CATALOGO 2019

18 Gennaio 2019

Ecco a voi il nostro Catalogo 2019

 

WINE THE WORLD

 

Dopo l’anticipazione dove vi abbiamo raccontato chi siamo e sulle nostre intenzioni, eccovi il nuovo Catalogo!

 

Da quest’anno daremo ad ogni nuova uscita un tema stilistico e di contenuti legato ad un genere musicale, quello scelto per primo è il PUNK!

Perchè è la musica con cui siamo cresciuti e che ancora ci piace ascoltare, perchè è uno stile diretto, senza fronzoli ed inutili orpelli, come i vini naturali!

Un po’ perchè ci sentiamo anche noi una gang di punkrockers, uniti da uno stesso spirito unitario.

Spesso, infatti, i vignaioli più bravi, i loro distributori o agenti, gli osti e ristoratori che più tengono alla “causa”, si riconoscono, fanno gruppo, si sostengono, fanno festa assieme e lottano per far parlare (e bere) il più possibile questi vini vivi, vibranti e imprevedibili.

Un genere di rottura e di rinascita, come lo è stata la storia del movimento dei vini naturali, come ci racconta nella parte introduttiva Gianpaolo Giacobbo, ricordando i Velvet Underground del padre predecessore del punk, Lou Reed.

 

Un Catalogo ricco di contributi, tra cui la traduzione di un articolo di un oste francese a cui siamo affezionati da anni, Pierre Jancou, che è nostro ospite al Natural Wine Challenge di quest’anno e che è stato tra i primi, a Parigi, ad aprire e creare la moda dei neo-bistrot e a servire solo piccoli produttori naturali.

 

I contributi di cui andiamo più fieri sono nella parte finale del Catalogo, e sono stati scritti per noi da amici e clienti Chef, che hanno abbinato un loro piatto famoso o a cui sono legati, ad un vino naturale, e sono:

Lorenzo Cogo de El Coq di Vicenza, Maurizio Raselli del 3 Rane di Lecce, Romana Cipriani de Il Doppio di Roma, Pierluigi Di Diego di Manifattura Alimentare di Ferrara, Guendalina Cataldi del BellaBu di Genova, Andrea Lorenzon del Covino di Venezia.

 

E quindi…buona lettura a tutti e W i vini naturali!

 

LINK PER IL PDF DEL CATALOGO 2019: www.vininaturali.it/catalogo/catalogo.pdf

 

Ringraziamo per il lavoro svolto, per la loro professionalità e passione per questi vini: Ey Studio per le grafiche e l’impaginazione, Lorenzo Rui per le foto, Tipolitografia Pavan per la stampa. Tre piccole eccellenze vicentine.

 

Erica, Francesco e Gianpaolo

 

 

 

Presentiamo la nostra ultima “scoperta” con il racconto dell’amico Gianpaolo Giacobbo, che è rimasto davvero folgorato da questo vignaiolo!

 

Il Franciacorta, una delle bollicine più famose d’Italia, da un punto di vista sensoriale mi ha messo sempre un po’ in difficoltà. Ho provato a più riprese ad entrarci e a capire questi vini così sotto i riflettori ma spesso mi accadeva di percepire una sorta di freddezza comunicativa tra me e il bicchiere che mi trovavo davanti. Ho bisogno di essere onesto con me stesso quando degusto e sentivo di non riuscirci fino in fondo.

Quando per la prima volta ho assaggiato i vini di Gigi Balestra al banco di degustazione di un VinNatur di qualche anno fa, qualcosa era cambiato stranamente mi sentivo proteso verso questo vino dal nome ribelle, Il Contestatore, che la diceva già lunga sullo stile di questa meravigliosa persona dagli occhi azzurri che era Gigi. Questa sensazione l’ho provata ancora ma mai così forte. Frequento poco quelle zone quindi non posso fare molta ricerca.

Accade però che un giorno, proprio nella sede di Arkè a Gambellara con Francesco Maule, Erica e un po’ di amici, mi sia trovato davanti a Gianluigi Ravarini (Gigi), un omone dallo sguardo sincero, dalle mani possenti e il viso segnato dal sole e dal lavoro nei campi.

Un uomo introverso, che fatica ad raccontarsi ma che sa esprimersi molto bene nel bicchiere.

Bastano pochi sorsi per capire che ci troviamo davanti ad un’interpretazione autentica di Monticelli Brusati, a pochi passi da quel Pendio di Gigi Balestra che per Ravarini fu fonte di ispirazione.

 

Ufficialmente l’Azienda agricola nasce nel 1971 grazie al padre, Bortolo detto Piero (Infermiere), come mezzadro di 1,5 ettari piantati a vite. Allora si produceva vino sfuso e qualche centinaia di bottiglie in maniera naturale, unico modo conosciuto di fare il vino.

Nel 2002, dopo varie esperienze in altre cantine ed anni da conferitore di uve, Gigi Ravarini prende le redini dell’azienda ed inizia così il suo percorso di Vignaiolo Artigiano in collina, riappropriandosi dell’espressione che vuol trasmettere il suo territorio, il Vino di Monticelli. Ad oggi Gigi segue personalmente 6 ettari in maniera naturale (dal 2015 anche certificato bio) tra cui 4 a vite e 2 tra oliveto e bosco, dove ricava i pali per i sui vigneti.

È davvero emozionante trovarsi davanti ad un agricoltore così controccorrente e così coerente, con questi vini che sono figli delle argille, del calcare e del vento che costante soffia sui suoi vigneti.

Gigi ha scelto un’agricoltura naturale perchè l’ha sempre vissuta così e perchè, mi racconta, questa terra ha tutto, non chiede nulla, basta solo ascoltarla.

In cantina utilizza solo acciaio e cemento e dichiara in retroetichetta tutti i prodotti utilizzati in nome della trasparenza che lo caratterizza. Del suo Franciacorta, solo un vino che produce in un quantitativo di meno di 3.000 bottiglie all’anno, è fermentato spontaneamente, senza dosaggi ed integralmente figlio di un annata.

Riposa minimo 30/40 mesi sui lieviti e poi lo ripropone in quantità limitate per altri due anni, prolungando l’affinamento ed evidenziando il carattere in evoluzione di ogni annata. Ha piantato nel 2002 probabilmente il primo vigneto di Pinot Meunier, dove oggi cerca la sua miglior espressione con microvinificazioni tra rosati, metodo classico Blanc de Noir, Rosè.

La tradizione di famiglia lo fa continuare ad imbottigliare vini fermi, dal Chardonnay al Cabernet Franc, Merlot, Pinot Nero e Pinot Meunier con risultati esaltanti.

 

Una soddisfazione, per noi, trovare finalmente una realtà Franciacortina Artigiana che, senza paura e senza seguire regole di mercato, sperimenta liberamente territorio e vitigno sperando di trasmettere passione e cultura agricola vissuta.

 

 

 

Elementary, è il nuovo concept food store incentrato sulla qualità e sulla semplicità delle materie prime; si tratta di enoteca di giorno, bistrot a mezzogiorno e pizzeria la sera; e noi abbiamo avuto l’opportunità di creare e curare la loro carta vini, che è chiaramente incentrata sui vini naturali, italiani, francesi e spagnoli.

Scelta praticamente ovvia, visto il loro costante approccio con prodotti di alta qualità e lievitazioni spontanee.

Nello stesso stabile, un vecchio capannone industriale rimesso a nuovo, c’è l’altro locale della famiglia Olivieri, ovvero la pasticceria e caffetteria, loro lavoro da ben 3 generazioni, affiancata anche da un nuovo panificio: è un locale open-space, pieno di idee frizzanti ed innovative, aperto dalla mattina presto fino a cena: ti può catapultare la mente in qualche grande città europea, dove luoghi come questo pullulano.

olivieri

 

Abbiamo organizzato degli incontri con i vignaioli, per poter far conoscere realtà legate al territorio e non, per avvicinare sia gli appassionati, sia i neofiti.

Saranno serate dove ogni produttore racconterà la propria storia ed i vini, attraverso i  racconti dei luoghi dove vive e lavora.

Non la solita cena con il produttore insomma, ma piuttosto un aperitivo dove gli ospiti ascolteranno ed il contadino si trasforma un po’ in oste, in maniera dinamica ma attenta, in modo da uscirne tutti  un po’ arricchiti.

Non solo aziende di Arkè, ma anche altri amici che abbiamo deciso di coinvolgere in questa iniziativa, e che non vediamo l’ora che inizi e quindi, eccovi l’elenco delle aziende che parteciperanno, gli incontri saranno tutti i Mercoledì a partire dalle 19:

 

  • 1 Febbraio, Bellaguardia di Montecchio Maggiore, Vicenza. Azienda specializzata in bollicine metodo classico, da uve Pinot Bianco e Durella, che lavora anche un po’ di Pinot Nero per un rosè favoloso. Quattro i vini che porteranno in assaggio. (costo € 15)

 

  • 8 Febbraio, La Biancara di Angiolino Maule, Gambellara, Vicenza. Angiolino, pioniere dei vini naturali in Italia, porterà tre diverse annate della sua selezione di Garganega , il Pico, e tre annate del Tocai Rosso, il Sosan. (costo € 20)

 

  • 15 Febbraio, Cinque Campi, Reggio Emilia. Vanni Nizzoli, specialista in bolle e rifermentazioni in bottiglia, ci farà assaggiare il suo Trebbiano, due versioni di Spergola e due di Lambrusco. (costo € 15)

 

  • 22 Febbraio, Champagne naturali, a cura di Giampaolo Giacobbo. Giornalista e amante dei vini naturali, ci farà una panoramica sulla Champagne e ci farà assaggiare quattro ottimi calici. (costo € 40)

 

  • 1 Marzo, Terre di Pietra, Valpolicella, Verona. Laura Albertini, giovane vignaiola emergente, ci racconterà il suo percorso alla ricerca della purezza attraverso i suoi Valpolicella, con cinque assaggi dal loro vino più semplice fino all’Amarone. (costo € 20)

 

  • 15 Marzo, Casa Belfi Prosecco Colfondo, Treviso. Maurizio Donadi ci porterà quattro suoi vini, prosecco ma non solo, tutti vinificati in anfore di terracotta. (costo € 15)

 

  • 22 Marzo, Sauro Maule de Il Cavallino e Davide Spillare, ovvero largo ai giovani! Due aziende gestite da ragazzi che hanno creduto nel loro territorio, Gambellara e i Colli Berici. Due bianchi (a base Garganega) ed un rosso (Merlot) a testa a confronto, per sei vini vibranti. (costo € 20)

 

  • 29 Marzo, Gianfranco Masiero, Trissino, Vicenza. Un grande appassionato di vini che ci ha provato nelle sue colline di Trissino, ci racconterà quattro vini fatti con il metodo biodinamico. (costo € 20)

 

Ogni degustazione sarà accompagnata da assaggi della pizza di Elementary, in abbinamento ai vini degustati.

Gli eventi sono a numero chiuso, è gradita la prenotazione: tel. 380 102 5675 , mail: info@olivieri1882.com

 

Terminati gli assaggi e l’incontro con il produttore si potrà accedere al locale aperto al pubblico per completare la cena…

 

Qui la locandina in pdf con tutte le serate: Wine Diaries

 

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