Camillo Donati

Cantina

Camillo Donati, da sempre affiancato dalla moglie Francesca e dall’iseparabile figlia Camilla, da qualche anno è aiutato nel lavoro nei campi e in cantina anche dall’appassionata nipote Monia.

Nelle colline a sud di Parma coltiva in biologico i suoi 11 ettari vitati: Malvasia Aromatica di Candia, Moscato Giallo, Lambrusco Maestri, Barbera e Croatina i vitigni tipici, possiede anche in piccole quantità Sauvignon, Trebbiano, Pinot Bianco, Merlot e Cabernet Sauvignon.

Ogni uva viene vinificata a sè ed imbottigliata con il suo nome e, come da tradizione, tutti i vini sono frizzanti, ovvero rifermentati naturalmente in bottiglia, grazie alla sola aggiunta di mosto della stessa annata, mantenuto tale grazie ad una filtrazione e al freddo.

La prima etichetta è dell’annata 1992 ma la storia è più lunga e il rispetto per le persone che l’hanno sostenuto e guidato tra le vigne e la cantina contraddistingue la sua ricerca.

Il nonno Oreste piantò il primo vigneto, il Groppone, nel 1930 e ancor oggi Camillo lo cura con attenzione; il padre Antonio, seppur lavorasse come impiegato, gli ha trasmesso l’amore per il lavoro in vigna e l’estrema cura che per essa è necessaria, soprattutto nel momento più decisivo per il suo equilibrio, la potatura; l’amico di famiglia, Oreste, cantiniere classe 1923, gli ha insegnato tutti gli accorgimenti che servono per poter avere un rifermentato in bottiglia così come lo si faceva un tempo, senza l’avvento dell’industria vinicola.

Camillo Donati oggi, con molta umiltà, tenta di trasferire il suo terroir, ed insieme ad esso la sua storia, nei suoi vini, sperando se ne possa cogliere l’essenza.