Siamo nell’estremo nord della nostra grande penisola, precisamente a Gressan, alle porte di Aosta e siamo andati a trovare di persona questa piccola ma davvero speciale, azienda che produce vino da 3 generazioni: La Cantina di Cûneaz. Poche migliaia di bottiglie prodotte, da un’agricoltura al massimo rispettosa, senza pesticidi ed erbicidi, e pochi trattamenti di copertura con rame e zolfo, anche in cantina viene rispettato il lavoro fatto in vigna, con basso uso di solforosa, e massima esaltazione della frutta, in modo da preservare le caratteristiche varietali dell’uva.

Le tipologie coltivate sono quelle tipiche della zona e sono Petit rouge, Vien de nus, Fumin e Vuillermin gli autoctoni Pinot noir, Moscato, Pinot gris e Gewurztraminer gli internazionali: uve che regalano etichette originate da vitigni piantati anche oltre un secolo fa. Bottiglie frutto di amore e passione incondizionata per la propria terra e per le proprie origini.

Nadir ha un nome particolare ed è una uomo onesto e dal grande sorriso che inizialmente si presenta tranquillo e timido, per poi piano piano svelarsi, cosí come sanno fare i suoi vini, bottiglie frutto di impegno e costanza, Nadir ci racconta:

L’amore per la terra, la voglia di coltivarla per rispettare il fatto che ha dato da mangiare ai nostri nonni e che può ancora oggi dare soddisfazioni. Tutto questo mi fa apprezzare il cammino intrapreso o meglio continuato della mia famiglia in campagna. Perché il fare è meglio di tante parole… di quelle parole che preferirebbero una campagna abbandonata ad una campagna ancora viva grazie a qualche giovane…. ma forse è il problema di un paese che ha una visione talmente miope da non capire che non c’è nulla da difendere ma un mondo davanti da affrontare per non rimanere intrappolati negli arbusti che invadono piano piano la campagna coltivata…

Nel 2003 all’età di 20 anni decido di fare le mia prima vinificazione nella cantina dei miei nonni e dopo 6 anni di prove decido di ristrutturare la piccola cantina di famiglia per avviare una piccola commercializzazione del vino. Inizialmente produco 2 vini da tavola il Magdala (uvaggio di Petit Rouge, Neyret, Freisa, e Nebbiolo) ed il Grandgosier (Pinot Noir) per un totale di 1000 bottiglie. I risultati riscuotono un buon successo ma capisco che per fare il vino bisogna studiare, documentarsi, provare, e cercare sempre di perfezionare ogni singolo passaggio. E’ così che negli anni approfondisco il lavoro in vigna recuperando vecchi vigneti di famiglia, piantando nuove vigne, effettuando una coltivazione della vite nel massimo rispetto della natura, non utilizzando ne pesticidi ne diserbanti sia per un aspetto estetico dei vigneti (mi piacciono i vigneti inerbiti) sia per un risultato di equilibrio del vigneto e dell’uva. Così arriviamo ad oggi e dopo 7 vendemmie ufficiali le bottiglie prodotte sono 5000 divise in (4 doc) 2 bianchi:  il Pantagruel che è un Gewurztraminer e il Tramos che è un Traminer e Moscato. Produco 3 vini rossi e 1 vino rosato: il Magdala già precedentemente descritto, Il Vin Des Geants composto da Crovassa, Neyret e Petit Rouge in percentuali uguali, il 5 Jours è il mio rosato, un Pinot Noir; ed il Badebec, Rosso Valle d’Aosta, la punta di diamante della produzione, un vino che nasce dalle vecchie vigne di Gressan e Jovencan di Petit Rouge Vien de Nus e Fumin. I nomi dei miei vini sono ispirati ai racconti di Rabelais sul gigante Gargantua, in effetti si narra che sotto la morena che divide in 2 Gressan vi sia il mignolo del gigante perso durante una battaglia. Anche gli altri vini si ispirano alle storia della mia terra, un modo per onorarla e raccontarla ancora una volta.
Ad oggi la produzione è per lo più venduta in Valle ed una parte viene venduta negli USA, cosa che gratifica, soprattutto pensando che le viti che una volta facevano il vino del pasto quotidiano oggi fanno un vino apprezzato oltre oceano. Diciamo che il sogno che avevo qualche anno fa si sta realizzando ed il bello è che ad ogni vendemmia si rinnova con nuovi spunti e voglia di migliorarsi sempre. Per tutto quello che ho fatto sino ad ora devo ringraziare la mia famiglia che mi ha sempre supportato ed aiutato, mia moglie che mi appoggia sempre ed i miei figli che seppur piccoli sembrano già amare la vigna, forse un amore innato e naturale come è il mio. Infine ringrazio i miei nonni che non ci sono più ma che tanto mi hanno trasmesso ed insegnato sin da piccolo.”

Benvenuto Nadir!! siamo felici ed onorati di poter collaborare con te!

 

” Siamo piccoli agricoltori, piccoli produttori di vino, ma grandi appassionati che giorno dopo giorno ci prendiamo cura dei vecchi vigneti di montagna restituendo al mondo la storia “Enoica” della Valle d’Aosta.”

CATALOGO 2019

18 Gennaio 2019

Ecco a voi il nostro Catalogo 2019

 

WINE THE WORLD

 

Dopo l’anticipazione dove vi abbiamo raccontato chi siamo e sulle nostre intenzioni, eccovi il nuovo Catalogo!

 

Da quest’anno daremo ad ogni nuova uscita un tema stilistico e di contenuti legato ad un genere musicale, quello scelto per primo è il PUNK!

Perchè è la musica con cui siamo cresciuti e che ancora ci piace ascoltare, perchè è uno stile diretto, senza fronzoli ed inutili orpelli, come i vini naturali!

Un po’ perchè ci sentiamo anche noi una gang di punkrockers, uniti da uno stesso spirito unitario.

Spesso, infatti, i vignaioli più bravi, i loro distributori o agenti, gli osti e ristoratori che più tengono alla “causa”, si riconoscono, fanno gruppo, si sostengono, fanno festa assieme e lottano per far parlare (e bere) il più possibile questi vini vivi, vibranti e imprevedibili.

Un genere di rottura e di rinascita, come lo è stata la storia del movimento dei vini naturali, come ci racconta nella parte introduttiva Gianpaolo Giacobbo, ricordando i Velvet Underground del padre predecessore del punk, Lou Reed.

 

Un Catalogo ricco di contributi, tra cui la traduzione di un articolo di un oste francese a cui siamo affezionati da anni, Pierre Jancou, che è nostro ospite al Natural Wine Challenge di quest’anno e che è stato tra i primi, a Parigi, ad aprire e creare la moda dei neo-bistrot e a servire solo piccoli produttori naturali.

 

I contributi di cui andiamo più fieri sono nella parte finale del Catalogo, e sono stati scritti per noi da amici e clienti Chef, che hanno abbinato un loro piatto famoso o a cui sono legati, ad un vino naturale, e sono:

Lorenzo Cogo de El Coq di Vicenza, Maurizio Raselli del 3 Rane di Lecce, Romana Cipriani de Il Doppio di Roma, Pierluigi Di Diego di Manifattura Alimentare di Ferrara, Guendalina Cataldi del BellaBu di Genova, Andrea Lorenzon del Covino di Venezia.

 

E quindi…buona lettura a tutti e W i vini naturali!

 

LINK PER IL PDF DEL CATALOGO 2019: www.vininaturali.it/catalogo/catalogo.pdf

 

Ringraziamo per il lavoro svolto, per la loro professionalità e passione per questi vini: Ey Studio per le grafiche e l’impaginazione, Lorenzo Rui per le foto, Tipolitografia Pavan per la stampa. Tre piccole eccellenze vicentine.

 

Erica, Francesco e Gianpaolo

 

 

 

 

Settembre è il mese dei nuovi inizi e noi siamo pronti e molto felici di presentarvi questa nuova azienda: Domainde de la Courbissac.

Siamo nella regione del Languedoc, nell’appellazione Minervois, a sud-ovest della Francia verso la Spagna, con vigneti che vanno da 250 a 450 metri sul livello del mare, Domaine de la Courbissac beneficia della sua posizione vicino a La Montagne Noire, con il bordo meridionale accanto al Massiccio Centrale e il confine delle Cévennes. Il confine occidentale della Linguadoca, il Minervois ha un clima decisamente mediterraneo: mentre la stagione estiva si presenta calda e secca (come attestano i letti dei fiumi locali larghi, rocciosi e aridi) gli inverni in genere portano abbondanti precipitazioni per ricaricare i terreni di acqua e sostenere le viti durante la stagione di crescita. Le temperature diurne in estate sono moderate dall’influenza delle montagne, con il costante soffiare dei venti che consentendo alle uve di raggiungere la maturazione in sincronia con la loro maturità fisiologica. Ciò consente non solo la freschezza e l’equilibrio, ma rende possibili fermentazioni a grappolo intero. Il terreno principale della regione è il calcare argilloso con fasce di ghiaia e terra arenaria. I terreni argillosi più pesanti sono perfetti per la crescita di varietà come Grenache, Mourvedre e Carignan, mentre i terreni rocciosi più chiari e arenosi sono perfetti per produrre Syrah dai toni alti e vivaci: un luogo magico dove si intrecciano storie di vigna, vino e di uomini. E donne. Anzi una donna.

 

Siamo a Genova, al salone dei vini naturali Vinnatur, che si svolge ogni due anni, e mi avvicino ai vari banchetti per cercare nuovi assaggi: noto questa ragazza alta e bruna con gli occhiali rotondi e particolari, i folti capelli corvini legati in una treccia morbida portata su una spalla e in camicia di jeans, che serve e parla ovviamente di vino; mi avvicino e assaggio il suo bianco e le emozioni sono molto travolgenti:  intensità e colore per un’assaggio veramente emozionale, non si tratta dei soliti “orange wines”, ma qualcosa di più. La freschezza fa da padrone e dove ci si aspetterebbe calore e tannino (vista la zona di provenienza e la tipologia di vino) troviamo invece morbidezza, frutto e profumi. Lei, Brunnhilde Claux, si accorge dei miei commenti con Francesco e finisce per rivolgersi a noi in un perfetto italiano con quell’accento un po’ francese che risulta davvero simpatico, e ci racconta della sua avventura a Courbissac e di come ha deciso di tramutare in realtà un sogno.

“Come mai parli italiano?” le chiedo come da manuale, ci risponde che ha studiato all’università di Pisa e che ha provato a fare mille lavoretti in Italia, prima di trovare la propria strada nel mondo del vino. E’ attiva, dinamica, sa quello che vuole e fa dei bellissimi vini. Una gran donna!

Reinhard e Brunnhilde

La storia dell’azienda inizia nel 2002 quando Reinhard Brundig, infaticabile ambasciatore della settima arte, si innamora di questa terra per tre principali motivi: vitigni consolidati e ben curati, complessità dei terreni e il perfetto posizionamento geografico con la vicinanza a La Montagne Noire.

Courbissac però oltre alle grandi aspettative si rivela come un bellissimo cavallo di razza, maestoso ma difficilmente addomesticabile e, dopo aver compreso di aver bisogno di una buona dose di gentilezza e personalità, Reinhard incontra Brunnhilde, classe 1984, con un curriculum da paura: ha lavorato e collaborato per quasi 8 anni presso Domaine Gauby, un’altro grande personaggio del mondo del vino naturale, e poi ha continuato in Spagna nel Priorat presso Terroir al Limit, fino all’incontro con il regista; innamorata di questa terra ha deciso di innalzarne il valore e accettare la sfida per sovvertire i luoghi comuni che ne derivano: vini del sud della Francia quindi calore e alcolicità, come donne dai fianchi morbidi. No. Altra storia qui con Courbissac, freschezze, uva e territorio.In una semplice parola: da stappare!

  

 

Con Brunnhilde l’intesa è stata immediata e la volontà di collaborare assieme è stata una scelta avvenuta in modo spontaneo, davvero ammirevole la sua forza di volontà e la capacità di trasformare tramite la macerazione a grappolo intero tutta questa soavità, senza che siano presenti forzature di tannini verdi o sgarbati o troppa alcolicità.

I vini che producono sono due vini base più semplici Les Traverses Rouge con Grenache, Sirah e Mourvedre e Les Traverses Blanc con Terret Gris e Lìstan, il loro magico L’Orange con uve Marsanne, Muscat e Grenache Gris, poi una selezione monovarietale di Cinsault che porta il nome di Farradjales (che significa ” terre ricche” in arabo), ed un Cru da un vigneto con viti vecchie di 40 anni Roc Du Piere.

  

Non potete capire la soddisfazione e l’orgoglio che abbiamo per questa nuovo magico inizio di collaborazione!

Brava Brunnhilde continua cosi’!!

 

Vi lasciamo un video di presentazione dell’azienda:

 

 

 

La prima edizione di Natural Wine Challenge si è conclusa con un’ottimo riscontro da parte del nostro pubblico, formato solamente da operatori del settore tra ristoratori, agenti, enotecari, sommelier e giornalisti: per tutti era qualcosa di nuovo e stimolante e l’interesse era davvero alto.

La degustazione, rigorosamente alla cieca, era composta da ben 40 vini  selezionati dai cataloghi di Arkè e Vite tra produttori italiani, francesi, spagnoli e portoghesi.

Una bella sfida per mettersi in gioco, nessun trofeo da vincere ma un perfetto esercizio per mettersi alla prova, traslasciando i preconcetti che spesso si creano davanti alle etichette ed ai vitigni, ed affidarsi solamente ai propri sensi e ai propri ricordi.

Dopo pranzo si è tenuto un convegno che ha dato voce a tre figure fondamentali nel mondo del vino naturale:

  • Un produttore: Angiolino Maule ha raccontato della sua esperienza con i vini naturali, gli inizi assieme ai produttori friulani e sloveni, le difficoltà e la sua fame di conoscenza che non viene mai saziata, la storia ed il futuro con l’associazione VinNatur, lo sforzo per produrre vini naturali e ben fatti, che mirino ad essere il più possibile senza difetti.

Angiolino Maule durante il convegno

  • Un sommelier e formatore di sala: Lorenzo Rondinelli, che ha parlato della sua esperienza al Ristorante Trussardi Teatro alla Scala e nel settore della formazione del personale nei ristoranti ed enoteche, delle difficoltà che si possono riscontrare nel proporre vini naturali al pubblico e di come meglio affrontare gli approcci e la vendita.

Lorenzo Rondinelli

  • L’head-sommelier del ristorante più famoso del mondo: Mads Kleppe del Noma di Copenhagen: una sua personale visione molto importante, vista la scelta del ristorante di selezionare solo vini naturali, di come approcciarsi alla loro proposta, di capire la sensibilità del cliente che si ha di fronte, per servirli nel miglior modo possibile. Assieme poi sono stati degustati alla cieca 4 vini scelti da Mads, due bianchi e due rossi. Un’esperienza istruttiva e di grande confronto per noi tutti.

Mads Kleppe

Siamo molto orgogliosi di “aver vinto” questa prima battaglia di Natural Wine Challenge e ci auguriamo possa essere il primo incontro di molti altri, per poter crescere insieme, per poter meglio comprendere e godere al meglio del vino naturale.

Mads durante il convegno

Francesco

Erica

 

Andrea di Vite

Andrea Gaggero di Vite

 

Ecco qui l’elenco dei vini che son stati degustati:

Bolle

1. Ca dei Zago (Valdobbiadene, TV, Veneto ) – Valdobbiadene DOCG col fondo 2016. 90% Glera, 10% Bianchetta, Verdisio. Cemento e bottiglia.
2. Casa Belfi (San Polo di Piave, Veneto) – Prosecco Casa Belfi Colfondo 2016 – Glera in purezza. Acciaio. Rifermentazione naturale in bottiglia, senza solfiti aggiunti.

3. Domaine de l’Amandier (Saint Julien en Saint Alban, Rhone, Francia) – Petite Nature – 40% Chasselas blanc 40%Chasselas rose 20% Muscat d’Ambourg. Pet Nat. Vetroresina e bottiglia.
4. Il Moralizzatore (Carmignano di Brenta, Veneto) – Vespaiò 2016 – Vespaiola (60%), Friulano (40%), rifermentazione naturale in bottiglia sur lie.
5. Champ Divin (Gevingey, Jura, Francia) – Cremant du Jura 15 Brut Zero. 80%Chardonnay 20% Savagnin. Acciaio e bottiglia.
6. Ravarini (Monticelli Brusati, Franciacorta, Lombardia) – Franciacorta 2010 – Chardonnay in purezza, acciaio e cemento. 65 mesi sui lieviti. Pas dosè.
7. François Pinon (Vernou sur Brenne, Loira, Francia) – Vouvray Brut Non Dosé 2012. 100% Chenin Blanc. Metoto classico. Acciaio/botte grande e bottiglia.
8. Bergianti (Carpi, MO, Emilia Romagna)– Fine Bergianti 15. Metodo classico. 100% Lambrusco di Sorbara. Metodo classico. Cemento e bottiglia.
9. Cinque Campi (Puianello, Reggio Emilia) – L’Artiglio 2014 – Spergola 95% Moscato 5%. Macerazione con le bucce per 5 giorni. Acciaio. Rifermentazione naturale, solo con il mosto. 30 mesi sui lieviti. Pas dosè. Senza solfiti aggiunti.
10. Champagne Jeaunaux Robin(Talus Saint Prix, Champagne, Francia) – Le Talus Saint Prix. 60% PM 30%PN 10%CH. Acciaio/barrique e bottiglia.
11. Champagne Christophe Lefèvre (Bonneil, Vallée de la Marne, Champagne) – Cuvée Prestige – Pinot meunier (60%), Pinot noir (30%), Chardonnay (10%). Acciaio e barriques usate. Non dosato. 80% annata 2010, 20% annata 2009.

Bianchi

12. Ancarani (Faenza, RA, Emilia Romagna) – Per la gioia 2016. Albana, Trebbiano, Famoso. Cememnto.
13. Masseria Starnali (Galluccio, Caserta, Campania) – Maresa 2016 – Falanghina in
purezza. Acciaio. Senza solfiti aggiunti.
14. La Biancara (Gambellara, Vicenza, Veneto) – Sassaia 2016 – Garganega in purezza, botte grande di rovere. Senza solfiti aggiunti.
15. Bodegas Albamar (Cambados, Galizia, Spagna) – Albamar 2016 100% Albarino. Acciaio e Botte grande.
16. Texier (Saint Julien en Saint Alban, Rhone, Francia)– Brézème Roussanne 2016 100% Roussanne. Vetroresina.
17. Urogallo (Cangas del Narcea, Asturias, Spagna) – Fanfarria Blanco 2015 50% Albarin Blanco 50%Albillo. Acciaio/ barrique e tonneaux.
18. Valli Unite (Colli Tortonesi, Piemonte) – San Vito 2014 – Timorasso DOC da vigne vecchie. Botte grande di rovere. Senza solfiti aggiunti.
19. Renardière (Pupillin, Jura, Francia)– Jurassique 2016 100%Chardonnay. Barrique e tonneaux.
20. Bergianti (Carpi, MO, Emilia Romagna) – Bianco Bergianti 2016. 100% Pignoletto. Macerato 4 gg. Acciaio.
21. Debout-Bertin (Faye d’Anjou, Anjou, Loira) – Achillè 2015 – Chenin blanc in purezza. Barriques. Senza solfiti aggiunti.
22. Geschickt (Ammerschwihr, Alsazia) – Riesling 2015 – Riesling in purezza. Acciaio e botte grande. Senza solfiti aggiunti.
23. Francesconi (Faenza, RA, Emilia Romagna)– Arcaica 2015. 100% Albana. Macerato 60gg. Acciaio.
24. Vale da Capucha (Carvalhal, Lisboa, Portogallo) – Arinto 2015. 100% Arinto. 30%macerato 4gg. Acciaio.
25. Rafa Bernabe (Villena, Alicante, Spagna)– Benimaquia Tinajas 2015. 50% Moscato d’Alessandria 50% Merseguera. Macerato 6 mesi tinajas de barro Padilla. Anfora.
26. Franco Terpin (San Floriano del Collio, Friuli) – Ribolla Gialla 2010 – Ribolla Gialla in purezza. Macerazione con le bucce. Botte grande di rovere.
27. Overnoy (Orbagna, Jura) – Chardonnay Vieilles Vignes 2013 – Chardonnay da vigne vecchie, ossidativo. Barriques scolme.
Rosè 28. Lamoresca (San Michele di Ganzaria, Catania, Sicilia) – Rosa 2016 – Nero d’Avola 50%, Frappato 45%, Moscato 5%. Acciaio.

Rossi

29. Rafa Bernabe (Villena, Alicante, Spagna)– La Amistad 2015. 100% Rojal. Anfora.
30. Renardière (Pupillin, Jura, Francia) – Ploussard 2016. 100% Ploussard. Acciaio e botte grande.
31. Barbacan (San Giacomo di Teglio, SO, Lombadia)– Rosso di Valtellina 2016. 100% Nebbiolo (Chiavennasca, Brugnola, Rossola etc..) acciaio.
32. Eric Texier(Saint Julien en Saint Alban, Rhone, Francia) – Brézème 2015. 100% Syrah. Cemento e botte grande.
33. Terre di Pietra (Marcellise, Valpolicella, Veneto) – Valpolicella Superiore Vigna del Peste 2014 – Corvina 50%, Corvinone 20%, Rondinella 20%, Molinara 10%. Cemento.
34. Az.Agr.Il Cavallino di Maule Sauro (San Germano, Vicenza, Veneto) – My Tai 2016 – Tai rosso in purezza. Acciaio. Senza solfiti aggiunti.
35. Cantina Riccardi Reale, (Olevano Romano, Lazio) – Collepazzo 2015 – Cesanese di Affile in purezza in terre arenarie e vulcaniche. Cemento.
36. Vini Scirto ( Castiglione di Sicilia, Catania, Sicilia) – Don Pippinu 2014 Etna Rosso – Nerello Mascalese e Nerello Capuccio da vigne vecchie a piede franco. Tonneaux. Senza solfiti aggiunti.
37. Erbaluna (La Morra, Cuneo, Piemonte) – Barolo 2012 – Nebbiolo in purezza, botte grande di rovere
38. Camerlengo (Rapolla,PZ, Basilicata) – Camerlengo 2014. 100% Aglianico. Tino troncoconico di rovere.
39. Villa Pacina (Castelnuovo Berardenga, Siena, Toscana) – Villa Pacina 2015 – Sangiovese in purezza da vigne vecchie, senza solfiti aggiunti.
40. Natalino Del Prete (San Donaci, Brindisi, Puglia) – Pioniere 2016 – Negroamaro 90%, Malvasia Nera 10%, Vigne vecchie. Senza solfiti.

 

A breve usciremo con i video del convegno ed un’intervista a Mads Kleppe, in modo da avere disponibile per tutti i temi che si sono affrontati durante la giornata.

 

Grazie a tutti i partecipanti e ai colleghi di Vite per aver dato vita a questa esperienza formidabile!

 

 

 

 

Consumando s’impara!

26 Settembre 2017

 

     

   Venesiani gran signori,

Padovani gran dotori,

Visentini magna gatti,

                                                   Veronesi…tuti mati…(  cit. Filastrocca Veneta )

eh. ecco appunto! Siamo alle porte di un nuovo evento in quel di Padova!

Consumando s’impara è una fiera, nata come festa all’Ombra della Piazza, e poi diventata Consumando S’impara dove la sua identità di semplice festa si è incrementata ed evoluta mantenendo il primario ed importante obiettivo: avvicinare e far conoscere produttori e consumatori. Di vini naturali ovviamente.

Domenica 1 ottobre dalle ore 11.00 alle ore 23.00 vi aspettiamo per 10 ore filate di chiacchere e ” consumi ” intelligenti in Piazza della Frutta a Padova assieme ad alcuni dei nostri vignaioli di Arkè e cioè La Biancara, Pacina, Lamoresca, Champagne Lefevre, Overnoy, Casa Belfi, Il Moralizzatore e Terpin.

 

 

 

Uno scorcio da Piazza della Frutta

Amici Osti Padovani

persone e vino

Bottiglie di Cabaret de Il Moralizzatore

una foto della scorse edizioni

La locadina della scorsa edizione 2016

 

 

 

La fiera vedrà coinvolti anche Osti e Osterie padovane che hanno ideato e organizzato questo evento, il quale diffonde questo credo, di consumi e di stile di vita che non possiamo che condividere:

” Dietro a un vino naturale o a una birra artigianale, a una farina speciale o alla lievitazione di un impasto, ci sono persone che hanno un volto, una voce, dei sorrisi e una storia ogni volta diversa, ogni volta sorprendente.
Abbiamo pensato di selezionare ogni nostra proposta partendo da qui: dalle persone, dalle mani e dal cuore, prima che dalle cose.
E insieme a loro – con la vostra complicità – ci piace immaginare un mondo curioso che si trasforma ogni nuovo giorno “

Vi aspettiamo domenica 1 ottobre a Padova allora! Mi raccomando numerosi e con tanti sorrisi, per brindare insieme in modo naturale!

Per altre informazioni qui, oppure scrivete a fabioferrato@gmail.com

 

I nostri amici

15 Aprile 2017

 

 

Anche quest’anno è già finita, Vinnatur a Villa Favorita 2017, e adesso si rimane in attesa… per un altro anno! Non mi è ben chiaro quale sia il motivo, ma qui c’è del magico…. c’è sempre stato del magico in questa fiera! Vuoi per la location, vuoi per la primavera e la sua luce nuova, ma io son certa che la vera differenza la facciamo le persone.

Ci son rapporti veri dietro a tutti questi calici di vino annusati, vissuti e degustati, e  non si tratta solamente di bere, o di capire che cosa si sta bevendo, è proprio che spesso non è solo di vino che stiamo parlando, ma di persone che son unite da un filo invisibile ma fortissimo che ci lega insieme e che ci collega, tra la vita che ci accade ogni giorno e tutto il resto che sta intorno.

Mi sento molto fortunata a poter vivere in prima persona tutto questo, perchè non si tratta solo di un “semplice” lavoro, ma si tratta di scelte di amicizie, spesso con radici molto profonde, e di grande rispetto reciproco, dove si condivide la voglia di conoscersi e conoscere, non solo quindi chi produce il vino e coltiva la terra, ma anche la curiosità di conoscere un nuovo territorio, un nuovo paese, le abitudini e gli elementi che possano interagire in modo così unico ed irripetibile alla creazione della MAGIA.

Impossibile soffermarsi solo sul vino, perchè non è mai solo quello: per noi diviene impossibile iniziare una collaborazione con una nuova azienda senza aver in primo luogo visitato le vigne e la cantina, e senza conoscere chi lo fa, guardando le sue mani ed i suoi occhi.

Altra cosa davvero importante e che non abbiamo potuto far a meno di notare è che solitamente tra colleghi che fanno lo stesso lavoro, esiste terreno fertile per invidia e riservatezza, ma non qui: le persone sono tranquille, vere, ci si dà consigli, si chiacchiera, si ride e pure si discute!! Di tutto ma soprattutto delle proprie esperienze in vigna ed in cantina, nel bene e nel male.

Le cene post-fiera diventano un momento di festa e spesso e volentieri si assaggiano vini di altri colleghi non presenti, magari di vecchie annate, come è successo durante la nostra cena di domenica: abbiamo organizzato una serata tranquilla tra i nostri produttori di Arkè al Bistrot Al Callianino, ed il risultato è stato spettacolare! Franco Terpin e moglie che si confrontavano con Maurizio Donadi, Andrea Oberto di Erbaluna seduto a fianco di Jean e Isabelle di Domaine Rouges Queues, Vanni Nizzoli che discuteva di cinghiali e cervi con Marino Colleoni. C’è pure stato un simpatico scambio di opinioni tra Aureliè di Geschickt e Filippo di Lamoresca sui Pet Nat 🙂 … le opinioni si possono sempre esprimere liberamente e senza freni! Perchè anche questo significa essere naturali, cioè essere onesti, semplici e diretti.

Con questo post vogliamo dire GRAZIE, grazie a tutti voi per aver reso così indimenticabile anche questa edizione, per averla resa ancora una volta un bellissimo ritrovo di amici, che amano e lottano per lo stesso ideale.

 

Vi lasciamo qui una serie di bellissime e rappresentative  foto fatte dal “nostro” fotografo  Lorenzo Rui, che oltre ad essere bravo, è anche un amante di questo mondo dei vini naturali…le foto sono tutti scatti rubati, nessuna posa e, a mio avviso, le foto spontanee son le più belle!

Enjoy <3

Franco Terpin con Daniela

Maurizio Donadi che fa assaggiare il suo Prosecco Anfora

Marino Colleoni con Selvarella in degustazione

Andrea Dalla Grana de Il Moralizzatore che assaggia assieme al nostro amico sommelier Eddy

Emilio di Cascina Borgatta

MariaTeresa e Luigi, madre e figlio insieme

Nadia Verrua

Giovanna e Maria di Pacina, sempre con il sorriso 😀 mamma e figlia

Sauro Maule de Il Cavallino con Portinari Daniele

Momento finale di Villa Favorita, un’amico ci ricorda che cosa rimane da fare alla fine dei conti…….

Barbara di Meigamma, le donne si ostinano sempre a fare 3 cose in una ( e spesso ci risciamo anche bene! )

una delle cene, tutti insieme, alla fine della Fiera…

 

 

 

 

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La bellezza a volte è sfacciata, altre volte flebile, altre vitale e diretta, ma come si sa, oramai, un bel vestito che la esalti non fa male a nessuno, nemmeno quando stiamo parlando di etichette.

Una bella etichetta fa il suo mestiere quando un vino viene riposto in scaffale, si fa ricordare e parla di sè, del produttore, della sua personalità, della sua capacità di mettersi in gioco, racconta onestà e luoghi, e fa in modo che  a colpo d’occhio ci si ricordi di lui.

A me personalmente intriga molto, e spesso mi diverto a chiedere al produttore la motivazione nella scelta stilistica delle su etichette; sò che la scelta non è mai fatta per caso ed in velocità, e che esistono sempre ore ed ore di riflessione per decidere come “vestire” le proprie bottiglie.

 

E poi arrivano questa meraviglia di bottiglie e la maglietta della Bandita!!!

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Cascina Tavijn al completo, Nadia e la sua famiglia son davvero entusiasmanti e bellissimi, basta una visita presso la loro cantina e una chiacchera con Ottavio e Teresa per capire di che pasta son fatti, e ritrovarli poi nei loro vini.

Son perfettamente d’accordo con la scelta di abbinamento, anche perchè il Signor Ottavio, il padre di Nadia, mi è parso la perfetta incarnazione del Grignolino, pulito e sorridente di poche parole ma difficile dimenticarlo e farne a meno.

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La signora Teresa non poteva che non essere Ruchè, un vino floreale, intenso e vitale, con pochi peli sulla lingua ma sempre di elevata eleganza e mai fuori luogo, ed è esattamente quello che ho percepito nel conoscere la mamma di Nadia.

La bandita la conosciamo già e non devo raccontare a chi si riferisce!  🙂

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E poi finalmente…LEI! l’etichetta del nostro Champagne Christian Lefevre.

Direttissima e stringata. Pochi fronzoli. Spazio ai contenuti. L’immaginazione la lasciamo a voi nel contemplare durante la degustazione questo champagne dalla beva incredibile. Un Vino-champagne. No-ciofecche, no-solo-bollicine e note citrine. Ben altro.

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Non vi resta che armarvi di buoni amici e un apribottiglie! Enjoy!!

Ruggero Mazzilli è un agronomo piemontese, specializzato in viticoltura, che fin dagli anni Ottanta si è impegnato per diffondere la cultura del biologico; da anni lavora in Toscana e vive a Gaiole in Chianti.

Nel 2007 ha fondato la Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile, attraverso la quale, oltre alle consulenze, ha portato avanti numerose ricerche scientifiche.

Per noi oltre che agronomo, è anche un po’ filosofo: i suoi motti che spesso ripete sono il  “non fare” , ovvero portare il sistema vigneto ad autoregolarsi ed insegnare al vignaiolo a non-fare gli errori che l’agronomia tradizionale ha perpetrato per anni, e renderla “facile e felice”.

Altro concetto, ripreso anche in un video da noi girato qualche anno fa, è che “L’agricoltura è un atto privato in luogo pubblico” e che quindi, per essere eticamente corretta con le altre persone e con l’ambiente, dovrebbe essere tutta bio.

Di seguito il suo breve scritto, che finirà poi nel nostro Catalogo 2017:

 

Non so se naturale sia l’aggettivo giusto ma non lo si può fare se prima non si sa fare bene agricoltura.

E fare bene agricoltura significa capire che la natura è più grande di noi (molto!) e non si può pretendere di dominarla. La natura è sempre stata e sempre sarà rotonda (sistema complesso e dinamico in evoluzione), mentre l’agricoltura moderna è sempre più quadrata e troppo sicura di sé, ossessionata dalla presunzione di applicare metodi rigidi risolutivi (bio o non bio), per questo alla lunga non può funzionare.

 

Oggi c’è una fortissima consapevolezza ambientale che ha condizionato il mercato, che ormai ha deciso: il futuro sarà bio!

La vera questione da risolvere non è bio vs. non-bio, ma agricoltura vs. agroindustria.

 

È quindi necessario pianificare gli investimenti imprenditoriali, che non devono essere guidati da mezzi esterni (tecnologici, genetici, chimici), ma dalla consapevolezza delle risorse naturali su cui si lavora (geopedologia, climatologia, fisiologia vegetale, epidemiologia …), altrimenti il guaio non sarà solo l’inquinamento e/o il peggioramento della qualità ma anche la delocalizzazione e l’allontanamento degli agricoltori dai campi.

 

Un grande vino esprime sempre una forte connotazione territoriale e non esiste tecnologia, nè strumento scientifico capace di esaltare la territorialità. Per fare un grande vino territoriale non c’è bisogno di fare qualcosa in più ma qualcosa in meno, i grandi vignaioli insegnano che per fare cose grandi bisogna sentirsi piccoli di fronte alla natura.

Il naturale non si può spiegare con un codice. La conoscenza è tutto e deve servire a rendere più stabile il vigneto per avere, con continuità, il miglior risultato col minimo sforzo: il vigneto migliore è quello dove si lavora meno perchè c’è meno bisogno, il bravo vignaiolo (usando più testa che muscoli) ha saputo capire e gestire in modo differente l’equilibrio di suoli e piante potenziandone le resistenze spontanee e di conseguenza l’espressione dei caratteri indigeni.

Per questo la viticoltura naturale (oltre che una grande opportunità per crescere) rappresenta la massima espressione della viticoltura territoriale.

 

Per contrastare la paura di cambiare credo sia necessario lasciare più spazio ai giovani che, solitamente, hanno più sogni che dispiaceri. Per questo auguro a tutti di rimanere per sempre giovani!

 

 

Vi riproponiamo il video-manifesto:

 

 

 

Sassaia: una serata

23 Giugno 2016

 

Luogo: Ristorante Il Pesciolino

La cena con degustazione alla cieca di 8 vini de La Biancara

Antipasto il nostro cappon magro composto da stoccafisso mantecato alla vicentina, muscoli, vongole, gambero al vapore, verdure e salsa verde.

Il Primo: Tagliolini fatti in casa con seppia zucchine e il loro fiore.

Il Secondo: Ombrina al forno con verdure e pesto di olive taggiasche.

 

Ospiti: l’oste Ernesto del Bar la Pausa, Pier del Caffe’ Il Barbarossa, Romeo sommelier del Pesciolino, Marco della rosticceria Sartore e altri amici fans di Maule e di Arkè, in totale 8 persone.

Qui di seguito le colorite impressioni di un nostro collaboratore genovese, Christian:

 

la cosa che ha impressionato tutti è stata non aver trovato un solo campione “vecchio”, ma ancora tanta tensione e vitalità soprattutto in qualche annata.

Il filo conduttore siamo arrivati alla conclusione essere la ormai famosa mineralità, ma mi sa che qua c’è davvero.

Partenza…

2002 tutti l’abbiamo azzeccato, naso con tanta frutta, anche tropicale, bocca piena magari non lunghissimo ma incredibile comunque, che poi uno mica può pretedendere tutto!

2006 io l’ho azzeccato subito, l’avevo bevuto pochi giorni prima e vi dico solo “stile lambic”, fantastico, eterno.

2007 nota iniziale con una breve CO2 briosa ed intrigante, che sballo! Poi si ricompone, tanta polpa ma anche tanta freschezza. Bevibilità elevata.

2009 forse il più minerale, ed infatti accompagnava benissimo i piatti di pesce che contornavano la serata.

2010 più tranquillo e pacato, ci aspettavamo qualche difetto dovuto all’annata, ma non siamo riusciti ad individuarlo. Bello anche lui.

2011 forse il naso meno complesso, equilibrato in bocca.

Avevamo anche una bottiglia di Pico 99, tappo inzuppato, quindi un po’ la bottiglia sfortunata…peccato ma ci sta.

Meno male che il Sosan 13 con un filetto di ombrina ci ha rimesso apposto, 15 gradi … e non sentirli, che grinta!!

Per terminare dopo un meraviglioso sorbetto, brindisi con una lacrima di recioto 02, mamma mia c’era di tutto! TUTTI IMPAZZITI!

 

Gran bell’onore per noi, e bella serata per loro!

Qui qualche foto:

 

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L’estate richiama ancora di più la voglia di viaggiare e noi siamo pronti a un nuovo viaggio per raccontarvi e degustare assieme i nostri vini naturali: pronti per (di nuovo!) Genova città che si affaccia sul mare, porto attivo e perspicace del mondo dei vini naturali, grande passione e voglia di sperimentare, per noi è sempre soddisfazione collaborare con questa città.

Abbiamo organizzato il Barbarossa Natural Wine Festival, giovedì 16 giugno dalle ore 17.00, con questi vignaioli presenti:

  • La Biancara di Angiolino Maule
  • Casa Belfi di Maurizio Donadi
  • Cinque Campi di Vanni Nizzoli
  • La Berchialla di Olek Bondonio
  • Cascina Tavjin di Nadia Verrua
  • Pacina di Maria, Stefano e Giovanna Tiezzi Borsa

 

Una nuova occasione da condividere, dove con una card di degustazione  al costo di 15 euro ognuno potrà accedere alla serata, con la possibilità di assaggiare due vini per ogni produttore.

Vi lasciamo i dettagli qui nel nostro splendido volantino a tema “pirata Barbarossa”!

 

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Stay Tuned!