello spauracchio per eccellenza del mondo vinicolo: il Brettanomyces, intoccabile per gli enologi, è stato addomesticato dai birrai… permettetemi, almeno stavolta, di fare il tifo per la mia squadra.

 

 

carilli