Giovedì 10 aprile torniamo in uno dei nostri posti preferiti per location e cibo, a Cascina Lagoscuro assieme ad Angiolino Maule per una serata dedicata alla storia della Garganega e di Gambellara.

Chi sono e cos’è Cascina Lagoscuro per chi ci segue non è certo una novità, e noi siamo sempre molto felici di andare a visitare questi cari amici e organizzare serate con loro.

Per il prossimo giovedì si è pensato a:

  • aperitivo con due Rifermentati naturali, Casa Belfi con il suo Prosecco Colfondo vinificato in Anfora e Geschikt con Obi Wine Keno Bulle.
  • Degustazione alla Cieca ( come piace a noi!) di 4 vecchie annate di Sassaia de La Biancara guidate da Angiolino Maule.
  • Cena con i vini di Angiolino abbinati ai piatti, dove troveremo Sassaia 2016, Sosan 2015 e Recioto 2004.

Convivialità e natura che si fondono assieme per creare serate magiche e naturalmente buone!

 

Vi aspettiamo!

 

Per info:

Cascina Lagoscuro

tel 0372 57487

info@cascinalagoscuro.it

http://www.cascinalagoscuro.it/

Matej Svara, nuovo produttore per arké, il primo dalla Slovenia, arrivato a farsi conoscere direttamente durante questa edizione di VinNatur, il lunedì di Villa Favorita, portandoci i suoi vini: Malvazija, Vitovska e Teran.

 

Matej, che fa anche il cuoco, è un contadino che coltiva con caparbietà e passione le proprie vigne che si estendono per appena 1,3 ettari a Komen, sul Carso sloveno, ed imbottiglia i suoi vini dal 2010. Lavora in maniera spudorata e ribelle, in cantina infatti non usa nulla, se non il succo delle sue uve: nessun tipo aggiunta e nessuna filtrazione, per vini che da giovani sono tesi e scorbutici, soprattutto i bianchi, ma che con il tempo si sanno allungare ed affinare molto bene.

Da subito la sua scelta su come lavorare è stata legata al metodo biodinamico, seguendo il calendario di Maria Thun e i metodi biodinamici, per lavorare una terra molto particolare, il Carso, con poca profondità ma grande capacità espressiva.

 

 

La ricerca di un produttore di questa zona per noi dura ormai da qualche anno, dalle prime visite ai tre mostri sacri di questa zona, ovvero Vasja Cotar, Benjamin Zidarich e Marko Fon, che negli anni ci hanno raccontato del Carso e dei suoi vini…e ce ne siamo innamorati, soprattutto del Terrano e della sua apparente impenetrabilità: acidità impressionante, tannico ma freschissimo e dai profumi fruttati, dai frutti rossi di bosco all’arancia…una bomba!

Ed i bianchi, l’aromaticità e la pienezza della Malvasija, la profondità e la mineralità della Vitovska, entrambi da scoprire sia a pressatura diretta, sia in macerazione con le bucce.

 

Abbiamo scoperto e trovato il buon Matej con non poche difficoltà perchè fa davvero pochissimo vino e a Trieste praticamente nessuno lo conosce, tranne il nostro uomo di fiducia in città, Alberto, che l’ha scovato, ce lo ha fatto assaggiare e conoscere e ci ha aiutato a redigere la descrizione dell’azienda e dei vini. Grazie Alberto!

 

 

Una breve descrizione del Carso e del suo terreno:

Il Carso è situato in una zona peculiare dove troviamo clima nord-continentale da un lato, con i suoi forti venti provenienti da nord-est (la famosa Bora) e dall’altro un clima temperato di tipo mediterraneo. Una delle caratteristiche principali di questo paesaggio è quella di non avere presenza di rete idrica superficiale, cosa che anche solo visivamente richiama l’attenzione e appare come terra sassosa, arida e arcigna. Le rocce presenti sono prevalentemente calcaree e dolomitiche. La loro formazione, iniziata circa 120 milioni di anni fa, è dovuta alla sedimentazione di microrganismi (animali, vegetali e molluschi) in un vasto mare di acque tiepide e poco profonde, che si estendeva per gran parte dell’odierna Europa e di cui il Mediterraneo rappresenta il lembo estremo.
I resti di questi microrganismi, depositandosi sul fondo marino, formarono una fanghiglia bianca che, sotto il peso delle acque si solidificò formando la pietra.
Nel corso dei millenni, i fondali marini affiorarono in superficie a causa delle spinte che hanno determinato la formazione delle catene montuose. Esposto all’azione delle acque superficiali e degli agenti atmosferici negli ultimi 15-20 milioni di anni, il Carso è stato modellato nelle forme più bizzarre che lo rendono unico al mondo.

 

 

 

 

Ombra delle Mura 2018

19 aprile 2018

 

Nella lista degli eventi da non perdere c’è certamente Ombra delle Mura 2018, sedicesima edizione, organizzata da due due nostri cari amici e, tra l’altro collaboratori: Gianpaolo Giacobbo e Andrea Dalla Grana.

 

Il primo, Gianpaolo, lo conosciamo da molti anni ed è un nostro collaboratore nel mondo del vino naturale sia con Arkè, che Vinnatur, autore di articoli della storica rivista Porthos di Sandro Sangiorgi, con il blog Intravino, ed oggi con Slow Food e Slow Wine e anche con la Fivi. Fra le sue più grandi passioni oltre al buon vino e alla cucina di qualità, c’è la musica: Giampaolo è un rocker! Ha un suo blog personale aperto nel 2013 dove si racconta di vita e di vini, se vi va andatelo a leggere un po’!

Andrea… grande amico vignaiolo! Oltre a fare ottimi vini assieme al suo amico di sempre Enrico, nella loro azienda Il Moralizzatore, è un personaggio eclettico che si appassiona di ciò che fa fino al midollo: tra le sue passioni oltre al vino naturale c’è pure spazio per il Surf e i viaggi! Farmacista di professione, anche se lui non ama ricordarlo perchè preferisce di gran lunga stare in vigna e fare vino.

La location per l’edizione 2018 è la Villa Angaran San Giuseppe a Bassano del Grappa, ed i vignaioli che parteciperanno saranno circa una ventina più un rinomato distillatore ( chi indovina? ). Le aziende di Arkè che parteciperanno sono:

 

Ovviamente ci sarà del buon cibo per accompagnare la degustazione, dai cicchetti alla pizza e persino del cioccolato!

Per altre info visitate il loro sito : www.ombradellemura.it!

 

Vi aspettiamo numerosi! Calice alla mano pronto !

 

 

… E poi? Una volta usciti da Villa Favorita, dove possiamo andare a mangiare bene e bere ancora vino naturale?

Se doveste ancora aver voglia di continuare il vostro percorso “naturale” eccovi la nostra selezione di Osti con la O maiuscola, i nostri locali preferiti che ci sentiamo di raccomandarvi assolutamente, disseminate tra Verona, Vicenza e Padova:

 

 

La Vineria, selezione incredibile di vini, con possibilità di bere anche vini super, di annata o di grande prestigio, grazie ad una mescita tramite coravin, da accompagnare con affettati e cicchetti veramente di alta qualità!

Due realtà concomitanti, come fratello maggiore e fratello minore, con la stessa anima pulsante ovvero il giovane e talentuoso Chef Lorenzo Cogo. El Coq è un ristorante premiato una stella Michelin, tappa immancabile della visita nella città vicentina, e il Bistrot è invece una perfetta location per colazioni, break oppure cene più veloci.

Ristorante due stelle Michelin, un’impronta espressiva di altissimo livello culinario. Travolgente! Carta dei vini con oltre duemila etichette.

Ristorante con una stella Michelin dal 1992, a conduzione familiare, un nido di cordialità e gusto con ottime referenze e piatti indimenticabili.

Una vera pizzeria e trattoria a gestione famigliare, con ampie sale e moltissimi vini naturali, tutti al bicchiere! Faranno le pizze a Villa Favorita!

Pizzeria e Bistrot moderno ed elegante, oltre che pasticceria artigianale e panificio, in un’ambiente stimolante e con enorme selezione di vini naturali.

Ristorantino giovane e frizzante, con buona selezione vini e piatti interessanti.

Trattoria tipica vicentina con accurata selezione vini, attiva dal 1950, storia e classe senza eguali.

Selezione elevata per pranzi, cene, aperitivi e cocktail in una delle piazze più belle del centro di Padova. Serve dire altro?

Ristorante gestito tutto da bravi e capaci giovani, con ambiente vivace che propone una cucina semplice ed innovativa, legata alla tradizione ma sempre con nuove idee, fresche e pulite.

Simone Padoan è il Maestro indiscusso della pizza gourmet, nel suo locale il rigore per la qualità domina, anche nella carta vini, che da sempre propone vini naturali.

Bar storico in pieno centro, di fianco all’Arena: qualche stuzzichino, mescita di vini naturali e birre artigianali.

Locale rockeggiante appena fuori dal centro, cucina semplice con molte proposte vegetariane ed ampia mescita di vini naturali.

Pochi semplici piatti, scelta di affettati e formaggi di alta qualità, ampia mescita dedicata ai vini naturali.

Amore incondizionato per la buona cucina e ricerca espressiva e diretta per i buoni vini, un locale pieno di storia ed eleganza nel cuore di Verona.

Ristorante a pranzo e a cena con ricerca, salute, territorio, leggerezza, semplicità, passione. Molto da dire e da provare.

Locale aperto da un anno da un’abile barman che si è appassionato e ha imparato la sua arte nel Nord-Europa: cocktails superbi e selezione vini. Ottimo per terminare in bellezza!

 

Villa Favorita 2018 alle porte e noi abbiamo pensato di ampliare le opportunità di chiacchierare di vini e terroir direttamente con i vignaioli che li producono: abbiamo organizzato due micro fuori-salone serali, il 13 e 14 aprile, e vi suggeriamo di non lasciarveli scappare.

Venerdi 13 Aprile presso la Vineria Parolin a Vicenza per iniziare il prolifico week-end di vini naturali, saremo presenti per una serata assieme a due nostri produttori, Vini Scirto e Riccardi-Reale.

Per noi Vineria Parolin è un’istituzione del vino naturale nella città vicentina, un porto sicuro dove approdare, e poter trovare sempre ottimo vino, ottimo cibo e grande sapienza. Gestito da due fratelli che, in famiglia si sono sempre occupati di selezionare bevande e vino, qualche anno fa si son rimessi  in gioco come osti ed hanno fatto il botto!

La serata l’abbiamo cosi pensata: a partire dalle 18.00 aperitivo con Lorella e Piero di Cantine Riccardi-Reale e il loro Cesanese e i nostri nuovi produttori siciliani, Giuseppe e Valeria di Vini Scirto e il loro Nerello ed il loro bianco dell’Etna, e con abbinamenti culinari del territorio di rifermento.

Per prenotazioni e informazioni qui.

 

Sabato 14 Aprile a partire dalle 21.30 saremo presenti ad una magica serata nel cuore della città di Verona, presso il Ristorante Antica Torretta, con la collaborazione di un nostro amico Sommelier Enrico Murru, detto ” Il Cacciatore di Vini”, che assieme ad una dozzina di produttori italiani e francesi, degusteremo vini eccelsi e naturali accompagnati da ottimi cicchetti gastronomici creati dallo chef Olimpio Brunelli.

I produttori presenti di Arkè saranno:

 

Potete effettuare la vostra prenotazione alla serata anche online cliccando qui.

 

Siamo davvero Carichi e vi aspettiamo numerosi!

 

Erica e Francesco

 

 

 

 

Vinicoli 2018: Genova

26 marzo 2018

Lungo i vicoli della bella Genova, sette locali del buon bere naturale, accoglieranno voi e i vini naturali raccontanti in prima persona da chi, il vino lo fa, per vivere un’esperienza degustativa alternativa, passaggiando lunga la città.

Ingredienti semplici ma ben riusciti per Vinicoli, terza edizione di una manifestazione intinerante che come ben sappiamo è davvero imperdibile. Appuntamento per domenica 22 aprile 2018 dalle ore 12 fino alle ore 19.

Troverete man mano i nostri produttori presenti nei vari locali a raccontarvi i loro vini e il lavoro che si svolge in vigna e saranno:

Partecipare è facilissimo: basta acquistare la card ( disponibili e acquistabili nei locali aderenti all’iniziativa, prima o il giorno stesso della manifestazione) al prezzo di 25 euro, che comprende degustazione, calice con tracolla e la mappa per seguire il percorso. Come una vera caccia al tesoro!

 

***Dove trovare la tessera***

– La Forchetta Curiosa in piazza Negri
http://www.laforchettacuriosa.com/

– Officina 34 in Via di Ravecca
http://www.officina34.it/

Caffè Il Barbarossa in Piano San Andrea

– Machegotti in Piazza Matteotti
https://www.facebook.com/machegotti

– Meridiana in Piazza della Meridiana
https://www.facebook.com/meridianagenova/

– Kowalski in Via dei Gustiniani
http://www.ristorantekowalski.it/

– Ai Troeggi in Via Chiabrera
http://www.aitroeggi.it/

 

Vi Apettiamo!

Anche Elvis beve vini naturali!

facce da vinicoli della scorsa edizione 2017 !

 

VinNatur e la sua fiera più bella: Villa Favorita 2018ci siamo! Quindicesima edizione.

Dal 14 al 16 Aprile 2018 oltre 160 produttori provenienti da 6 diversi paesi, ognuno con i propri racconti di vita e di vigna, ma con un unico obiettivo comune: produrre vino naturale, naturalmente buono con le persone e con l’ambiente.

I numeri dell’associazione Vinnatur sono imponenti: 190 aziende iscritte all’associazione per un totale di circa 1.500 ettari di vigna coltivati in modo naturale che producono 6,5 milioni di bottiglie di vino genuino, di cui circa 5 milioni in Italia. Se pensiamo che alla nascita le aziende aderenti erano solo 65 possiamo solo essere fieri di poter partecipare e collaborare con aziende che hanno questo obiettivo comune.

“Dopo l’ultima bella esperienza alla fiera di Vinnatur Genova 2018 a gennaio – dichiara Angiolino Maule, presidente di Vinnatur e produttore de La Biancara- dove c’è stata un’ottima risposta di pubblico, sia di professionisti sia di amanti del vino, ci prepariamo ora all’evento per noi più significativo, per numero di edizioni e per aziende partecipanti. In questi anni Villa Favorita è stata testimone della crescita della nostra associazione, segnata da importanti traguardi come l’approvazione del Disciplinare nel luglio 2016, ma anche della presa di coscienza di molti consumatori che si sono avvicinati a noi magari solo per curiosità, ma che hanno imparato in questi anni a conoscere e ad apprezzare il nostro lavoro”.

 

Saranno presenti molti dei nostri produttori di Arkè, vi lasciamo qui l’elenco e dove poterli trovare e la mappa della Villa, in modo da rendervi agevolata la loro ricerca:

 

 

Altri due nostri produttori saranno presenti al Vinitaly invece e stiamo parlando di:

  • Erbaluna, Stand Collettivo Ex Gruppo Trimilli, HALL 9 STAND D7
  • Poderi Sanguineto, Padiglione 9, Area 12\13, Consorzio del Vino Nobile

 

Vi aspettiamo per questo magico week-end ricco di chiacchere e vini buoni da poter degustare assieme i nostri produttori!

 

Programma dell’evento

  • sabato 14 aprile, apertura dalle 10.00 alle 18.00
  • domenica 15 aprile dalle 10.00 alle 18.00
  • lunedì 16 aprile dalle 10.00 alle 18.00

Sede Villa da Porto detta “La Favorita”, via Della Favorita a Monticello di Fara, Sarego (Vicenza)

Costo della partecipazione euro 25,00 a persona, biglietti acquistabile la prevendita online qui.

Altre informazioni sull’evento qui. 

 

Mascalisi, Lamoresca

6 marzo 2018

Cos’è il Mascalisi…? Uno spiraglio di sole in queste giornate uggiose di inizio marzo…È il Nerello Mascalese di Filippo Rizzo, Lamoresca. Sono aromi che giocano tra una fragola fresca e un lampone secco, un sussurro di salvia secca e mirto. La qualità c’è e si sente, d’altronde Filippo ha iniziato la sua attività sotto l’occhio vigilie e consigliere di Frank Cornellisen. La calda Sicilia non manca e la si ritrova nel bicchiere. Ma nonostante ciò la filosofia è quella di far fermentare i mosti senza controllo di temperature, senza solfiti aggiunti, accompagnando la materia prima quasi esclusivamente in vigna con la politica del dare per avere che si traduce in un controllo dell’inerbimento: rimozione delle infestanti a zappa e semina di leguminose per azotare il terreno.

 

Mascalisi Rosso Lamoresca

 

In cantina prevalgono le lunghe macerazioni, tanto per i bianchi quanto per i rossi. Pratica che per riuscire al meglio ha bisogno non solo di uve sanissime – quelle ormai le sanno portare tutti in cantina trattando ogni due gocce di pioggia – ma di uve vive, in grado di comunicare con le altre forze bioritmiche dell’ecosistema circostante, e di mosti dinamici, puliti, dove i lieviti e gli enzimi naturali possono compiere in libertà il loro più nobile lavoro. Ne risulta un vino non scontato ne facile da ottenere, in grado di coniugare la beva con l’avvolgenza e la struttura.
Leggermente sapido. Asciutto in bocca con una tannicità che va leggermente ad astringere le gengive e che ben ripulisce dopo un succulento di Falsomagro siciliano leggermente untuoso, ma anche dopo primi piatti dai sughi di carne strutturati.  Ma la cosa che più ci ricorda l’onestà di questo vino è l’aria di terra e cantina che evoca, un po’ come quando si accompagnava il nonno all’atto dell’imbottigliamento. Immagine stereotipata? Forse. Ma in fondo sono questi i ricordi che ci preoccuperemo di conservare e e che ci fanno accorrere al vino come elemento culturale e storico, testimone e compagno delle nostre vite. E per chi non ha avuto la fortuna di viverlo… c’è Mascalisi.

Lo trovi su Tannico.it scontato del 10%.

 

Giampaolo Gravina sarà relatore e moderatore della degustazione alla nostra prima edizione di Mosca Cieca a Firenze.

Di seguito un suo articolo, scritto per noi e per l’evento, che sarà la base della nostra discussione mattutina: qual’è il linguaggio e quali sono le parole giuste per descrivere i vini in generale ed i vini naturali in particolare?

 

Laureato in Filosofia, lavora nel vino da oltre 20 anni, ma non è sommelier. È stato vice-curatore per la Guida I Vini d’Italia dell’Espresso dal 2002 al 2016 e collaboratore di riviste come EnogeaPietre Colorate e Cook_inc. Ha firmato i libri Vini e terre di Borgogna (con Camillo Favaro, edizioni Artevino) e Vini da scoprire (con Armando Castagno e Fabio Rizzari, per Giunti). Insegna al Master in Wine Culture dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e al Master in Filosofia del cibo e del vino dell’Università Vita & Salute di Milano.

 

 

Quale lingua? Quali parole?

di Giampaolo Gravina

Si può scrivere di vino in mille modi. Io provo a farlo seguendo la stella polare di una prospettiva critica che esplora la relazione tra lingua che assaggia e lingua che comunica, l’intersezione tra palato e parlato. Mi appassiona il gusto, ovviamente, ma sono convinto che l’atto del gustare rivendichi una vocazione linguistica ed è proprio quella consapevolezza linguistica che mi sta a cuore coltivare.

Il gusto per me non si esaurisce nella sua dimensione sensoriale, tanto meno il gusto del vino: al contrario, la materia di un’esperienza puramente sensoriale come il bere vino mi interessa, mi coinvolge e mi appassiona proprio in quanto sa alimentare una specifica capacità di percezione e interpretazione, trasferire l’emozione in comunicazione, nonché trasformare la ricerca di piacere in nutrimento per l’intelletto.

In questa prospettiva, sono convinto che il piacere legato al gusto del vino non possa mai, in nessun caso, essere predeterminato da una formula o garantito da un protocollo. È qui che il mio percorso incrocia quello degli artigiani del vino naturale: contro la standardizzazione del gusto del vino perseguita dall’enologia interventista, gli artigiani del vino naturale mi ricordano che vinificare non equivale a fabbricare. Contro la “normalizzazione” di un’industria fondata sul calcolo del gusto e funzionale a quella “tirannia dell’immediatezza” che aspira a governare anche il paesaggio dei sapori, il vino naturale fa attrito e si mette di traverso. E risveglia perciò in me e in tutti noi una certa insofferenza verso la deriva rassicurante e consolatoria che ha fatto la fortuna del maquillage enologico più smaliziato, quando non del winemaking più spregiudicato.

Devo dire grazie anche alla vitalità dissonante del vino naturale se oggi so difendermi con maggiore autonomia e indipendenza di giudizio dalle lusinghe del vino più seduttivo e piacione, artificiosamente confezionato nella ricerca del gusto facile e confortante, del tatto levigato e dei tannini dolci, dell’esuberanza fruttata e della ricchezza alcolica. Quel gusto convesso e uniforme, che tende ad addomesticare la piacevolezza concentrando le sensazioni nella parte anteriore del palato, rilasciando una gratificazione superficiale quando non smaccatamente puerile, ha effetti soporiferi anche sulla lingua che lo traduce in parole: ne anestetizza le risorse, ne banalizza gli effetti. E l’ortodossia alla grammatica enologica, se accolta nel modo dottrinario e acritico di tante sedicenti scuole di degustazione, rende prevedibili fino alla noia le nostre parole sul vino, allineate in una cantilena gergale e autoriferita, in una litania di pseudo-analogie di matrice essenzialmente narcisistica.

Al contrario, il carattere dinamico e processuale dell’esperienza gustativa che il vino artigianale di ispirazione naturale propizia, mi aiuta a riconsiderare criticamente anche il ruolo di certe presunte “sgrammaticature” e mi richiama a un uso meno sbrigativo delle parole. Parole che smettano una volta per tutte di proporsi come mere riformulazioni delle impressioni gustative, ingenue descrizioni della ricettività sensoriale, per rivendicare dignità interpretativa. Parole capaci di mettere in fuorigioco quel gusto seduttivo ma addomesticato, spettacolarizzato ma impoverito che va contagiando anche il vino. E farsi carico, per quanto possibile, di una più radicale consapevolezza critica.

Parole limpide e vibranti, vitali come i vini che amiamo degustare. 

 

Mosca cieca: chi non ci ha mai giocato?

La mosca cieca è un tradizionale gioco diffuso in molti paesi del mondo. Lo si gioca all’aperto o in una stanza abbastanza grande vuota. Un giocatore scelto a sorte viene bendato (e diventa quindi la “mosca cieca”) e deve riuscire a scovare gli altri, che possono muoversi liberamente all’intorno.

Noi abbiamo pensato di riproporvi il mood del classico gioco, ma con nuove regole e un solo uno scopo finale:

mettersi alla prova,

abbandonando gli schemi che possono interporsi a livello mentale e sensoriale quando si assaggiano i vini e imparare ad usare il proprio “cassetto della memoria”.

Che cosa intendiamo?

Qualsiasi cosa mangiamo e beviamo finisce nel nostro cassetto della memoria, una libreria piena di sapori, profumi e ricordi che son ben catalogati nella nostra mente e che dobbiamo solamente esercitare ed imparare come utilizzarla, e il miglior metodo è esercitarsi con le degustazioni alla cieca.

Mosca Cieca però non sarà solamente “gioco degustativo” ma un’importante momento di formazione, dove con preziose nozioni di esperienza, fornite da diverse figure del mondo del vino naturale vi insegneremo come meglio raccontare i nostri vini.

Vignaioli, sommelier, agenti, enotecari, ristoratori…ognuno con il proprio bagagli di esperienze assieme in un’unico convegno dedicato al vino naturale.

 

 

La giornata sarà così suddivisa:

  • ore 9,30-10  Accoglienza e accredito degli invitati
  • ore 10 – 12,30  Convegno con:

Francesco Maule, Arkè Distribuzione: breve introduzione alla giornata.

Marino Colleoni, vignaiolo in Montalcino: cos’è e come si fa il Vino Naturale.

Filippo Petrolini, FiloDivino Distribuzione: breve introduzione al lavoro di agente del vino naturale.

Giampaolo Gravina, giornalista, scrittore ed insegnante sul vino: storia e critica al movimento dei vini naturali.

 

  • Ore 12,30 – 13,30  Pausa pranzo a buffet.

 

  • Ore 13,30 – 15,30 Degustazione alla cieca di 30 vini, guidata da Giampaolo Gravina e Francesco Maule.

Serviremo 3 batterie da 10 vini ognuna, che verranno scoperti e discussi prima di passare alla batteria successiva.

 

 

Evento dedicato agli operatori del settore su invito.

Costo euro 30,00

 

Presso il Golden View, con vista sul Ponte Vecchio.