Buon 2018! Vi auguriamo un anno prosperoso di felicità e buone cose ma soprattutto di poter stappare e gustare tanti buoni vini naturali!

A tal proposito abbiamo pensato a voi e, dopo una attenta e lunga ricerca, abbiamo inserito due nuove aziende alla nostra selezione, che abbiamo corteggiato e studiato per più di un anno:

 

 

 

Due nuove realtà piene di ambizioni ed energie positive in questo mondo di vignaioli naturali, che hanno sposato la causa del rispetto per l’ambiente e della salute della terra, oltre ovviamente della nostra, e che faranno gioire i nostri palati!

Piero Riccardi e il suo Cesanese

 

Cantine Riccardi Reale nasce dall’unione di Lorella e di Piero che si son conosciuti lavorando per il mondo televisivo e hanno scoperto di avere in comune una grande passione per la terra e la vite. Si son rimessi in gioco lavorando i terreni di proprietà della famiglia di Piero ad Olevano Romano, mettendo a frutto il vitigno autoctono più suggestivo del Lazio, il Cesanese di Affile: esattamente nella zona di Colle Pazzo, 300 mt sul livello del mare. All’interno di ogni singolo vigneto esistono due tipologie di terreno, uno di natura vulcanica di colore rossastro, l’altro invece composto da arenarie emerse nel Cretaceo, di colore più chiaro, chiamate per l’appunto terre bianche.

Le uve vengono raccolte  a mano e suddivise per zone, e al termine di ogni affinamento sono messi in  bottiglia tre diversi tipi di Cesanese che si chiamano rispettivamente Collepazzo (il blend dei due terreni) e gli altri due che sono il risultato della distinzione delle uve coltivate nelle ” terre bianche ” di origine arenaria, il Calitro, mentre dalle ” terre rosse ” nasce il Neccio.

Producono anche un rosato, sempre con il Cesanese, il Tucuca, ed usciranno a breve con il loro primo bianco a base di Malvasia Puntinata con un poco di Riesling renano, chiamato Emotiq.

Lorella e Piero praticano la biodinamica ed il metodo di coltura biologica ma senza dimenticarsi di studiare e intuire strade più efficaci per ottenere vini espressivi e naturali, contraddistinti da un’ottima finezza ed eleganza, rare su vitigni a bacca rossa, con un’ottima profondità e lunghezza in bocca.

Lorella e Piero di Cantine Riccardi-Reale

 

Scendendo poi su una delle nostre isole preferite in Sicilia, ai piedi delle pendici dell’Etna abbiamo conosciuto due giovani promesse del vino naturale: Giuseppe e Valeria di Vini Scirto.

Valeria e Giuseppe di Vini Scirto

Giuseppe in vendemmia

Sono una coppia di giovani innamorati della propria terra che hanno deciso di continuare a far vivere la storia vinicola del nonno di Giuseppe, a Castiglione di Sicilia, sulle pendici nord dell’Etna.

Dal nonno hanno imparato come si coltiva la terra e i nomi delle loro etichette sono un omaggio alla sua vita e agli insegnamenti lasciati:

A Culonna è il nome del loro vino rosso fatto da uve Nerello Mascalese e Nerello Capuccio che ricorda il centro nevralgico della vita del loro piccolo paesello, mentre il nome del vino bianco  con uve Carricante, Catarratto, Minnella e Grecanico è Don Pippinu, il soprannome del nonno.

Giuseppe zappa la vigna

“Li ho bevuti. E nel calice ho sentito i profumi intensi di una storia vera; ho visto i colori di una vita semplice, ho percepito la longevità di una cultura tramandata attraverso i gesti”, racconta Valeria, che adesso è accanto al suo Giuseppe, ed insieme lavorano vigne di oltre 80 anni coltivate ad alberello e suddivise in piccoli appezzamenti sparsi fra Passopisciaro e Randazzo.

Sperano di vendere tutto il vino Giuseppe e Valeria, perché non sopportano di vedere vigne abbandonate e non gestite, preferirebbero poterle comprare, “perché sennò è peccato”, ci raccontano.

 

Siamo orgogliosi di queste nuove collaborazioni e di poterle condividere con voi.

E come sempre, speriamo che le nostre sensazioni siano veritiere e che diventino due realtà di riferimento per la loro zona: i loro vini sono precisi e di carattere, e di certo negli anni verranno riconosciuti tali.