[:it]Il regista somellier con i film e i vini che ama

Jonathan Nossiter in collaborazione con la Cineteca di Bologna presenta dieci film, abbinati a dieci viticoltori con i loro vini, che rappresentano il suo stile, la sua filosofia di vita, la ricerca della verità senza se e senza ma, la sua visione del mondo.

Regista e somellier, coniuga le sue due passioni con il documentario Mondovino, uscito nel 2004 ma ancora attuale, che fece rumore perchè mise a nudo i meccanismi della globalizzazione applicata al mondo del vino: mercato, moda, guide e grandi società che speculano vengono prima dell’uva e dei vignaioli.

Da poco trasferitosi in Italia, già fa parlare di sè sul web e in radio con un articolo al vetriolo sui ricarichi dei vini nei ristoranti e sull’oligopolio che le grandi case viticole hanno nel mercato di ogni regione: alcune tra le cause dell’appiattimento dei gusti e specchio della crisi di valori e culturale della società, della politica e dell’economia italiana.

Valori che vorrebbe recuperare partendo dalle cose semplici e piacevoli, ma che in fondo sono cariche di significati e messaggi eticamente validi per un futuro migliore, come il cinema d’autore e i vini cosiddetti naturali.

Da qui l’originale iniziativa di abbinare film e registi a vini e contadini; di seguito la presentazione di Nossiter dell’evento, organizzato con la Cineteca di Bologna e che parte giovedì 19 gennaio con Rio Sex Comedy, l’ultimo suo film:

Che c’entra il vino con il cinema? Che c’entra l’ubriachezza con la lucidità o la commedia con l’impegno, piaceri golosi con riflessioni profonde?
In un momento di crisi radicale non mi sembra così folle mischiare, senza pudore, un’arte che ci fa viaggiare lontano con storie profonde e magiche (il vino, intendo) con un altro piacere che forse abbiamo dimenticato quanto possa renderci più festosi e più illuminati (eh sì, sto parlando del vecchio ‘Snaporaz’, il cinema).
Con gli amici della Cineteca abbiamo dunque pensato di accostare la luce dello schermo a quella del vino in un bicchiere, l’atto sensuale e goloso del bere con quello (altrettanto sensuale) di godere collettivamente di una pellicola in 35mm. Insomma, un’orgia!
A parte il mio ultimo film che la Cineteca ha insistito per proporre come aperitivo, per capire i difetti del curatore prima di cominciare questo viaggio, io cercavo nove gesti liberi di cinema per altrettanti viticoltori liberi. In un momento in cui la libertà vera rappresenta sicuramente una minaccia per alcuni, può portare speranza per altri.
Per tre week-end nel cuore dell’inverno vi porteremo dalle spiagge brasiliane (per finire mangiato, se sei francese, dagli indigeni cannibali), al Giappone (per capire quanto la loro mafia ci rassomiglia), alla Germania (per vedere le radici storiche della nostra crisi), a Gerusalemme (per incontrare l’amico Brian al posto di Gesù), alla Bolivia (alla caccia di un nazista conosciuto come ‘il macellaio di Lione’) e ancora verso altre destinazioni poco prevedibili.
Volevo soprattutto abbinare capolavori del cinema radicali e (im)pertinenti – e sono quasi tutti commedie – con viticoltori altrettanto impegnati, innovatori e gioiosi, proponendovi il piacere di vedere il film sorseggiando un bicchiere di vino per poi discutere con il regista (nei casi in cui avremo l’onore di poterlo ospitare) e un viticoltore, per affrontare insieme il bisogno di risposte radicali al nostro mondo.
Il filosofo francese Michel Serres sostiene che nei secoli passati l’intelligenza per capire dove il mondo stava andando si trovava nelle città, mentre i contadini erano piuttosto ignoranti. Oggi dice che è il contrario: chi abita in città non capisce più nulla, mentre è il contadino che è capace di intuire dove potremmo o dovremmo andare.

Jonathan Nossiter

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Il regista somellier con i film e i vini che ama

Jonathan Nossiter in collaborazione con la Cineteca di Bologna presenta dieci film, abbinati a dieci viticoltori con i loro vini, che rappresentano il suo stile, la sua filosofia di vita, la ricerca della verità senza se e senza ma, la sua visione del mondo.

Regista e somellier, coniuga le sue due passioni con il documentario Mondovino, uscito nel 2004 ma ancora attuale, che fece rumore perchè mise a nudo i meccanismi della globalizzazione applicata al mondo del vino: mercato, moda, guide e grandi società che speculano vengono prima dell’uva e dei vignaioli.

Da poco trasferitosi in Italia, già fa parlare di sè sul web e in radio con un articolo al vetriolo sui ricarichi dei vini nei ristoranti e sull’oligopolio che le grandi case viticole hanno nel mercato di ogni regione: alcune tra le cause dell’appiattimento dei gusti e specchio della crisi di valori e culturale della società, della politica e dell’economia italiana.

Valori che vorrebbe recuperare partendo dalle cose semplici e piacevoli, ma che in fondo sono cariche di significati e messaggi eticamente validi per un futuro migliore, come il cinema d’autore e i vini cosiddetti naturali.

Da qui l’originale iniziativa di abbinare film e registi a vini e contadini; di seguito la presentazione di Nossiter dell’evento, organizzato con la Cineteca di Bologna e che parte giovedì 19 gennaio con Rio Sex Comedy, l’ultimo suo film:

Che c’entra il vino con il cinema? Che c’entra l’ubriachezza con la lucidità o la commedia con l’impegno, piaceri golosi con riflessioni profonde?
In un momento di crisi radicale non mi sembra così folle mischiare, senza pudore, un’arte che ci fa viaggiare lontano con storie profonde e magiche (il vino, intendo) con un altro piacere che forse abbiamo dimenticato quanto possa renderci più festosi e più illuminati (eh sì, sto parlando del vecchio ‘Snaporaz’, il cinema).
Con gli amici della Cineteca abbiamo dunque pensato di accostare la luce dello schermo a quella del vino in un bicchiere, l’atto sensuale e goloso del bere con quello (altrettanto sensuale) di godere collettivamente di una pellicola in 35mm. Insomma, un’orgia!
A parte il mio ultimo film che la Cineteca ha insistito per proporre come aperitivo, per capire i difetti del curatore prima di cominciare questo viaggio, io cercavo nove gesti liberi di cinema per altrettanti viticoltori liberi. In un momento in cui la libertà vera rappresenta sicuramente una minaccia per alcuni, può portare speranza per altri.
Per tre week-end nel cuore dell’inverno vi porteremo dalle spiagge brasiliane (per finire mangiato, se sei francese, dagli indigeni cannibali), al Giappone (per capire quanto la loro mafia ci rassomiglia), alla Germania (per vedere le radici storiche della nostra crisi), a Gerusalemme (per incontrare l’amico Brian al posto di Gesù), alla Bolivia (alla caccia di un nazista conosciuto come ‘il macellaio di Lione’) e ancora verso altre destinazioni poco prevedibili.
Volevo soprattutto abbinare capolavori del cinema radicali e (im)pertinenti – e sono quasi tutti commedie – con viticoltori altrettanto impegnati, innovatori e gioiosi, proponendovi il piacere di vedere il film sorseggiando un bicchiere di vino per poi discutere con il regista (nei casi in cui avremo l’onore di poterlo ospitare) e un viticoltore, per affrontare insieme il bisogno di risposte radicali al nostro mondo.
Il filosofo francese Michel Serres sostiene che nei secoli passati l’intelligenza per capire dove il mondo stava andando si trovava nelle città, mentre i contadini erano piuttosto ignoranti. Oggi dice che è il contrario: chi abita in città non capisce più nulla, mentre è il contadino che è capace di intuire dove potremmo o dovremmo andare.

Jonathan Nossiter

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