La prima edizione di Natural Wine Challenge si è conclusa con un’ottimo riscontro da parte del nostro pubblico, formato solamente da operatori del settore tra ristoratori, agenti, enotecari, sommelier e giornalisti: per tutti era qualcosa di nuovo e stimolante e l’interesse era davvero alto.

La degustazione, rigorosamente alla cieca, era composta da ben 40 vini  selezionati dai cataloghi di Arkè e Vite tra produttori italiani, francesi, spagnoli e portoghesi.

Una bella sfida per mettersi in gioco, nessun trofeo da vincere ma un perfetto esercizio per mettersi alla prova, traslasciando i preconcetti che spesso si creano davanti alle etichette ed ai vitigni, ed affidarsi solamente ai propri sensi e ai propri ricordi.

Dopo pranzo si è tenuto un convegno che ha dato voce a tre figure fondamentali nel mondo del vino naturale:

  • Un produttore: Angiolino Maule ha raccontato della sua esperienza con i vini naturali, gli inizi assieme ai produttori friulani e sloveni, le difficoltà e la sua fame di conoscenza che non viene mai saziata, la storia ed il futuro con l’associazione VinNatur, lo sforzo per produrre vini naturali e ben fatti, che mirino ad essere il più possibile senza difetti.

Angiolino Maule durante il convegno

  • Un sommelier e formatore di sala: Lorenzo Rondinelli, che ha parlato della sua esperienza al Ristorante Trussardi Teatro alla Scala e nel settore della formazione del personale nei ristoranti ed enoteche, delle difficoltà che si possono riscontrare nel proporre vini naturali al pubblico e di come meglio affrontare gli approcci e la vendita.

Lorenzo Rondinelli

  • L’head-sommelier del ristorante più famoso del mondo: Mads Kleppe del Noma di Copenhagen: una sua personale visione molto importante, vista la scelta del ristorante di selezionare solo vini naturali, di come approcciarsi alla loro proposta, di capire la sensibilità del cliente che si ha di fronte, per servirli nel miglior modo possibile. Assieme poi sono stati degustati alla cieca 4 vini scelti da Mads, due bianchi e due rossi. Un’esperienza istruttiva e di grande confronto per noi tutti.

Mads Kleppe

Siamo molto orgogliosi di “aver vinto” questa prima battaglia di Natural Wine Challenge e ci auguriamo possa essere il primo incontro di molti altri, per poter crescere insieme, per poter meglio comprendere e godere al meglio del vino naturale.

Mads durante il convegno

Francesco

Erica

 

Andrea di Vite

Andrea Gaggero di Vite

 

Ecco qui l’elenco dei vini che son stati degustati:

Bolle

1. Ca dei Zago (Valdobbiadene, TV, Veneto ) – Valdobbiadene DOCG col fondo 2016. 90% Glera, 10% Bianchetta, Verdisio. Cemento e bottiglia.
2. Casa Belfi (San Polo di Piave, Veneto) – Prosecco Casa Belfi Colfondo 2016 – Glera in purezza. Acciaio. Rifermentazione naturale in bottiglia, senza solfiti aggiunti.

3. Domaine de l’Amandier (Saint Julien en Saint Alban, Rhone, Francia) – Petite Nature – 40% Chasselas blanc 40%Chasselas rose 20% Muscat d’Ambourg. Pet Nat. Vetroresina e bottiglia.
4. Il Moralizzatore (Carmignano di Brenta, Veneto) – Vespaiò 2016 – Vespaiola (60%), Friulano (40%), rifermentazione naturale in bottiglia sur lie.
5. Champ Divin (Gevingey, Jura, Francia) – Cremant du Jura 15 Brut Zero. 80%Chardonnay 20% Savagnin. Acciaio e bottiglia.
6. Ravarini (Monticelli Brusati, Franciacorta, Lombardia) – Franciacorta 2010 – Chardonnay in purezza, acciaio e cemento. 65 mesi sui lieviti. Pas dosè.
7. François Pinon (Vernou sur Brenne, Loira, Francia) – Vouvray Brut Non Dosé 2012. 100% Chenin Blanc. Metoto classico. Acciaio/botte grande e bottiglia.
8. Bergianti (Carpi, MO, Emilia Romagna)– Fine Bergianti 15. Metodo classico. 100% Lambrusco di Sorbara. Metodo classico. Cemento e bottiglia.
9. Cinque Campi (Puianello, Reggio Emilia) – L’Artiglio 2014 – Spergola 95% Moscato 5%. Macerazione con le bucce per 5 giorni. Acciaio. Rifermentazione naturale, solo con il mosto. 30 mesi sui lieviti. Pas dosè. Senza solfiti aggiunti.
10. Champagne Jeaunaux Robin(Talus Saint Prix, Champagne, Francia) – Le Talus Saint Prix. 60% PM 30%PN 10%CH. Acciaio/barrique e bottiglia.
11. Champagne Christophe Lefèvre (Bonneil, Vallée de la Marne, Champagne) – Cuvée Prestige – Pinot meunier (60%), Pinot noir (30%), Chardonnay (10%). Acciaio e barriques usate. Non dosato. 80% annata 2010, 20% annata 2009.

Bianchi

12. Ancarani (Faenza, RA, Emilia Romagna) – Per la gioia 2016. Albana, Trebbiano, Famoso. Cememnto.
13. Masseria Starnali (Galluccio, Caserta, Campania) – Maresa 2016 – Falanghina in
purezza. Acciaio. Senza solfiti aggiunti.
14. La Biancara (Gambellara, Vicenza, Veneto) – Sassaia 2016 – Garganega in purezza, botte grande di rovere. Senza solfiti aggiunti.
15. Bodegas Albamar (Cambados, Galizia, Spagna) – Albamar 2016 100% Albarino. Acciaio e Botte grande.
16. Texier (Saint Julien en Saint Alban, Rhone, Francia)– Brézème Roussanne 2016 100% Roussanne. Vetroresina.
17. Urogallo (Cangas del Narcea, Asturias, Spagna) – Fanfarria Blanco 2015 50% Albarin Blanco 50%Albillo. Acciaio/ barrique e tonneaux.
18. Valli Unite (Colli Tortonesi, Piemonte) – San Vito 2014 – Timorasso DOC da vigne vecchie. Botte grande di rovere. Senza solfiti aggiunti.
19. Renardière (Pupillin, Jura, Francia)– Jurassique 2016 100%Chardonnay. Barrique e tonneaux.
20. Bergianti (Carpi, MO, Emilia Romagna) – Bianco Bergianti 2016. 100% Pignoletto. Macerato 4 gg. Acciaio.
21. Debout-Bertin (Faye d’Anjou, Anjou, Loira) – Achillè 2015 – Chenin blanc in purezza. Barriques. Senza solfiti aggiunti.
22. Geschickt (Ammerschwihr, Alsazia) – Riesling 2015 – Riesling in purezza. Acciaio e botte grande. Senza solfiti aggiunti.
23. Francesconi (Faenza, RA, Emilia Romagna)– Arcaica 2015. 100% Albana. Macerato 60gg. Acciaio.
24. Vale da Capucha (Carvalhal, Lisboa, Portogallo) – Arinto 2015. 100% Arinto. 30%macerato 4gg. Acciaio.
25. Rafa Bernabe (Villena, Alicante, Spagna)– Benimaquia Tinajas 2015. 50% Moscato d’Alessandria 50% Merseguera. Macerato 6 mesi tinajas de barro Padilla. Anfora.
26. Franco Terpin (San Floriano del Collio, Friuli) – Ribolla Gialla 2010 – Ribolla Gialla in purezza. Macerazione con le bucce. Botte grande di rovere.
27. Overnoy (Orbagna, Jura) – Chardonnay Vieilles Vignes 2013 – Chardonnay da vigne vecchie, ossidativo. Barriques scolme.
Rosè 28. Lamoresca (San Michele di Ganzaria, Catania, Sicilia) – Rosa 2016 – Nero d’Avola 50%, Frappato 45%, Moscato 5%. Acciaio.

Rossi

29. Rafa Bernabe (Villena, Alicante, Spagna)– La Amistad 2015. 100% Rojal. Anfora.
30. Renardière (Pupillin, Jura, Francia) – Ploussard 2016. 100% Ploussard. Acciaio e botte grande.
31. Barbacan (San Giacomo di Teglio, SO, Lombadia)– Rosso di Valtellina 2016. 100% Nebbiolo (Chiavennasca, Brugnola, Rossola etc..) acciaio.
32. Eric Texier(Saint Julien en Saint Alban, Rhone, Francia) – Brézème 2015. 100% Syrah. Cemento e botte grande.
33. Terre di Pietra (Marcellise, Valpolicella, Veneto) – Valpolicella Superiore Vigna del Peste 2014 – Corvina 50%, Corvinone 20%, Rondinella 20%, Molinara 10%. Cemento.
34. Az.Agr.Il Cavallino di Maule Sauro (San Germano, Vicenza, Veneto) – My Tai 2016 – Tai rosso in purezza. Acciaio. Senza solfiti aggiunti.
35. Cantina Riccardi Reale, (Olevano Romano, Lazio) – Collepazzo 2015 – Cesanese di Affile in purezza in terre arenarie e vulcaniche. Cemento.
36. Vini Scirto ( Castiglione di Sicilia, Catania, Sicilia) – Don Pippinu 2014 Etna Rosso – Nerello Mascalese e Nerello Capuccio da vigne vecchie a piede franco. Tonneaux. Senza solfiti aggiunti.
37. Erbaluna (La Morra, Cuneo, Piemonte) – Barolo 2012 – Nebbiolo in purezza, botte grande di rovere
38. Camerlengo (Rapolla,PZ, Basilicata) – Camerlengo 2014. 100% Aglianico. Tino troncoconico di rovere.
39. Villa Pacina (Castelnuovo Berardenga, Siena, Toscana) – Villa Pacina 2015 – Sangiovese in purezza da vigne vecchie, senza solfiti aggiunti.
40. Natalino Del Prete (San Donaci, Brindisi, Puglia) – Pioniere 2016 – Negroamaro 90%, Malvasia Nera 10%, Vigne vecchie. Senza solfiti.

 

A breve usciremo con i video del convegno ed un’intervista a Mads Kleppe, in modo da avere disponibile per tutti i temi che si sono affrontati durante la giornata.

 

Grazie a tutti i partecipanti e ai colleghi di Vite per aver dato vita a questa esperienza formidabile!

 

 

 

 

Datedomenica 21 e lunedì 22 gennaio 2018

Luogo: Palazzo della Borsa – Piazza De Ferrari – Genova

Orari: entrambi i giorni dalle ore 11 alle 19

Quota associativa di partecipazione: Euro 15,00 – catalogo e calice da degustazione inclusi.

 

 

Torna l’appuntamento biennale con VinNatur Genova, si tratta della terza edizione di questa fiera organizzata dall’associazione viticoltori naturali VinNatur.

In una città di mare così viva ed in fermento si daranno appuntamento 70 produttori provenienti in maggioranza dalle diverse regioni italiane, ma anche da Francia, Austria e Slovenia.

 

Della nostra distribuzione saranno presenti innanzi tutto i nuovi vignaioli inseriti da pochi mesi o pochi giorni, ovvero:

  • Riccardi Reale, azienda laziale in provincia di Roma che lavora con estrema eleganza e finezza il Cesanese. Azienda talmente nuova che noi la presenteremo la prossima settimana!
  • Ravarini, un Franciacorta fatto da un vero contadino che ci stupirà per la franchezza e la profondità delle sue bollicine, fa anche vini fermi di buona qualità. La sua prima fiera in assoluto!
  • Valli Unite, una vecchia conoscenza dentro a VinNatur, rossi semplici e diretti, ma anche versioni importanti e da invecchiamento. Ed il Timorasso, un vitigno bianco da valorizzare.

 

Inoltre ci saranno questi altri “nostri” produttori: Cinque Campi e Camillo Donati dall’Emilia, Franco Terpin dal Collio, Borgatta e Cascina Tavijn dal Piemonte, Santa Maria da Montalcino, Natalino Del Prete dalla Puglia e La Biancara, Il Cavallino di Sauro Maule e Casa Belfi dal Veneto.

 

Cari amici genovesi e non solo, vi aspettiamo ai nostri banchetti!!!

A presto!

 

 

 

 

 

I nostri amici

15 Aprile 2017

 

 

Anche quest’anno è già finita, Vinnatur a Villa Favorita 2017, e adesso si rimane in attesa… per un altro anno! Non mi è ben chiaro quale sia il motivo, ma qui c’è del magico…. c’è sempre stato del magico in questa fiera! Vuoi per la location, vuoi per la primavera e la sua luce nuova, ma io son certa che la vera differenza la facciamo le persone.

Ci son rapporti veri dietro a tutti questi calici di vino annusati, vissuti e degustati, e  non si tratta solamente di bere, o di capire che cosa si sta bevendo, è proprio che spesso non è solo di vino che stiamo parlando, ma di persone che son unite da un filo invisibile ma fortissimo che ci lega insieme e che ci collega, tra la vita che ci accade ogni giorno e tutto il resto che sta intorno.

Mi sento molto fortunata a poter vivere in prima persona tutto questo, perchè non si tratta solo di un “semplice” lavoro, ma si tratta di scelte di amicizie, spesso con radici molto profonde, e di grande rispetto reciproco, dove si condivide la voglia di conoscersi e conoscere, non solo quindi chi produce il vino e coltiva la terra, ma anche la curiosità di conoscere un nuovo territorio, un nuovo paese, le abitudini e gli elementi che possano interagire in modo così unico ed irripetibile alla creazione della MAGIA.

Impossibile soffermarsi solo sul vino, perchè non è mai solo quello: per noi diviene impossibile iniziare una collaborazione con una nuova azienda senza aver in primo luogo visitato le vigne e la cantina, e senza conoscere chi lo fa, guardando le sue mani ed i suoi occhi.

Altra cosa davvero importante e che non abbiamo potuto far a meno di notare è che solitamente tra colleghi che fanno lo stesso lavoro, esiste terreno fertile per invidia e riservatezza, ma non qui: le persone sono tranquille, vere, ci si dà consigli, si chiacchiera, si ride e pure si discute!! Di tutto ma soprattutto delle proprie esperienze in vigna ed in cantina, nel bene e nel male.

Le cene post-fiera diventano un momento di festa e spesso e volentieri si assaggiano vini di altri colleghi non presenti, magari di vecchie annate, come è successo durante la nostra cena di domenica: abbiamo organizzato una serata tranquilla tra i nostri produttori di Arkè al Bistrot Al Callianino, ed il risultato è stato spettacolare! Franco Terpin e moglie che si confrontavano con Maurizio Donadi, Andrea Oberto di Erbaluna seduto a fianco di Jean e Isabelle di Domaine Rouges Queues, Vanni Nizzoli che discuteva di cinghiali e cervi con Marino Colleoni. C’è pure stato un simpatico scambio di opinioni tra Aureliè di Geschickt e Filippo di Lamoresca sui Pet Nat 🙂 … le opinioni si possono sempre esprimere liberamente e senza freni! Perchè anche questo significa essere naturali, cioè essere onesti, semplici e diretti.

Con questo post vogliamo dire GRAZIE, grazie a tutti voi per aver reso così indimenticabile anche questa edizione, per averla resa ancora una volta un bellissimo ritrovo di amici, che amano e lottano per lo stesso ideale.

 

Vi lasciamo qui una serie di bellissime e rappresentative  foto fatte dal “nostro” fotografo  Lorenzo Rui, che oltre ad essere bravo, è anche un amante di questo mondo dei vini naturali…le foto sono tutti scatti rubati, nessuna posa e, a mio avviso, le foto spontanee son le più belle!

Enjoy <3

Franco Terpin con Daniela

Maurizio Donadi che fa assaggiare il suo Prosecco Anfora

Marino Colleoni con Selvarella in degustazione

Andrea Dalla Grana de Il Moralizzatore che assaggia assieme al nostro amico sommelier Eddy

Emilio di Cascina Borgatta

MariaTeresa e Luigi, madre e figlio insieme

Nadia Verrua

Giovanna e Maria di Pacina, sempre con il sorriso 😀 mamma e figlia

Sauro Maule de Il Cavallino con Portinari Daniele

Momento finale di Villa Favorita, un’amico ci ricorda che cosa rimane da fare alla fine dei conti…….

Barbara di Meigamma, le donne si ostinano sempre a fare 3 cose in una ( e spesso ci risciamo anche bene! )

una delle cene, tutti insieme, alla fine della Fiera…

 

 

 

 

 

Aprile mese di incontri.

Inaspettati…ma anche no! Voluti!! Siamo agli ultimi giorni di attesa per le degustazioni più belle dell’anno, dove potete degustare i vini dei produttori di Arkè.

Al Vinitaly, fiera per eccellenza del vino, potete trovare 3 dei nostri:

Terre di Pietra, Padiglione 8, STAND B8\B9 DESK 16

Erbaluna, Stand Collettivo Ex Gruppo Trimilli, HALL 9 STAND D7

Poderi Sanguineto, Padiglione 9, Area 12\13, Consorzio del Vino Nobile

 

Abbiamo anche creato una mappa che speriamo possa esservi utile (consigliamo la stampa) nella ricerca dei vignaioli di Arkè durante Villa Favorita, la fiera di Vinnatur.

Ecco chi troverete:

Christophe Lefevre

Domaine des Rouges Queues

Natalie Gaubicher, Le Briseau

Geschickt

Valli Unite (coming soon!)

Cascina Tavijn

Camillo Donati

Cascina Borgatta

Cinque Campi

Casa Belfi

Sauro Maule, Il Cavallino

Portinari Daniele

Il Moralizzatore

La Biancara

Feudo D’Ugni

Franco Terpin

Sante Marie

Pacina

Masseria Starnali

Natalino Del Prete

Lamoresca

Meigamma

elenco dei produttori, piano e numero del tavolo

La Mappa: numero dei tavoli e simboleggaiti con puntino giallo.

 

 

 

Manca pochissimo!! Stay Tuned!!!

 

Spremuta di more, sangue di viole. Un rosso scorrevole ma non privo di carattere, che parte prima morbido poi si fa più astringente, leggermente tannico. La valida alternativa al cabernet veneto sequenziale.
Ci ricorda quello di un altro grande: il Rosso Casa Belfi vinificato in anfora: più speziato quello, più floreale questo, ma entrambi vivi, freschi e sinceri. Sinceri nell’esprimere la loro personalità, la loro vera natura che a noi piace, oh se ci piace!
Se da una parte pensi di aver trovato un valido alleato, un partner compiacente, un amico docile, quando meno te l’aspetti il Cabernere esteriora il suo carattere più vibrante e ribelle. Chi l’ha detto che il rosso vuole sempre e solo l’inverno?! Questo è un nettare vivo che sa di primavera.
Un figlio dei fiori sfuggito all’omologazione stereotipata del suo stesso movimento da una parte e dall’industrializzazione del gusto dall’altra! Insomma la morale alla fine è: non serve spremersi poi tanto le meningi – come indica l’etichetta – per capire che un altro vino è possibile, non serve farlo per trovare una soluzione più sostenibile e salutare alla viticultura convenzionale.

 

Cabernere Il Moralizzatore

 

Per questo rosso proviamo un abbinamento “classico” ed uno più insolito. Pollo alla cacciatora, carne bianca condita con carota, sedano e cipolla stufate, uno spolvero di sugo di pomodoro e una sfumata di vino bianco a metà cottura. La tannicità del vino va a pulire l’untuosità del piatto condito, i suoi aromi ben supportano e impreziosiscono quelli del piatto ma la beva vivace e selvaggia sovrasta la delicatezza della carne.

L’altro abbinamento è con il cassoulet, specialità regionale del Languedoc, a base di fagioli bianchi e di un misto di carne d’oca o maiale o agnello, generoso, invitante, ancora più godevole se ben unto. Tuttavia il meglio di sé lo da dopo dieci minuti di gratinata in forno. Il piatto deve il suo nome alla casseruola in terracotta smaltata, caratteristica per la preparazione dello stesso. Scusate per la rapida gita fuori porta, ma tutti questi vitigni francofoni ce lo chiedevano.

L’azienda – Il Moralizzatore – coltiva i suoi vigneti su terreni di impasto misto, in prevalenza vulcanico-basaltici, alcuni dei quali presso i dolci declivi che precedono la parte montuosa della provincia vicentina. La tecnica adottata per la cura delle viti e dell’uva e quella naturale-biodinamica: in prevalenza inerbimento perenne e sovesci, preparati 500 e 501, rispetto per l’entomofauna.
In cantina il discorso è il medesimo e segue la filosofia secondo la quale l’uomo dovrebbe intervenire il meno possibile, a patto che le uve siano sane ed energiche, cosa che riesce ad ottenere con una selezione meticolosa delle uve.
La base è Cabernet Sauvignon al 70%. Concorre poi una parte di Merlot al 20% e un 10% di Pinot Nero. Solo acciaio per un anno, dopodiché via in bottiglia, senza solfiti aggiunti e senza chiarifiche.

 

Disponibile su tannico.it !

 

Aligotè Borgogna Aligator

L’Aligoté è un vitigno. Punto. Con i suoi pregi e con i suoi limiti.
La fama da vitigno sfigatello che gli si vuole attribuire è frutto di una ignorante dottrina che aleggia nei corsi dei maggiori enti formatori di sommelier, la quale a sua volta nasce dall’imposizione e dall’accettazione di una conformità di gusto per i vini e le etichette più blasonate e standardizzate a base di Chardonnay, il quale ha di conseguenza confinato la coltivazione di questo vitigno agli appezzamenti meno vocati. Un po’ quello che accade per molti vitigni autoctoni piemontesi che crescono all’ombra del Nebbiolo. O quel che avviene nel veneto orientale per verdisio, bianchetta e affini. Tutti ammutoliti – non per loro volere – alla dilagante richiesta del Prosecco, senza magari sapere che il vitigno di provenienza è la Glera.

Insomma, vitigni minori verrebbe da dire. Definizione che potremmo accettare considerate le contenute sfaccettature del suddetto. Ma che accetteremo ancora più volentieri se non attribuissimo una connotazione negativa a carenza di struttura e complessità e li considerassimo semplicemente tratti distintivi del vitigno. Insomma, l’Aligoté è l’Aligoté. Piaccia o non piaccia. Ma questa è un’altra storia.

Scriviamo ciò quando nel bicchiere versiamo un Aligoté Borgogna 2014. Un vino semplice, che esprime maggiormente le sue componenti terrene in termini di sapidità, mineralità. Non ci si trovano le grasse e opulenti note dello Chardonnay di Borgogna, ne le passeggiate in riva al mare che lo Chablis sa evocare. Tuttavia al naso spiccano le note gessose, minerali e sapide marine seppur contenute, più una nota leggermente lattica.

In bocca è scorrevole ma dissetante. Prevale il sapido e l’acido. Decisamente un vino estivo che arriva a 2 anni e mezzo dall’imbottigliamento con una componente acida ancora ben delineata. Da abbinare a pesce crudo, tagliolini alle seppie ma non alla veneziana, non con il nero per intendersi. Primi piatti poco strutturati, dalle complessità e intensità aromatiche contenute.

Ci siamo sbilanciati a provarlo su della pasta al farro condita con pesto alla genovese e se sul piano aromatico effettivamente un po’ accusava il colpo, su quello della consistenza sapeva reggere, seppur nel finale tendeva a scomparire. Le note sapide e acide non cozzavano contro quelle vegetali del basilico ma il tutto si armonizzava aggiungendo al piatto una verve più fresca e accattivante.

L’aligator” di Domaine des Rouges Queues è un Vin de Bourgogne, 100% Aligoté come avrete capito. Nasce da un piccolo vigneto caratterizzato dal terreno sabbioso. Viene vinificato in bianco a seguito della vendemmia manuale. Domaine des Rouges Queues è collocata nella famosa Côte d’Or, Borgogna, in un piccolo villaggio di appena 170 abitanti, chiamato Sampigny les Maranges, nella valle Maranges. L’azienda ha iniziato la sua attività nel 1998 con un solo acro di Maranges rouge sino a produrre negli ultimi anni Hautes Cotes De Beaune Rouge, Hautes Cotes De Beaune Blanc, Santenay Rouge, Maranges Rouge, Maranges Blanc, Bourgogne Rouge, ed il nostro Aligoté. Insomma un po’ tutto quello che prevede l’appelation. Dal 2008 l’azienda è in conversione biologica e fa ormai ampio uso di metodi biodinamici.

Aligotè Borgogna Aligator

Lo trovate in vendita on-line su tannico.it

Vendemmia tra i fiori nella Domaine.

VINNATUR 2017

14 Marzo 2017

170 produttori di vino naturale. 9 paesi.

Manca davvero poco anche quest’anno, con la Primavera arriva anche il nostro appuntamento con la Fiera  (con la F maiuscola! ) del vino naturale per eccellenza: Vinnatur 2017, dall’8 al 10 aprile 2017.

Questo bellissimo week-end all’insegna del “bere naturale” si svolge in una delle Ville Palladiane, detta “La Favorita” a Sarego, e conta la sua quattordicesima edizione, in un connubio di cultura e passione, per la vigna, per il vino e per la natura.

villa al tramonto

Vinnatur al tramonto, Edizione 2016. Thanks To Rui Lorenzo Photographer

Produrre vino in modo naturale, in modo onesto e rispettoso, ma sopratutto buono senza scindere mai emozione e gusto, significa riportare solo il vero di ciò che accade in natura e dal territorio di provenienza.

Angiolino Maule, presidente dell’associazione è sempre in continua evoluzione ci racconta:

“Stiamo crescendo grazie alla ricerca – dice Angiolino Maule – sia nella qualità dei vini che nella consapevolezza in vigna e in cantina. Il nuovo disciplinare e la sperimentazione che stiamo conducendo in vigneto ci permetteranno di fare ancora maggior chiarezza nel mondo dei vini naturali e dare nuove garanzie al consumatore”.

Siamo come ogni anno entusiasti e non vediamo l’ora di ri-vivere questo bellissimo incontro con tutti voi, amanti del vino naturale.

Programma dell’evento

  • sabato 8 aprile, apertura dalle 10.00 alle 18.00
  • domenica 9 aprile dalle 10.00 alle 18.00
  • lunedì 10 aprile dalle 10.00 alle 18.00

Sede Villa da Porto detta “La Favorita”, via Della Favorita a Monticello di Fara, Sarego (Vicenza)

Costo

Costo biglietto di entrata 25 € al giorno (acquistabile solamente all’ingresso dell’evento), comprensivi di guida della manifestazione e calice da degustazione.

e poi?

Al tramonto poi che si fa? Beh se vi vien la voglia di continuare la serata in compagnia del vino naturale e magari, pure mangiare anche qualcosa di buono, abbiamo stillato per voi un elenco di immancabili location del buon bere nei dintorni della fiera.

Ecco allora l’elenco per: Dove bere Naturale fuori da Villa Favorita?

 

 

dbn

 

Per ulteriori informazioni qui. 

 

villafavorita2017

 

Catalogo 2017

13 Febbraio 2017

Nuovo anno, nuove idee e nuovi propositi.

Il nostro Catalogo 2017 pronto! ( finalmente! ) Nato dalla collaborazione con la nostra amica e grafica Federica Mattietto, prende cosi un’impronta di brio e femminilità

Nuovi contenuti aggiornati  nelle descrizioni dei vini e nuove anche le collaborazioni per la rubrica degli Amici di Arkè: quest’anno hanno collaborato con noi un agronomo, Ruggero Mazzilli, un mastro-birraio, Bruno Carilli, un  medico nutrizionista vincitore di Master Chef, Federico Francesco Ferrero, ed infine, ma non ultimo per importanza, Sandro Sangiorgi, giornalista, scrittore ed enogastronomo.

Il nostro catalogo non vuole solo essere semplice strumento di lavoro ma anche un mezzo di conoscenza, sempre alla portata di mano nel vostro quotidiano accompagnare  i nostri appassionati degustatori, per un’esperienza più consapevole, ma anche più comoda e dinamica.

I nuovi produttori nel catalogo 2017 sono le aziende Terre di Pietra, produttori in Valpolicella di vini rossi, ed un’azienda francese, Geschickt, produttori in Alsazia di vini naturali e di territorio: una bolla, parecchi vini bianchi ed un rosso.

 

Ecco a voi la nostra nuova creazione! Cliccate qui per visionarlo e scaricarlo!

 

 

Elementary, è il nuovo concept food store incentrato sulla qualità e sulla semplicità delle materie prime; si tratta di enoteca di giorno, bistrot a mezzogiorno e pizzeria la sera; e noi abbiamo avuto l’opportunità di creare e curare la loro carta vini, che è chiaramente incentrata sui vini naturali, italiani, francesi e spagnoli.

Scelta praticamente ovvia, visto il loro costante approccio con prodotti di alta qualità e lievitazioni spontanee.

Nello stesso stabile, un vecchio capannone industriale rimesso a nuovo, c’è l’altro locale della famiglia Olivieri, ovvero la pasticceria e caffetteria, loro lavoro da ben 3 generazioni, affiancata anche da un nuovo panificio: è un locale open-space, pieno di idee frizzanti ed innovative, aperto dalla mattina presto fino a cena: ti può catapultare la mente in qualche grande città europea, dove luoghi come questo pullulano.

olivieri

 

Abbiamo organizzato degli incontri con i vignaioli, per poter far conoscere realtà legate al territorio e non, per avvicinare sia gli appassionati, sia i neofiti.

Saranno serate dove ogni produttore racconterà la propria storia ed i vini, attraverso i  racconti dei luoghi dove vive e lavora.

Non la solita cena con il produttore insomma, ma piuttosto un aperitivo dove gli ospiti ascolteranno ed il contadino si trasforma un po’ in oste, in maniera dinamica ma attenta, in modo da uscirne tutti  un po’ arricchiti.

Non solo aziende di Arkè, ma anche altri amici che abbiamo deciso di coinvolgere in questa iniziativa, e che non vediamo l’ora che inizi e quindi, eccovi l’elenco delle aziende che parteciperanno, gli incontri saranno tutti i Mercoledì a partire dalle 19:

 

  • 1 Febbraio, Bellaguardia di Montecchio Maggiore, Vicenza. Azienda specializzata in bollicine metodo classico, da uve Pinot Bianco e Durella, che lavora anche un po’ di Pinot Nero per un rosè favoloso. Quattro i vini che porteranno in assaggio. (costo € 15)

 

  • 8 Febbraio, La Biancara di Angiolino Maule, Gambellara, Vicenza. Angiolino, pioniere dei vini naturali in Italia, porterà tre diverse annate della sua selezione di Garganega , il Pico, e tre annate del Tocai Rosso, il Sosan. (costo € 20)

 

  • 15 Febbraio, Cinque Campi, Reggio Emilia. Vanni Nizzoli, specialista in bolle e rifermentazioni in bottiglia, ci farà assaggiare il suo Trebbiano, due versioni di Spergola e due di Lambrusco. (costo € 15)

 

  • 22 Febbraio, Champagne naturali, a cura di Giampaolo Giacobbo. Giornalista e amante dei vini naturali, ci farà una panoramica sulla Champagne e ci farà assaggiare quattro ottimi calici. (costo € 40)

 

  • 1 Marzo, Terre di Pietra, Valpolicella, Verona. Laura Albertini, giovane vignaiola emergente, ci racconterà il suo percorso alla ricerca della purezza attraverso i suoi Valpolicella, con cinque assaggi dal loro vino più semplice fino all’Amarone. (costo € 20)

 

  • 15 Marzo, Casa Belfi Prosecco Colfondo, Treviso. Maurizio Donadi ci porterà quattro suoi vini, prosecco ma non solo, tutti vinificati in anfore di terracotta. (costo € 15)

 

  • 22 Marzo, Sauro Maule de Il Cavallino e Davide Spillare, ovvero largo ai giovani! Due aziende gestite da ragazzi che hanno creduto nel loro territorio, Gambellara e i Colli Berici. Due bianchi (a base Garganega) ed un rosso (Merlot) a testa a confronto, per sei vini vibranti. (costo € 20)

 

  • 29 Marzo, Gianfranco Masiero, Trissino, Vicenza. Un grande appassionato di vini che ci ha provato nelle sue colline di Trissino, ci racconterà quattro vini fatti con il metodo biodinamico. (costo € 20)

 

Ogni degustazione sarà accompagnata da assaggi della pizza di Elementary, in abbinamento ai vini degustati.

Gli eventi sono a numero chiuso, è gradita la prenotazione: tel. 380 102 5675 , mail: info@olivieri1882.com

 

Terminati gli assaggi e l’incontro con il produttore si potrà accedere al locale aperto al pubblico per completare la cena…

 

Qui la locandina in pdf con tutte le serate: Wine Diaries

 

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La bellezza a volte è sfacciata, altre volte flebile, altre vitale e diretta, ma come si sa, oramai, un bel vestito che la esalti non fa male a nessuno, nemmeno quando stiamo parlando di etichette.

Una bella etichetta fa il suo mestiere quando un vino viene riposto in scaffale, si fa ricordare e parla di sè, del produttore, della sua personalità, della sua capacità di mettersi in gioco, racconta onestà e luoghi, e fa in modo che  a colpo d’occhio ci si ricordi di lui.

A me personalmente intriga molto, e spesso mi diverto a chiedere al produttore la motivazione nella scelta stilistica delle su etichette; sò che la scelta non è mai fatta per caso ed in velocità, e che esistono sempre ore ed ore di riflessione per decidere come “vestire” le proprie bottiglie.

 

E poi arrivano questa meraviglia di bottiglie e la maglietta della Bandita!!!

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Cascina Tavijn al completo, Nadia e la sua famiglia son davvero entusiasmanti e bellissimi, basta una visita presso la loro cantina e una chiacchera con Ottavio e Teresa per capire di che pasta son fatti, e ritrovarli poi nei loro vini.

Son perfettamente d’accordo con la scelta di abbinamento, anche perchè il Signor Ottavio, il padre di Nadia, mi è parso la perfetta incarnazione del Grignolino, pulito e sorridente di poche parole ma difficile dimenticarlo e farne a meno.

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La signora Teresa non poteva che non essere Ruchè, un vino floreale, intenso e vitale, con pochi peli sulla lingua ma sempre di elevata eleganza e mai fuori luogo, ed è esattamente quello che ho percepito nel conoscere la mamma di Nadia.

La bandita la conosciamo già e non devo raccontare a chi si riferisce!  🙂

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E poi finalmente…LEI! l’etichetta del nostro Champagne Christian Lefevre.

Direttissima e stringata. Pochi fronzoli. Spazio ai contenuti. L’immaginazione la lasciamo a voi nel contemplare durante la degustazione questo champagne dalla beva incredibile. Un Vino-champagne. No-ciofecche, no-solo-bollicine e note citrine. Ben altro.

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Non vi resta che armarvi di buoni amici e un apribottiglie! Enjoy!!

 

Nuovo incontro alle porte all’insegna del gusto e dei giovani per Arkè: i giovani vignaioli veneti si incontrano nella Cascina Lagoscuro.

Vi abbiamo già parlato di loro perchè ormai siamo di casa, i loro formaggi e prodotti son la quintessenza della bontà, creati in una cornice magica di una Cascina tipica della Valle del Po, immersi nel verde della campagna e nel silenzio … si ode solo qualche muggito proveniente dalla stalla!

La famiglia Grasselli poi è di una bravura e gentilezza come pochi se ne conoscono in giro, la visita da loro è davvero d’obbligo.

 

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Cascina Lagoscuro nasce nel 1990, quando Fabio e la moglie Paola decidono di far ristrutturare la loro cascina di famiglia creando una realtà di produzione biologica: mucche al pascolo in terreni senza chimica il cui latte produce formaggi a latte crudo, ortaggi e frutta fresca trasformati in conserve e marmellate, un agriturismo che fa buona cucina, qualche camera per gli ospiti.

Da qualche anno il figlio Luca (classe 1985), assieme alla moglie Federica e ai loro tre bambini, porta avanti questo sogno divenuto realtà.

Abbiamo pensato di creare ancora una volta un connubio speciale con loro:

I giovani vignaioli veneti presentano i loro vini, Venerdì 18 novembre dalle 19.30: Sauro de Il Cavallino, Maurizio di Casa Belfi, Laura di Terre di Pietra ed infine Enrico ed Andrea de Il Moralizzatore.

Saranno in degustazione prima e durante la cena, assieme alla prelibatezze di formaggi a latte crudo e verdure della cascina:

 

  • Prosecco Colfondo 2015 di Casa Belfi
  • Raboso Colfondo 2015 di Casa Belfi
  • Granselva 2015 de Il Cavallino
  • Pri 2015 de Il Cavallino
  • Cabernere 2015 de Il Moralizzatore
  • Cabaret 2014 de Il Moralizzatore
  •  Valpolicella Vigna del Peste 2013 di Laura Albertini, Terre di Pietra
  • Amarone 2011 di Laura Albertini, Terre di Pietra

 

Consigliata la prenotazione!  Mail: info@cascinalagoscuro.it  –  tel.: 0372 57487

 

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Vi aspettiamo!!

Un video sulla loro quotidianita’:

 

 

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Sandro Sangiorgi è un personaggio di rilievo nel mondo del vino naturale, nonchè nostro amico, è  un giornalista, scrittore ed enogastronomo romano, che assieme ad un gruppo di appassionati ha contribuito alla nascita di Slow Food (inizialmente il nome era Arci Gola) nel 1986.

Sommelier dal 1981, ha una capacità descrittiva e sensibilità nella degustazione come pochi e non possimo non raccontare della sua ultima creazione: Porthos, un progetto editoriale e didattico che si occupa di vino e cibo attraverso una profonda disciplina culturale. Tutta l’attività porthosiana poggia sul valore dell’indipendenza dai poteri forti, sull’educazione alla propria sensorialità e alla soggettività della scelta, al di là di impostazioni e percorsi prestabiliti.

Avremo occasione di averlo ospite a Vinnatur Roma 2016 in un dibattito con Angiolino Maule, dove parleranno del nuovo disciplinare VinNatur per i vini naturali.

Ha composto un pezzo per noi e ve lo lasciamo qui di seguito, sicuri che lo apprezzerete almeno quanto noi:

 

La scoperta e l’affermazione della naturalità nella viticoltura e nell’enologia hanno modificato l’approccio al vino. La degustazione e la conseguente descrizione dell’esperienza sensoriale hanno ritrovato il filo dell’unità pescando nel passato, quando la valutazione del liquido odoroso non si perdeva in tecnicismi e riusciva a consegnare la
preziosa fusione tra emotività e ragione. Monelli e Soldati hanno ispirato generazioni di enofili e ricercatori grazie alla loro differente capacità narrativa. Ironica e spiazzante quella dell’autore del Ghiottone Errante, evocativa e letteraria quella dell’autore di Vino al Vino. Poi è arrivato Veronelli, il vero fuoriclasse. A lui il merito di aver fondato la convenzione dialettica professionale, alla quale tutti, dalla metà del Novecento in poi, si sono affidati per raccontare il vino ai clienti di enoteche e ristoranti o ai lettori di libri, guide e riviste. Non a caso l’Associazione Italiana Sommelier, prima di limitarsi alla freddezza descrittiva propria del linguaggio degli enotecnici, considerava Veronelli il vero punto di riferimento. La cultura anglosassone, cui si sono adeguate anche le principali guide francesi, ha portato la descrizione a dipendere da un punteggio o da un premio; contemporaneamente, era inevitabile che accadesse, il patrimonio emotivo è stato messo da parte a favore di una scomposizione meccanica dei vari aspetti sensoriali. A un certo punto, visione, olfatto, sapore – la parte tattile era già stata dimenticata – e sensazioni finali sono stati slegati e valutati separatamente per emettere una somma algebrica. Tale metro di valutazione non solo non concorda con la natura del vino, che si dona a noi tutto intero, ma limita profondamente le nostre possibilità di comprensione. Un approccio schematico potrebbe far pensare che il degustatore sia uno strumento analitico “oggettivo”, quando è la sua abilità nel coltivare il proprio punto di vista soggettivo a
renderlo credibile e autorevole. Lo schematismo poteva funzionare con i vini convenzionali, mal digeriti ancora prima di essere mal prodotti: il vino naturale ne smaschera l’inadeguatezza e ci offre l’opportunità d’indagare e scoprire qualcosa di più su noi stessi. Questo brano dedicato ad Alceo, poeta greco vissuto tra il VII e VI secolo a.C.,
ci aiuta a capire meglio come.

«Ottobre mese del vino. Il vino come “spia” e come “sonda” dell’animo umano. Nel vino ci si abbandona alla sincerità e all’immediatezza. È difficilissimo tradurre la parola greca dìoptron che Alceo adopera per questa azione. La traduzione corrente, “specchio”, pur non essendo sbagliata non rende appieno l’idea: il vino ci permette appunto di “guardare” dentro l’animo umano, come attraverso uno “spioncino”».


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Luna, la sua inseparabile amica

Arke on tour: Napoli

20 Ottobre 2016

Grazie all’opportunità del salone di Vinnatur Roma, ne approfitteremo per farci conoscere meglio nel centro e sud Italia, e ci sposteremo a Napoli martedì 15 Novembre.

Dalle 16 alle 19 saremo ospiti di Gran Gusto, un noto e grande locale con bar, enoteca, ristorante, pizzeria, oltre al mercato dove vengono venduti prodotti freschi e non, artigianali e locali.

Faremo degustare i vini della nostra selezione, aprendo almeno un’etichetta per ogni azienda; saranno presenti tre vignaioli con tutta la loro gamma in degustazione: i “padroni di casa” di Masseria Starnali, i toscani di Pacina e i veneti de La Biancara.
L’ingresso è riservato solo agli operatori del settore.

 

Non vediamo l’ora di scoprire il fascino partenopeo e di vedere all’opera i migliori pizzaioli d’Italia!

 

Per info e accrediti sentite il nostro agente di zona, Mario Fava, al 347 6857509 . O direttamente Gran Gusto, al 081 19376800 .

 

Qui il pdf con tutti i dettagli: locandina

 

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VINNATUR ROMA 2016

17 Ottobre 2016

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Nuova incontro con i nostri produttori che SABATO 12, DOMENICA 13 E LUNEDÌ 14 NOVEMBRE si incontreranno a Roma, presso l’ex Cartiera Latina nel Parco Regionale dell’Appia Antica, per l’evento VINNATUR ROMA 2016, organizzato dall’Associazione Viticoltori Naturali VINNATUR, il quale raccoglierà nella capitale tutti i produttori aderenti all’associazione e 13 dei nostri vignaioli Arkè, che sono:

Festeggeremo in questo suggestivo luogo della nostra capitale la fine della vendemmia e la fine di un anno carico di emozioni e buone speranze.

Angiolino Maule, fondatore e attuale presidente VinNatur,ci racconta: “Per noi dell’associazioni sono stati 12 mesi importanti che hanno visto la realizzazione di molti obiettivi, grazie ai progetti di ricerca sul tema della fertilità biologica dei nostri terreni e all’incremento della biodiversità in vigna, e soprattutto la trasparenza della scelta verso chi sceglie di bere i nostri vini. Infatti, il “Disciplinare di produzione del vino VinNatur”, approvato dall’assemblea dei soci nel luglio scorso, fissa le regole che ciascuno di noi è tenuto a rispettare in vigna e in cantina per poter appartenere all’associazione. Questo documento, corredato dal piano di controlli che ne garantisce il rispetto, pone le premesse fondamentali per offrire ai nostri clienti la garanzia che nelle nostre bottiglie troveranno solo vini figli del rispetto del territorio, non dell’uso della chimica”.

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Su questo Link potete leggere il disciplinare di Vinnatur, che regola anche tutti i nostri produttori di Arkè;

Sarà organizzato anche un convegno/dibattito all’interno della fiera per approfondire questi temi,  SABATO 12 NOVEMBRE, alle ore 11.00 dal titolo “Vino naturale: dalle discussioni al disciplinare di produzione”.

Una città importante e una bellissima Fiera a cui non vediamo l’ora di partecipare! Vi Apettiamo

Per altre info utili qui.

 

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Ruggero Mazzilli è un agronomo piemontese, specializzato in viticoltura, che fin dagli anni Ottanta si è impegnato per diffondere la cultura del biologico; da anni lavora in Toscana e vive a Gaiole in Chianti.

Nel 2007 ha fondato la Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile, attraverso la quale, oltre alle consulenze, ha portato avanti numerose ricerche scientifiche.

Per noi oltre che agronomo, è anche un po’ filosofo: i suoi motti che spesso ripete sono il  “non fare” , ovvero portare il sistema vigneto ad autoregolarsi ed insegnare al vignaiolo a non-fare gli errori che l’agronomia tradizionale ha perpetrato per anni, e renderla “facile e felice”.

Altro concetto, ripreso anche in un video da noi girato qualche anno fa, è che “L’agricoltura è un atto privato in luogo pubblico” e che quindi, per essere eticamente corretta con le altre persone e con l’ambiente, dovrebbe essere tutta bio.

Di seguito il suo breve scritto, che finirà poi nel nostro Catalogo 2017:

 

Non so se naturale sia l’aggettivo giusto ma non lo si può fare se prima non si sa fare bene agricoltura.

E fare bene agricoltura significa capire che la natura è più grande di noi (molto!) e non si può pretendere di dominarla. La natura è sempre stata e sempre sarà rotonda (sistema complesso e dinamico in evoluzione), mentre l’agricoltura moderna è sempre più quadrata e troppo sicura di sé, ossessionata dalla presunzione di applicare metodi rigidi risolutivi (bio o non bio), per questo alla lunga non può funzionare.

 

Oggi c’è una fortissima consapevolezza ambientale che ha condizionato il mercato, che ormai ha deciso: il futuro sarà bio!

La vera questione da risolvere non è bio vs. non-bio, ma agricoltura vs. agroindustria.

 

È quindi necessario pianificare gli investimenti imprenditoriali, che non devono essere guidati da mezzi esterni (tecnologici, genetici, chimici), ma dalla consapevolezza delle risorse naturali su cui si lavora (geopedologia, climatologia, fisiologia vegetale, epidemiologia …), altrimenti il guaio non sarà solo l’inquinamento e/o il peggioramento della qualità ma anche la delocalizzazione e l’allontanamento degli agricoltori dai campi.

 

Un grande vino esprime sempre una forte connotazione territoriale e non esiste tecnologia, nè strumento scientifico capace di esaltare la territorialità. Per fare un grande vino territoriale non c’è bisogno di fare qualcosa in più ma qualcosa in meno, i grandi vignaioli insegnano che per fare cose grandi bisogna sentirsi piccoli di fronte alla natura.

Il naturale non si può spiegare con un codice. La conoscenza è tutto e deve servire a rendere più stabile il vigneto per avere, con continuità, il miglior risultato col minimo sforzo: il vigneto migliore è quello dove si lavora meno perchè c’è meno bisogno, il bravo vignaiolo (usando più testa che muscoli) ha saputo capire e gestire in modo differente l’equilibrio di suoli e piante potenziandone le resistenze spontanee e di conseguenza l’espressione dei caratteri indigeni.

Per questo la viticoltura naturale (oltre che una grande opportunità per crescere) rappresenta la massima espressione della viticoltura territoriale.

 

Per contrastare la paura di cambiare credo sia necessario lasciare più spazio ai giovani che, solitamente, hanno più sogni che dispiaceri. Per questo auguro a tutti di rimanere per sempre giovani!

 

 

Vi riproponiamo il video-manifesto: