Armando Castagno: Borgogna – Le vigne della Côte d’Or

Samuel Cogliati: Champagne, L’immaginario e il reale / Vignaioli e vini

 

Finalmente il panorama culturale legato al vino sembra aver trovato nuova linfa vitale con due pubblicazioni di spessore, dedicate alle due zone più affascinanti e famose che i cugini francesi hanno saputo valorizzare al massimo: Borgogna e Champagne.

E sono state scritte da due giornalisti per questo mondo giovani, molto intelligenti e capaci nel loro lavoro, entrambi appassionati di vini naturali.

Quello di Castagno è uscito ai primi di dicembre ed è un tomo da 4,1 kg che esplora tutti i Cru di Borgogna, catalogando per ogni villaggio tutti i singoli vigneti: un lavoro etimologico della toponomastica che non ha eguali, si trovano anche vicende storiche, fondamenti di climatologia, ampelografia, geologia, gastronomia. Più un escursus sulle caratteristiche di ogni annata, dalla 1900 alla 2016. Il libro è impreziosito dalle bellissime foto di Andrea Federici.

Si tratta di un libro molto tecnico, ma dalla lettura semplice, per un appassionato può essere un ottimo strumento di viaggio, per un sommelier un testo fondamentale per conoscere ed approfondire questa regione viticola. Di certo si tratta di un’opera imponente che resterà negli anni ed è bello che sia stato un italiano a farlo.

Viene citata la nostra azienda, Rouges Queues, sul capitolo dedicato a Maranges.

 

Samuel Cogliati aveva già pubblicato con Porthos ben 10 anni fa un libro illuminante sulla Champagne, Il sacrificio di un terroir, seguito da Il sogno fragile, pubblicato dalla sua Possibilia Editore, tradotto e pubblicato anche in Francia, entrambi ormai introvabili.

Lo spirito critico, l’indagine sull’inquinamento che ha sempre pervaso questa regione, la riscoperta e il fiorire di vignaioli artigiani e naturali hanno sempre spiccato nelle sue descrizioni, al contempo tecniche e liriche, nei sui precedenti scritti.

Esce in questi giorni (e ci arriverà a breve) una pubblicazione di due libri, il primo dove si analizza in modo approfondito la regione, con descrizioni storiche, geografiche, economiche, viticole, enologiche e culturali di questo famosissimo vino; propone anche una lettura personale sugli usi conviviali e gastronomici, fatta quindi di abbinamenti e modi di degustarlo, a livello sia tecnico, ma anche da semplice bevitore.

Il secondo libro fa da corollario pratico al primo e propone la recensione di più quasi 200 champagne e dei relativi 60 vignaioli, senza punteggi o classifiche, ma con la descrizioni accurate dei vini, tutti assaggiati alla cieca, e di chi li fa.

Tra questi c’è anche il nostro Christophe Lefevre con alcune sue cuveè.

 

Armatevi tutti, comprate e leggete! La cultura, la storia e le interpretazioni, anche nel mondo del vino, sono fondamentali.

 

 

Comunicare
Del doman v’è certezza
Il mondo della comunicazione, non è una novità, si sta trasformando, in bene o in male lo capiremo, ma sta mutando forma e sostanza.

Complice di questo kafkiano momento i nuovi strumenti di condivisione di pensieri, immagini, video: i Social Network.La comunicazione si redistribuisce su un pubblico più ampio.
L’avvento dei social ha determinato la sublimazione della libertà di pensiero generando una mole di informazioni che tende ad infinito e che, in linea teorica, dovrebbe consentirci di elaborare un nostro pensiero che tende alla verità.
Di fatto però risulta necessario riordinare tutte queste informazioni, filtrarle, capire a quanto corrispondano al vero o per lo meno ad un pensiero che abbia un senso.

Questo quantitativo di informazioni diventa tutto ad un tratto una “non informazione” perché manca quel grado di credibilità, manca l’avvallo dell’esperienza e di un sostegno affidabile.Il mondo del vino ha bisogno di legarsi a questa forma di comunicazione da sempre. Ais, Fisar, Onav e associazioni varie sfornano senza soluzione di continuità un esercito di persone assetate di vino e di sapere. Gente che come un bimbo appena nato, ha bisogno dei nutrimenti culturali che faranno di loro la nuova generazione di professionisti o di appassionati del vino. Sicuramente dei protagonisti anche del mercato del vino.

In questo scenario torna utile la figura del critico enogastronomico, del giornalista credibile e intellettualmente onesto. Mancano le figure più autentiche della critica, manca l’autorevolezza riconosciuta e quell’atteggiamento più pacato ma credibile di un giornalismo che sembra svanire nel tempo. Messa così sembra il classico” era meglio un tempo”, ma non è così.

Forse in realtà dovrei scrivere mi manca Veronelli, i suoi libri non bastano più. Mancano Monelli e Soldati, manca quel giornalismo fatto da giornalisti e di storie sussurrate.

Chiaramente il panorama non è così scuro, Sandro Sangiorgi riesce ancora a stimolare il nostro pensiero con le rare apparizioni dal web o nelle sue serate lungo lo stivale, e rileggersi i vecchi numeri di Porthos rimane sempre un buon esercizio. Manca però la periodicità, l’idea di potersi aggrappare ad un pensiero sicuro e continuativo.

Anche Enogea di Alessandro Masnaghetti ha ammainato la bandiera e quel giornale giallo non arriva più nella cassetta delle lettere e con esso l’idea di nutrirci di pareri più autorevoli e sicuri. L’editoria così come era concepita un tempo non sta in piedi, il giornalista non può pensare di vivere scrivendo e si trova costretto a soluzioni alternative per sbarcare il lunario, lasciando l’appassionato di vino, il neo Sommelier, orfano di una cultura necessaria per la sua formazione.

All’orizzonte qualcosa si intravede, Samuel Cogliati con la sua Micro Casa Editrice Possibilia riesce a mettere a disposizione degli appassionati una letteratura del vino legata più alla Francia ma che ci aiuta a costruire un nostro pensiero visto anche da una prospettiva diversa. Le traduzioni della rivista Le Rouge & Le Blanc sono oro colato.

Ma c’è speranza e si chiama Accademia degli Alterati che vede uniti sotto un’ unica bandiera i pensieri più illuminati e autentici che il mondo del vino,in Italia, potesse mai sperare. Nel Colophon troviamo i nomi di Armando Castagno, Fabio Rizzari, Raffaella Guidi Federzoni, Giancarlo Marino e poi ancora anche se non attivi, ma c’è speranza, Giovanni Bietti, Alessandro Masnaghetti, Francesco Falcone, Giampiero Pulcini, Luca Santini, Ernesto Gentili, Giampaolo Gravina e altri ancora. Un Blog di cultura trasversale che nasconde delle autentiche perle a cui è difficile rinunciare.

Non basta ma del doman v’è certezza. 

Gianpaolo Giacobbo classe 1967, oltre che nostro collaboratore per Arkè e nostro caro amico di vecchia data, grande conoscitore di vini naturali, con una spiccata sensibilità ed arte degustativa.

Ha scritto per noi questo testo che dovrebbe far riflettere tutti noi sulla condizione attuale del vino e dei suoi appassionati, sulla ricerca che si agita attorno ad esso, e di quanto ci sia bisogno di equilibrio, ma forse semplicemente di più verità e naturalezza nel volerlo conoscere e alla fin fine, bere.

Cin Cin Amici!!

Fra una settimana saremo a Milano per la Degustazione Vini Naturali, organizzata assieme a GluGlu Wine e Vite, due distributori ed amici, presso il locale di Giuseppe Zen, Mangiari di Strada.

 

Assieme ai vignaioli che arriveranno con i loro vini da tutta Italia, avremo anche il piacere di ospitare Samuel Cogliati, che con la sua Possibilia Editore porterà un bel po’ di sana cultura del vino e del rugby. Samuel è un giornalista, scrittore ed editore grande appassionato di Francia che da anni collabora con la più prestigiosa rivista di vino d’Oltralpe, LeRouge&leBlanc, e lui ne cura le traduzioni che fa uscire a mo’ di raccolta, con le sue Antologie.

Autore di manuali molto interessanti sulla Champagne e sui vini naturali ed ancora traduttore delle collane tematiche di Francois Morel, autorevole eno-giornalista parigino, ed i suoi reportage dalle regioni viticole francesi.

 

Vorremmo poi parlarvi brevemente della location e dell’istrionico oste, Giuseppe Zen: Mangiari di Strada è aperto solo a mezzogiorno, ma è un locale esteticamente avanguardistico ampio e luminoso, arredato in modo minimalista ma con materiale importante e ben deciso, con grossi e pesanti tavoli in marmo, eleganti ed austeri.

Giuseppe ama la materia prima semplice ma di qualità, genuina e pura; ed ama abbinarla nei suoi piatti con armonia e precisione quasi maniacale, tanto che conosce alla perfezione come e dove è coltivata una cipolla e cosa mangia un maiale, prima di unirli in un piatto che serve, a prezzi comunque popolari.

Ama da sempre anche i vini naturali e ha colto la nostra richiesta con allegria e passione, così come gestisce i suoi locali (ha anche una macelleria con cucina e mescita vini).

 

mangiari

 

Quindi oltre ai nostri vignaioli con i loro vini avremo anche una buona dose di cultura, prelibatezze semplici e goliardiche ma di livello, ambiente e design non certo banale e scontato, passione ed allegria!

A presto!

 

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