trebianc

L’Emilia Romagna enologica si sta affermando come probabilmente la regione maggiormente in fermento per quanto riguarda l’Italia. Non solo rossi a base sangiovese o albana, ma anche tante bollicine e rifermentati che come questo Terbianc,stanno attirando la nostra attenzione.
Vediamo il sottoscritto nel dettaglio.
Paglia e fiori gialli secchi: tarassaco e ginestra? Può essere, ad ogni modo un bel prato fiorito ci si schiude sotto il naso. Leggera nota di limone che sorge assieme a quella di mandorla amara. Leggerissima ossidazione, quasi impercettibile. Presente quel poco che basta per arricchire il piano aromatico. Camomilla e ortica proseguono il corredo vegetale di questa bella bolla a rifermentazione spontanea.

In bocca sarebbe davvero completo e eccellente con una nota sapida più marcata. Invece a farla da padrone oltre ad una auspicabile acidità, è un finale astringente, dovuto probabilmente alla vinificazione in rosso delle uve. Culmina in una beva leggermente tannica.

Abbinato ad una piovra al vapore condita con sale, olio e prezzemolo potrebbe finire per appiattire il piatto, e in questo la sua bolla lo aiuta…

Con del salmone affumicato di discutibile qualità la nota astringente ben non si sposava. Per fortuna il banchetto ci riserva ancora una carta. Una capasanta gratinata al forno con uno spolvero di pane grattuggiato e un filo d’olio per dorare il tutto. Il miglior connobio che permette al vino di dar piena espressione di sé accompagnando il piatto e non sovrastandolo per tutta la beva. L’acidità ripulisce il palato e l’astringenza riequilibria il boccone. Ora siamo appagati, ora siamo soddisfatti. Ci basta solo un altro bicchiere. Très bien, Terbianc!

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