VINNATUR 2019

18 Marzo 2019

 

 

Ci siamo.

Evento unico nel suo genere, la degustazione con D maiuscola. Tra le più importanti nel campo del vino naturale: Vinnatur 2019, che quest’anno cambia sede e ci vedrà protagonisti per la nostra sedicesima edizione nel Show-room Margraf a Gambellara, provincia di Vicenza, il 6-7-8 aprile 2019.

Qui potete vedere la sua posizione con il link di Google Maps davvero molto comoda.

 

MAGRAF GAMBELLARA – fotografo: Davide Faedo

 

“Divulgare il vino in maniera naturale”: questo è il pensiero di 180 produttori  di vino provenienti da Francia, Italia, Slovenia, Austria, per raccontarsi e insegnare il loro personale concetto di etica e natura: riscoprire il ” terroir”.

 

Arkè sarà presente con i suoi vignaioli, che saranno in queste postazioni:

  • Domaine Geschickt -F8-
  • Dom. de Courbissac – F8 –
  • Champagne Lefevre – F7
  • Overnoy -F7 –
  • Natalie Gaubicher -F7 –
  • Marko Tavčar Pietra – F7 –
  • reyter – D8 –
  • Masseria Starnali – D8-
  • Cinque Campi – F8-
  • Camillo Donati – E 7 –
  • Franco e Daniela Terpin – C7 –
  • Riccardi- Reale – E7 –
  • Cascina Borgatta – C7 –
  • Olek Bondonio – D7 –
  • Valli Unite – E7 –
  • Natalino e Mina Del Prete – F8 –
  • Meigamma – D7 –
  • Lamoresca – E8 –
  • Vini Scirto – E8 –
  • Pacina – E8 –
  • Santa Maria – D8 –
  • Casa Belfi -E7 –
  • Il Cavallino – D7 –
  • Il Moralizzatore -E8 –
  • La Biancara – D8 –
  • Terre di Pietra – D7 –

 

Eccovi la mappa per trovarci duranti il Tasting, davvero molto comodi e tutti vicini quest’anno 🙂 !

 

 

Un’occasione unica per incontrare personalmente i produttori, con cui condividere pensieri, storie di vita e cantina e, poter vivere le loro emozioni assaggiando i loro vini.  L’associazione VinNatur, nata nel 2006, riunisce viticoltori europei che hanno il comune obiettivo di condividere le tecniche e le esperienze messe in campo per produrre vino in maniera naturale, sia in vigna che in cantina, e la manifestazione rende fruibili per tutti, con l’impegno per la diffusione di una nuova cultura del vino, un’evento che permette all’Associazione VinNatur di vivere queste idee.

“Dopo il forfait di Villa Favorita, chiusa per lavori di restauro, ci siamo messi alla ricerca di un nuovo spazio che facesse al caso nostro – dichiara Daniele Piccinin, vice Presidente di VinNatur – Volevamo restare in zona, perchè qui è la nostra sede e qui è nata l’associazione, ma volevamo anche trovare un luogo che fosse abbastanza grande per permetterci di dare la possibilità di partecipare a tutti i nostri soci. Abbiamo scelto uno spazio facilmente raggiungibile e con un ampio parcheggio a disposizione dei visitatori, il che renderà più agevole tutta la logistica, anche gli acquisti. Siamo convinti che siano le persone a rendere speciali un luogo e un appuntamento e quindi siamo certi che anche quest’anno vivremo un’edizione indimenticabile”.

 

La nuova locandina è la vincitrice del concorso Immagina il tuo VinNatur Tasting 2019, indetto da VinNatur in collaborazione con Illustratore Italiano, sul tema dei vini naturali e della viticoltura consapevole e rispettosa della natura. L’immagine è stata selezionata tra 80 illustrazioni e rappresenta secondo l’autrice Giulia Perin originaria di Vicenza, il “il prendersi del tempo per stare assieme, sia nel rapporto tra il contadino e l’uva, ma anche tra le persone che condividono il piacere di un bel bicchiere di vino nella lentezza di uno spazio tempo ovattato”.

 

Per altre informazioni potete consultare il sito ufficiale di Vinnatur oppure mandare una mail a info@vinnatur.org

 

Vi aspettiamo!

 

 

 

 

 

Il nostro Catalogo da molti anni dedica la parte finale ad una rubrica che noi chiamiamo ” Gli amici di arké ” per il valore intrinseco che ci lega ad ognuno di loro, un mix tra stima ed amicizia, vero motore capace di creare connubi magici.

Loro sono Chef con la C maiuscola che hanno scelto di collaborare felicemente ed attivamente con il mondo del vino naturale, e ne traggono moltissimi benefici, in quanto la realtà è più semplice di quanto si immagini, il vino buono (fatto come si deve) si sposa ed esalta ulteriormente la buona cucina. Punto. Nient’altro da aggiungere.

In questo secondo appuntamento siamo a Roma, nel ristoranti di due coraggiose e brave sorelle, Il Doppio Mangiare e Bere, posto di qualità eccelse, dove sentirsi sempre a casa con un tocco di contemporaneità. Ecco che cosa Romana ha pensato di scrivere per noi:

 

 

Ho 36 anni, sono di Roma. Dopo dieci anni di conservatorio non sopportavo più la tensione da platea e mi sono messa al riparo in cucina, da dove in fondo venivo. Papà Marcello era un ristoratore, sempre in zona Prati. Diventai prima sommelier a 22 anni, poi decisi di seguire la scuola di cucina di Sciullo. Con mia sorella Marta che al contrario studiava economia e che da papà stava sempre alla cassa decidemmo di provare da sole, rilevammo Taverna Romana una osteria tipica del quartiere e dopo i primi successi, nel 2009, la trasformammo ne Il Doppio Mangiare e Bere. Il posto non era infatti più in linea con le variazioni dei piatti della tradizione che andavo rielaborando. Inoltre il Doppio eravamo noi, due sorelle, diverse tra loro, Marta ama la sala invece io la cucina; il doppio è tradizione e contemporaneità ed è infine l’idea che al ristorante si è sempre in due, noi e chi mangia.

 

 

IL PIATTO:

Il piatto e il vino Il Collepazzo Cesanese doc di Olevano Romano è un vino che riesce ad accompagnare molti dei nostri piatti. Scegliamo spesso i vini della nostra carta per questa ragione. Stavolta invece mi sono divertita a fare un lavoro inverso, elaborare un piatto da abbinare a un vino. Ho pensato per il Collepazzo a un piatto del Lazio rivisitato, il Goulash di coda alla vaccinara. Ci sono elementi della nostra tradizione, come il sedano (anche se qui è crudo e non cotto), cannella, chiodi di garofano, cioccolato fondente ma fa la sua apparizione una spezia esterna, la paprika, imprevista ma benvenuta. Il motivo è che la coda alla vaccinara è uno stracotto di manzo che per non stancare deve avere freschezza, data dal sedano e dalle spezie allo stesso modo il Collepazzo è di uve Cesanese, il rosso per antonomasia della nostra città ma è quello di Piero Riccardi e Lorella Reale un vino originale, è speziato, con ricordi d’arancia e visciola, e poi mi colpisce il fatto di ritrovarlo sempre nelle diverse annate un vino insieme maturo e complesso ma anche con una particolare energia giovanile e freschezza. Insomma doppio anche lui!Il vino naturale? Mi appartiene. Ha spontaneità pur avendo un legame con il territorio. C’è sperimentazione tra i produttori, i vini mi sembrano più divertenti e armonici con i piatti. E poi la cosa che apprezzo di più è che gli stessi vini se fatti da produttori seri cambiano con le annate, cambiano come cambia la mia cucina

 

 

IL VINO:

 

No, non si tratta di un vino pazzo ma Collepazzo è il nome della collina da cui vengono raccolte le uve. Cesanese di Affile in purezza, uve frutto del blend dei diversi terreni, vulcanici e arenarie. Fermentazione spontanea senza aggiunte chimiche e poi 10 mesi di affinamento in cemento e 6 mesi di bottiglia. Equilibrato ed armonico; ne consegue un vino con una vena artistica, un vino che sà porsi in modo leggero ma che in realtà ha frutto e struttura ben integrati e definiti. Nota di frutta rossa, terra bagnata e sensazioni selvatiche ne fanno da padrone.