… E poi? Una volta usciti da Villa Favorita, dove possiamo andare a mangiare bene e bere ancora vino naturale?

Se doveste ancora aver voglia di continuare il vostro percorso “naturale” eccovi la nostra selezione di Osti con la O maiuscola, i nostri locali preferiti che ci sentiamo di raccomandarvi assolutamente, disseminate tra Verona, Vicenza e Padova:

 

 

La Vineria, selezione incredibile di vini, con possibilità di bere anche vini super, di annata o di grande prestigio, grazie ad una mescita tramite coravin, da accompagnare con affettati e cicchetti veramente di alta qualità!

Due realtà concomitanti, come fratello maggiore e fratello minore, con la stessa anima pulsante ovvero il giovane e talentuoso Chef Lorenzo Cogo. El Coq è un ristorante premiato una stella Michelin, tappa immancabile della visita nella città vicentina, e il Bistrot è invece una perfetta location per colazioni, break oppure cene più veloci.

Ristorante due stelle Michelin, un’impronta espressiva di altissimo livello culinario. Travolgente! Carta dei vini con oltre duemila etichette.

Ristorante con una stella Michelin dal 1992, a conduzione familiare, un nido di cordialità e gusto con ottime referenze e piatti indimenticabili.

Una vera pizzeria e trattoria a gestione famigliare, con ampie sale e moltissimi vini naturali, tutti al bicchiere! Faranno le pizze a Villa Favorita!

Pizzeria e Bistrot moderno ed elegante, oltre che pasticceria artigianale e panificio, in un’ambiente stimolante e con enorme selezione di vini naturali.

Ristorantino giovane e frizzante, con buona selezione vini e piatti interessanti.

Trattoria tipica vicentina con accurata selezione vini, attiva dal 1950, storia e classe senza eguali.

Selezione elevata per pranzi, cene, aperitivi e cocktail in una delle piazze più belle del centro di Padova. Serve dire altro?

Ristorante gestito tutto da bravi e capaci giovani, con ambiente vivace che propone una cucina semplice ed innovativa, legata alla tradizione ma sempre con nuove idee, fresche e pulite.

Simone Padoan è il Maestro indiscusso della pizza gourmet, nel suo locale il rigore per la qualità domina, anche nella carta vini, che da sempre propone vini naturali.

Bar storico in pieno centro, di fianco all’Arena: qualche stuzzichino, mescita di vini naturali e birre artigianali.

Locale rockeggiante appena fuori dal centro, cucina semplice con molte proposte vegetariane ed ampia mescita di vini naturali.

Pochi semplici piatti, scelta di affettati e formaggi di alta qualità, ampia mescita dedicata ai vini naturali.

Amore incondizionato per la buona cucina e ricerca espressiva e diretta per i buoni vini, un locale pieno di storia ed eleganza nel cuore di Verona.

Ristorante a pranzo e a cena con ricerca, salute, territorio, leggerezza, semplicità, passione. Molto da dire e da provare.

Locale aperto da un anno da un’abile barman che si è appassionato e ha imparato la sua arte nel Nord-Europa: cocktails superbi e selezione vini. Ottimo per terminare in bellezza!

 

VinNatur e la sua fiera più bella: Villa Favorita 2018ci siamo! Quindicesima edizione.

Dal 14 al 16 Aprile 2018 oltre 160 produttori provenienti da 6 diversi paesi, ognuno con i propri racconti di vita e di vigna, ma con un unico obiettivo comune: produrre vino naturale, naturalmente buono con le persone e con l’ambiente.

I numeri dell’associazione Vinnatur sono imponenti: 190 aziende iscritte all’associazione per un totale di circa 1.500 ettari di vigna coltivati in modo naturale che producono 6,5 milioni di bottiglie di vino genuino, di cui circa 5 milioni in Italia. Se pensiamo che alla nascita le aziende aderenti erano solo 65 possiamo solo essere fieri di poter partecipare e collaborare con aziende che hanno questo obiettivo comune.

“Dopo l’ultima bella esperienza alla fiera di Vinnatur Genova 2018 a gennaio – dichiara Angiolino Maule, presidente di Vinnatur e produttore de La Biancara- dove c’è stata un’ottima risposta di pubblico, sia di professionisti sia di amanti del vino, ci prepariamo ora all’evento per noi più significativo, per numero di edizioni e per aziende partecipanti. In questi anni Villa Favorita è stata testimone della crescita della nostra associazione, segnata da importanti traguardi come l’approvazione del Disciplinare nel luglio 2016, ma anche della presa di coscienza di molti consumatori che si sono avvicinati a noi magari solo per curiosità, ma che hanno imparato in questi anni a conoscere e ad apprezzare il nostro lavoro”.

 

Saranno presenti molti dei nostri produttori di Arkè, vi lasciamo qui l’elenco e dove poterli trovare e la mappa della Villa, in modo da rendervi agevolata la loro ricerca:

 

 

Altri due nostri produttori saranno presenti al Vinitaly invece e stiamo parlando di:

  • Erbaluna, Stand Collettivo Ex Gruppo Trimilli, HALL 9 STAND D7
  • Poderi Sanguineto, Padiglione 9, Area 12\13, Consorzio del Vino Nobile

 

Vi aspettiamo per questo magico week-end ricco di chiacchere e vini buoni da poter degustare assieme i nostri produttori!

 

Programma dell’evento

  • sabato 14 aprile, apertura dalle 10.00 alle 18.00
  • domenica 15 aprile dalle 10.00 alle 18.00
  • lunedì 16 aprile dalle 10.00 alle 18.00

Sede Villa da Porto detta “La Favorita”, via Della Favorita a Monticello di Fara, Sarego (Vicenza)

Costo della partecipazione euro 25,00 a persona, biglietti acquistabile la prevendita online qui.

Altre informazioni sull’evento qui. 

 

Mascalisi, Lamoresca

6 Marzo 2018

Cos’è il Mascalisi…? Uno spiraglio di sole in queste giornate uggiose di inizio marzo…È il Nerello Mascalese di Filippo Rizzo, Lamoresca. Sono aromi che giocano tra una fragola fresca e un lampone secco, un sussurro di salvia secca e mirto. La qualità c’è e si sente, d’altronde Filippo ha iniziato la sua attività sotto l’occhio vigilie e consigliere di Frank Cornellisen. La calda Sicilia non manca e la si ritrova nel bicchiere. Ma nonostante ciò la filosofia è quella di far fermentare i mosti senza controllo di temperature, senza solfiti aggiunti, accompagnando la materia prima quasi esclusivamente in vigna con la politica del dare per avere che si traduce in un controllo dell’inerbimento: rimozione delle infestanti a zappa e semina di leguminose per azotare il terreno.

 

Mascalisi Rosso Lamoresca

 

In cantina prevalgono le lunghe macerazioni, tanto per i bianchi quanto per i rossi. Pratica che per riuscire al meglio ha bisogno non solo di uve sanissime – quelle ormai le sanno portare tutti in cantina trattando ogni due gocce di pioggia – ma di uve vive, in grado di comunicare con le altre forze bioritmiche dell’ecosistema circostante, e di mosti dinamici, puliti, dove i lieviti e gli enzimi naturali possono compiere in libertà il loro più nobile lavoro. Ne risulta un vino non scontato ne facile da ottenere, in grado di coniugare la beva con l’avvolgenza e la struttura.
Leggermente sapido. Asciutto in bocca con una tannicità che va leggermente ad astringere le gengive e che ben ripulisce dopo un succulento di Falsomagro siciliano leggermente untuoso, ma anche dopo primi piatti dai sughi di carne strutturati.  Ma la cosa che più ci ricorda l’onestà di questo vino è l’aria di terra e cantina che evoca, un po’ come quando si accompagnava il nonno all’atto dell’imbottigliamento. Immagine stereotipata? Forse. Ma in fondo sono questi i ricordi che ci preoccuperemo di conservare e e che ci fanno accorrere al vino come elemento culturale e storico, testimone e compagno delle nostre vite. E per chi non ha avuto la fortuna di viverlo… c’è Mascalisi.

Lo trovi su Tannico.it scontato del 10%.

Natural Wine Challenge

Lunedì 15 Gennaio. Dalle 9.30 alle 17.

Mercato del Suffragio, Milano.

Workshop, conferenze e degustazioni di vini naturali.

Relatori:

Mads Kleppe, head sommelier del Noma di Copenhagen.

Angiolino Maule, vignaiolo e presidente di VinNatur.

Lorenzo Rondinelli, sommelier, agente, formatore di personale di sala.

 

Un’amicizia ed una collaborazione tra due distributori di vini, noi ed i ragazzi di Vite, e già questa è una cosa davvero rara; la voglia in comune di organizzare qualcosa di nuovo, dedicato agli operatori del settore, che non sia la solita fiera o degustazione; la necessità di parlare ed approfondire il tema del servizio di sala e la selezione dei vini (naturali) di ristoranti, ma anche di trattorie, bar ed enoteche.

Questa prima data di Milano sarà solo l’inizio, perchè l’idea è di portare in altre città italiane questo format.

Non abbiamo pensato alla solita degustazione caotica e rumorosa, ma un vero e proprio workshop dove mettersi in gioco con una degustazione alla cieca di ben 40 vini.

Un convegno che sarà più un dialogo con gli ospiti che inviteremo: ci sarà sempre un vignaiolo carismatico, un sommelier o personaggio di grido ed un nostro fidato collaboratore che di mestiere fa anche il formatore di personale di sala, Lorenzo Rondinelli, che sarà un relatore fisso per tutti i Natural Wine Challenge.

Il vignaiolo per questo primo appuntamento sarà Angiolino Maule, vignaiolo e presidente dell’associazione VinNaturche ci parlerà degli scopi dell’associazione, del passato e del futuro del movimento dei vini naturali in Italia.

Il personaggio importante, è davvero da urlo ed è l’head sommelier del Noma di Copenhagen, Mads Kleppe, colui che ha rivoluzionato la carta dei vini di uno dei più famosi ed importanti ristoranti del mondo, che ha creato insieme allo chef René Redzepi degli abbinamenti sopra le righe: nel momento di maggiore fama del locale, quando lo chef spingeva su ingredienti ed accostamenti rivoluzionari, Mads affiancava vini naturali, spesso estremi, ma che valorizzavano al meglio i piatti.

L’impronta culturale che il Noma ha creato ha cambiato il volto alla ristorazione di tutta la Scandinavia ed ha influito un po’ in tutto il mondo: il concetto centrale, sia della cucina sia della carta vini è la purezza, con la continua ricerca di prodotti autentici e genuini e, ovviamente, vini il più naturali possibile.

Sarà una “Conversation with Mads” di circa un’ora, con una degustazione di quattro vini.

 

Soltanto dopo il convegno verranno scoperti i 40 vini ed eventualmente spiegati ai partecipanti, che avranno poi in dotazione:

  • un magazine con descrizione della giornata, elenco dei vini degustati e dei temi trattati durante il convegno
  • i nuovi cataloghi delle due distribuzioni
  • un cavatappi con design esclusivo.

 

Il costo totale della giornata è di 40 euro per persona.

Comprende un piatto che si potrà scegliere tra i 4 corner presenti al Mercato del Suffragio: pizza, vegetariano, di pesce o tagliere di affettati.

 

 SOLD OUT – Raggiunto il numero massimo di persone per l’evento. Iscrizioni chiuse.

 

Per maggiori informazioni contattateci pure:

Francesco Maule. Cell.: 320 1906740 ; mail: arke@vininaturali.it

Andrea Montanaro. Cell.: 349 8978209 ; mail: vitevini@gmail.com

 

 

 

 

 

Mads Kleppe

 

 

Angiolino Maule

 

Lorenzo Rondinelli

 

 

I nostri amici

15 Aprile 2017

 

 

Anche quest’anno è già finita, Vinnatur a Villa Favorita 2017, e adesso si rimane in attesa… per un altro anno! Non mi è ben chiaro quale sia il motivo, ma qui c’è del magico…. c’è sempre stato del magico in questa fiera! Vuoi per la location, vuoi per la primavera e la sua luce nuova, ma io son certa che la vera differenza la facciamo le persone.

Ci son rapporti veri dietro a tutti questi calici di vino annusati, vissuti e degustati, e  non si tratta solamente di bere, o di capire che cosa si sta bevendo, è proprio che spesso non è solo di vino che stiamo parlando, ma di persone che son unite da un filo invisibile ma fortissimo che ci lega insieme e che ci collega, tra la vita che ci accade ogni giorno e tutto il resto che sta intorno.

Mi sento molto fortunata a poter vivere in prima persona tutto questo, perchè non si tratta solo di un “semplice” lavoro, ma si tratta di scelte di amicizie, spesso con radici molto profonde, e di grande rispetto reciproco, dove si condivide la voglia di conoscersi e conoscere, non solo quindi chi produce il vino e coltiva la terra, ma anche la curiosità di conoscere un nuovo territorio, un nuovo paese, le abitudini e gli elementi che possano interagire in modo così unico ed irripetibile alla creazione della MAGIA.

Impossibile soffermarsi solo sul vino, perchè non è mai solo quello: per noi diviene impossibile iniziare una collaborazione con una nuova azienda senza aver in primo luogo visitato le vigne e la cantina, e senza conoscere chi lo fa, guardando le sue mani ed i suoi occhi.

Altra cosa davvero importante e che non abbiamo potuto far a meno di notare è che solitamente tra colleghi che fanno lo stesso lavoro, esiste terreno fertile per invidia e riservatezza, ma non qui: le persone sono tranquille, vere, ci si dà consigli, si chiacchiera, si ride e pure si discute!! Di tutto ma soprattutto delle proprie esperienze in vigna ed in cantina, nel bene e nel male.

Le cene post-fiera diventano un momento di festa e spesso e volentieri si assaggiano vini di altri colleghi non presenti, magari di vecchie annate, come è successo durante la nostra cena di domenica: abbiamo organizzato una serata tranquilla tra i nostri produttori di Arkè al Bistrot Al Callianino, ed il risultato è stato spettacolare! Franco Terpin e moglie che si confrontavano con Maurizio Donadi, Andrea Oberto di Erbaluna seduto a fianco di Jean e Isabelle di Domaine Rouges Queues, Vanni Nizzoli che discuteva di cinghiali e cervi con Marino Colleoni. C’è pure stato un simpatico scambio di opinioni tra Aureliè di Geschickt e Filippo di Lamoresca sui Pet Nat 🙂 … le opinioni si possono sempre esprimere liberamente e senza freni! Perchè anche questo significa essere naturali, cioè essere onesti, semplici e diretti.

Con questo post vogliamo dire GRAZIE, grazie a tutti voi per aver reso così indimenticabile anche questa edizione, per averla resa ancora una volta un bellissimo ritrovo di amici, che amano e lottano per lo stesso ideale.

 

Vi lasciamo qui una serie di bellissime e rappresentative  foto fatte dal “nostro” fotografo  Lorenzo Rui, che oltre ad essere bravo, è anche un amante di questo mondo dei vini naturali…le foto sono tutti scatti rubati, nessuna posa e, a mio avviso, le foto spontanee son le più belle!

Enjoy <3

Franco Terpin con Daniela

Maurizio Donadi che fa assaggiare il suo Prosecco Anfora

Marino Colleoni con Selvarella in degustazione

Andrea Dalla Grana de Il Moralizzatore che assaggia assieme al nostro amico sommelier Eddy

Emilio di Cascina Borgatta

MariaTeresa e Luigi, madre e figlio insieme

Nadia Verrua

Giovanna e Maria di Pacina, sempre con il sorriso 😀 mamma e figlia

Sauro Maule de Il Cavallino con Portinari Daniele

Momento finale di Villa Favorita, un’amico ci ricorda che cosa rimane da fare alla fine dei conti…….

Barbara di Meigamma, le donne si ostinano sempre a fare 3 cose in una ( e spesso ci risciamo anche bene! )

una delle cene, tutti insieme, alla fine della Fiera…

 

 

 

 

Elementary, è il nuovo concept food store incentrato sulla qualità e sulla semplicità delle materie prime; si tratta di enoteca di giorno, bistrot a mezzogiorno e pizzeria la sera; e noi abbiamo avuto l’opportunità di creare e curare la loro carta vini, che è chiaramente incentrata sui vini naturali, italiani, francesi e spagnoli.

Scelta praticamente ovvia, visto il loro costante approccio con prodotti di alta qualità e lievitazioni spontanee.

Nello stesso stabile, un vecchio capannone industriale rimesso a nuovo, c’è l’altro locale della famiglia Olivieri, ovvero la pasticceria e caffetteria, loro lavoro da ben 3 generazioni, affiancata anche da un nuovo panificio: è un locale open-space, pieno di idee frizzanti ed innovative, aperto dalla mattina presto fino a cena: ti può catapultare la mente in qualche grande città europea, dove luoghi come questo pullulano.

olivieri

 

Abbiamo organizzato degli incontri con i vignaioli, per poter far conoscere realtà legate al territorio e non, per avvicinare sia gli appassionati, sia i neofiti.

Saranno serate dove ogni produttore racconterà la propria storia ed i vini, attraverso i  racconti dei luoghi dove vive e lavora.

Non la solita cena con il produttore insomma, ma piuttosto un aperitivo dove gli ospiti ascolteranno ed il contadino si trasforma un po’ in oste, in maniera dinamica ma attenta, in modo da uscirne tutti  un po’ arricchiti.

Non solo aziende di Arkè, ma anche altri amici che abbiamo deciso di coinvolgere in questa iniziativa, e che non vediamo l’ora che inizi e quindi, eccovi l’elenco delle aziende che parteciperanno, gli incontri saranno tutti i Mercoledì a partire dalle 19:

 

  • 1 Febbraio, Bellaguardia di Montecchio Maggiore, Vicenza. Azienda specializzata in bollicine metodo classico, da uve Pinot Bianco e Durella, che lavora anche un po’ di Pinot Nero per un rosè favoloso. Quattro i vini che porteranno in assaggio. (costo € 15)

 

  • 8 Febbraio, La Biancara di Angiolino Maule, Gambellara, Vicenza. Angiolino, pioniere dei vini naturali in Italia, porterà tre diverse annate della sua selezione di Garganega , il Pico, e tre annate del Tocai Rosso, il Sosan. (costo € 20)

 

  • 15 Febbraio, Cinque Campi, Reggio Emilia. Vanni Nizzoli, specialista in bolle e rifermentazioni in bottiglia, ci farà assaggiare il suo Trebbiano, due versioni di Spergola e due di Lambrusco. (costo € 15)

 

  • 22 Febbraio, Champagne naturali, a cura di Giampaolo Giacobbo. Giornalista e amante dei vini naturali, ci farà una panoramica sulla Champagne e ci farà assaggiare quattro ottimi calici. (costo € 40)

 

  • 1 Marzo, Terre di Pietra, Valpolicella, Verona. Laura Albertini, giovane vignaiola emergente, ci racconterà il suo percorso alla ricerca della purezza attraverso i suoi Valpolicella, con cinque assaggi dal loro vino più semplice fino all’Amarone. (costo € 20)

 

  • 15 Marzo, Casa Belfi Prosecco Colfondo, Treviso. Maurizio Donadi ci porterà quattro suoi vini, prosecco ma non solo, tutti vinificati in anfore di terracotta. (costo € 15)

 

  • 22 Marzo, Sauro Maule de Il Cavallino e Davide Spillare, ovvero largo ai giovani! Due aziende gestite da ragazzi che hanno creduto nel loro territorio, Gambellara e i Colli Berici. Due bianchi (a base Garganega) ed un rosso (Merlot) a testa a confronto, per sei vini vibranti. (costo € 20)

 

  • 29 Marzo, Gianfranco Masiero, Trissino, Vicenza. Un grande appassionato di vini che ci ha provato nelle sue colline di Trissino, ci racconterà quattro vini fatti con il metodo biodinamico. (costo € 20)

 

Ogni degustazione sarà accompagnata da assaggi della pizza di Elementary, in abbinamento ai vini degustati.

Gli eventi sono a numero chiuso, è gradita la prenotazione: tel. 380 102 5675 , mail: info@olivieri1882.com

 

Terminati gli assaggi e l’incontro con il produttore si potrà accedere al locale aperto al pubblico per completare la cena…

 

Qui la locandina in pdf con tutte le serate: Wine Diaries

 

olivierienote

Bruno Carilli, umbro di origine, è un Mastro Birraio con le maiuscole d’obbligo, padre padrone di Toccalmatto! Amante delle birre fin dall’inizio della propria carriera, quando lavorava con birrifici di distribuzione nazionale come Carlsberg, per poi concentrarsi interamente alla propria “creatura”, il suo birrificio aperto nel 2008.

Nell’assaggio della tipologia di birre prodotte da Bruno occorre evidenziare una caratteristica primaria: l’assoluta padronanza del mondo dei luppoli, l’utilizzo di  tecniche innovative fra cui il back hop o il più consolidato dry hopping, con l’obiettivo di preservare il più possibile le sue caratteristiche aromatiche.

Amante e consumatore di vini naturali, esiste un rapporto di amicizia, stima e confronto tra noi, oltre anche ad una collaborazione nella creazione di una birra a fermentazione spontanea con l’ausilio del mosto (una “spontaneous” IGA), ed una con uva passita macerata in botte … di cui vi parleremo prossimamente su queste pagine!

 

Ha composto per noi una breve riflessione sulle contaminazioni tra birra artigianale e vino naturale:

 

Si ha spesso l’impressione che vino e birra siano due squadre separate, con le rispettive tifoserie arroccate nelle proprie posizioni. Inutile nascondere ci sia un fondo di verità in tutto questo. Se agli albori delle fermentazioni, quando l’azione dei lieviti era più che altro magia e superstizione e uno zucchero fermentescibile valeva l’altro (uva, miele, rudimentali“zuppe” di cereali), la geografia, la storia e il progresso hanno poi inesorabilmente separato le due fazioni, una a nord della “beer belt” e l’altra a sud della “grape line”: prima che lo chiediate, sono la stessa cosa, non ci si riesce a mettere d’accordo nemmeno sul nome di un confine immaginario.

E’ quindi particolarmente emozionante vedere abbattute queste barriere plurisecolari grazie allo sforzo congiunto dei due mondi, e ai movimenti che li hanno rivoluzionati, quello della Birra Artigianale e del Vino Naturale. E’ stata una reciproca scoperta di punti di contatto, sia dal punto di vista produttivo che gustativo. “L’anello mancante tra la birra e il vino” è da sempre il lambic, certamente per la fermentazione senza lieviti selezionati né inoculati, ma –soprattutto per il consumatore- per aver aperto palati e menti all’acidità e agli off-flavour, le cosiddette “puzzette”. In una nazione fondata sul vino come l’Italia, da questa iniziale contaminazione non poteva che nascere un processo di ibridazione, fino a fare delle “Italian Grape Ale” lo stile birrario che ci rappresenta nel mondo.

Per noi di Toccalmatto questa è un’idea nata col birrificio. A partire dalla Jadis, birra di frumento rosé ispirata dalla Fortana del Taro, fino alle sperimentazioni con i passaggi in botte, che hanno dato vita a birre complesse e riconosciute a livello internazionale. La nostra Russian Imperial Stout passata in botte di Sagrantino di Montefalco è uno degli esempi più estremi: ha passato anni in compagnia dello spauracchio per eccellenza del mondo vinicolo: il Brettanomyces, intoccabile per gli enologi, è stato addomesticato dai birrai… permettetemi, almeno stavolta, di fare il tifo per la mia squadra.

 

 

carilli

 

 

 

Parigi.

Caffè Stern. Colazione.

Siamo qui per un viaggio di lavoro, il salone di Vini di Vignaioli, Paris edition. Dopo due intensi giorni di degustazioni e incontri andiamo a concederci una delle migliori colazioni all’italiana di tutta Parigi, il Caffè Stern, gestito dalla famiglia Alajmo.

Un luogo magnifico al 47 di Passage des Panoramas, era uno storico atelier d’incisione, dal 2014 è stato trasformato in un prezioso caffè all’italiana: idea realizzata partendo da un confronto avvenuto tra i fratelli Alajmo e Gianni Frasi, torrefattore del Giamaica Caffè di Verona, per molti (anche per noi) il migliore caffè che si possa desiderare, ed arredato da Philippe Starck, celeberrimo architetto e designer francese.

 

4_cafestern_paris_cup

 

Lì, oltre a tutto questo, abbiamo avuto il piacere di scambiare una chiaccherata con una squisita persona, Federico Francesco Ferrero, classe 1974, medico chirurgo e nutrizionista di origini piemontesi e vincitore della terza edizione di Masterchef Italia.

Appassionato e cultore anche del buon vino naturale, anche grazie all’amico pericoloso che abbiamo in comune e che ci ha presentati qualche anno fa, il mitico Oste Mauro Lorenzon.

Dal 2014 è titolare della rubrica Doctorchef, un editoriale gastronomico pubblicato ogni giovedì su La Stampa del quale ci ha dedicato un pezzo che riportiamo per voi:

 

Un contagio inarrestabile è in corso da Torino a Venezia, da Bologna a New York. I nuovi locali che hanno visto la luce in queste città, negli ultimi ventiquattro mesi, sono gestiti da giovani sotto i quarant’anni e servono solo vini naturali. Ma ancora in tempi molto recenti chi ordinava un “vino naturale” veniva deriso. La storia dell’arte ci insegna però che qualsiasi avanguardia ha stimolato una vigorosa resistenza prima di diventare di moda, e prima di scendere quindi a patti con la propria dirompente originalità. E’ successo anche per gli artisti del cosiddetto “vino naturale”.

Non è facile definire cosa sia un “vino naturale”. Il mercato del “bio”, a cui oggi guardano tutte le grandi aziende, vale globalmente quasi dieci miliardi di dollari, ma la legislazione specifica è molto debole e, se non garantisce completamente la salute, certo non certifica il sapore. Anche leggere in etichetta, coltivato in maniera “biodinamica”, non basta. Perché è il lavoro in cantina a determinare il destino del succo d’uva, oltre che la cura in vigna.

Qualcuno potrebbe forse definire questi prodotti i vini del “senza”: senza chimica, senza lieviti aggiunti, senza additivi, senza filtrazioni, senza conservanti. Ma sono in realtà i vini del “con”: con un bouquet aromatico molto articolato, con una personalità spiccata, con una bassissima tossicità e, a volte, con qualche intemperanza al naso o al palato, che un po’ d’aria fresca fa sparire nella maggior parte dei casi.

Preferisco chiamare questi vini “fisiologici”: perché il capolavoro nasce quando la natura “fusis” viene guidata con rispetto dalla sapienza dell’uomo “logos”. E amo berli pensando che le persone che li scelgono condividono l’ideale artigiano di un’agricoltura sostenibile e di un sapore sano e di sorprendente soddisfazione.

 

 

10418247_801898133235750_8059340054943766133_n

da La Stampa del 9 aprile 2016.

 

 

Sandro Sangiorgi è un personaggio di rilievo nel mondo del vino naturale, nonchè nostro amico, è  un giornalista, scrittore ed enogastronomo romano, che assieme ad un gruppo di appassionati ha contribuito alla nascita di Slow Food (inizialmente il nome era Arci Gola) nel 1986.

Sommelier dal 1981, ha una capacità descrittiva e sensibilità nella degustazione come pochi e non possimo non raccontare della sua ultima creazione: Porthos, un progetto editoriale e didattico che si occupa di vino e cibo attraverso una profonda disciplina culturale. Tutta l’attività porthosiana poggia sul valore dell’indipendenza dai poteri forti, sull’educazione alla propria sensorialità e alla soggettività della scelta, al di là di impostazioni e percorsi prestabiliti.

Avremo occasione di averlo ospite a Vinnatur Roma 2016 in un dibattito con Angiolino Maule, dove parleranno del nuovo disciplinare VinNatur per i vini naturali.

Ha composto un pezzo per noi e ve lo lasciamo qui di seguito, sicuri che lo apprezzerete almeno quanto noi:

 

La scoperta e l’affermazione della naturalità nella viticoltura e nell’enologia hanno modificato l’approccio al vino. La degustazione e la conseguente descrizione dell’esperienza sensoriale hanno ritrovato il filo dell’unità pescando nel passato, quando la valutazione del liquido odoroso non si perdeva in tecnicismi e riusciva a consegnare la
preziosa fusione tra emotività e ragione. Monelli e Soldati hanno ispirato generazioni di enofili e ricercatori grazie alla loro differente capacità narrativa. Ironica e spiazzante quella dell’autore del Ghiottone Errante, evocativa e letteraria quella dell’autore di Vino al Vino. Poi è arrivato Veronelli, il vero fuoriclasse. A lui il merito di aver fondato la convenzione dialettica professionale, alla quale tutti, dalla metà del Novecento in poi, si sono affidati per raccontare il vino ai clienti di enoteche e ristoranti o ai lettori di libri, guide e riviste. Non a caso l’Associazione Italiana Sommelier, prima di limitarsi alla freddezza descrittiva propria del linguaggio degli enotecnici, considerava Veronelli il vero punto di riferimento. La cultura anglosassone, cui si sono adeguate anche le principali guide francesi, ha portato la descrizione a dipendere da un punteggio o da un premio; contemporaneamente, era inevitabile che accadesse, il patrimonio emotivo è stato messo da parte a favore di una scomposizione meccanica dei vari aspetti sensoriali. A un certo punto, visione, olfatto, sapore – la parte tattile era già stata dimenticata – e sensazioni finali sono stati slegati e valutati separatamente per emettere una somma algebrica. Tale metro di valutazione non solo non concorda con la natura del vino, che si dona a noi tutto intero, ma limita profondamente le nostre possibilità di comprensione. Un approccio schematico potrebbe far pensare che il degustatore sia uno strumento analitico “oggettivo”, quando è la sua abilità nel coltivare il proprio punto di vista soggettivo a
renderlo credibile e autorevole. Lo schematismo poteva funzionare con i vini convenzionali, mal digeriti ancora prima di essere mal prodotti: il vino naturale ne smaschera l’inadeguatezza e ci offre l’opportunità d’indagare e scoprire qualcosa di più su noi stessi. Questo brano dedicato ad Alceo, poeta greco vissuto tra il VII e VI secolo a.C.,
ci aiuta a capire meglio come.

«Ottobre mese del vino. Il vino come “spia” e come “sonda” dell’animo umano. Nel vino ci si abbandona alla sincerità e all’immediatezza. È difficilissimo tradurre la parola greca dìoptron che Alceo adopera per questa azione. La traduzione corrente, “specchio”, pur non essendo sbagliata non rende appieno l’idea: il vino ci permette appunto di “guardare” dentro l’animo umano, come attraverso uno “spioncino”».


luna

Luna, la sua inseparabile amica