Uno degli appuntamenti più interessanti del mese di febbraio è Vinnatur Genova, evento che si ripete ogni 2 anni con un cospicuo riscontro tra il pubblico degli amanti del vino buono e naturale.

Quest’anno l’appuntamento è il 23 e 24 febbraio 2020 presso i Magazzini del Cotone del Porto di Genova, in un Salone di Degustazione esclusivo che vedrà la presenza di 100 vignaioli europei ed oltre 500 vini in assaggio, dalle ore 11.00 alle ore 19.00 in entrambi in giorni.

I produttori di Arkè presenti saranno tanti e nel dettaglio ecco chi e a quale tavolo trovarli (ho creato una piccola mappa con i cerchietti azzurri che vi può aiutare nella ricerca!) :

  • Casa Belfi, tavolo 99
  • La Biancara, tavolo 100
  • Il Cavallino, tavolo 98
  • Podere Santa Maria, tavolo 76
  • Pacina, tavolo 77
  • Cascina Borgatta, tavolo 48
  • Valli Unite, tavolo 49
  • reyter, tavolo 14
  • Podere San Biagio, tavolo 13
  • Masseria Perugini, tavolo 17
  • Masseria Starnali, tavolo 21
  • Cinque Campi, tavolo 22
  • Camillo Donati, tavolo 23
  • Cantine Riccardi-Reale, tavolo 32
  • Franco Terpin, tavolo 31

L’evento VinNatur Genova vedrà ancora protagonisti i Vignaioli in una serie di eventi serali sparsi nella città, ” Vinnatur Genova Off ” in collaborazione con ristoranti, osterie ed enoteche dove troveremo gli stessi produttori nei panni di abili Osti, dove racconteranno dei loro vini e della loro terra in abbinamento ricette dedicate.

Ecco qui i locali e i vigneron nel dettaglio:

  • Pacina sarà presente sabato 22 presso Troeggi
  • Casa Belfi lo troveremo alla Trattoria sabato 22 febbraio
  • Az. Agricola Terpin saranno ospiti presso il Ristorante Dega sabato 22 febbraio

Un week-end ricco, ricchissimo di eventi e tanti momenti diversi per conoscere i produttori, per assaggiare i loro vini e per passare dei bei momenti assieme. Come al solito Genova rimane una delle nostre città del cuore, dove si sta bene, si mangia e si beve bene e dove è sempre piacevole tornare.

Per info più dettagliate potete consultare il sito di Vinnatur per il Salone di degustazione e vi consigliamo di contattare direttamente i locali per assicurarvi il proprio posto per le serate con il produttore!

Ci vediamo a Genova !

CATALOGO 2020

20 Gennaio 2020

Finalmente online il nostro Catalogo 2020!

Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta e siamo orgogliosi di presentarvi il frutto di mesi e mesi di lavoro di recensioni e descrizioni, dei nostri vignaioli e dei loro vini.

Il tema come vi abbiamo anticipato nei scorsi blog, è sempre attorno allo speciale mondo della musica, sia perchè in Arkè se ne ascolta tanta, sia perchè la amiamo molto.

Il Psychedelic rock, nato alla fine degli anni ’60 con la cultura hippie-rock e precursore di tutto il nostro attuale progressive rock e di tutto l’hard rock. Un mood incentrato sullo slogan del Peace and Love, come raccontavano con ardore e convinzione gli hippy e che condividiamo a pieno in questo movimento del vino naturale fatto da grandi ideali che condividiamo, dove la “guerra” tra “i mondi” del vino oramai ha poco senso di esistere e sà di vecchio… ( a tal proposito avete letto l’articolo di Giampaolo? )

Tornando al nostro catalogo lo troverete totalmente rinnovato:

  • due nuovissime aziende, una dal nord Italia Saccomani, da Piacenza e una dal Sud, dalla bella Calabria Masseria Perugini: è entusiasmante rendersi conto che ci sono sempre più realtà portate alla produzione di vini naturali e di territorio, giovani ed intraprendenti!
  • nella parte editoriale che quest’anno può vantare un articolo di Diletta Sereni, scrittrice di Munchies, Il Corriere, Vice, e molti altri ed una delle autrici del libro L’Italia di Vino In Vino.
  • un articolo del nostro caro amico vignaiolo Marino Colleoni, un raro esempio di saggezza ed ampie vedute nel mondo del vino attuale.
  • nelle grafiche grazie alla storica collaborazione con i ragazzi di Ey Studio
  • nei contenuti con nuove interviste ai “nostri” Osti, amanti appassionati di vino e grandi divulgatori e mescitori: Diego Carraro di Vino Vero (Venezia), Ernesto Provenzano del Bar La Pausa (Genova), Simone Fanton di Vineria Parolin (Vicenza), Rocco Tomass Galasso di Enoteca Naturale (Milano), Gaetano Saccoccio di Rimessa Roscioli (Roma) e Marina Bersani di Enoteca Archer (Modena).

Vi ricordiamo la nostra presentazione ufficiale What Comes After? che terremo a Roma :

QUANDO: Lunedì 10 Febbraio

DOVE: Roma, presso la sede di Sviluppo Horeca Factory, via A. Pacinotti 63

COME

Ore 10 – 10,30 Accoglienza e registrazione

Dalle ore 10,30 fino alle 13. Convegno con: 

Solo per operatori del settore, per info scrivete a arke@vininaturali.it

and you? Walk On the Wine Side?

OSTE DI VINO VERO, VENEZIA

Abbiamo parlato con 6 osti di vino, del servizio e delle curiosità che si vivono da dietro al bancone quando si sceglie di proporre vini autentici, vivi, onesti, di territorio se preferite chiamarli cosí e il termine naturale non vi piace… e questo è la prima delle nostre interviste che troverete all’interno del nostro catalogo 2020: manca davvero poco alla sua pubblicazione e intanto ve ne regaliamo un piccolo “assaggio”!

Diego Carraro è un’amico di vecchia data e, Oste di una delle enoteche più belle e ben fornite di Venezia, Vino Vero dove lavora e collabora con il mondo dei vignaioli, raccontando la terra e il loro vino, con passione e bravura.

Enoteca diegoVino Vero

Ecco la sua intervista:

Quando hai bevuto la tua prima bottiglia di vino naturale e che effetto ti ha fatto?

Circa 7/8 anni fa, lavoravo all’epoca da Checco alla Cantina a Venezia, e mi ricordo che deve essere stata una Malvasia di Zidarich, vino stupendo, un frutto intenso e fresco allo stesso tempo, mi ricordo la freschezza e la velocità di beva era im- pressionante.
Da lì mi sono reso conto della differenza di vini completamente diversi da quelli che conoscevo e che ero abituato a bere.

Cosa non va o cosa cambieresti nel movimento dei vini naturali?

Innanzitutto sono stanco di sentire la parola VINI NATURALI, è stata usata troppo a mio parere, fino a creare non poca confusione. Io penso che questi siano semplicemente vini fatti con molto amore, passione ed umiltà, con delle ricette risalenti a prima dell’utilizzo della chimica enologica e dell’ industrializazione dell’agricoltura. Del mondo del vino che mi circonda e che consumo, non mi piace più vedere troppi vini molto molto giovani e ancora scomposti e non pronti. A mio pensiero non fa bene inserire nel mercato dei vini prematuri, che aspettando un po’ di più, si eleverebbero di qualità, alzando così l’asticella a questo movimento, a mio avviso ancora un po’ fragile.

Qual è stata la reazione più curiosa o bizzarra che ha avuto un cliente dopo aver degustato per la prima volta un vino naturale?

Di clienti nuovi ne ho avuti parecchi, ma mi ricordo molto bene il commento di un signore che, bevendo un bicchiere di vino che gli avevo consigliato, mi ha guardato in faccia e mi ha detto che gli ricordava i sapori e i profumi di un tempo, quando era giovane ed entrava nella cantina di suo nonno.
Una risposta così penso non la dimenticherò mai

Con questi vini non filtrati o col fondo, caraffa sì o caraffa no?

Con questi vini col fondo, che io chiamo MEZZEBOLLE, è sempre corretto che tutti possano bere allo stesso modo tutta la bottiglia, quindi penso che una girata sotto/sopra male non fa.

Parlaci di un vino che ami del nostro catalogo.

C’è un vino nel catalogo che adoro particolarmente, fatto da una persona veramente grande in tutti i sensi: è il Sauvignon Blanc di Franco Terpin, un vino che sembra una tisana che rispecchia il teritorio dove viene fatto, pur essendo un vitigno internazionale molto bistrattato. Il frutto in bocca e l’equilibrio di questo vino mi esalta e mi emoziona ogni volta che lo bevo.

Diego, Mathilde, Enrico ed Andrea de Il Moralizzatore, Alessandro de La Biancara in enoteca Vino Vero

Grazie Diego!

Anteprima assoluta per il nostro Catalogo 2020, e partiamo con il testo scritto per noi dal nostro vignaiolo del cuore, Marino Colleoni produttore a Montalcino, Toscana.

Parla di vigna, di vino, di amore e di futuro. Esattamente quello che vogliamo comunicarvi con il nostro futuro catalogo: What Comes After sarà il nuovo motto, lo sguardo nuovo rivolto al futuro, un futuro che deve essere pieno di conoscenza e coscienza, perchè il Vino quello con la V maiuscola, si fa solo in questa modalità. Non con i discorsi, o con le parole, ma con i fatti.

Il nostro nuovo catalogo nasce con un interrogativo, che suona però anche come un “fare”.

Ci riteniamo portavoce di un movimento
che agisce con convinzione da decenni e che porta con se l’idea di
pensare ad un futuro. Non quindi vini del passato, ma ispirati al
passato e vini che possano rappresentare il futuro.

Nel catalogo 2020 troveremo le storie,
i volti e i vini di ciascuno, che per noi rappresentano il futuro
come lo sogniamo.

Buona Lettura!

Grazie Marino <3

Come
i cuccioli amorevolmente allevati e naturalmente disconosciuti, così
la vite.

Questo breve scritto non
ha nessun intento critico o accusatorio per niente e per nessuno. E’
un semplice auspicio.

Avviene, da 20 anni. Il
mosto fermenta, gli zuccheri si trasformano in alcol e, sorpresa, i
batteri malici, di conserva ai lieviti, lavorano e trasformano in
lattico l’acido malico. In contemporanea.

“Improbabile” la
prima reazione. “Pericoloso” la seconda. Ma è “innaturale”
……..………..

La soluzione: “la
prossima fermentazione si inocula solforosa, si stabilizza il mosto
ecc. ecc. e vedrai che tutto torna alla normalità.”

Quale normalità? La
nostra, quella stabilita dalle nostre esperienze, o quella del vino?

E’ un breve colloquio
tra un produttore di vino e un tecnico. Il produttore chiede
semplicemente perché ciò avvenga. Non desidera altro. La risposta è
la soluzione. La soluzione di un problema che non esiste. Il
produttore apprezza il vino così. La domanda è semplice “perché
avviene?”.

La pianta produce, oltre
che frutti, rami e foglie. Ne fa un determinato quantitativo. Alla
pianta serve quel quantitativo.

Eppure la potiamo, la
defogliamo e di più. Per i nostri fini.

Ma con quale conoscenza
procediamo. Con la conoscenza delle nostre esperienze. Procediamo con
il fine di produrre il meglio senza conoscere la pianta e le sue
capacità.

E ci chiediamo: alla
pianta farà piacere? A quella pianta, l’unica in grado di fare
quel frutto. E, essendo l’unica in grado di fare quel frutto, non
lo farà al massimo delle sue capacità?

Un’agricoltura più
sensibile al mondo delle piante (molto più antiche della nostra
razionalità) potrebbe dar vita ad un nuovo percorso, anche per noi.

Sarà solo un sogno,
potrebbe essere, ma è anche una spinta ad avvicinarsi, a leggere,
interagire con questo mondo vegetale. Sognare un tempo in cui noi e
quel mondo arboreo potremo parlarci, spiegarci, senza secondi fini.

Il
“perché” fine a sé stesso non è più contemplato. C’è un
obiettivo, colturale, economico o altro che strumentalizza e
finalizza ogni attività, anche la ricerca. Possiamo avere una
scienza pura fine a sé stessa?

L’
innocenza della scienza.

In questo catalogo si
parla di vino. Che c’entra tutto questo?

Il mondo del vino (non
aggiungo aggettivi per non creare irritazioni) si pone queste
domande. Tenta vie nuove. Non è il mondo del vino imperfetto e
cialtrone spesso raccontato e davvero banalizzante. E’ il mondo di
una ripresa di coscienza, di conoscenza nuova e non limitata al
nostro essere e ai nostri fini.

Non conosciamo a fondo il
mondo dei lieviti e dei batteri. Lasciamoli lavorare in pace. E’ il
meglio che possiamo ottenere e aspettiamo di conoscerli.

Abbiamo la modestia di dirci che non sappiamo fare un grappolo d’uva. Non sapendolo fare, possiamo “insegnare” come fare? Al momento non è così. Allora lasciamo il più possibile in libertà quella pianta. Chissà quali sorprese ci darà. Di sicuro ci darà il massimo.

ARKè WINE DAY

21 Maggio 2019

Siamo pronti per il tanto atteso Arké Wine Day di Lunedì 10 giugno 2019

Dove: presso Azienda A La Biancara, via Monte Sorio 8, 36054 Montebello Vicentino

Questo incontro è pensato per essere un momento di incontro tra specialisti del settore, un workshop dove il concept è tutto sul mondo Arkè, vignaioli e vini e dintorni. Versione pura onesta e punk-rock, come di consueto.

Il programma della giornata è così pensato:

Ore 10,30 – 12,30 – Riunione Agenti Arkè

Discuteremo di come sono andati i primi mesi dell’anno, con previsioni ed obbiettivi per anno 2019, le novità del listino attuali e prossime, le strategie e la programmazione per il prossimo autunno che ci vedranno felicemente cooperanti con affiancamenti, degustazioni ( come la nostra famosa “Mosca Cieca”) e le serate nelle rispettive province con i propri responsabili di zona.

Saremo attivi con una degustazione guidata grazie ad i nostri vignaioli Nadir Cunéaz (Valle d’Aosta) e Jacopo Fiore di Podere San Biagio (Abruzzo), le new entry 2019.

Nadir di La Cantina di Cuneaz
Jacopo di Podere San Biagio

Presente anche Angiolino Maule, che sarà felice e disponibile nel portarci direttamente nel cuore operativo dell’azienda: in vigna! con una piccola lezione sulla viticoltura naturale, raccontando che cosa significa fertilità dei suoli, e lavorare in modo naturale la propria uva, oltre ai progetti futuri dell’associazione VinNatur, di cui è Presidente.

Ore 12,30 – 13,30 – Pausa pranzo.

Ore 14 – 19 – Degustazione di tutte le etichette della selezione Arkè. Saranno presenti moltissimi dei nostri vignaioli, a disposizione per voi, per poter raccontarvi e degustare assieme i vini.

Ore 19 – fine dei lavori, spazio ad un po’ di relax e musica.

Ore 20 – Cena

Tutto il food sarà curato da noi con semplici prelibatezze dall’orto e dallo Chef Alberto Mori de Il Callianino.

Per info: arke@vininaturali.it

Questo evento è riservato per operatori del settore.

Lunedì 20 Maggio 2019 al Golden View, Firenze

 

A volte ritornano! Giochi e passioni che si intrecciano e ci vedono spettatori-protagonisti in questo mondo del vino, sempre pronto a regalare emozioni diverse e inaspettate.

Quindi eccoci qui di nuovo, nuova grafica ma stessi contenuti e stessi scopi.

 

Mosca cieca: chi non ci ha mai giocato?

La mosca cieca è un tradizionale gioco diffuso in molti paesi del mondo. Lo si gioca all’aperto o in una stanza abbastanza grande vuota. Un giocatore scelto a sorte viene bendato (e diventa quindi la “mosca cieca”) e deve riuscire a scovare gli altri, che possono muoversi liberamente all’intorno.

Noi abbiamo pensato di riproporvi il mood del classico gioco, ma con nuove regole e un solo uno scopo finale:

mettersi alla prova,

abbandonando gli schemi che possono interporsi a livello mentale e sensoriale quando si assaggiano i vini e imparare ad usare il proprio “cassetto della memoria”.

Che cosa intendiamo?

Qualsiasi cosa mangiamo e beviamo finisce nel nostro cassetto della memoria, una libreria piena di sapori, profumi e ricordi che son ben catalogati nella nostra mente e che dobbiamo solamente esercitare ed imparare come utilizzarla, e il miglior metodo è esercitarsi con le degustazioni alla cieca.

Mosca Cieca però non sarà solamente “gioco degustativo” ma un’importante momento di formazione, dove con preziose nozioni di esperienza, fornite da diverse figure del mondo del vino naturale vi insegneremo come meglio raccontare i nostri vini.

Vignaioli, sommelier, agenti, enotecari, ristoratori…ognuno con il proprio bagagli di esperienze assieme in un’unico convegno dedicato al vino naturale.

 

Siamo pronti per “giocare” con voi!

 

Lunedì 20 Maggio 2019 al Golden View, Via de Bardi 58r, Firenze

 

Dalle ore 15 alle 18. Presentazione del Catalogo e degustazione.

Solo su invito e solo per operatori del settore. A numero chiuso.

 

Il programma della giornata:

Ore 14.30 accoglienza ed accredito degli invitati

Ore 15.00 inizio del convegno a cura di:

  • Gianpaolo Giacobbo, collaboratore diretto di Arké: introduzione ai vini naturali e loro filosofia produttiva, presentazione del Catalogo 2019.
  • Filippo Petrolini, agente su Firenze: i vini naturali ed il loro mercato; la presentazione ed il servizio nei ristoranti e wine bar.

 

Proseguirà la degustazione guidata di 20 vini della selezione Arké, tutti serviti “alla cieca”.

 

Ore 18,30 – 20,30 Aperitivo punk al bancone del Golden View. Aperta al pubblico.

Selezione musicale abbinata ai vini in mescita a cura di Giampaolo Giacobbo.

 

 

 

Siamo nell’estremo nord della nostra grande penisola, precisamente a Gressan, alle porte di Aosta e siamo andati a trovare di persona questa piccola ma davvero speciale, azienda che produce vino da 3 generazioni: La Cantina di Cûneaz. Poche migliaia di bottiglie prodotte, da un’agricoltura al massimo rispettosa, senza pesticidi ed erbicidi, e pochi trattamenti di copertura con rame e zolfo, anche in cantina viene rispettato il lavoro fatto in vigna, con basso uso di solforosa, e massima esaltazione della frutta, in modo da preservare le caratteristiche varietali dell’uva.

Le tipologie coltivate sono quelle tipiche della zona e sono Petit rouge, Vien de nus, Fumin e Vuillermin gli autoctoni Pinot noir, Moscato, Pinot gris e Gewurztraminer gli internazionali: uve che regalano etichette originate da vitigni piantati anche oltre un secolo fa. Bottiglie frutto di amore e passione incondizionata per la propria terra e per le proprie origini.

Nadir ha un nome particolare ed è una uomo onesto e dal grande sorriso che inizialmente si presenta tranquillo e timido, per poi piano piano svelarsi, cosí come sanno fare i suoi vini, bottiglie frutto di impegno e costanza, Nadir ci racconta:

L’amore per la terra, la voglia di coltivarla per rispettare il fatto che ha dato da mangiare ai nostri nonni e che può ancora oggi dare soddisfazioni. Tutto questo mi fa apprezzare il cammino intrapreso o meglio continuato della mia famiglia in campagna. Perché il fare è meglio di tante parole… di quelle parole che preferirebbero una campagna abbandonata ad una campagna ancora viva grazie a qualche giovane…. ma forse è il problema di un paese che ha una visione talmente miope da non capire che non c’è nulla da difendere ma un mondo davanti da affrontare per non rimanere intrappolati negli arbusti che invadono piano piano la campagna coltivata…

Nel 2003 all’età di 20 anni decido di fare le mia prima vinificazione nella cantina dei miei nonni e dopo 6 anni di prove decido di ristrutturare la piccola cantina di famiglia per avviare una piccola commercializzazione del vino. Inizialmente produco 2 vini da tavola il Magdala (uvaggio di Petit Rouge, Neyret, Freisa, e Nebbiolo) ed il Grandgosier (Pinot Noir) per un totale di 1000 bottiglie. I risultati riscuotono un buon successo ma capisco che per fare il vino bisogna studiare, documentarsi, provare, e cercare sempre di perfezionare ogni singolo passaggio. E’ così che negli anni approfondisco il lavoro in vigna recuperando vecchi vigneti di famiglia, piantando nuove vigne, effettuando una coltivazione della vite nel massimo rispetto della natura, non utilizzando ne pesticidi ne diserbanti sia per un aspetto estetico dei vigneti (mi piacciono i vigneti inerbiti) sia per un risultato di equilibrio del vigneto e dell’uva. Così arriviamo ad oggi e dopo 7 vendemmie ufficiali le bottiglie prodotte sono 5000 divise in (4 doc) 2 bianchi:  il Pantagruel che è un Gewurztraminer e il Tramos che è un Traminer e Moscato. Produco 3 vini rossi e 1 vino rosato: il Magdala già precedentemente descritto, Il Vin Des Geants composto da Crovassa, Neyret e Petit Rouge in percentuali uguali, il 5 Jours è il mio rosato, un Pinot Noir; ed il Badebec, Rosso Valle d’Aosta, la punta di diamante della produzione, un vino che nasce dalle vecchie vigne di Gressan e Jovencan di Petit Rouge Vien de Nus e Fumin. I nomi dei miei vini sono ispirati ai racconti di Rabelais sul gigante Gargantua, in effetti si narra che sotto la morena che divide in 2 Gressan vi sia il mignolo del gigante perso durante una battaglia. Anche gli altri vini si ispirano alle storia della mia terra, un modo per onorarla e raccontarla ancora una volta.
Ad oggi la produzione è per lo più venduta in Valle ed una parte viene venduta negli USA, cosa che gratifica, soprattutto pensando che le viti che una volta facevano il vino del pasto quotidiano oggi fanno un vino apprezzato oltre oceano. Diciamo che il sogno che avevo qualche anno fa si sta realizzando ed il bello è che ad ogni vendemmia si rinnova con nuovi spunti e voglia di migliorarsi sempre. Per tutto quello che ho fatto sino ad ora devo ringraziare la mia famiglia che mi ha sempre supportato ed aiutato, mia moglie che mi appoggia sempre ed i miei figli che seppur piccoli sembrano già amare la vigna, forse un amore innato e naturale come è il mio. Infine ringrazio i miei nonni che non ci sono più ma che tanto mi hanno trasmesso ed insegnato sin da piccolo.”

Benvenuto Nadir!! siamo felici ed onorati di poter collaborare con te!

 

” Siamo piccoli agricoltori, piccoli produttori di vino, ma grandi appassionati che giorno dopo giorno ci prendiamo cura dei vecchi vigneti di montagna restituendo al mondo la storia “Enoica” della Valle d’Aosta.”

 

Quando arriviamo in Langa davvero siamo colti da un’emozione che si rinnova ogni volta. E’ una strana sensazione ma è bellissima. Pensiamo sia così per ogni appassionato di vino o comunque
per chi, come noi, vive questo mondo da dentro. Non bastano i paesaggi, le colline i colori della terra, ma sono anche i cartelli stradali che riportano, Barolo, La Morra, Verduno a restituirci qualcosa di magico.

Da Alba ci dirigiamo verso Barolo dove ci fermiamo per un caffè lasciandoci avvolgere dai silenzi, dall’atmosfera ovattata che regna da queste parti. Barolo è senza dubbio una delle parole più
pronunciate al mondo per chi ama il vino, eppure il paese rimane sempre così solitario e silenzioso tanto da destabilizzare. Poche persone in giro, e pochi rumori Barolo è un luogo che si concede
lentamente, a ben pensarci proprio come il vino che da cui proviene.

Da Barolo riprendiamo verso La Morra fino ad arrivare nel cortile della famiglia Oberto di Erbaluna dove ci attende Andrea. Ci consociamo da tempo e arrivare da loro è un po’ come ritrovare vecchi amici. Andrea coltiva 10 ettari tutti in biologico, ma al di la della certificazione dalle sue parole capiamo ben presto che non potrebbe fare diversamente.

 

 

 

 

 

 

Entriamo in cantina con la curiosità che ci prende ogni volta per capire cosa arriverà nelle prossime bottiglie. Andrea ci precede e ci troviamo tra le vecchie botti tutta la cantina ci racconta di una
storia antica che arriva fino alla metà del novecento. Intuiamo nei racconti di Andrea il grande senso di responsabilità che si porta addosso come produttore di Barolo e di come ogni sua decisione sia volta ad esprimere totalmente il ruolo del Nebbiolo ed il talento del suolo di origine.

Per questo ha deciso di uscire con due Cru distinti di Barolo, il Vigna Rocche ed il Castagni. I vini di Erbaluna sono sempre ben definiti e mantengono una bella eleganza e leggibilità non solo nel
Barolo ma anche nella Barbera, il Nebbiolo e il Dolcetto corrispondono molto a chi il vino lo fa.

La prova del nove l’abbiamo fatta alla sera in Osteria da More e Macine a La Morra un luogo semplice nella struttura ma pregno di passione a amore per il vino e il cibo. Un banco di formaggi
incredibile ci accoglie appena varcata la porta e basta guardarsi attorno e buttare l’occhio in cantina per capire che qui siamo sul posto giusto, un luogo magico e pieno di storia, che si rinnova bicchiere dopo bicchiere. Il Piemonte abita sicuramente nei nostri cuori.

 

– Testo by G.Giacobbo –

Domenica 10 marzo saremo presenti nella costa romagnola assieme ad alcuni nostri produttori di Arkè per far conoscere e sensibilizzare il pubblico con i nostri ” vini splendidamente selvaggi”. Vino in ogni caso, il primo importantissimo ( ma non scontato) focus: perchè di quello stiamo parlando! che poi si tratti di vino biologico, naturale o biodinamico quello è valore aggiunto.

Le aziende partecipanti di Arkè saranno:

ed inoltre avremmo un banco esclusivo dove potrete assaggiare i vini con lo staff Arkè i produttori che non potranno essere presenti di persona con :

 

La degustazione, vendita e workshop è organizzata presso il mercato coperto di Cesena, spazio antico dove le persone si sono sempre riunite per trovare gusti autentici e riscoprire antiche tradizione, cosa che ci riguarda direttamente.

 

Una bellissima opportunità che ci vede ancora una volta uniti, e pronti armati di calici, cavatappi e chiacchere, domenica 10 marzo dalle ore 11.00 alle 19.00.

Durante l’evento si svolgerà alle ore 15 un workshop (su prenotazione ) curato da Francesco Falcone dal titolo “Il ruolo del vino naturale”:

“I vini naturali hanno il sapore delle uve da cui sono fatti e del luogo dove sono cresciute. Il successo e l’evoluzione del vino naturale, in Italia e ovunque nel mondo, ci insegna che è possibile tornare un po’ indietro, quando la biodiversità era un valore importante. Negli ultimi dieci anni il miraggio di pochi è diventato un’oasi sempre più tangibile, che tanti appassionati amano frequentare. Il vino naturale, quando ben concepito, è bello, buono, vero, prezioso e ci dice tanto del futuro. Ci dice che se si potranno valorizzare i terroir e le denominazioni d’origine, allora si potranno custodire, in equilibri sempre nuovi, le risorse umane e ambientali dei luoghi d’origine. Il vino naturale, quello buono, è un inno alla creatività, all’energia e al sapore”.

Le nostre tematiche sono condivise e raccontate ancora una volta.

Finita la fiera, alla sera vi vogliamo segnalare un’altro incontro speciale all’insegna del buon vino e del buon cibo, presso Casa Artusi Ristorante , con una cena assieme a La Biancara VS Valli Unite per raccontare il loro modo, l’impegno in vigna ed in cantina, degustando assieme ad un menù dedicato molte specialità tipiche abbinati ai loro vini.

Fatti da uve a bacca bianca di fascino e intensità senza eguali: la Garganega e il Timorasso: sanno creare vini caparbi e opulenti, che difficilmente scivolano via senza traccia in bocca, ma che amano farsi ricordare e che parlano a voce alta del loro territorio di provenienza. Io amo definirli vini bianchi con il cappotto dei vini rossi, e siamo certi che ne conseguirà una bella sfida!

Ecco a voi la locandina della serata:

A cena con i Produttori Valli Unite & La Biancara

Vi attendiamo numerosi, sú dai che la Primavera e’ alle porte!!

Per altre informazioni potete consultare la pagina Facebook dedicata oppure scrivere una mail a d.venturi@dolce-vite.com.

VINNATUR ROMA 2019

8 Febbraio 2019

 

 

Prontissimi con gli anticipi della (finalmente!) ormai prossima primavera, iniziano gli incontri con i nostri cari vignaioli!

Vinnatur Roma il 23 e 24 febbraio 2019 ospiterà 90 produttori di vino naturale tra Italia, Francia e Slovenia.

 

Per noi una fiera importante, che darà la possibilità di avere in degustazione ben i vini di ben 18 vignaioli:

Quattro aziende francesi, saranno presenti Isabelle e Jean di Rouges Queues, le altre aziende le presenteremo personalmente:

14 vignaioli italiani:

 

 

Appuntamento a Officine Farneto, dove VinNatur ha organizzato durante i due giorni anche due importanti convegni.

La sostenibilità ambientale alla base della viticoltura del futuro. Sabato 23 febbraio alle ore 16.00

Si parlerà di sostenibilità ambientale, che è sempre più oggetto di discussione nel mondo del vino, di come ridurre l’impatto sull’ambiente e sull’uomo per ricordare a tutti che produrre vino naturale non è solo un fatto di moda ma è una scelta di vita e di etica personale!

 

Tutto diviene importante quando si parla di rispetto per la natura e per la nostra salute come ad esempio il numero di passaggi con trattori e ridurre o eliminare lo zolfo ed il rame dalla viticoltura, durante il convegno parleranno

  • Ruggero Mazzilli, agronomo piemontese, specializzato in viticoltura, che fin dagli anni ottanta si è impegnato per diffondere la cultura del biologico, fondatore nel 2007 della Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile.

 

 

 

  • dottoressa Patrizia Gentilini, oncologo ed ematologo, membro di Isde Italia – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente – impegnata da oltre quindici anni a promuovere la riduzione dell’esposizione delle popolazioni alle sostanze tossiche e cancerogene.

 

  • Angiolino Maule, presidente associazione VinNatur e produttore di vino veneto.

 

 

 

 

 

Sandro Sangiorgi. I vini inconsueti. Domenica 24 febbraio, ore 14.00.

Il carismatico giornalista e scrittore romano condurrà una degustazione di “vini inconsueti.” Riservata ad un massimo di 40 persone, il prezzo è 30€ e include l’ingresso all’evento.

 

 

 

Sarà certamente un tasting interessante ed interattivo e Angiolino Maule ci ha commentato così :

“Gli ultimi anni sono stati molto importanti per noi, di grande crescita, sia in termini di presa di coscienza del ruolo dell’associazione che in numero di associati, a partire dalla grande svolta dell’approvazione del nostro disciplinare di produzione che mettiamo meticolosamentre in atto con la continua sperimentazione in vigneto – continua Maule – che ci permette di fare sempre più chiarezza sul mondo dei vini naturali e di dare nuove garanzie al consumatore. Dopo una prima esperienza positiva due anni fa abbiamo pensato che era arrivato il momento di tornare nella Capitale per far scoprire direttamente ai nostri estimatori a che punto siamo arrivati con i vini naturali”.

 

Il vino naturale ha molto da insegnare e da raccontare, come un maestro di vita.

 

 

 

 

Vi attendiamo numerosi!

 

Per altre informazioni consultate il sito di Vinnatur e prenotate la vostra visita!