CATALOGO 2018

30 Gennaio 2018

Siamo a presentarvi il Catalogo 2018, appena completato, ricco di nuove idee e con un tocco più artistico.

Abbiamo voluto renderlo davvero indimenticabile, sia per formato, che per colori, che per informazioni.

Perchè un catalogo non è solamente pubblicità, anzi non lo è affatto! E’ il frutto di mesi e mesi di ricerche, è il resoconto degli incontri con i nostri e i vostri vignaioli, è uno scrigno di storie.

Il vino naturale è ricco di valori e di emozioni che dobbiamo saper raccontare ed è per questa ragione che un catalogo non è mai pubblicità e non deve essere dimenticato su uno scaffale pieno di polvere: bisogna viverlo, sfogliarlo, studiarlo, consultarlo come fosse un bugiardino e messo a disposizione di chiunque se ne voglia prendere il tempo.

Serve a far innamorare il bevitore delle peculiarità, degli aneddoti non detti, di tutto ciò che sta dietro ad un bottiglia di vino e di far conoscere in prima persona che cosa significhi davvero vino naturale. Non è stato creato per dare punteggi, o per abbinarlo per forza ad un determinato piatto.

Il catalogo è fatto per essere mezzo di conoscenza.

 

Non ci pare poco.

 

Per qualsiasi conoscenza che possa infondere emozione serve la fiducia ed è quella che speriamo di infondervi grazie a questo Catalogo 2018.

 

Buona Lettura!

 

 

 

Un ringraziamento ad Ey Studio per l’elaborazione grafica e a Fango per l’artwork di copertina ed interno catalogo!

 

Ecco qua per voi i video del nostro Natural Wine Challenge, i dibattiti e quello che e’ stato vissuto lunedi 15 gennaio a Milano.

Come primo video vi lasciamo alcuni istanti di questo fantastico evento, l’atmosfera che si respirava e la prima parte di convegno dove ci parla il produttore Angiolino Maule:

 

Nella secondo video la parola passa a Lorenzo Rondinelli, dove ci racconta la sua esperienza e i suoi consigli, e poi Mads Kleppe, head-sommelier del Ristorante Noma di Copenhagen, dove abbiamo degustato assieme 4 vini scelti dallo stesso Mads e affrontato i temi principali sul vino Naturale, il modo di presentarlo alla clientela e il suo utilizzo in ristoranti famosi come il Noma:

 

Terza parte del convegno:

Infine vi lasciamo l’intervista faccia a faccia con Gianpaolo Giacobbo e Mads Kleppe, dove hanno chiaccherato e divagato di vino naturale, di prodottori, di vita, e persino di Punk Rock!

Mads inoltre risponde alla nostra famosa domanda:” che cos’e’ per te il vino naturale?” raccontandoci il suo punto di vista.

Buona Visione!

La prima edizione di Natural Wine Challenge si è conclusa con un’ottimo riscontro da parte del nostro pubblico, formato solamente da operatori del settore tra ristoratori, agenti, enotecari, sommelier e giornalisti: per tutti era qualcosa di nuovo e stimolante e l’interesse era davvero alto.

La degustazione, rigorosamente alla cieca, era composta da ben 40 vini  selezionati dai cataloghi di Arkè e Vite tra produttori italiani, francesi, spagnoli e portoghesi.

Una bella sfida per mettersi in gioco, nessun trofeo da vincere ma un perfetto esercizio per mettersi alla prova, traslasciando i preconcetti che spesso si creano davanti alle etichette ed ai vitigni, ed affidarsi solamente ai propri sensi e ai propri ricordi.

Dopo pranzo si è tenuto un convegno che ha dato voce a tre figure fondamentali nel mondo del vino naturale:

  • Un produttore: Angiolino Maule ha raccontato della sua esperienza con i vini naturali, gli inizi assieme ai produttori friulani e sloveni, le difficoltà e la sua fame di conoscenza che non viene mai saziata, la storia ed il futuro con l’associazione VinNatur, lo sforzo per produrre vini naturali e ben fatti, che mirino ad essere il più possibile senza difetti.

Angiolino Maule durante il convegno

  • Un sommelier e formatore di sala: Lorenzo Rondinelli, che ha parlato della sua esperienza al Ristorante Trussardi Teatro alla Scala e nel settore della formazione del personale nei ristoranti ed enoteche, delle difficoltà che si possono riscontrare nel proporre vini naturali al pubblico e di come meglio affrontare gli approcci e la vendita.

Lorenzo Rondinelli

  • L’head-sommelier del ristorante più famoso del mondo: Mads Kleppe del Noma di Copenhagen: una sua personale visione molto importante, vista la scelta del ristorante di selezionare solo vini naturali, di come approcciarsi alla loro proposta, di capire la sensibilità del cliente che si ha di fronte, per servirli nel miglior modo possibile. Assieme poi sono stati degustati alla cieca 4 vini scelti da Mads, due bianchi e due rossi. Un’esperienza istruttiva e di grande confronto per noi tutti.

Mads Kleppe

Siamo molto orgogliosi di “aver vinto” questa prima battaglia di Natural Wine Challenge e ci auguriamo possa essere il primo incontro di molti altri, per poter crescere insieme, per poter meglio comprendere e godere al meglio del vino naturale.

Mads durante il convegno

Francesco

Erica

 

Andrea di Vite

Andrea Gaggero di Vite

 

Ecco qui l’elenco dei vini che son stati degustati:

Bolle

1. Ca dei Zago (Valdobbiadene, TV, Veneto ) – Valdobbiadene DOCG col fondo 2016. 90% Glera, 10% Bianchetta, Verdisio. Cemento e bottiglia.
2. Casa Belfi (San Polo di Piave, Veneto) – Prosecco Casa Belfi Colfondo 2016 – Glera in purezza. Acciaio. Rifermentazione naturale in bottiglia, senza solfiti aggiunti.

3. Domaine de l’Amandier (Saint Julien en Saint Alban, Rhone, Francia) – Petite Nature – 40% Chasselas blanc 40%Chasselas rose 20% Muscat d’Ambourg. Pet Nat. Vetroresina e bottiglia.
4. Il Moralizzatore (Carmignano di Brenta, Veneto) – Vespaiò 2016 – Vespaiola (60%), Friulano (40%), rifermentazione naturale in bottiglia sur lie.
5. Champ Divin (Gevingey, Jura, Francia) – Cremant du Jura 15 Brut Zero. 80%Chardonnay 20% Savagnin. Acciaio e bottiglia.
6. Ravarini (Monticelli Brusati, Franciacorta, Lombardia) – Franciacorta 2010 – Chardonnay in purezza, acciaio e cemento. 65 mesi sui lieviti. Pas dosè.
7. François Pinon (Vernou sur Brenne, Loira, Francia) – Vouvray Brut Non Dosé 2012. 100% Chenin Blanc. Metoto classico. Acciaio/botte grande e bottiglia.
8. Bergianti (Carpi, MO, Emilia Romagna)– Fine Bergianti 15. Metodo classico. 100% Lambrusco di Sorbara. Metodo classico. Cemento e bottiglia.
9. Cinque Campi (Puianello, Reggio Emilia) – L’Artiglio 2014 – Spergola 95% Moscato 5%. Macerazione con le bucce per 5 giorni. Acciaio. Rifermentazione naturale, solo con il mosto. 30 mesi sui lieviti. Pas dosè. Senza solfiti aggiunti.
10. Champagne Jeaunaux Robin(Talus Saint Prix, Champagne, Francia) – Le Talus Saint Prix. 60% PM 30%PN 10%CH. Acciaio/barrique e bottiglia.
11. Champagne Christophe Lefèvre (Bonneil, Vallée de la Marne, Champagne) – Cuvée Prestige – Pinot meunier (60%), Pinot noir (30%), Chardonnay (10%). Acciaio e barriques usate. Non dosato. 80% annata 2010, 20% annata 2009.

Bianchi

12. Ancarani (Faenza, RA, Emilia Romagna) – Per la gioia 2016. Albana, Trebbiano, Famoso. Cememnto.
13. Masseria Starnali (Galluccio, Caserta, Campania) – Maresa 2016 – Falanghina in
purezza. Acciaio. Senza solfiti aggiunti.
14. La Biancara (Gambellara, Vicenza, Veneto) – Sassaia 2016 – Garganega in purezza, botte grande di rovere. Senza solfiti aggiunti.
15. Bodegas Albamar (Cambados, Galizia, Spagna) – Albamar 2016 100% Albarino. Acciaio e Botte grande.
16. Texier (Saint Julien en Saint Alban, Rhone, Francia)– Brézème Roussanne 2016 100% Roussanne. Vetroresina.
17. Urogallo (Cangas del Narcea, Asturias, Spagna) – Fanfarria Blanco 2015 50% Albarin Blanco 50%Albillo. Acciaio/ barrique e tonneaux.
18. Valli Unite (Colli Tortonesi, Piemonte) – San Vito 2014 – Timorasso DOC da vigne vecchie. Botte grande di rovere. Senza solfiti aggiunti.
19. Renardière (Pupillin, Jura, Francia)– Jurassique 2016 100%Chardonnay. Barrique e tonneaux.
20. Bergianti (Carpi, MO, Emilia Romagna) – Bianco Bergianti 2016. 100% Pignoletto. Macerato 4 gg. Acciaio.
21. Debout-Bertin (Faye d’Anjou, Anjou, Loira) – Achillè 2015 – Chenin blanc in purezza. Barriques. Senza solfiti aggiunti.
22. Geschickt (Ammerschwihr, Alsazia) – Riesling 2015 – Riesling in purezza. Acciaio e botte grande. Senza solfiti aggiunti.
23. Francesconi (Faenza, RA, Emilia Romagna)– Arcaica 2015. 100% Albana. Macerato 60gg. Acciaio.
24. Vale da Capucha (Carvalhal, Lisboa, Portogallo) – Arinto 2015. 100% Arinto. 30%macerato 4gg. Acciaio.
25. Rafa Bernabe (Villena, Alicante, Spagna)– Benimaquia Tinajas 2015. 50% Moscato d’Alessandria 50% Merseguera. Macerato 6 mesi tinajas de barro Padilla. Anfora.
26. Franco Terpin (San Floriano del Collio, Friuli) – Ribolla Gialla 2010 – Ribolla Gialla in purezza. Macerazione con le bucce. Botte grande di rovere.
27. Overnoy (Orbagna, Jura) – Chardonnay Vieilles Vignes 2013 – Chardonnay da vigne vecchie, ossidativo. Barriques scolme.
Rosè 28. Lamoresca (San Michele di Ganzaria, Catania, Sicilia) – Rosa 2016 – Nero d’Avola 50%, Frappato 45%, Moscato 5%. Acciaio.

Rossi

29. Rafa Bernabe (Villena, Alicante, Spagna)– La Amistad 2015. 100% Rojal. Anfora.
30. Renardière (Pupillin, Jura, Francia) – Ploussard 2016. 100% Ploussard. Acciaio e botte grande.
31. Barbacan (San Giacomo di Teglio, SO, Lombadia)– Rosso di Valtellina 2016. 100% Nebbiolo (Chiavennasca, Brugnola, Rossola etc..) acciaio.
32. Eric Texier(Saint Julien en Saint Alban, Rhone, Francia) – Brézème 2015. 100% Syrah. Cemento e botte grande.
33. Terre di Pietra (Marcellise, Valpolicella, Veneto) – Valpolicella Superiore Vigna del Peste 2014 – Corvina 50%, Corvinone 20%, Rondinella 20%, Molinara 10%. Cemento.
34. Az.Agr.Il Cavallino di Maule Sauro (San Germano, Vicenza, Veneto) – My Tai 2016 – Tai rosso in purezza. Acciaio. Senza solfiti aggiunti.
35. Cantina Riccardi Reale, (Olevano Romano, Lazio) – Collepazzo 2015 – Cesanese di Affile in purezza in terre arenarie e vulcaniche. Cemento.
36. Vini Scirto ( Castiglione di Sicilia, Catania, Sicilia) – Don Pippinu 2014 Etna Rosso – Nerello Mascalese e Nerello Capuccio da vigne vecchie a piede franco. Tonneaux. Senza solfiti aggiunti.
37. Erbaluna (La Morra, Cuneo, Piemonte) – Barolo 2012 – Nebbiolo in purezza, botte grande di rovere
38. Camerlengo (Rapolla,PZ, Basilicata) – Camerlengo 2014. 100% Aglianico. Tino troncoconico di rovere.
39. Villa Pacina (Castelnuovo Berardenga, Siena, Toscana) – Villa Pacina 2015 – Sangiovese in purezza da vigne vecchie, senza solfiti aggiunti.
40. Natalino Del Prete (San Donaci, Brindisi, Puglia) – Pioniere 2016 – Negroamaro 90%, Malvasia Nera 10%, Vigne vecchie. Senza solfiti.

 

A breve usciremo con i video del convegno ed un’intervista a Mads Kleppe, in modo da avere disponibile per tutti i temi che si sono affrontati durante la giornata.

 

Grazie a tutti i partecipanti e ai colleghi di Vite per aver dato vita a questa esperienza formidabile!

 

 

 

 

Buon 2018! Vi auguriamo un anno prosperoso di felicità e buone cose ma soprattutto di poter stappare e gustare tanti buoni vini naturali!

A tal proposito abbiamo pensato a voi e, dopo una attenta e lunga ricerca, abbiamo inserito due nuove aziende alla nostra selezione, che abbiamo corteggiato e studiato per più di un anno:

 

 

 

Due nuove realtà piene di ambizioni ed energie positive in questo mondo di vignaioli naturali, che hanno sposato la causa del rispetto per l’ambiente e della salute della terra, oltre ovviamente della nostra, e che faranno gioire i nostri palati!

Piero Riccardi e il suo Cesanese

 

Cantine Riccardi Reale nasce dall’unione di Lorella e di Piero che si son conosciuti lavorando per il mondo televisivo e hanno scoperto di avere in comune una grande passione per la terra e la vite. Si son rimessi in gioco lavorando i terreni di proprietà della famiglia di Piero ad Olevano Romano, mettendo a frutto il vitigno autoctono più suggestivo del Lazio, il Cesanese di Affile: esattamente nella zona di Colle Pazzo, 300 mt sul livello del mare. All’interno di ogni singolo vigneto esistono due tipologie di terreno, uno di natura vulcanica di colore rossastro, l’altro invece composto da arenarie emerse nel Cretaceo, di colore più chiaro, chiamate per l’appunto terre bianche.

Le uve vengono raccolte  a mano e suddivise per zone, e al termine di ogni affinamento sono messi in  bottiglia tre diversi tipi di Cesanese che si chiamano rispettivamente Collepazzo (il blend dei due terreni) e gli altri due che sono il risultato della distinzione delle uve coltivate nelle ” terre bianche ” di origine arenaria, il Calitro, mentre dalle ” terre rosse ” nasce il Neccio.

Producono anche un rosato, sempre con il Cesanese, il Tucuca, ed usciranno a breve con il loro primo bianco a base di Malvasia Puntinata con un poco di Riesling renano, chiamato Emotiq.

Lorella e Piero praticano la biodinamica ed il metodo di coltura biologica ma senza dimenticarsi di studiare e intuire strade più efficaci per ottenere vini espressivi e naturali, contraddistinti da un’ottima finezza ed eleganza, rare su vitigni a bacca rossa, con un’ottima profondità e lunghezza in bocca.

Lorella e Piero di Cantine Riccardi-Reale

 

Scendendo poi su una delle nostre isole preferite in Sicilia, ai piedi delle pendici dell’Etna abbiamo conosciuto due giovani promesse del vino naturale: Giuseppe e Valeria di Vini Scirto.

Valeria e Giuseppe di Vini Scirto

Giuseppe in vendemmia

Sono una coppia di giovani innamorati della propria terra che hanno deciso di continuare a far vivere la storia vinicola del nonno di Giuseppe, a Castiglione di Sicilia, sulle pendici nord dell’Etna.

Dal nonno hanno imparato come si coltiva la terra e i nomi delle loro etichette sono un omaggio alla sua vita e agli insegnamenti lasciati:

A Culonna è il nome del loro vino rosso fatto da uve Nerello Mascalese e Nerello Capuccio che ricorda il centro nevralgico della vita del loro piccolo paesello, mentre il nome del vino bianco  con uve Carricante, Catarratto, Minnella e Grecanico è Don Pippinu, il soprannome del nonno.

Giuseppe zappa la vigna

“Li ho bevuti. E nel calice ho sentito i profumi intensi di una storia vera; ho visto i colori di una vita semplice, ho percepito la longevità di una cultura tramandata attraverso i gesti”, racconta Valeria, che adesso è accanto al suo Giuseppe, ed insieme lavorano vigne di oltre 80 anni coltivate ad alberello e suddivise in piccoli appezzamenti sparsi fra Passopisciaro e Randazzo.

Sperano di vendere tutto il vino Giuseppe e Valeria, perché non sopportano di vedere vigne abbandonate e non gestite, preferirebbero poterle comprare, “perché sennò è peccato”, ci raccontano.

 

Siamo orgogliosi di queste nuove collaborazioni e di poterle condividere con voi.

E come sempre, speriamo che le nostre sensazioni siano veritiere e che diventino due realtà di riferimento per la loro zona: i loro vini sono precisi e di carattere, e di certo negli anni verranno riconosciuti tali.

Datedomenica 21 e lunedì 22 gennaio 2018

Luogo: Palazzo della Borsa – Piazza De Ferrari – Genova

Orari: entrambi i giorni dalle ore 11 alle 19

Quota associativa di partecipazione: Euro 15,00 – catalogo e calice da degustazione inclusi.

 

 

Torna l’appuntamento biennale con VinNatur Genova, si tratta della terza edizione di questa fiera organizzata dall’associazione viticoltori naturali VinNatur.

In una città di mare così viva ed in fermento si daranno appuntamento 70 produttori provenienti in maggioranza dalle diverse regioni italiane, ma anche da Francia, Austria e Slovenia.

 

Della nostra distribuzione saranno presenti innanzi tutto i nuovi vignaioli inseriti da pochi mesi o pochi giorni, ovvero:

  • Riccardi Reale, azienda laziale in provincia di Roma che lavora con estrema eleganza e finezza il Cesanese. Azienda talmente nuova che noi la presenteremo la prossima settimana!
  • Ravarini, un Franciacorta fatto da un vero contadino che ci stupirà per la franchezza e la profondità delle sue bollicine, fa anche vini fermi di buona qualità. La sua prima fiera in assoluto!
  • Valli Unite, una vecchia conoscenza dentro a VinNatur, rossi semplici e diretti, ma anche versioni importanti e da invecchiamento. Ed il Timorasso, un vitigno bianco da valorizzare.

 

Inoltre ci saranno questi altri “nostri” produttori: Cinque Campi e Camillo Donati dall’Emilia, Franco Terpin dal Collio, Borgatta e Cascina Tavijn dal Piemonte, Santa Maria da Montalcino, Natalino Del Prete dalla Puglia e La Biancara, Il Cavallino di Sauro Maule e Casa Belfi dal Veneto.

 

Cari amici genovesi e non solo, vi aspettiamo ai nostri banchetti!!!

A presto!

 

 

 

 

 

Armando Castagno: Borgogna – Le vigne della Côte d’Or

Samuel Cogliati: Champagne, L’immaginario e il reale / Vignaioli e vini

 

Finalmente il panorama culturale legato al vino sembra aver trovato nuova linfa vitale con due pubblicazioni di spessore, dedicate alle due zone più affascinanti e famose che i cugini francesi hanno saputo valorizzare al massimo: Borgogna e Champagne.

E sono state scritte da due giornalisti per questo mondo giovani, molto intelligenti e capaci nel loro lavoro, entrambi appassionati di vini naturali.

Quello di Castagno è uscito ai primi di dicembre ed è un tomo da 4,1 kg che esplora tutti i Cru di Borgogna, catalogando per ogni villaggio tutti i singoli vigneti: un lavoro etimologico della toponomastica che non ha eguali, si trovano anche vicende storiche, fondamenti di climatologia, ampelografia, geologia, gastronomia. Più un escursus sulle caratteristiche di ogni annata, dalla 1900 alla 2016. Il libro è impreziosito dalle bellissime foto di Andrea Federici.

Si tratta di un libro molto tecnico, ma dalla lettura semplice, per un appassionato può essere un ottimo strumento di viaggio, per un sommelier un testo fondamentale per conoscere ed approfondire questa regione viticola. Di certo si tratta di un’opera imponente che resterà negli anni ed è bello che sia stato un italiano a farlo.

Viene citata la nostra azienda, Rouges Queues, sul capitolo dedicato a Maranges.

 

Samuel Cogliati aveva già pubblicato con Porthos ben 10 anni fa un libro illuminante sulla Champagne, Il sacrificio di un terroir, seguito da Il sogno fragile, pubblicato dalla sua Possibilia Editore, tradotto e pubblicato anche in Francia, entrambi ormai introvabili.

Lo spirito critico, l’indagine sull’inquinamento che ha sempre pervaso questa regione, la riscoperta e il fiorire di vignaioli artigiani e naturali hanno sempre spiccato nelle sue descrizioni, al contempo tecniche e liriche, nei sui precedenti scritti.

Esce in questi giorni (e ci arriverà a breve) una pubblicazione di due libri, il primo dove si analizza in modo approfondito la regione, con descrizioni storiche, geografiche, economiche, viticole, enologiche e culturali di questo famosissimo vino; propone anche una lettura personale sugli usi conviviali e gastronomici, fatta quindi di abbinamenti e modi di degustarlo, a livello sia tecnico, ma anche da semplice bevitore.

Il secondo libro fa da corollario pratico al primo e propone la recensione di più quasi 200 champagne e dei relativi 60 vignaioli, senza punteggi o classifiche, ma con la descrizioni accurate dei vini, tutti assaggiati alla cieca, e di chi li fa.

Tra questi c’è anche il nostro Christophe Lefevre con alcune sue cuveè.

 

Armatevi tutti, comprate e leggete! La cultura, la storia e le interpretazioni, anche nel mondo del vino, sono fondamentali.