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L’Emilia Romagna enologica si sta affermando come probabilmente la regione maggiormente in fermento per quanto riguarda l’Italia. Non solo rossi a base sangiovese o albana, ma anche tante bollicine e rifermentati che come questo Terbianc,stanno attirando la nostra attenzione.
Vediamo il sottoscritto nel dettaglio.
Paglia e fiori gialli secchi: tarassaco e ginestra? Può essere, ad ogni modo un bel prato fiorito ci si schiude sotto il naso. Leggera nota di limone che sorge assieme a quella di mandorla amara. Leggerissima ossidazione, quasi impercettibile. Presente quel poco che basta per arricchire il piano aromatico. Camomilla e ortica proseguono il corredo vegetale di questa bella bolla a rifermentazione spontanea.

In bocca sarebbe davvero completo e eccellente con una nota sapida più marcata. Invece a farla da padrone oltre ad una auspicabile acidità, è un finale astringente, dovuto probabilmente alla vinificazione in rosso delle uve. Culmina in una beva leggermente tannica.

Abbinato ad una piovra al vapore condita con sale, olio e prezzemolo potrebbe finire per appiattire il piatto, e in questo la sua bolla lo aiuta…

Con del salmone affumicato di discutibile qualità la nota astringente ben non si sposava. Per fortuna il banchetto ci riserva ancora una carta. Una capasanta gratinata al forno con uno spolvero di pane grattuggiato e un filo d’olio per dorare il tutto. Il miglior connobio che permette al vino di dar piena espressione di sé accompagnando il piatto e non sovrastandolo per tutta la beva. L’acidità ripulisce il palato e l’astringenza riequilibria il boccone. Ora siamo appagati, ora siamo soddisfatti. Ci basta solo un altro bicchiere. Très bien, Terbianc!

Lo trovate in offerta su tannico.it !

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Aprile mese di incontri.

Inaspettati…ma anche no! Voluti!! Siamo agli ultimi giorni di attesa per le degustazioni più belle dell’anno, dove potete degustare i vini dei produttori di Arkè.

Al Vinitaly, fiera per eccellenza del vino, potete trovare 3 dei nostri:

Terre di Pietra, Padiglione 8, STAND B8\B9 DESK 16

Erbaluna, Stand Collettivo Ex Gruppo Trimilli, HALL 9 STAND D7

Poderi Sanguineto, Padiglione 9, Area 12\13, Consorzio del Vino Nobile

 

Abbiamo anche creato una mappa che speriamo possa esservi utile (consigliamo la stampa) nella ricerca dei vignaioli di Arkè durante Villa Favorita, la fiera di Vinnatur.

Ecco chi troverete:

Christophe Lefevre

Domaine des Rouges Queues

Natalie Gaubicher, Le Briseau

Geschickt

Valli Unite (coming soon!)

Cascina Tavijn

Camillo Donati

Cascina Borgatta

Cinque Campi

Casa Belfi

Sauro Maule, Il Cavallino

Portinari Daniele

Il Moralizzatore

La Biancara

Feudo D’Ugni

Franco Terpin

Sante Marie

Pacina

Masseria Starnali

Natalino Del Prete

Lamoresca

Meigamma

elenco dei produttori, piano e numero del tavolo

La Mappa: numero dei tavoli e simboleggaiti con puntino giallo.

 

 

 

Manca pochissimo!! Stay Tuned!!!

 

 

Nuovo incontro alle porte all’insegna del gusto e dei giovani per Arkè: i giovani vignaioli veneti si incontrano nella Cascina Lagoscuro.

Vi abbiamo già parlato di loro perchè ormai siamo di casa, i loro formaggi e prodotti son la quintessenza della bontà, creati in una cornice magica di una Cascina tipica della Valle del Po, immersi nel verde della campagna e nel silenzio … si ode solo qualche muggito proveniente dalla stalla!

La famiglia Grasselli poi è di una bravura e gentilezza come pochi se ne conoscono in giro, la visita da loro è davvero d’obbligo.

 

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Cascina Lagoscuro nasce nel 1990, quando Fabio e la moglie Paola decidono di far ristrutturare la loro cascina di famiglia creando una realtà di produzione biologica: mucche al pascolo in terreni senza chimica il cui latte produce formaggi a latte crudo, ortaggi e frutta fresca trasformati in conserve e marmellate, un agriturismo che fa buona cucina, qualche camera per gli ospiti.

Da qualche anno il figlio Luca (classe 1985), assieme alla moglie Federica e ai loro tre bambini, porta avanti questo sogno divenuto realtà.

Abbiamo pensato di creare ancora una volta un connubio speciale con loro:

I giovani vignaioli veneti presentano i loro vini, Venerdì 18 novembre dalle 19.30: Sauro de Il Cavallino, Maurizio di Casa Belfi, Laura di Terre di Pietra ed infine Enrico ed Andrea de Il Moralizzatore.

Saranno in degustazione prima e durante la cena, assieme alla prelibatezze di formaggi a latte crudo e verdure della cascina:

 

  • Prosecco Colfondo 2015 di Casa Belfi
  • Raboso Colfondo 2015 di Casa Belfi
  • Granselva 2015 de Il Cavallino
  • Pri 2015 de Il Cavallino
  • Cabernere 2015 de Il Moralizzatore
  • Cabaret 2014 de Il Moralizzatore
  •  Valpolicella Vigna del Peste 2013 di Laura Albertini, Terre di Pietra
  • Amarone 2011 di Laura Albertini, Terre di Pietra

 

Consigliata la prenotazione!  Mail: info@cascinalagoscuro.it  –  tel.: 0372 57487

 

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Vi aspettiamo!!

Un video sulla loro quotidianita’:

 

 

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Ruggero Mazzilli è un agronomo piemontese, specializzato in viticoltura, che fin dagli anni Ottanta si è impegnato per diffondere la cultura del biologico; da anni lavora in Toscana e vive a Gaiole in Chianti.

Nel 2007 ha fondato la Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile, attraverso la quale, oltre alle consulenze, ha portato avanti numerose ricerche scientifiche.

Per noi oltre che agronomo, è anche un po’ filosofo: i suoi motti che spesso ripete sono il  “non fare” , ovvero portare il sistema vigneto ad autoregolarsi ed insegnare al vignaiolo a non-fare gli errori che l’agronomia tradizionale ha perpetrato per anni, e renderla “facile e felice”.

Altro concetto, ripreso anche in un video da noi girato qualche anno fa, è che “L’agricoltura è un atto privato in luogo pubblico” e che quindi, per essere eticamente corretta con le altre persone e con l’ambiente, dovrebbe essere tutta bio.

Di seguito il suo breve scritto, che finirà poi nel nostro Catalogo 2017:

 

Non so se naturale sia l’aggettivo giusto ma non lo si può fare se prima non si sa fare bene agricoltura.

E fare bene agricoltura significa capire che la natura è più grande di noi (molto!) e non si può pretendere di dominarla. La natura è sempre stata e sempre sarà rotonda (sistema complesso e dinamico in evoluzione), mentre l’agricoltura moderna è sempre più quadrata e troppo sicura di sé, ossessionata dalla presunzione di applicare metodi rigidi risolutivi (bio o non bio), per questo alla lunga non può funzionare.

 

Oggi c’è una fortissima consapevolezza ambientale che ha condizionato il mercato, che ormai ha deciso: il futuro sarà bio!

La vera questione da risolvere non è bio vs. non-bio, ma agricoltura vs. agroindustria.

 

È quindi necessario pianificare gli investimenti imprenditoriali, che non devono essere guidati da mezzi esterni (tecnologici, genetici, chimici), ma dalla consapevolezza delle risorse naturali su cui si lavora (geopedologia, climatologia, fisiologia vegetale, epidemiologia …), altrimenti il guaio non sarà solo l’inquinamento e/o il peggioramento della qualità ma anche la delocalizzazione e l’allontanamento degli agricoltori dai campi.

 

Un grande vino esprime sempre una forte connotazione territoriale e non esiste tecnologia, nè strumento scientifico capace di esaltare la territorialità. Per fare un grande vino territoriale non c’è bisogno di fare qualcosa in più ma qualcosa in meno, i grandi vignaioli insegnano che per fare cose grandi bisogna sentirsi piccoli di fronte alla natura.

Il naturale non si può spiegare con un codice. La conoscenza è tutto e deve servire a rendere più stabile il vigneto per avere, con continuità, il miglior risultato col minimo sforzo: il vigneto migliore è quello dove si lavora meno perchè c’è meno bisogno, il bravo vignaiolo (usando più testa che muscoli) ha saputo capire e gestire in modo differente l’equilibrio di suoli e piante potenziandone le resistenze spontanee e di conseguenza l’espressione dei caratteri indigeni.

Per questo la viticoltura naturale (oltre che una grande opportunità per crescere) rappresenta la massima espressione della viticoltura territoriale.

 

Per contrastare la paura di cambiare credo sia necessario lasciare più spazio ai giovani che, solitamente, hanno più sogni che dispiaceri. Per questo auguro a tutti di rimanere per sempre giovani!

 

 

Vi riproponiamo il video-manifesto:

 

 

 

QUOTE ROSA

15 Luglio 2016

Il rosa, si sà, è una parte importante nella vita di tutti noi, immancabile non solo dal punto di vista umano (W le donne!), ma non dovrebbe mancare soprattutto se è estate, soprattutto se si parla di vini naturali e dalla beva incredibile!

Ci siamo resi conto che la nostra gamma di vini Rosa è ampia e divertente, vini bellissimi sia in bicchiere che nelle loro colorate etichette, spesso prodotti da grandi Donne produttrici di vino che (a volte) percorrono la via della produzione del vino da sole.

Partiamo dall’ultimo arrivato in cantina Arkè, ovvero la Rosetta di Cascina Tavijn!

Etichetta coloratissima e tenera a rappresentare una fantasiosa bimbetta con cappuccio fucsia, scarpine rosse alla Mago di Oz, circondata da mille bolle colorate: che cosa aspettarsi se non un rosè naturale, semplice e fresco? Freisa 2015 vinificato in acciaio, senza solforosa aggiunta, 100% handmade by woman ( Nadia Verrua).

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Altra etichetta che a noi piace un mondo è dell’azienda Il Moralizzatore e sto parlando del Cabaret Rosè, dove in etichetta si scorge seduta a terra una ragazza con jeans e ai piedi le All Stars rosa appunto: idea nata da una serata dove i nostri amici produttori stavano assaggiando in anteprima la loro creazione con alcuni amici ed una di loro era esattamente in quella posizione mentre le sue scarpe sembravano avere esattamente lo stesso colore del vino che stava degustando. Giocoso ricordo per questo Cabernet Sauvignon 2014 vinificato in rosa e spumantizzato con mosto, senza lieviti né zuccheri. 12 mesi sui lieviti. Pas dosè.

 

 

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Passiamo al sud con Lamoresca Rosa 2015, Nero d’Avola 50%, Frappato 45%, Moscato 5%, vinificato in acciaio, racconta come sempre il calore e la festosità della sua terra, senza dimenticarsi la freschezza.

Non possiamo non citare la nostra “bolla di famiglia”, la Malvasia Rosa di Camillo Donati, la quale è un sempre presente nelle nostre feste, e la cui colorazione rosa è stata donata da un lieve bacio del lambrusco…magia!

Zigzagando eccoci con il Quinto Quarto Pinot Grigio 2015 di Franco Terpin, lieve macerazione per un vino 100% naturale senza filtrazione; quindi dalla Sardegna il Meigamma rosato 2015 Cannonau (90%), Cabernet Sauvignon (10%), breve macerazione anche per questo vino fatto senza solfiti aggiunti, profumato ed intenso, ma con delicatezza.

Rimanendo su terreni caldi parliamo del Rosato 2015 di Marino e Luisa Colleoni, 100% Sangiovese, raccolto un pochino anticipato per acquisire miglior freschezza, poi vinificato in  acciaio ; e La Rosa di Pacina anche lei Sangiovese, terreni diversi e mani diverse, due signorine dalla Toscana.

Anche Feudo D’Ugni ha creato il suo vino rosa fatto da una donna, Cristiana, ed il suo Usignolo 2014, un Cerasuolo vinificato in cemento ed acciaio.

 

Per ultime, ma non per importanza le bolle: dalla Loira il Bubbly! 2015 : ancora una volta mani di donna, Nathalie, Cinsault 100% in rosa. Rifermentato in bottiglia e sboccato per aver una maggiore pulizia e senza solforosa aggiunta.

Il nostro super Champagne Rosè de Saignée 2008 Pinot noir da una parcella unica, vigne vecchie, affinato in vecchie barriques usate, non dosato con poca solforosa aggiunta. Grandi sentori per uno Champagne che non si fa scordare e che è capace di presenziare per tutto il pasto, ottimo come aperitivo, perfetto per chiudere una buona cena. Intensità ed eleganza.

Cà del Vent invece ci regala la loro bolla Brut Rosè 2011 fatta da Pinot nero 100% affinato in Barrique rimanendo poi 36 mesi sui lieviti. Bolle stuzzicanti e soddisfacente nel suo sapore rotondo.

 

Abbiamo deciso anche di inserire il Raboso di Casa Belfi perché, anche se non è esattamente un vino rosato nella colorazione, ne conserva le caratteristiche: un vero glou-glou wine! Da bere “a canna” noi diciamo! Freschezza ma anche corpo, può dare il top di sé anche accompagnato ad un piatto di affettati, ci piace molto soprattutto in queste sere d’estate!

 

Altro intruso è una birra,  la Gueuze alle Fragoline di bosco, chiamate beitje, macerate con birra lambic per un paio di mesi ed affinamento poi per 2 anni in botte e Framboos con Lamponi macerati sempre in birra lambic: acidità ed acetiche estreme, per dissetare le gole più arse!

 

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Tanto rosa per la nostra estate! Il nostro consiglio è quello di non farsi scappare l’occasione!

Sassaia: una serata

23 Giugno 2016

 

Luogo: Ristorante Il Pesciolino

La cena con degustazione alla cieca di 8 vini de La Biancara

Antipasto il nostro cappon magro composto da stoccafisso mantecato alla vicentina, muscoli, vongole, gambero al vapore, verdure e salsa verde.

Il Primo: Tagliolini fatti in casa con seppia zucchine e il loro fiore.

Il Secondo: Ombrina al forno con verdure e pesto di olive taggiasche.

 

Ospiti: l’oste Ernesto del Bar la Pausa, Pier del Caffe’ Il Barbarossa, Romeo sommelier del Pesciolino, Marco della rosticceria Sartore e altri amici fans di Maule e di Arkè, in totale 8 persone.

Qui di seguito le colorite impressioni di un nostro collaboratore genovese, Christian:

 

la cosa che ha impressionato tutti è stata non aver trovato un solo campione “vecchio”, ma ancora tanta tensione e vitalità soprattutto in qualche annata.

Il filo conduttore siamo arrivati alla conclusione essere la ormai famosa mineralità, ma mi sa che qua c’è davvero.

Partenza…

2002 tutti l’abbiamo azzeccato, naso con tanta frutta, anche tropicale, bocca piena magari non lunghissimo ma incredibile comunque, che poi uno mica può pretedendere tutto!

2006 io l’ho azzeccato subito, l’avevo bevuto pochi giorni prima e vi dico solo “stile lambic”, fantastico, eterno.

2007 nota iniziale con una breve CO2 briosa ed intrigante, che sballo! Poi si ricompone, tanta polpa ma anche tanta freschezza. Bevibilità elevata.

2009 forse il più minerale, ed infatti accompagnava benissimo i piatti di pesce che contornavano la serata.

2010 più tranquillo e pacato, ci aspettavamo qualche difetto dovuto all’annata, ma non siamo riusciti ad individuarlo. Bello anche lui.

2011 forse il naso meno complesso, equilibrato in bocca.

Avevamo anche una bottiglia di Pico 99, tappo inzuppato, quindi un po’ la bottiglia sfortunata…peccato ma ci sta.

Meno male che il Sosan 13 con un filetto di ombrina ci ha rimesso apposto, 15 gradi … e non sentirli, che grinta!!

Per terminare dopo un meraviglioso sorbetto, brindisi con una lacrima di recioto 02, mamma mia c’era di tutto! TUTTI IMPAZZITI!

 

Gran bell’onore per noi, e bella serata per loro!

Qui qualche foto:

 

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HAPPY WINES!

7 Maggio 2016

Happy Wines / Making Happiness 26-27-28-29 Maggio 2016

 

Arkè è pronta per un nuovo incontro nella sua città, Vicenza.

Quest’anno parteciperemo alla rassegna Making Happiness, un evento che raccoglie diverse esperienze ed aziende nel settore del design assieme ad altre realtà che con la parola design, intesa come visione, e non semplicemente come settore di commercio, hanno molto da spartire.

Saremo solo noi ed altre due le aziende che, tra le 20 partecipanti, tratteranno il tema food & beverages nella rassegna, perché, di fatto, design significa progetto, pensiero, visione, e scegliere di produrre vino come lo fanno i nostri produttori significa proprio questo: avere una visione. Manifestare un’idea, pensare al metodo e al processo, dialogare con la materia prima come lo fanno certi vignaioli significa manifestare la volontà di consegnare al pubblico non solo un vino ma anche una storia, uno stile di vita, di salute, significa trasmettere un’idea.

Happy wines! è il titolo dell’evento che abbiamo organizzato e durante la giornata, assieme ai 12 produttori, cercheremo di raccontare cos’è un vino felice.

All’interno si parlerà anche di cibo felice con Elementary, il nuovo progetto di lievitati e salati che Pasticceria Olivieri lancerà ad Arzignano a Novembre. Con Elementary gli Olivieri sperimenteranno la cucina lavorando con diverse farine, tecniche di lievitazione naturali e materie prime semplici ma selezionate, raccontando nella contemporaneità una storia che inizia diverse generazioni fa quando nel 1882 gli Olivieri aprirono il loro primo forno.

 

La location sarà la sede di Ey studio, uno studio di design della comunicazione di Vicenza con cui esiste da diversi anni una forte sinergia e condivisione. Saremo in un palazzo storico, in Contrà della Fascina, 2.

L’evento partirà alle 11.00 fino alle 17.00 per ristoratori, operatori del settore e giornalisti. Dalle 17.00 alle 22.00 per il pubblico su invito.

Per partecipare è necessario accreditarsi scrivendo una mail con i propri nominativi a arke@vininaturali.it oppure a info@weareey.com

 

Questi i nostri dodici contadini felici che presenteranno i loro vini:

 

La Biancara di Angiolino Maule (Gambellara, Veneto)

Il Cavallino di Sauro Maule (San Germano dei Berici, Veneto)

Daniele Portinari (Alonte, Veneto)

Il Moralizzatore (Carmignano del Brenta, Veneto)

Casa Belfi Colfondo (San Polo di Piave, Veneto)

Franco Terpin (San Floriano del Collio, Friuli)

Ca’ del Vent (Campiani di Cellatica, Lombardia)

Cascina Borgatta (Ovada, Piemonte)

Olek Bondonio (Barbaresco, Piemonte)

Cinque Campi (Puianello, Emilia)

Pacina (Castelnuovo Berardenga, Toscana)

Champagne Christophe Lefevre (Bonneil, Valleè de La Marne)

 

 

Elementary durante la giornata produrrà tre proposte:

 

  • Panino con Ciabatta a lievitazione naturale con Farina Macinata a Pietra Petra 1 del Molino Quaglia e Mortadella Classica presidio Slow Food;
  • Tagliere di Porchetta di Mezzena di Suino con Giardiniera sottolio e fetta di Pagnotta a Lievito Madre con Farina Macinata a Pietra integrale Petra 9 del Molino Quaglia;
  • Panino Veg: Pane a Lievito Madre con Farina Macinata a Pietra integrale Petra 9 del Molino Quaglia con Insalata Lattuga, Pesto di Basilico e Pomodorini secchi.
  • Bauletto a Lievito Madre con pere candite e cioccolato fondente Valrhona 48%

Tutto a 5€.

 

A presto!

 

 

La locandina dell’evento scaricabile in pdf: Happy_Wines

 

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Ormai ci siamo: dal prossimo fine settimana inizia la più importante fiera vinicola italiana, il Vinitaly, e i due saloni di vini naturali fuori Verona: Villa Favorita di VinNatur e Cerea di ViniVeri.

Saranno giorni ricchi di profumi e chiacchere, degustazioni ed incontri tra persone di tutto il mondo, imperdibile per operatori ed appassionati di vino.

Quasi tutti i nostri vignaioli aderiscono a VinNatur, che aprirà le porte di Villa Favorita sabato 9 aprile e continuerà per tutta domenica 10 e lunedi 11: presenti 150 produttori europei.

Abbiamo pensato di rendervi la vita più facile creando una mappa apposita per chiunque voglia facilmente districarsi tra i grovigli di bicchieri e sentori, in modo da trovare facilmente i nostri vignaioli. Potete scaricarla da qui.

 

Ci saranno poi anche due produttori che saranno presenti al Vinitaly, ovvero Erbaluna dal Piemonte e Poderi Sanguineto dalla Toscana, le loro postazioni saranno le seguenti:

Erbaluna – Pad. 9  Stand D17- Piemonte

Poderi Sanguineto – Pad. 9 Toscana, area D12-D13- Consorzio del Vino Nobile

 

 

Siamo pronti e carichi! Non vediamo davvero l’ora!!

 

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VILLA FAVORITA 2016

11 Marzo 2016

Siamo ormai pronti al consueto appuntamento con la fiera più bella della Primavera! Poche parole servono a descrivere : 150 produttori da tutta Europa, 9-10-11 aprile: Villa Favorita 2016  by VinNatur, alla tredicesima edizione.

Buona parte dei nostri produttori presenteranno qui i loro vini e molte nuove annate verranno fatte assaggiare per la prima volta.

Lo slogan di quest’anno è il seguente:

 

Un evento unico nel suo genere, Villa Favorita offre un articolato percorso di degustazione per approfondire o iniziare a conoscere i vini naturali: è la più importante manifestazione di vini naturali in Europa. Riunisce viticoltori europei che hanno il comune obiettivo di condividere le tecniche e le esperienze per produrre vino in maniera naturale, sia in vigna che in cantina, e di divulgare la cultura del “terroir”. Ogni visitatore potrà incontrare e conoscere i produttori stessi, nonchè acquistare direttamente dagli stessi il vino in degustazione. La manifestazione Villa Favorita nasce, quindi, come risultato naturale del crescente impegno per la diffusione di una nuova cultura del vino!

 

Ma Villa Favorita non è solamente vino, è anche luogo di condivisione di buono e sano cibo, incontri e chiacchere, godersi il primo tiepido sole dopo l’inverno;

Quest’anno fuori nel prato retrostante la Villa, sarà allestita una struttura come punto ristoro dove ci si potrà prendere una pausa dalla degustazione.

 

A breve un nuovo post con nello specifico la mappa dei nostri produttori partecipanti!

 

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W le Donne!

8 Marzo 2016

Un augurio a tutte le donne e un ringraziamento a quelle di Arkè.

Innanzi tutto a mia moglie Erica che da anni mi segue tra vigne, cantine, fiere, ufficio, magazzino e serate: i suoi consigli, il suo naso, il suo aiuto e la sua passione hanno significato molto per me e per Arkè.

A mia madre, motore infaticabile della famiglia Maule, grande lavoratrice e riparo per i tanti maschietti che ha fatto e cresciuto, sostegno insostituibile per Angiolino da sempre, che ha avuto il coraggio di certe scelte anche grazie a lei.

Penso alle mie vignaiole, le prime per stima e caparbietà sono la piccola grande Dora e la sua compagna Patrizia di Podere Sanguineto e poi la contadina fiammiferaia, Cristiana Galasso di Feudo d’Ugni, che alle pendici della Maiella, da sola, porta avanti le sue vigne ed i suoi vini con grande passione.

C’è poi Nadia Verrua di Cascina Tavijn, che ha deciso di mettere un nome ed una faccia ai vini di casa sua: madre e vignaiola sognatrice. C’è Maria Teresa di Masseria Starnali, che ha fondato negli anni Sessanta l’azienda, aiutata oggi dal figlio, ma che ancora oggi con tutto il suo cuore la fa andare avanti. C’è la piccola ed elegante Nathalie Gaubicher che, nonostante la perdita tragica del marito Christian, ha continuato con caparbietà a curare le sue vigne e vinificarne i frutti.

 

Ci sono tutte le mogli e compagne che attivamente (o meno) partecipano alla vita delle rispettive azienda: Daniela, moglie di Franco Terpin, Fabiola e Maurizio di Casa Belfi, Giorgia e Sauro de Il Cavallino, Alessandra e Daniele Portinari, Sabina di Podere Il Santo, Maria Luisa di Borgatta, Giulia di Erbaluna … l’amica Luisa che ha “ospitato” Marino a Montalcino nella sua casa, Giovanna che ha ereditato Pacina ed ha “ospitato” Stefano, Francesca e Camillo Donati, Eva e Vanni di Cinque Campi. Le due gentilissime Isabelle borgognotte, quella di Cotes de la Moliere con i suoi Beaujolais e quella di Rouges Queues con il nobile Pinot Noir … e tutte quelle che ho dimenticato, le sorelle, le madri, le figlie …

 

Grazie a tutte, è un onore poter collaborare con voi e portarvi in giro, attraverso i vostri vini, per l’Italia e per l’Europa!

Rimanete così, forti e fiere. Siete bellissime!

 

 

 

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