VINNATUR ROMA 2019

8 Febbraio 2019

 

 

Prontissimi con gli anticipi della (finalmente!) ormai prossima primavera, iniziano gli incontri con i nostri cari vignaioli!

Vinnatur Roma il 23 e 24 febbraio 2019 ospiterà 90 produttori di vino naturale tra Italia, Francia e Slovenia.

 

Per noi una fiera importante, che darà la possibilità di avere in degustazione ben i vini di ben 18 vignaioli:

Quattro aziende francesi, saranno presenti Isabelle e Jean di Rouges Queues, le altre aziende le presenteremo personalmente:

14 vignaioli italiani:

 

 

Appuntamento a Officine Farneto, dove VinNatur ha organizzato durante i due giorni anche due importanti convegni.

La sostenibilità ambientale alla base della viticoltura del futuro. Sabato 23 febbraio alle ore 16.00

Si parlerà di sostenibilità ambientale, che è sempre più oggetto di discussione nel mondo del vino, di come ridurre l’impatto sull’ambiente e sull’uomo per ricordare a tutti che produrre vino naturale non è solo un fatto di moda ma è una scelta di vita e di etica personale!

 

Tutto diviene importante quando si parla di rispetto per la natura e per la nostra salute come ad esempio il numero di passaggi con trattori e ridurre o eliminare lo zolfo ed il rame dalla viticoltura, durante il convegno parleranno

  • Ruggero Mazzilli, agronomo piemontese, specializzato in viticoltura, che fin dagli anni ottanta si è impegnato per diffondere la cultura del biologico, fondatore nel 2007 della Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile.

 

 

 

  • dottoressa Patrizia Gentilini, oncologo ed ematologo, membro di Isde Italia – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente – impegnata da oltre quindici anni a promuovere la riduzione dell’esposizione delle popolazioni alle sostanze tossiche e cancerogene.

 

  • Angiolino Maule, presidente associazione VinNatur e produttore di vino veneto.

 

 

 

 

 

Sandro Sangiorgi. I vini inconsueti. Domenica 24 febbraio, ore 14.00.

Il carismatico giornalista e scrittore romano condurrà una degustazione di “vini inconsueti.” Riservata ad un massimo di 40 persone, il prezzo è 30€ e include l’ingresso all’evento.

 

 

 

Sarà certamente un tasting interessante ed interattivo e Angiolino Maule ci ha commentato così :

“Gli ultimi anni sono stati molto importanti per noi, di grande crescita, sia in termini di presa di coscienza del ruolo dell’associazione che in numero di associati, a partire dalla grande svolta dell’approvazione del nostro disciplinare di produzione che mettiamo meticolosamentre in atto con la continua sperimentazione in vigneto – continua Maule – che ci permette di fare sempre più chiarezza sul mondo dei vini naturali e di dare nuove garanzie al consumatore. Dopo una prima esperienza positiva due anni fa abbiamo pensato che era arrivato il momento di tornare nella Capitale per far scoprire direttamente ai nostri estimatori a che punto siamo arrivati con i vini naturali”.

 

Il vino naturale ha molto da insegnare e da raccontare, come un maestro di vita.

 

 

 

 

Vi attendiamo numerosi!

 

Per altre informazioni consultate il sito di Vinnatur e prenotate la vostra visita!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ruggero Mazzilli è un agronomo piemontese, specializzato in viticoltura, che fin dagli anni Ottanta si è impegnato per diffondere la cultura del biologico; da anni lavora in Toscana e vive a Gaiole in Chianti.

Nel 2007 ha fondato la Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile, attraverso la quale, oltre alle consulenze, ha portato avanti numerose ricerche scientifiche.

Per noi oltre che agronomo, è anche un po’ filosofo: i suoi motti che spesso ripete sono il  “non fare” , ovvero portare il sistema vigneto ad autoregolarsi ed insegnare al vignaiolo a non-fare gli errori che l’agronomia tradizionale ha perpetrato per anni, e renderla “facile e felice”.

Altro concetto, ripreso anche in un video da noi girato qualche anno fa, è che “L’agricoltura è un atto privato in luogo pubblico” e che quindi, per essere eticamente corretta con le altre persone e con l’ambiente, dovrebbe essere tutta bio.

Di seguito il suo breve scritto, che finirà poi nel nostro Catalogo 2017:

 

Non so se naturale sia l’aggettivo giusto ma non lo si può fare se prima non si sa fare bene agricoltura.

E fare bene agricoltura significa capire che la natura è più grande di noi (molto!) e non si può pretendere di dominarla. La natura è sempre stata e sempre sarà rotonda (sistema complesso e dinamico in evoluzione), mentre l’agricoltura moderna è sempre più quadrata e troppo sicura di sé, ossessionata dalla presunzione di applicare metodi rigidi risolutivi (bio o non bio), per questo alla lunga non può funzionare.

 

Oggi c’è una fortissima consapevolezza ambientale che ha condizionato il mercato, che ormai ha deciso: il futuro sarà bio!

La vera questione da risolvere non è bio vs. non-bio, ma agricoltura vs. agroindustria.

 

È quindi necessario pianificare gli investimenti imprenditoriali, che non devono essere guidati da mezzi esterni (tecnologici, genetici, chimici), ma dalla consapevolezza delle risorse naturali su cui si lavora (geopedologia, climatologia, fisiologia vegetale, epidemiologia …), altrimenti il guaio non sarà solo l’inquinamento e/o il peggioramento della qualità ma anche la delocalizzazione e l’allontanamento degli agricoltori dai campi.

 

Un grande vino esprime sempre una forte connotazione territoriale e non esiste tecnologia, nè strumento scientifico capace di esaltare la territorialità. Per fare un grande vino territoriale non c’è bisogno di fare qualcosa in più ma qualcosa in meno, i grandi vignaioli insegnano che per fare cose grandi bisogna sentirsi piccoli di fronte alla natura.

Il naturale non si può spiegare con un codice. La conoscenza è tutto e deve servire a rendere più stabile il vigneto per avere, con continuità, il miglior risultato col minimo sforzo: il vigneto migliore è quello dove si lavora meno perchè c’è meno bisogno, il bravo vignaiolo (usando più testa che muscoli) ha saputo capire e gestire in modo differente l’equilibrio di suoli e piante potenziandone le resistenze spontanee e di conseguenza l’espressione dei caratteri indigeni.

Per questo la viticoltura naturale (oltre che una grande opportunità per crescere) rappresenta la massima espressione della viticoltura territoriale.

 

Per contrastare la paura di cambiare credo sia necessario lasciare più spazio ai giovani che, solitamente, hanno più sogni che dispiaceri. Per questo auguro a tutti di rimanere per sempre giovani!

 

 

Vi riproponiamo il video-manifesto: