Terrano è Farmacia

27 Marzo 2019

Il Terrano è Farmacia. Certamente sì!

Il Terrano è una religione, liquido corposo frutto della terra di origine, naturalmente ricco di proprietà organolettiche, tipiche dei vini con sapori molto marcati e densi. L’etimologia del nome probabilmente viene dal tedesco “ter” che significa “catrame” nome acquisito dal dominio austro-ungarico presente in epoche passate nella zona del Carso . In passato inoltre, veniva venduto in farmacia come cura per gli anemici e le puerpere: ricchissimo in ferro, polifenoli e antociani.

La terra rossa del Teran

È un vitigno speciale a bacca rossa  autoctono friulano, il Terano (come viene chiamato qui) ed è parte della frastagliata famiglia dei vari Refosco o Refosk. È un vitigno molto antico, la cui coltivazione era conosciuta già dai Greci che lo chiamavano Pictaton che ne apprezzavano le qualità nel vino e lo consideravano proveniente dall’Adriatico meridionale. Ma questa presunta origine non trova nessun riscontro e probabilmente si deve attribuire riferita più alle prime colonizzazioni elleniche in Italia ma non alla diffusione di questo vitigno. Infatti il vitigno si diffuse poi in Romagna con il nome di Cagnina. Un vino che spesso rimane in ombra rispetto ai suoi fratelli Malvasia Istriana e Vitovska, belli rotondi ed aromatici e di assoluta bellezza ma, a mio avviso è lui il vero protagonista. Difficile trovarne di cosí ben fatti come lo produce Tavčar: la sua interpretazione attuale, quella migliore, coniuga i tratti originali del varietale con un affinamento che ne smussi le eccessive durezze, arrotondi i tannini, senza usare troppo il legno, cosa che renderebbe il vino piuttosto caricaturale, eccolo che si dimostra energico, ben definito, in cui l’acidità nervosa del vitigno si fonde con note di cioccolato e prugna.

A Gorjansko, la Gorjanka

Pianta centenaria di Malvasia

Amo questa terra, mi ha sempre ispirato fascino e maestosità.

Sto parlando sempre del Carso, in Slovenia, il quale determina la discontinuità tra la pianura veneto-friulana ed i Balcani. Qui, l’agricoltura e con essa la viticoltura sono sempre state vissute ed interpretate nel segno della sussistenza: riuscire a trarre ortaggi, verdure e vino da un terreno difficile, che soggiace a degli agenti atmosferici così estremi quali la Bora (il vento gelido di provenienza russa) e le torride estati, è veramente ragguardevole.

Un po’ di eroismo, quindi, i viticoltori carsici lo hanno e lo fanno trapelare nei loro stessi vini: in essi risiedono le capacità di essere diretti, privi di orpelli, franchi con se stessi per esserlo poi con gli altri.

In questo solco tracciato nella terra rossa carsica, troviamo Marko Tavcâr, Vini Pietra. Prima di tutto un amico, convinto che la monocultura (anche in ambito vinicolo) impoverisca il territorio. Il vino non è rilevante se non contestualizzato nell’ambiente in cui l’uomo vive, rispettando la biodiversità di cui la terra rimane il solo ambasciatore. E questo ambiente si chiama Kras, il Carso, che è più argilloso rispetto a quello italiano.

Marko dispone di un grande cuore onesto, di occhi svegli per seguire l’eleganza della natura e non spreca mai una parola. E tutto questo lo ritroviamo nei suoi vini: Vitovska, Malvazijia e Teran. Che siano rossi o bianchi, riserve o meno, tutti trasmettono verticalità, sapidità (con note iodate incredibili), eleganza e corpo. La sua attività vinicola è paragonabile al kyudo (disciplina giapponese del tiro con l’arco): lui passa il tempo a cercare la perfetta traducibilità della sua terra nei suoi vini e lo fa senza concedersi tregua o inventandosi scuse. Se non gli piace, non presenta il vino!

Dimora a Kreplje (il cui etimo, in sloveno, rimanda alla pietra), vicino a Dutovilje – Slovenia – con boschi di latifoglie e conifere che interrompono doline e piccole piane pietrose. Dispone di due ettari propri, ubicati tra Kreplje, Dutovlje e Gorjiansko, e di circa un altro ettaro in affitto.

Krepljie è vocata per i bianchi: 60 cm di terra e subito affiora la roccia calcarea – la “pokarbonata”- in cui si incuneano le radici di Vitovska e Malvasia. Il Terrano, invece, che abbisogna di molta terra e di argille, prolifica a due km circa di distanza.

Non c’è spazio per la tecnologia nella sua “enosophia” bensì solo una modesta quantità di solforosa, solo al bisogno.

Ecco a voi la nostra nuova azienda, appena arrivata in famiglia Arkè! Marko Tavčar Vini Pietra.

Marko nella sua cantina

La vigna in inverno durante la nostra visita

La Cantina

 

I

VINNATUR 2019

18 Marzo 2019

 

 

Ci siamo.

Evento unico nel suo genere, la degustazione con D maiuscola. Tra le più importanti nel campo del vino naturale: Vinnatur 2019, che quest’anno cambia sede e ci vedrà protagonisti per la nostra sedicesima edizione nel Show-room Margraf a Gambellara, provincia di Vicenza, il 6-7-8 aprile 2019.

Qui potete vedere la sua posizione con il link di Google Maps davvero molto comoda.

 

MAGRAF GAMBELLARA – fotografo: Davide Faedo

 

“Divulgare il vino in maniera naturale”: questo è il pensiero di 180 produttori  di vino provenienti da Francia, Italia, Slovenia, Austria, per raccontarsi e insegnare il loro personale concetto di etica e natura: riscoprire il ” terroir”.

 

Arkè sarà presente con i suoi vignaioli, che saranno in queste postazioni:

  • Domaine Geschickt -F8-
  • Dom. de Courbissac – F8 –
  • Champagne Lefevre – F7
  • Overnoy -F7 –
  • Natalie Gaubicher -F7 –
  • Marko Tavčar Pietra – F7 –
  • reyter – D8 –
  • Masseria Starnali – D8-
  • Cinque Campi – F8-
  • Camillo Donati – E 7 –
  • Franco e Daniela Terpin – C7 –
  • Riccardi- Reale – E7 –
  • Cascina Borgatta – C7 –
  • Olek Bondonio – D7 –
  • Valli Unite – E7 –
  • Natalino e Mina Del Prete – F8 –
  • Meigamma – D7 –
  • Lamoresca – E8 –
  • Vini Scirto – E8 –
  • Pacina – E8 –
  • Santa Maria – D8 –
  • Casa Belfi -E7 –
  • Il Cavallino – D7 –
  • Il Moralizzatore -E8 –
  • La Biancara – D8 –
  • Terre di Pietra – D7 –

 

Eccovi la mappa per trovarci duranti il Tasting, davvero molto comodi e tutti vicini quest’anno 🙂 !

 

 

Un’occasione unica per incontrare personalmente i produttori, con cui condividere pensieri, storie di vita e cantina e, poter vivere le loro emozioni assaggiando i loro vini.  L’associazione VinNatur, nata nel 2006, riunisce viticoltori europei che hanno il comune obiettivo di condividere le tecniche e le esperienze messe in campo per produrre vino in maniera naturale, sia in vigna che in cantina, e la manifestazione rende fruibili per tutti, con l’impegno per la diffusione di una nuova cultura del vino, un’evento che permette all’Associazione VinNatur di vivere queste idee.

“Dopo il forfait di Villa Favorita, chiusa per lavori di restauro, ci siamo messi alla ricerca di un nuovo spazio che facesse al caso nostro – dichiara Daniele Piccinin, vice Presidente di VinNatur – Volevamo restare in zona, perchè qui è la nostra sede e qui è nata l’associazione, ma volevamo anche trovare un luogo che fosse abbastanza grande per permetterci di dare la possibilità di partecipare a tutti i nostri soci. Abbiamo scelto uno spazio facilmente raggiungibile e con un ampio parcheggio a disposizione dei visitatori, il che renderà più agevole tutta la logistica, anche gli acquisti. Siamo convinti che siano le persone a rendere speciali un luogo e un appuntamento e quindi siamo certi che anche quest’anno vivremo un’edizione indimenticabile”.

 

La nuova locandina è la vincitrice del concorso Immagina il tuo VinNatur Tasting 2019, indetto da VinNatur in collaborazione con Illustratore Italiano, sul tema dei vini naturali e della viticoltura consapevole e rispettosa della natura. L’immagine è stata selezionata tra 80 illustrazioni e rappresenta secondo l’autrice Giulia Perin originaria di Vicenza, il “il prendersi del tempo per stare assieme, sia nel rapporto tra il contadino e l’uva, ma anche tra le persone che condividono il piacere di un bel bicchiere di vino nella lentezza di uno spazio tempo ovattato”.

 

Per altre informazioni potete consultare il sito ufficiale di Vinnatur oppure mandare una mail a info@vinnatur.org

 

Vi aspettiamo!

 

 

 

 

 

Domenica 10 marzo saremo presenti nella costa romagnola assieme ad alcuni nostri produttori di Arkè per far conoscere e sensibilizzare il pubblico con i nostri ” vini splendidamente selvaggi”. Vino in ogni caso, il primo importantissimo ( ma non scontato) focus: perchè di quello stiamo parlando! che poi si tratti di vino biologico, naturale o biodinamico quello è valore aggiunto.

Le aziende partecipanti di Arkè saranno:

ed inoltre avremmo un banco esclusivo dove potrete assaggiare i vini con lo staff Arkè i produttori che non potranno essere presenti di persona con :

 

La degustazione, vendita e workshop è organizzata presso il mercato coperto di Cesena, spazio antico dove le persone si sono sempre riunite per trovare gusti autentici e riscoprire antiche tradizione, cosa che ci riguarda direttamente.

 

Una bellissima opportunità che ci vede ancora una volta uniti, e pronti armati di calici, cavatappi e chiacchere, domenica 10 marzo dalle ore 11.00 alle 19.00.

Durante l’evento si svolgerà alle ore 15 un workshop (su prenotazione ) curato da Francesco Falcone dal titolo “Il ruolo del vino naturale”:

“I vini naturali hanno il sapore delle uve da cui sono fatti e del luogo dove sono cresciute. Il successo e l’evoluzione del vino naturale, in Italia e ovunque nel mondo, ci insegna che è possibile tornare un po’ indietro, quando la biodiversità era un valore importante. Negli ultimi dieci anni il miraggio di pochi è diventato un’oasi sempre più tangibile, che tanti appassionati amano frequentare. Il vino naturale, quando ben concepito, è bello, buono, vero, prezioso e ci dice tanto del futuro. Ci dice che se si potranno valorizzare i terroir e le denominazioni d’origine, allora si potranno custodire, in equilibri sempre nuovi, le risorse umane e ambientali dei luoghi d’origine. Il vino naturale, quello buono, è un inno alla creatività, all’energia e al sapore”.

Le nostre tematiche sono condivise e raccontate ancora una volta.

Finita la fiera, alla sera vi vogliamo segnalare un’altro incontro speciale all’insegna del buon vino e del buon cibo, presso Casa Artusi Ristorante , con una cena assieme a La Biancara VS Valli Unite per raccontare il loro modo, l’impegno in vigna ed in cantina, degustando assieme ad un menù dedicato molte specialità tipiche abbinati ai loro vini.

Fatti da uve a bacca bianca di fascino e intensità senza eguali: la Garganega e il Timorasso: sanno creare vini caparbi e opulenti, che difficilmente scivolano via senza traccia in bocca, ma che amano farsi ricordare e che parlano a voce alta del loro territorio di provenienza. Io amo definirli vini bianchi con il cappotto dei vini rossi, e siamo certi che ne conseguirà una bella sfida!

Ecco a voi la locandina della serata:

A cena con i Produttori Valli Unite & La Biancara

Vi attendiamo numerosi, sú dai che la Primavera e’ alle porte!!

Per altre informazioni potete consultare la pagina Facebook dedicata oppure scrivere una mail a d.venturi@dolce-vite.com.

Il nostro Catalogo da molti anni dedica la parte finale ad una rubrica che noi chiamiamo ” Gli amici di arké ” per il valore intrinseco che ci lega ad ognuno di loro, un mix tra stima ed amicizia, vero motore capace di creare connubi magici.

Quest’anno abbiamo deciso di chiedere a 6 Chef italiani quale fosse il loro vino preferito e quale piatto della loro cucina ci avrebbero abbinato, ed abbiamo scoperto che a parlare sono sempre i ricordi e le emozioni.

Loro sono Chef con la C maiuscola che hanno scelto di collaborare felicemente ed attivamente con il mondo del vino naturale, e ne traggono moltissimi benefici, in quanto la realtà è più semplice di quanto si immagini, il vino buono (fatto come si deve) si sposa ed esalta ulteriormente la buona cucina. Punto. Nient’altro da aggiungere.

 

Oggi siamo a Venezia. La bellissima e magica Venezia, lui è Andrea Lorenzon, giovane ed intraprendente e pure “figlio d’arte” ( il papà è il mitologico Oste Mauro Lorenzon dell’Enoiteca La Mascareta). Amante del vino naturale all’ennesima potenza, sa cogliere ed esaltare quello che c’è di speciale nel vino e ne diviene veicolo comunicativo per tutte le persone che lo vanno a trovare a CoVino.

 

Ecco il piatto ed il vino che ha scelto di raccontare tramite Arké.

 

 

Il piatto scelto da Andrea da bere assieme al Vespaio’

 

“Abbiamo scelto di bere il Vespaiò dell’azienda agricola Il Moralizzatore per l’amicizia e l’amore che ci legano a Chicco ed Andrea. Giochiamo con un vino veneto da vitigno autoctono vicentino: la Vespaiola. Ci è sembrato interessante l’abbinamento con un nostro piatto tradizionale ma non banale: il saor che viene dedicato alle verdure di stagione e al pesce del mercato di Rialto. un piatto che mantiene sempre la stessa preparazione, marinatura con cipolla in agrodolce, uvetta sultanina e pinoli, servito con polenta biancoperla. Cambiando la stagionalità cambiano anche gli ingredientiche decidiamo di marinare. L’abbinamento gioca sulla regione Veneto, ma anche la bollicina “birichina” andrà a sgrassare la sensazione agrodolce del piatto. Io sono Andrea, condivido con voi la passione peril vino, mi ha trasmette gioia di proporre vini naturali che si legano alla forza dei produttori, ai territorie alla digeribilità! In cucina Michele Conforti dalla scuola Alma, da valorizzare lo spirito del TEAM: Anna (braccio destro) Giuseppe (braccio sinistro) Andrew in sala e vini; i quali danno amore e passione ogni giorno.

IL VINO: Vespaiò 2017  de Il Moralizzatore.

 

 

Vino bianco naturalmente rifermentato in bottiglia. Prodotto da uve 60% Vespaiola, 40% Tai bianco, raccolto e diraspato a mano con l’aiuto di piccole reti metalliche, rimane a contatto con la buccia per 6 ore e poi pressato e fatto affinare in botti di acciaio. Rifermentazione con il proprio mosto vitale. Vino beverino e interessante, ottimo sia da aperitivo che da tutto pasto.”

 

 

 

Francesco ed Andrea che mostrano la “madre” del recioto 2004 de La Biancara. Andrebbe dedicato un’intero articolo sul metodo di servizio che usa Andrea. Un Maestro!

 

 

VINNATUR ROMA 2019

8 Febbraio 2019

 

 

Prontissimi con gli anticipi della (finalmente!) ormai prossima primavera, iniziano gli incontri con i nostri cari vignaioli!

Vinnatur Roma il 23 e 24 febbraio 2019 ospiterà 90 produttori di vino naturale tra Italia, Francia e Slovenia.

 

Per noi una fiera importante, che darà la possibilità di avere in degustazione ben i vini di ben 18 vignaioli:

Quattro aziende francesi, saranno presenti Isabelle e Jean di Rouges Queues, le altre aziende le presenteremo personalmente:

14 vignaioli italiani:

 

 

Appuntamento a Officine Farneto, dove VinNatur ha organizzato durante i due giorni anche due importanti convegni.

La sostenibilità ambientale alla base della viticoltura del futuro. Sabato 23 febbraio alle ore 16.00

Si parlerà di sostenibilità ambientale, che è sempre più oggetto di discussione nel mondo del vino, di come ridurre l’impatto sull’ambiente e sull’uomo per ricordare a tutti che produrre vino naturale non è solo un fatto di moda ma è una scelta di vita e di etica personale!

 

Tutto diviene importante quando si parla di rispetto per la natura e per la nostra salute come ad esempio il numero di passaggi con trattori e ridurre o eliminare lo zolfo ed il rame dalla viticoltura, durante il convegno parleranno

  • Ruggero Mazzilli, agronomo piemontese, specializzato in viticoltura, che fin dagli anni ottanta si è impegnato per diffondere la cultura del biologico, fondatore nel 2007 della Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile.

 

 

 

  • dottoressa Patrizia Gentilini, oncologo ed ematologo, membro di Isde Italia – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente – impegnata da oltre quindici anni a promuovere la riduzione dell’esposizione delle popolazioni alle sostanze tossiche e cancerogene.

 

  • Angiolino Maule, presidente associazione VinNatur e produttore di vino veneto.

 

 

 

 

 

Sandro Sangiorgi. I vini inconsueti. Domenica 24 febbraio, ore 14.00.

Il carismatico giornalista e scrittore romano condurrà una degustazione di “vini inconsueti.” Riservata ad un massimo di 40 persone, il prezzo è 30€ e include l’ingresso all’evento.

 

 

 

Sarà certamente un tasting interessante ed interattivo e Angiolino Maule ci ha commentato così :

“Gli ultimi anni sono stati molto importanti per noi, di grande crescita, sia in termini di presa di coscienza del ruolo dell’associazione che in numero di associati, a partire dalla grande svolta dell’approvazione del nostro disciplinare di produzione che mettiamo meticolosamentre in atto con la continua sperimentazione in vigneto – continua Maule – che ci permette di fare sempre più chiarezza sul mondo dei vini naturali e di dare nuove garanzie al consumatore. Dopo una prima esperienza positiva due anni fa abbiamo pensato che era arrivato il momento di tornare nella Capitale per far scoprire direttamente ai nostri estimatori a che punto siamo arrivati con i vini naturali”.

 

Il vino naturale ha molto da insegnare e da raccontare, come un maestro di vita.

 

 

 

 

Vi attendiamo numerosi!

 

Per altre informazioni consultate il sito di Vinnatur e prenotate la vostra visita!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel nostro nuovo Catalogo 2019, come vi abbiamo raccontato, abbiamo deciso di dare una svolta punk rock al modo di raccontare e parlare di vino, perchè alla fine di quello si parla.
Vino da bere, vino da vivere, vino da condividere e vino che ha già fatto la sua parte di storia e ne farà certamente ancora, sia di strada che di storia.
Eccovi allora il testo scritto dal nostro caro Gianpaolo Giacobbo, lui che di vino ne ha vissuto, dagli esordi del movimento ad oggi e continua orgogliosamente e passionalmente a farne parte…

Team Arkè

Parlare di storia del vino naturale significa raccontare la genesi del vino fin dalla sua prima  apparizione sulla terra, probabilmente ai tempi di Noè. Per secoli il viticoltore utilizzava strumenti di produzione e affinamento rudimentali, spesso in condizioni sanitarie non facili. La produzione del vino era strettamente legata ai ritmi scanditi dalla natura secondo il muoversi delle stagioni.

Con l’avvento e lo sviluppo dell’enologia nei  primi del Novecento il vino diventa più stabile, aumentando sensibilmente la sua franchezza e longevità. L’enologia soprattutto ha garantito al vino la possibilità di uscire dai confini territoriali per potersi affrancare anche sui mercati più lontani.

Sicuramente, in quei tempi, le attenzioni degli enologi erano indirizzate a realtà con capacità produttiva ampia come consorzi e cantine sociali. Il piccolo vignaiolo rimaneva ancorato ad un’idea di vino più antico, prodotto come si era sempre fatto e destinato al consumo interno o alle osterie locali.

 

Con il passare degli anni però, anche il vignaiolo inizia a pensare ad una sua identità trasformandosi sia in termini di prodotto che di obiettivi, aggiungendo alla sua azienda agricola l’idea di uno sviluppo commerciale.

Inizia così l’approccio più enologico anche da parte delle realtà più piccole per vedere i propri vini più puliti e stabili, e capaci di muoversi tranquillamente fuori dai confini locali. Qualcosa però scappa di mano e verso la metà degli anni Ottanta ci si accorge che questa idea di spogliare il vino del suo aspetto più rustico ha sorpassato il confine dell’identità.

È proprio in questo momento che in Italia qualche produttore inizia a pensare che le proprie vigne e i propri vini avessero cambiato fisionomia a tal punto di diventare irriconoscibili. Tra i primi senza dubbio Josko Gravner il quale capisce,dopo un viaggio negli Stati Uniti, cosa non doveva più fare e dopo qualche anno un viaggio in Georgia, dove invece il mondo del vino era rimasto ai tempi più antichi, capisce quel che deve fare.

In questo viaggio tra presente e futuro nasce l’idea  di ritornare ad un mondo del vino più credibile ed autentico tenendo fede però a quanto di buono la conoscenza aveva portato fino a quel momento. Una sfida enorme. A quel punto avrebbe avuto inizio un cambio di rotta epocale per il vino. A seguire Josko Gravner su quella linea di confine tra Italia e Slovenia, furono Stanko Radikon, Nico Bensa, successivamente Dario Princic e Walter Mlecnick e, dalle colline di Gambellara, un giovane Angiolino Maule.

Certamente a macchia di leopardo l’Italia ha avuto, prima di loro, figure illuminate che combattevano contro i mulini a vento. Persone che nel loro territorio facevano molto ma non riuscivano ad emergere e a far un gruppo critico solido. Giusto per citarne alcuni: Lino Maga,famoso per le sue lotte per rivendicare l’unicità della collina del Barbacarlo, oppure il Cav. Lorenzo Accomasso a La Morra, il Jazzista Pino Ratto ed il suo Dolcetto di Ovada, fino ad approdare al biodinamico Stefano Bellotti.

Pino Ratto

 

In realtà “i quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo” erano coinvolti in un’impresa quasi utopistica che aveva come obiettivo rendere il vignaiolo un’interprete autentico e riconoscibile del mondo del vino. Inizia così una sorta di gara “a togliere”. Il gruppo rivoluzionario si ritrova periodicamente portando i frutti delle proprie sperimentazioni. Campioni ottenuti da vini con fermentazioni spontanee, rinunciando quindi ai lieviti selezionati e ai suoi attivanti, senza filtrazioni quindi tornando ai travasi, senza stabilizzanti di vario tipo fino ad approdare all’ambizioso obiettivo di rinunciare totalmente all’anidride solforosa che sembrava un obiettivo impossibile da raggiungere.

Questo percorso porta sul mercato, in prima battuta, vini estremi, spesso con sentori di riduzione piuttosto evidenti, ossidati, insomma per nulla convincenti se visti in superficie, ma rappresentavano una sorte di richiamo, un urlo disperato, una necessità di cambiamento.

C’era, in quella apparente follia, qualcosa di interessante, in qualche modo si intravedeva nel maremagnum di questi vini “strani” una luce di speranza.

Quei vini in realtà, evidenziavano qualcosa di intrigante, riappariva un’idea di vino più completo e tutto da indagare. Anche la stampa se ne accorge,in particolare la rivista indipendente Porthos con Sandro Sangiorgi al timone e la sua Ciurma.

Un gruppo di militanti di una comunicazione indipendente del vino, armati fino ai denti di taccuini e macchine fotografiche, si sparpagliano per le vigne d’Italia per documentare questo momento importante di trasformazione.

Al piccolo nucleo iniziale di produttori reazionari si uniscono ben presto altri vignaioli sparsi qui e lì lungo lo stivale. Un nutrito gruppo arriva dalla parte friulana, una nuova generazione di produttori convinti, folli ed “incazzati” convinti che questa poteva essere la strada giusta da percorrere.

Arriva poi il fronte veneto, quello emiliano con i rifermentati, i piemontesi aderiscono convinti e poi i toscani, gli umbri, fino ai siciliani. Dopo i tristi eventi del metanolo inizia in Italia un secondo rinascimento del vino, una nuova era, dopo il Punk la New Wave.

 

Nasce così la prima associazione di produttori di vini naturali che si chiamò in maniera un po’ arrogante “Vini Veri” per prendere provocatoriamente le distanze da chi rimaneva legato ad un’enologia classica.

In questo modo ci si prendeva il rischio di proporre vini che potessero anche non piacere, ma che rispondevano al proprio territorio di appartenenza, ai propri vitigni e alla filosofia di chi lo produceva. Non si trattava di essere migliori o peggiori ma era necessario specificare che i vini di questi produttori volevano arrivare alla terra e alla vera identità dei propri luoghi evitando le scorciatoie fino a quel momento proposte sia in agricoltura che in enologia. Prendono coscienza del reale valore del suolo e che si rende necessario un approccio più rispettoso.

Inizia un colloquio e rispetto tra produttore e la madre terra. L’uomo non è un animale sociale, si sa. Dopo qualche anno, l’associazione “Vini Veri” si scinde in Vini Veri da una parte capitanati da Teobaldo Cappellano, che troppo presto ci lascia ma che viene sostituito da Paolo Bea, e “VinNatur” con Angiolino Maule al comando.

Da questo momento in poi si creano altre associazioni di varia natura tutte alla ricerca di un orgoglio contadino.

 

Lou Reed, Mick Jagger e David Bowie; storia del rock e calici di vino

 

Oggi anche le grandi aziende parlano di biologico o di sostenibile, i vini naturali sono a pieno titolo nelle carte vini dei migliori ristoranti d’Italia e anche nel mondo la parola “organic” aggiunta a “wine” ha un valore unico e rassicurante.

C’è ancora molto da lavorare, soprattutto sulle patologie in campagna, ma diciamo che il sogno degli amici del bar è diventata una realtà solida.

Da quel gruppo di rivoluzionari sognatori oggi nasce e si sviluppa, un movimento che coinvolge ogni angolo del pianeta. Forse in quel momento nessuno se ne rendeva conto ma stava accadendo quello che la scena musicale newyorkese aveva vissuto vent’anni prima con Lou Reed e i Velvet Underground.

Loro non lo sapevano ma erano i Velvet… “

 

testo by Gianpaolo Giacobbo

NOT – Rassegna dei vini franchi

Palermo, il 12, 13 e 14 Gennaio, presso i Cantieri culturali alla Zisa.

 

Con grande piacere torniamo in Sicilia, per la prima edizione di una fiera dedicata ai vini naturali e di territorio che da subito ci ha affascinato per il calibro degli ospiti invitati che parleranno ai numerosi convegni e seminari che sono stati organizzati: tra gli altri Nicolas Joly, Sandro Sangiorgi, Giampaolo Gravina, Fabio Rizzari, Gae Saccoccio e Davide Longoni.

Per noi sarà la prima fiera del 2019 e vedrà la partecipazione di queste nostre aziende:

Il motto della fiera è  “Do Not Modify, Do Not Interfere”  e racconta come il vino possa rappresentare il modo più etico e preciso per stare al mondo, si parlerà di biodinamica e naturalità  e saranno coivolti sia enoteche che ristoranti per una grande festa in tutta la città e la provincia con gli appuntamenti NOT OFF: cene, aperitivi, degustazioni presso ristoranti, pizzerie ed enoteche sul tema vino naturale con i vignaioli, al fine di avvicinare i consumatori ad una tipologia di vino che appassiona sempre più.

Per consultare il programma completo cliccate qui.

 

Ci vediamo nell’isola piû bella che c’è pronti a degustare e parlare con tutti voi!

 

 

 

 

 

 

Novembre, mese di fiere!

26 Ottobre 2018

 

 

Dopo la vendemmia, puntuali come sempre eccovi i saloni autunnali di degustazione che ospiteranno molti dei nostri vignaioli, così da poter assaggiare le novità e poterci parlare da vicino.

 

 

Vini di Vignaioli a Fornovo di Taro, oramai diventata un’istituzione famosa nel mondo delle fiere di vino naturale italiano e francese, e che quest’anno festeggia la XVII edizione.

Appuntamento il 3, 4, 5 novembre 2018 per questo salone onesto ed altamente frequentato, che vedranno ospiti molti dei produttori di Arké:

 

Scendendo poi verso il centro Italia (finalmente dirà qualcuno), eccoci a Pescara al salone di Viva la Vite!Artigiani del vino: un’opportunità di degustare vini tutta improntata sul mondo del naturale; situata in una bellissima location, nel salone di ex-Aurum, una villa di antiche origini, ci sarà questa fiera-mercato, grazie alla quale saranno permessi sia la degustazione e la conoscenza dei produttori, sia la possibilità di portare  a casa qualche bottiglia di cui ci si è innamorati.

La fiera è domenica 11 e lunedì 12 novembre, per maggiori informazioni qui potete vedere il programma.

Eccovi l’elenco dei produttori di Arké che potrete trovare in degustazione:

 

 

Ed infine altro appuntamento con i nostri produttori sarà il Back To Wine a Faenza il 18 e 19 novembre, dove troverete come protagonisti sempre loro, i produttori di vino! Una bella fiera intensa e ben organizzata dove Arké sarà ben rappresentata dai nostri cari colleghi veneti Casa Belfi e Terre di Pietra.

 

Vi lasciamo questo video che vi racconta lo spiriti di questa degustazione :

 

 

Vi aspettiamo!

 

 

 

 

La Vespaiola è un’uva autoctona che cresce nell’areale di Breganze su terreno vulcanico. Un vino non molto conosciuto al di fuori dei confini locali, strettamente legato all’idea dell’abbinamento con l’asparago bianco di Bassano Dop non è mai riuscito a sdoganarsi rimanendo così intrappolato su se stesso. L’interpretazione del Vespaiola spesso non è molto chiara ma dal momento che è capace di dare vita a quel grande capolavoro che è il Torcolato sicuramente nel mezzo c’è qualcosa da scoprire. Il Vespaiolo è un vino salino, verticale, di spiccata acidità tanto da rappresentare anche un’interessante base spumante ma è nella versione ferma che sembra essere ancora alla ricerca di un’identità definita.

Gli amici del Moralizzatore che coltivano le loro vigne nel Breganzese, hanno dato una loro interpretazione d’ispirazione antica del Vespaiolo, producendolo rifermentato sui lieviti, il “Vespaiò” e fermo, la nuova uscita, la “Brespa”.

Il Vespaiò viene ottenuto da rifermentazione di Vespaiolo, imbottigliato con la luna di aprile rifermenta in bottiglia e rimane sui suoi lieviti fino ad apertura della bottiglia. Il risultato è un vino frizzante di grande freschezza e piacevolezza, sapido lievemente aromatico, vino dalla bevuta lunga. Non ha solforosa aggiunta e non è filtrato, forse non proprio bello da vedere ma godibilissimo un po’ come chi lo fa .

Andrea e Enrico de Il Moralizzatore

La Brespa è l’ultima nata in casa Il Moralizzatore, un progetto che ha visto i suoi esordi già agli inizi dell’avventura di Andrea ed Enrico ma che aveva bisogno di essere metabolizzato, pensato bene perché non poteva essere banale. Una macerazione sulle bucce per due giorni contribuisce a portare a casa il nobile patrimonio aromatico della Vespaiola e un po’ di polpa. Il vino è gustoso, piacevolmente carezzevole al palato che sembra non essere mai sazio. Un vino sicuramente in controtendenza a quanto proposto da quelle parti tuttavia dotato di grande personalità tanto da sapersi muovere molto bene nell’anarchia.

                                                                                                    Testo di Giampaolo Giacobbo

Gianpaolo Giacobbo

“Terre di Pietra

Mani di piuma

cuore di speranza

voci di silenzio e parole di sogno…

Terre di Pietra continueremo a sentire sotto i nostri piedi…

Laura cammina ancora con noi. “

Anna

Immersione nel mondo di Terre di Pietra, abbiamo organizzato una giornata per vivere  e conoscere da vicino, la nostra azienda veronese passeggiando tra le loro vigne, attraverso il Percorso del Cuore, una facile e bellissima passeggiata in mezzo alla natura e poi una piccola Mosca Cieca  di Arkè.

Terre di Pietra è a Marcellise, Verona e sono Cristiano, Anna, Alice e ovviamente Laura, sempre presente nel cuore.

Terre di Pietra nasce dalla volontà di Laura che nel 2005, a 25 anni, produce il suo primo vino, supportata dal marito Cristiano, e dal suocero, che le lascia un garage per le prime vinificazioni, a Torbe di Negrar.

Cristiano e Laura

Nel 2010 inizia la costruzione della cantina a Marcellise: ” c’è chi fa il mutuo per la casa, noi lo abbiamo fatto per la cantina e per inseguire il nostro sogno.” ci racconta Cristiano.
L’approccio ad una viticoltura il più possibile naturale viene per tradizione e cultura propria, per cui fin dall’inizio non vengono usati prodotti di sintesi, e  il primo vino a fermentazione spontanea esce nel 2011.

“Produrre vino naturale non è più facile, si devono mettere in conto molte cose, e non è vero che fare vino naturale significa non intervenire, anzi bisogna accompagnare la vigna, mano a mano, momento a momento” continua Cristiano.

I loro vigneti si trovano in due diverse zone: a Marcellise, nella zona nuova della Valpolicella, ad est di Verona, in una collina sui 250 metri s.l.m., dove ha sede anche la cantina. E a Torbe di Negrar, nella zona classica della Valpolicella, a nord di Verona, in collina alta, tra i 450 ed i 600 metri s.l.m..

Alice e Cristiano

I vitigni piantati sono chiaramente Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara con qualche filare di Croatina, un po’ di Garganega e Marselan: esperimento curioso ed insolito, vitigno francese frutto di un incrocio tra Grenache e Cabernet Sauvignon.

L’incontro è fissato per il prossimo 27 agosto 2018, in via Arcandola, 4 a San Martino B.A. ( Vr), sede dell’azienda Terre di Pietra e il programma sarà il seguente:

Ritrovo ore 9,30

– Ore 10 – 11 / Camminata in Vigna del Peste e percorso del cuore

– Ore 11,30 – 12,30 / Giro in cantina e degustazione di 4 nuove annate di Terre di Pietra:

  • Ellezero 2017
  • Cizero 2017
  • Piccola Peste 2017
  • Amarone Rosson 2013

– Ore 12,30 – 13,30 / Break con pranzo semplice abbinato al Peste 2015

– Ore 13,30 – 15,30 / Lezioncina di Gianpaolo Giacobbo su come “domare” il vino naturale, degustazione alla Mosca Cieca di 18 vini della selezione Arkè.

Grande opportunità, grandi personalità e grande cuore.

Non vediamo l’ora di vedervi.

Segui il cuore

 

La degustazione è riservata ad operatori del settore.
 QUI potete scaricare la locandina del nostro evento Mosca_Cieca_Terre (1)
Per altre info arke@vininaturali.it

 

 

 

Il Vermut di Barbara

20 Giugno 2018

le mani di Barbara

Prima di raccontarvi quale sia il Vermut di Barbara, voglio un pochino scendere nel profondo di questa bevanda, che ha davvero attraversato i millenni e porta con sè molta storia.

Si sente parlare di vino aromatizzato da quando si iniziò a produrre vino, primo fra tutti Ippocrate, il famoso medico greco del V secolo a.C. che faceva macerare nel vino corposo e ricco di zuccheri i fiori di artemisia absinthum e trasformandolo così in una bevanda tonificante e dal potere digestivo.

Ne troviamo tracce anche nell’Antica Roma , la quale importò la ricetta dalla Grecia, arricchindola con erbe tipiche mediterranee come ad esempio timo, rosmarino e foglie di mirto; durante il Medioevo, eccolo ancora presente, usato come vero e proprio rimedio farmacologico e fortificato (grazie alle nuove tecniche di distillazione) con alcool dove erano stati lasciati riposare cortecce e radici. Con la proliferazione dei traffici commerciali, ecco le spezie, importate dai Veneziani, principi indiscussi di tali beni, e fu così che si iniziò ad aggiungere cannella, chiodi di garofano,rabarbaro, china e cardamomo.

Questi vini detti anche “ippocratici” restano gli antenati del nostro caro Vermout, perchè per chiamarlo così dobbiamo attendere fino alla seconda metà del 1700 e spostarci in Piemonte, a Torino per vedere nascere il primo Vermout, per mano del leggendario Carpano, un giovane studioso di erboristeria.

Ed ora? ora pensate alla Sardegna. Al mare e al suo clima, alla sua terra così particolare e ricca di piante, erbe e fiori selvatici, cresciuti con tanto buon sole e accarezzati dalla salsedine.

Meigamma si trova a Villasimius, ci siamo stati in visita per una settimana, coccolati dai padroni di casa, Giuseppe e Barbara.

Lei, 4 anni fa mette in atto quello che da molto tempo sognava, tra le sue passeggiate in campagna tra vigne e la riva del mare, raccoglie le erbe e i fiori spontanei, così intesamente profumate e riesce ad utilizzarle, mettendole a macerare assieme al suo vino, corposo e alcoolico per natura propria.

Sceglie le uve nasco per il suo Vermut Bianco e il carignano per il Vermut Rosso.

Voglio sottolineare che prima di diventare Vermut, si deve fare un buon vino naturale, come Meigamma sa fare; vendemmia tardiva di 100% Nasco dove nel periodo che va da dicembre a maggio vengono messe a riposare erbe, radici e fiori sardi.

Barbara ci racconta che usa solo una piccola fortificazione per rendere il Vermut degno di tale nome, e sfrutta questa piccolissima percentuale di alcool per la macerazione delle bucce degli agrumi, i quali risultano più complessi da intrappolare come essenze: buccia di arancio e mandarino per il Vermut Rosso e buccia di limone per il Vermut Bianco

Si parte a dicembre: prima con le radici, per ovvie ragioni stagionali e si procede man mano ad aggiungere componenti, come radice di genziana, di tarassaco, di cicoria poi piano piano le foglie di mirto e quelle di assenzio, che costituisce una delle componenti più caratteristiche insieme all’artemisia, che qui cresce in quantità (la tipologia è l’artemisia arborescens), poi maggiorana sia foglie che fiori e camomilla! abbiamo visto distese immense di camomilla profumatissima! e ancora elicrisio, timo selvatico, rucola selvatica, mentuccia, finocchietto selvatico e un pochino anche di risimo (senape selvatica) per un tocco leggermente piccante e per ultimi, ma non per importanza, i fiori che la primavera porta con sè:  fiori di ginestra, fiori di cardo, e i pistilli di zafferano, che aggiungono un tocco di preziosità ed eleganza

La vigna di Meigamma e la camomilla

Le erbe usate vengono dapprima essicate, per facilitare il loro utilizzo, mentre i fiori vengono aggiunti freschi.

Ne esce il Vermout Bianco, potente e delicato allo stesso tempo ( come le belle donne!) inutile negare di quanto ne sia innamorata!

Barbara

Il Vermout Rosso è Carignano leggermente fortificato (1-2 gradi alcoolici), dove vengono messe a macerare le bucce di arancio e mandarino, buccia di melograno, radice di genziana, radice di liquirizia, artemisia, rosmarino (anche di questo ne ho visti cespugli molto grandi, che crescono fino alle dune della spiagge), lavanda, eucalipto, bacche di mirto, more selvatiche, bacche di rosa canina, il rosolaccio del papavero, lentisco, fiori di malva selvatica e fiori d’arancio.

Intensità, morbidezza e profumi per questo Vermut Rosso, e dopo la descrizione dettagliata delle componenti, si comprendono e si definiscono nella calice in modo coordinato e magico, come un’orchestra musicale.

I fiori all’interno della botte con il vino

Ho chiesto a Barbara di questa passione per le erbe: ” Le erbe fanno parte della mia vita da sempre. Mia nonna assieme a mio nonno, conducevano prima un lavoro diplomatico importante, molto serio e abitavano in città, a Mosca. Più tardi al momento della pensione, hanno finalmente realizzato un loro grande sogno, prendendo una casa in campagna, dove io da bambina trascorrevo molto tempo, soprattutto durante l’estate e il tempo libero; e li vidi mia nonna trasformarsi, basta tailleur e viso contratto, la vedevo vestita con le prime cose prese dall’armadio, felice a raccogliere frutta ed erbe selvatiche ed occuparsi dei propri animali. Io stessa tramando a mia figlia questa conoscenza, risolvendo i piccoli disagi quotidiani in modo naturale, aloe vera, propoli, tea tree… son cose che in casa mia non mancano mai.”

La sua passione trova terre fertile in Sardegna, le erbe son molte e spontanee e trascina anche Giuseppe nella creazione di questa avventura.

Barbara e Giuseppe

” Una delle mie prossime volontà è la costruzione di un essicatoio, per essicare le erbe che raccolgo” mi dice indicando una picccola rimessa a lato della cantina.

Siamo rimasti rapiti e innamorati da questa bellissima storia e realtà e, siamo felici di condividerla con voi, per sorsate di intesa Sardegna!

Giuseppe Pusceddu

Camomilla

Ginestra

fiori di cardo

La famiglia al lavoro

Foto del nostro fotografo Lorenzo Rui.

MOSCA CIECA IN SARDEGNA

30 Maggio 2018

 

Che belle le nostre Isole!

Martedì 5 Giugno alle 20:30 nella bottega SABORES  saremo presenti con una nuova mini-edizione della nostra degustazione MOSCA CIECA, in terra sarda dove saranno presenti i nostri produttori Giuseppe e Barbara Pusceddu di Meigamma

Alla mosca-cieca, chi non ci ha mai giocato?

Quello che faremo sarà un “gioco degustativo” ma anche un’importante momento di formazione, dove con preziose nozioni di esperienza, impareremo a raccontare i vini naturali, senza preconcetti che spesso si creano ad etichette o tipologia di vini – degustandoli per l’appunto alla cieca.

Bevitori, vignaioli, sommelier, agenti, enotecari, ristoratori, semplici amanti…ognuno con il proprio bagaglio di esperienze, insieme per un piccolo workshop dedicato al vino naturale.

La cena sarà anch’essa speciale e avremo il pane e i prodotti del maestro Stefano Pibi di PBread Natural Bakery le cui lievitazioni sono, per arte e filosofia, parenti delle fermentazioni che ci regalano i vini che amiamo.

5 vini – 3 piatti / tapas , partecipazione al workshop,
€ 25,00.
SOLO SU PRENOTAZIONE ALLO 070 653216
POSTI LIMITATI (25)

Orgogliosi e carichi come sempre vi aspettiamo!

Ombra delle Mura 2018

19 Aprile 2018

 

Nella lista degli eventi da non perdere c’è certamente Ombra delle Mura 2018, sedicesima edizione, organizzata da due due nostri cari amici e, tra l’altro collaboratori: Gianpaolo Giacobbo e Andrea Dalla Grana.

 

Il primo, Gianpaolo, lo conosciamo da molti anni ed è un nostro collaboratore nel mondo del vino naturale sia con Arkè, che Vinnatur, autore di articoli della storica rivista Porthos di Sandro Sangiorgi, con il blog Intravino, ed oggi con Slow Food e Slow Wine e anche con la Fivi. Fra le sue più grandi passioni oltre al buon vino e alla cucina di qualità, c’è la musica: Giampaolo è un rocker! Ha un suo blog personale aperto nel 2013 dove si racconta di vita e di vini, se vi va andatelo a leggere un po’!

Andrea… grande amico vignaiolo! Oltre a fare ottimi vini assieme al suo amico di sempre Enrico, nella loro azienda Il Moralizzatore, è un personaggio eclettico che si appassiona di ciò che fa fino al midollo: tra le sue passioni oltre al vino naturale c’è pure spazio per il Surf e i viaggi! Farmacista di professione, anche se lui non ama ricordarlo perchè preferisce di gran lunga stare in vigna e fare vino.

La location per l’edizione 2018 è la Villa Angaran San Giuseppe a Bassano del Grappa, ed i vignaioli che parteciperanno saranno circa una ventina più un rinomato distillatore ( chi indovina? ). Le aziende di Arkè che parteciperanno sono:

 

Ovviamente ci sarà del buon cibo per accompagnare la degustazione, dai cicchetti alla pizza e persino del cioccolato!

Per altre info visitate il loro sito : www.ombradellemura.it!

 

Vi aspettiamo numerosi! Calice alla mano pronto !

 

 

… E poi? Una volta usciti da Villa Favorita, dove possiamo andare a mangiare bene e bere ancora vino naturale?

Se doveste ancora aver voglia di continuare il vostro percorso “naturale” eccovi la nostra selezione di Osti con la O maiuscola, i nostri locali preferiti che ci sentiamo di raccomandarvi assolutamente, disseminate tra Verona, Vicenza e Padova:

 

 

La Vineria, selezione incredibile di vini, con possibilità di bere anche vini super, di annata o di grande prestigio, grazie ad una mescita tramite coravin, da accompagnare con affettati e cicchetti veramente di alta qualità!

Due realtà concomitanti, come fratello maggiore e fratello minore, con la stessa anima pulsante ovvero il giovane e talentuoso Chef Lorenzo Cogo. El Coq è un ristorante premiato una stella Michelin, tappa immancabile della visita nella città vicentina, e il Bistrot è invece una perfetta location per colazioni, break oppure cene più veloci.

Ristorante due stelle Michelin, un’impronta espressiva di altissimo livello culinario. Travolgente! Carta dei vini con oltre duemila etichette.

Ristorante con una stella Michelin dal 1992, a conduzione familiare, un nido di cordialità e gusto con ottime referenze e piatti indimenticabili.

Una vera pizzeria e trattoria a gestione famigliare, con ampie sale e moltissimi vini naturali, tutti al bicchiere! Faranno le pizze a Villa Favorita!

Pizzeria e Bistrot moderno ed elegante, oltre che pasticceria artigianale e panificio, in un’ambiente stimolante e con enorme selezione di vini naturali.

Ristorantino giovane e frizzante, con buona selezione vini e piatti interessanti.

Trattoria tipica vicentina con accurata selezione vini, attiva dal 1950, storia e classe senza eguali.

Selezione elevata per pranzi, cene, aperitivi e cocktail in una delle piazze più belle del centro di Padova. Serve dire altro?

Ristorante gestito tutto da bravi e capaci giovani, con ambiente vivace che propone una cucina semplice ed innovativa, legata alla tradizione ma sempre con nuove idee, fresche e pulite.

Simone Padoan è il Maestro indiscusso della pizza gourmet, nel suo locale il rigore per la qualità domina, anche nella carta vini, che da sempre propone vini naturali.

Bar storico in pieno centro, di fianco all’Arena: qualche stuzzichino, mescita di vini naturali e birre artigianali.

Locale rockeggiante appena fuori dal centro, cucina semplice con molte proposte vegetariane ed ampia mescita di vini naturali.

Pochi semplici piatti, scelta di affettati e formaggi di alta qualità, ampia mescita dedicata ai vini naturali.

Amore incondizionato per la buona cucina e ricerca espressiva e diretta per i buoni vini, un locale pieno di storia ed eleganza nel cuore di Verona.

Ristorante a pranzo e a cena con ricerca, salute, territorio, leggerezza, semplicità, passione. Molto da dire e da provare.

Locale aperto da un anno da un’abile barman che si è appassionato e ha imparato la sua arte nel Nord-Europa: cocktails superbi e selezione vini. Ottimo per terminare in bellezza!

 

Villa Favorita 2018 alle porte e noi abbiamo pensato di ampliare le opportunità di chiacchierare di vini e terroir direttamente con i vignaioli che li producono: abbiamo organizzato due micro fuori-salone serali, il 13 e 14 aprile, e vi suggeriamo di non lasciarveli scappare.

Venerdi 13 Aprile presso la Vineria Parolin a Vicenza per iniziare il prolifico week-end di vini naturali, saremo presenti per una serata assieme a due nostri produttori, Vini Scirto e Riccardi-Reale.

Per noi Vineria Parolin è un’istituzione del vino naturale nella città vicentina, un porto sicuro dove approdare, e poter trovare sempre ottimo vino, ottimo cibo e grande sapienza. Gestito da due fratelli che, in famiglia si sono sempre occupati di selezionare bevande e vino, qualche anno fa si son rimessi  in gioco come osti ed hanno fatto il botto!

La serata l’abbiamo cosi pensata: a partire dalle 18.00 aperitivo con Lorella e Piero di Cantine Riccardi-Reale e il loro Cesanese e i nostri nuovi produttori siciliani, Giuseppe e Valeria di Vini Scirto e il loro Nerello ed il loro bianco dell’Etna, e con abbinamenti culinari del territorio di rifermento.

Per prenotazioni e informazioni qui.

 

Sabato 14 Aprile a partire dalle 21.30 saremo presenti ad una magica serata nel cuore della città di Verona, presso il Ristorante Antica Torretta, con la collaborazione di un nostro amico Sommelier Enrico Murru, detto ” Il Cacciatore di Vini”, che assieme ad una dozzina di produttori italiani e francesi, degusteremo vini eccelsi e naturali accompagnati da ottimi cicchetti gastronomici creati dallo chef Olimpio Brunelli.

I produttori presenti di Arkè saranno:

 

Potete effettuare la vostra prenotazione alla serata anche online cliccando qui.

 

Siamo davvero Carichi e vi aspettiamo numerosi!

 

Erica e Francesco