Il Vermut di Barbara

20 Giugno 2018

le mani di Barbara

Prima di raccontarvi quale sia il Vermut di Barbara, voglio un pochino scendere nel profondo di questa bevanda, che ha davvero attraversato i millenni e porta con sè molta storia.

Si sente parlare di vino aromatizzato da quando si iniziò a produrre vino, primo fra tutti Ippocrate, il famoso medico greco del V secolo a.C. che faceva macerare nel vino corposo e ricco di zuccheri i fiori di artemisia absinthum e trasformandolo così in una bevanda tonificante e dal potere digestivo.

Ne troviamo tracce anche nell’Antica Roma , la quale importò la ricetta dalla Grecia, arricchindola con erbe tipiche mediterranee come ad esempio timo, rosmarino e foglie di mirto; durante il Medioevo, eccolo ancora presente, usato come vero e proprio rimedio farmacologico e fortificato (grazie alle nuove tecniche di distillazione) con alcool dove erano stati lasciati riposare cortecce e radici. Con la proliferazione dei traffici commerciali, ecco le spezie, importate dai Veneziani, principi indiscussi di tali beni, e fu così che si iniziò ad aggiungere cannella, chiodi di garofano,rabarbaro, china e cardamomo.

Questi vini detti anche “ippocratici” restano gli antenati del nostro caro Vermout, perchè per chiamarlo così dobbiamo attendere fino alla seconda metà del 1700 e spostarci in Piemonte, a Torino per vedere nascere il primo Vermout, per mano del leggendario Carpano, un giovane studioso di erboristeria.

Ed ora? ora pensate alla Sardegna. Al mare e al suo clima, alla sua terra così particolare e ricca di piante, erbe e fiori selvatici, cresciuti con tanto buon sole e accarezzati dalla salsedine.

Meigamma si trova a Villasimius, ci siamo stati in visita per una settimana, coccolati dai padroni di casa, Giuseppe e Barbara.

Lei, 4 anni fa mette in atto quello che da molto tempo sognava, tra le sue passeggiate in campagna tra vigne e la riva del mare, raccoglie le erbe e i fiori spontanei, così intesamente profumate e riesce ad utilizzarle, mettendole a macerare assieme al suo vino, corposo e alcoolico per natura propria.

Sceglie le uve nasco per il suo Vermut Bianco e il carignano per il Vermut Rosso.

Voglio sottolineare che prima di diventare Vermut, si deve fare un buon vino naturale, come Meigamma sa fare; vendemmia tardiva di 100% Nasco dove nel periodo che va da dicembre a maggio vengono messe a riposare erbe, radici e fiori sardi.

Barbara ci racconta che usa solo una piccola fortificazione per rendere il Vermut degno di tale nome, e sfrutta questa piccolissima percentuale di alcool per la macerazione delle bucce degli agrumi, i quali risultano più complessi da intrappolare come essenze: buccia di arancio e mandarino per il Vermut Rosso e buccia di limone per il Vermut Bianco

Si parte a dicembre: prima con le radici, per ovvie ragioni stagionali e si procede man mano ad aggiungere componenti, come radice di genziana, di tarassaco, di cicoria poi piano piano le foglie di mirto e quelle di assenzio, che costituisce una delle componenti più caratteristiche insieme all’artemisia, che qui cresce in quantità (la tipologia è l’artemisia arborescens), poi maggiorana sia foglie che fiori e camomilla! abbiamo visto distese immense di camomilla profumatissima! e ancora elicrisio, timo selvatico, rucola selvatica, mentuccia, finocchietto selvatico e un pochino anche di risimo (senape selvatica) per un tocco leggermente piccante e per ultimi, ma non per importanza, i fiori che la primavera porta con sè:  fiori di ginestra, fiori di cardo, e i pistilli di zafferano, che aggiungono un tocco di preziosità ed eleganza

La vigna di Meigamma e la camomilla

Le erbe usate vengono dapprima essicate, per facilitare il loro utilizzo, mentre i fiori vengono aggiunti freschi.

Ne esce il Vermout Bianco, potente e delicato allo stesso tempo ( come le belle donne!) inutile negare di quanto ne sia innamorata!

Barbara

Il Vermout Rosso è Carignano leggermente fortificato (1-2 gradi alcoolici), dove vengono messe a macerare le bucce di arancio e mandarino, buccia di melograno, radice di genziana, radice di liquirizia, artemisia, rosmarino (anche di questo ne ho visti cespugli molto grandi, che crescono fino alle dune della spiagge), lavanda, eucalipto, bacche di mirto, more selvatiche, bacche di rosa canina, il rosolaccio del papavero, lentisco, fiori di malva selvatica e fiori d’arancio.

Intensità, morbidezza e profumi per questo Vermut Rosso, e dopo la descrizione dettagliata delle componenti, si comprendono e si definiscono nella calice in modo coordinato e magico, come un’orchestra musicale.

I fiori all’interno della botte con il vino

Ho chiesto a Barbara di questa passione per le erbe: ” Le erbe fanno parte della mia vita da sempre. Mia nonna assieme a mio nonno, conducevano prima un lavoro diplomatico importante, molto serio e abitavano in città, a Mosca. Più tardi al momento della pensione, hanno finalmente realizzato un loro grande sogno, prendendo una casa in campagna, dove io da bambina trascorrevo molto tempo, soprattutto durante l’estate e il tempo libero; e li vidi mia nonna trasformarsi, basta tailleur e viso contratto, la vedevo vestita con le prime cose prese dall’armadio, felice a raccogliere frutta ed erbe selvatiche ed occuparsi dei propri animali. Io stessa tramando a mia figlia questa conoscenza, risolvendo i piccoli disagi quotidiani in modo naturale, aloe vera, propoli, tea tree… son cose che in casa mia non mancano mai.”

La sua passione trova terre fertile in Sardegna, le erbe son molte e spontanee e trascina anche Giuseppe nella creazione di questa avventura.

Barbara e Giuseppe

” Una delle mie prossime volontà è la costruzione di un essicatoio, per essicare le erbe che raccolgo” mi dice indicando una picccola rimessa a lato della cantina.

Siamo rimasti rapiti e innamorati da questa bellissima storia e realtà e, siamo felici di condividerla con voi, per sorsate di intesa Sardegna!

Giuseppe Pusceddu

Camomilla

Ginestra

fiori di cardo

La famiglia al lavoro

Foto del nostro fotografo Lorenzo Rui.

MOSCA CIECA IN SARDEGNA

30 Maggio 2018

 

Che belle le nostre Isole!

Martedì 5 Giugno alle 20:30 nella bottega SABORES  saremo presenti con una nuova mini-edizione della nostra degustazione MOSCA CIECA, in terra sarda dove saranno presenti i nostri produttori Giuseppe e Barbara Pusceddu di Meigamma

Alla mosca-cieca, chi non ci ha mai giocato?

Quello che faremo sarà un “gioco degustativo” ma anche un’importante momento di formazione, dove con preziose nozioni di esperienza, impareremo a raccontare i vini naturali, senza preconcetti che spesso si creano ad etichette o tipologia di vini – degustandoli per l’appunto alla cieca.

Bevitori, vignaioli, sommelier, agenti, enotecari, ristoratori, semplici amanti…ognuno con il proprio bagaglio di esperienze, insieme per un piccolo workshop dedicato al vino naturale.

La cena sarà anch’essa speciale e avremo il pane e i prodotti del maestro Stefano Pibi di PBread Natural Bakery le cui lievitazioni sono, per arte e filosofia, parenti delle fermentazioni che ci regalano i vini che amiamo.

5 vini – 3 piatti / tapas , partecipazione al workshop,
€ 25,00.
SOLO SU PRENOTAZIONE ALLO 070 653216
POSTI LIMITATI (25)

Orgogliosi e carichi come sempre vi aspettiamo!

Il filo di Meigamma

5 Maggio 2017

                                                 “Giocavo con grande serietà, a un certo punto i miei giochi li hanno chiamati arte.”

Che cosa può c’entrare il vino con l’arte? Beh, parecchio!

In modo sottile la mano dell’uomo diviene pennello della natura nel definire i contorni di quello che è il frutto della terra, della stagione e del luogo, poi il vino ridiviene mezzo tramite cui gli uomini se ne servono  per estrapolare un modo di interpretare e raccontare e spesso raccontarsi, e quindi di unire, di legare.

E con che cosa si unisce? Con un filo. Invisibile, spesso forte e stretto, ma potrebbe anche essere colorato, allentato e ma comunque intenso.

Ecco perchè le bottiglie del nostro produttore Meigamma portano tutte nel collo della bottiglia un intreccio di fili annodati, per ricordarci che siamo tutti connessi da questo magico legame e che il vino spesso ne è il mezzo.

L’ispirazione proviene da una grande artista italiana, di origine sarda, Maria Lai, nata a Ulassai, 27 settembre 1919, la sua vita e le sue opere son di grande arricchimento per la storia artistica italiana.

Maria Lai vi dice:  “Sono felice di farvi tenere per mano il sole e  farvi gustare il desiderio di cielo, in un momento di incertezza globale ma che il sole e il cielo possono farci prima capire e poi superare. Per vivere più sereni”.

Nelle opere di Maria Lai trovate sempre i fili. Perché  il filo è il processo eterno dell’uomo, è anche un vento sereno, acqua e pietra, anche e soprattutto pianto, stupore ed attesa. È il tempo. E come tale l’uomo, io e voi. Tutti. Siamo tempo. L’arte sempre ha cercato di interpretare, di conoscere il principio e il fine delle cose in questo vasto mare dell’essere. Un mare che vuol dire Isola, Sardegna, con la sua bellezza unica al mondo.

Il messaggio di Maria Lai è un messaggio d’arte, d’amore, di rispetto reciproco. È stata lei, negli anni ’80, a legare con nastri colorati, azzurri e bianchi, rossi e verdi,  le montagne del suo paese (Ulassai) alle case. Per “tenere unite la natura e l’uomo, per tenere unite la sacralità delle montagne e quella delle famiglie”. E quei fili li fece passare di casa in casa, collegando vecchie amicizie e conoscenze che magari, per inutili screzi si erano incrinate. Quindi Natura e uomo, uomo e amicizie, perche’ alla fine son queste le cose veramente importanti nella vita.

Ma il filo è anche il simbolo della vita e della donna, a partire, se si vuole, da quel cordone ombelicale che ci lega inestricabilmente alla figura materna nel momento in cui veniamo al mondo, fino ad arrivare alla millenaria storia di miti e legende che lo legano alla figura femminile, pensiamo al filo di Arianna, alle Parche, o a Penelope, e non sarà un caso se sono davvero molte le artiste nel tempo ad averlo scelto come medium linguistico e strumento di lavoro e Maria Lai è sicuramente una di queste.

Meigamma intrecciato.

Tornando a noi, al nostro vino, siamo davvero orgogliosi e felici di trasportarne a voi il racconto e i frutti di questa bellissimo concetto tramutato in vino naturale e ottimo testimone della Sardegna. Giuseppe Pusceddu, creatore ed ideatore di Meigamma, è una società agricola che riunisce vari piccoli (e spesso anziani) contadini, che, oltre a conferirgli le uve che lui poi vinifica, mettono in questa piccola comunità anche frutta e verdura, che si scambiano o rivendono tra le loro famiglie e l’agriturismo che, soprattutto d’estate, ospita molti avventori. Una piccola società fatta “girare” da Giuseppe e che anima i pochi contadini con animo naturalista della zona di Villasimius e che permette a lui di vinificare un po’ più di vino, visto che possiede soltanto due ettari di vigna; per lui il filo sulle sue bottiglie vuole richiamare questo lavoro che fa per interconnettere persone, esperienze e sapori.

..è un’attesa silenziosa, col fiato sospeso per circa due ore. Quando il nastro si solleva ad arco, dalla montagna ai tetti delle case, sembra un getto d’acqua. Maria Lai 1981

bambini che giocano con il filo di Maria Lai

Le connessioni di Maria Lai

 

 

Arkè presenta una nuova ed inedita degustazione insulare, sbarchiamo in Sardegna!

Un interessante appuntamento con i vini naturali, chiamato “ Siddi Wine Festival”, ideato dallo chef Roberto Petza e organizzato dal suo Ristorante S’apposentu e dall’Accademia Casa Puddu, con la collaborazione del Comune di Siddi. Ideatore dietro le quinte dell’evento è l’istrionico vignaiolo-filosofo Gianfranco Manca dell’azienda Pane e Vino, primo vero produttore di vini naturali in Sardegna.

Sono alla loro IV edizione e quest’anno il tema è : “Il Vino è Condivisione”, attorno al quale sono pensati dibattiti e degustazioni, il tutto all’insegna del vino naturale.

Due giorni davvero ben organizzti e non da poco la splendida cornice dove si svolge il festival: all’interno dell’ex Pastificio Puddu, storico presidio industriale e culturale della Marmilla, che da fabbrica della pasta diviene fabbrica delle idee.

 

Noi siamo molto orgogliosi della possibilità di partecipare all’evento e saremo presenti con i seguenti produttori:

  • La Biancara
  • Pacina
  • Cinque Campi
  • Franco Terpin

 

Vi aspettiamo!

Per tutte le info dettagliate sull’evento qui.

 

Informazioni e prenotazioni:

telefono: +39 0709341045

email: info@sapposentu.it

facebook: Siddi Wine Festival 2016