Sarà per noi un onore avere come ospite per il Natural Wine Challenge l’affascinante personaggio che è Pierre Jancou.

Oste e ristoratore intraprendente e sempre alla ricerca di nuove avventure, da sempre sostiene con fierezza e convinzione i vignaioli naturali ed i loro vini.

I locali che ha aperto nel corso degli anni sono diventate vere e proprie icone per gli amanti dei vini naturali, noi siamo stati qualche volta suoi ospiti e, grazie forse anche al rispetto ed alla stima reciproca, siamo sempre stati divinamente!

Vediamo assieme chi è Pierre Jancou, di seguito una breve biografia ed un’intervista fatta per noi:

 

Svizzero, nato a Zurigo e cresciuto da bambino con una famiglia italiana originaria di Modena.

Nel 1988, a 18 anni, arriva a Parigi iniziando a fare tantissimi lavori nella ristorazione, tutto quello che si poteva. Nell’ 89 e fino al 91 lavora come barman al “Bain Douches” una discoteca mitica di quell’epoca.

Nel 92 apre il suo primo ristorante “La Bocca” trattoria italiana.

Nel 99 decide di intraprendere la strada della cucina, soprattutto perché nella sua testa ha sempre pensato che per gestire un ristorante sia fondamentale saper cucinare.

Si iscrive ad un corso di cucina italiana in Emilia. Qui lavora a fianco di Igles Corelli e Massimo Bottura, era il 2000. Durante il suo passaggio in Italia ha modo di scoprire autentiche chicche gastronomiche che a quel tempo non erano presenti a Parigi.

Nel 2001 torna a Parigi e apre in seguito: “La Crémerie”, “Racines”, “Vivant”, “Vivant cave”, “Heimat” e “Achille”.

In questo periodo crea il movimento “MorethanOrganic” http://morethanorganic.org/

 

Pierre è il primo a portare il concetto di neo-bistrot a Parigi. Pochi piatti, materie prime eccelse, informalità nel servizio e nella mise en place, ma soprattutto carte vino solo di vini naturali.

Oggi ha lasciato Parigi e ha aperto un ristorante, il “Café des Alpes” dove propone cucina rurale, senza o quasi ausilio di elettricità e tecnologia.

 

D – Visto le tue molteplici iniziative a livello imprenditoriale nel mondo della ristorazione, come riassumeresti i passaggi per creare un’impresa ristorativa di successo basata sul servizio dei vini naturali?

 

Come potrei risponderti.. la mia ricerca a Parigi e stata come un “brocanteur”, uno che cerca  delle chicche, dei posti con una storia, dimenticati o gestiti male e di ridare a questi posti

uno splendore e un anima.

“La Bocca” era una vecchia boulangerie splendida, la cremerie una latteria del 1880, “Racines” un vecchio “imprimeur” dentro un passaggio storico citato da Zola, il passage des panoramas,

Vivant e Vivant Cave dentro un’uccelleria del 1903 coperta di piastrelle uniche e bellissime, Heimat era dietro il Palais Royal, proprio lì dove è morto Molières, Achille in fine era un vecchio café che ho voluto far rimanere con il carattere dei café dei primi del 900.

Per me il luogo è importante, la storia del luogo è importante.

Ho sempre cercato di portare un nuovo stile di ristorazione. La mia idea era quella di portare l’alta cucina di ricerca in un ambiente bistrot.

Il menù scritto in lavagna, l’assenza di tovagliato, però le posate erano sempre di artigianato così come i bicchieri.

La lista vini esclusivamente naturale.

 

Dovete pensare che quando ho iniziato, nessuno dava importanza a queste cose. Sono stato il primo a portare la Berkel a Parigi, dove tagliavo il culatello e il lardo di Fausto, il guanciale di Berardi, i salumi Fracassi…

Poi c’erano il Parmigiano di Bonati e i pecorini di Gregorio. Per me la ricerca è una cosa fondamentale.

Non ho mai avuto soci o investitori, eccetto che per  Heimat, sempre da solo, uno dopo l’altro.

 

L’idea era quella di cercare luoghi bellissimi a basso prezzo, portando la mia filosofia di ristorazione e rilanciando il locale.

Quando il posto era partito e lanciato, allora cercavo altro per creare. La creazione per me è fondamentale, se non riesco a creare qualcosa di nuovo mi annoio.

Per diventare ristoratore, ci vuole tanto lavoro, ci vogliono idee originali, bisogna raccontare una storia, essere presenti, rispettare i clienti facendoli sentire come a casa e non per ultimo, scovare talenti sia in cucina che in sala.

 

D – Quali sono i compiti di un “oste” al giorno d’oggi?

 

R – Ti voglio rispondere in due parole; onesto e vero.

 

D – Uno dei problemi che spesso hanno i ristoratori in genere è quello di non avere uno staff altamente preparato. Secondo la tua esperienza come è possibile creare una squadra di sala che sia formata e preparata?

 

R – Lo staff di lavoro ti deve rispettare, e ti rispetta se sei un gran lavoratore prima di tutto. Poi bisogna saper creare passione in un ambiente familiare ma pur sempre di lavoro. Ho sempre cercato di spingere i miei collaboratori ad essere persone migliori e ricche di interesse, ma è fondamentale dare l’esempio.

 

D – Ritieni sia importante pensare ad un nuovo linguaggio nel mondo del vino? Potresti indicarci alcuni aggettivi che hai utilizzato durante la tua carriera professionale?

 

R – Mi piace più il termine vin vivant che vin naturel per esempio.

Mi sembra più chiaro. Nel vino naturale, così come nel vino convenzionale  c’è di tutto, buono e cattivo.

Io mi ritengo allievo della scuola Chauvet e Neauport, dunque un linguaggio diverso da quello classico, più libero, dove il linguaggio e gli aggettivi li crei tu cercando dentro di te, usando la tua sensibilità e la tua esperienza.

 

D – Vorremo che ci raccontassi come avviene il tuo approccio verso un cliente che è interessato a bere un bicchiere o ad acquistare una bottiglia?

 

R – Prima di tutto bisogna capire i gusti del cliente; che vini beve, cosa gli piace, cosa vorrebbe? Poi in base a questo proporgli qualcosa  che piace a lui e non solo a, questo è molto importante. Se vuoi far cambiare i gusti ai tuoi clienti bisogna farlo piano piano, con rispetto e cercando di creare un percorso che possa far aprire le persone.

 

D – Indicaci un tuo abbinamento che ha riscontro un enorme successo e uno che invece hai sempre pensato ma che non sei mai riuscito a proporre

 

R – Amo gli abbinamenti originali, non classici. Spaghetti ai ricci di mare con un Serraghia di Bini oppure degli gnocchi fatti in casa con all’amatriciana (guanciale Berardi) e pecorino abbinati ad un vecchio Gamay d’Auvergne di Patrick Bouju.

 

D – Ultima domanda, cosa e come si dovrebbe comunicare quando si consiglia un vino?

 

R – Bisogna fare passare  un messaggio, racconntare la storia del vino, della donna o del uomo che lo fa, come è vinificato, il suo terroir, la sua terra, è tutto una questione d’amore!

Le persone vogliono sognare e il vino li aiuta a viaggiare.

Quello che cerco in un vino è proprio questo, voglio sentire la sua energia.

 

Vorrei aggiungerti alcune mie considerazioni finali.

Per diventare ristoratore bisogna amare gli altri, bisogna amare dare, perché  ritengo che non si può ricevere nella vita senza dare.

Un gesto, una parola giusta, un bicchiere di vino.. ci sono tanti modi.

 

Per chi vuole lavorare nei vini naturali chiaramente è importante conoscere bene i distributori e assaggiare il più possibile ma è ancora più importante andare a conoscere i vigneron nelle loro terre e nelle loro cantine.

Bisogna lavorare con esperienza e assaggiare tanti vini per potere poi passare un messaggio, raccontare una storia e semplicemente far bene il proprio lavoro.

Il nostro dovere e di far cambiare le cose piano piano ognuno al suo livello.

Il cambiamento c’è, la coscienza per un mondo più giusto, più libero dalla chimica e anche la voglia di mangiare e bere con una tracciabilità. Ma la strada è ancora lunga e avremo ancora tanti anni per cambiare veramente le cose e combattere pacificamente per un mondo più sano.

 

Racines

 

 

Pierre è persona schietta e sincera. Le sue idee di ristorazione sono state lungimiranti e hanno apportato un cambiamento totale nella nuova generazione di ristoratori, all’inizio in Francia e poi in tutto il mondo.

Pierre Jancou rappresenta uno dei padri della generazione dei neo-bistrot.

Abbiamo voluto darvi l’occasione di conoscere, ascoltare e apprendere tutti gli ingranaggi che stanno dietro ad un idea di ristorazione.

 

Per farlo dovrete partecipare al prossimo Natural Wine Challenge 2019!

 

Come?

 

Prenotando il tuo biglietto qui:  www.eventbrite.it/e/the-natural-wine-challenge-tickets

 

I dettagli della giornata sul nostro precedente articolo: www.vininaturali.it/the-natural-wine-challenge-2019

 

 

Ci vediamo a Fidenza il 21 Gennaio!

 

 

 

 

 

 

Torna l’evento formativo organizzato con i colleghi di Vite!

The Natural Wine Challenge 2019

Lunedì 21 Gennaio dalle ore 10. Location:  Km90 a Fidenza

Relatori: Federico Giotto (enologo) e Pierre Jancou (ristoratore).

 

Si tratta di una giornata interamente dedicata ai professionisti del mondo del vino, pensata e creata per fornire uno strumento di studio approfondito su degustazioni,  abbinamenti, scoperte e servizio.

NWC 2019 è un progetto unico nel suo genere. E’ una sfida contro se stessi per valutare la propria capacità di scelta dei vini, del loro abbinamento ma soprattutto la bravura nell’individuare talenti.

Per fare questo abbiamo deciso di stravolgere il programma della precedente edizione. Quest’anno infatti, la prima parte sarà interamente dedicata alla conferenza e solo dopo si procederà alla degustazione dei vini.

L’aspetto che contraddistingue NWC è la partecipazione di professionisti del settore. Quest’anno gli ospiti saranno due: un enologo ed un ristoratore.

 

Enologo: Federico Giotto. www.giottoconsulting.it

Enologo e ricercatore scientifico di professione. Amante del design, delle innovazioni tecnologiche e della barca a vela nel tempo libero.

Nato a Conegliano (TV) il 03 ottobre 1977, vive a Follina (TV) nel cuore delle colline trevigiane. Il suo percorso formativo inizia presso la Scuola di Viticoltura ed Enologia Cerletti di Conegliano Veneto ottenendo il diploma di enotecnico, proseguendo poi con la laurea in enologia conseguita a pieni voti presso l’Università degli Studi di Padova.

Ancora studente prende il via la sua carriera di enologo come libero professionista collaborando con alcune importanti realtà italiane, fino al 2006 quando fonda la “GiottoConsulting srl” a Follina (TV), centro di consulenza, ricerca e formazione in ambito enologico e viticolo, puntando sulla centralità del cliente, la qualità del servizio, la valorizzazione delle risorse umane e l’innovazione. Oggi l’azienda è composta da un team di dieci professionisti e collabora con una trentina di aziende in tutta Italia e all’estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.

 

La nostra intervista per l’occasione con i temi che andremo a trattare nel convegno: www.vininaturali.it/federico-giotto-the-natural-wine-challenge-2019

 

 

Ristoratore: Pierre Jancou. www.morethanorganic.com

Svizzero, nato a Zurigo e cresciuto da bambino con una famiglia italiana originaria di Modena.

Nel 1988, a 18 anni, arriva a Parigi iniziando a fare  tantissimi lavori nella ristorazione, tutto quello che si poteva. Nell’ 89 e fino al 91 lavora come barman al “Bain Douches” una discoteca mitica di quell’epoca.

Nel 1992 apre il suo primo ristorante “La Bocca” trattoria italiana.

Nel 1999 decide di intraprendere la strada della cucina, soprattutto perché nella sua testa ha sempre pensato che per gestire un ristorante sia fondamentale saper cucinare.

Si iscrive ad un corso di cucina italiana in Emilia. Qui lavora a fianco di Igles Corelli e Massimo Bottura, era il 2000. Durante il suo passaggio in Italia ha modo di scoprire autentiche chicche gastronomiche che a quel tempo non erano presenti a Parigi.

Nel 2001 torna a Parigi e apre in seguito posti che sono poi diventati mitici: “La Crémerie”, “Racines”, “Vivant”, “Vivant cave”, “Heimat” e “Achille”.

In questo periodo crea il movimento ed il sito “MorethanOrganic”.

Pierre è il primo a portare il concetto di neo-bistrot a Parigi. Pochi piatti, materie prime eccelse, informalità nel servizio e nella mise en place, ma soprattutto carte vino solo di vini naturali.

 

Oggi ha lasciato Parigi e ha aperto un ristorante, il “Café des Alpes” dove propone cucina rurale, senza o quasi ausilio di elettricità e tecnologia. Si tratta sicuramente di due personaggi molto diversi e lontani tra loro, ma è proprio questo quello che volevamo portare.

 

La nostra intervista per l’occasione con i temi che andremo a trattare nel convegno: www.vininaturali.it/pierre-jancou-the-natural-wine-challenge-2019

 

 

 

La degustazione dei vini sarà completamente alla cieca.

I selezionatori Andrea Gaggero di VITE e Francesco Maule di Arké hanno realizzato una linea di assaggi di 30 vini tutti da scoprire.

 

Per prenotare il tuo posto al prossimo Natural Wine Challenge: www.eventbrite.it/e/the-natural-wine-challenge-tickets

Il costo del biglietto è di 40€ . Il prezzo comprende il buffet del pranzo ed un libretto che verrà lasciato ad ogni partecipante con il resoconto della giornata e l’elenco dei vini degustati.

 

Il flyer di invito in pdf: Flyer

 

 

 

 

 

 

Ecco qua per voi i video del nostro Natural Wine Challenge, i dibattiti e quello che e’ stato vissuto lunedi 15 gennaio a Milano.

Come primo video vi lasciamo alcuni istanti di questo fantastico evento, l’atmosfera che si respirava e la prima parte di convegno dove ci parla il produttore Angiolino Maule:

 

Nella secondo video la parola passa a Lorenzo Rondinelli, dove ci racconta la sua esperienza e i suoi consigli, e poi Mads Kleppe, head-sommelier del Ristorante Noma di Copenhagen, dove abbiamo degustato assieme 4 vini scelti dallo stesso Mads e affrontato i temi principali sul vino Naturale, il modo di presentarlo alla clientela e il suo utilizzo in ristoranti famosi come il Noma:

 

Terza parte del convegno:

Infine vi lasciamo l’intervista faccia a faccia con Gianpaolo Giacobbo e Mads Kleppe, dove hanno chiaccherato e divagato di vino naturale, di prodottori, di vita, e persino di Punk Rock!

Mads inoltre risponde alla nostra famosa domanda:” che cos’e’ per te il vino naturale?” raccontandoci il suo punto di vista.

Buona Visione!

La prima edizione di Natural Wine Challenge si è conclusa con un’ottimo riscontro da parte del nostro pubblico, formato solamente da operatori del settore tra ristoratori, agenti, enotecari, sommelier e giornalisti: per tutti era qualcosa di nuovo e stimolante e l’interesse era davvero alto.

La degustazione, rigorosamente alla cieca, era composta da ben 40 vini  selezionati dai cataloghi di Arkè e Vite tra produttori italiani, francesi, spagnoli e portoghesi.

Una bella sfida per mettersi in gioco, nessun trofeo da vincere ma un perfetto esercizio per mettersi alla prova, traslasciando i preconcetti che spesso si creano davanti alle etichette ed ai vitigni, ed affidarsi solamente ai propri sensi e ai propri ricordi.

Dopo pranzo si è tenuto un convegno che ha dato voce a tre figure fondamentali nel mondo del vino naturale:

  • Un produttore: Angiolino Maule ha raccontato della sua esperienza con i vini naturali, gli inizi assieme ai produttori friulani e sloveni, le difficoltà e la sua fame di conoscenza che non viene mai saziata, la storia ed il futuro con l’associazione VinNatur, lo sforzo per produrre vini naturali e ben fatti, che mirino ad essere il più possibile senza difetti.

Angiolino Maule durante il convegno

  • Un sommelier e formatore di sala: Lorenzo Rondinelli, che ha parlato della sua esperienza al Ristorante Trussardi Teatro alla Scala e nel settore della formazione del personale nei ristoranti ed enoteche, delle difficoltà che si possono riscontrare nel proporre vini naturali al pubblico e di come meglio affrontare gli approcci e la vendita.

Lorenzo Rondinelli

  • L’head-sommelier del ristorante più famoso del mondo: Mads Kleppe del Noma di Copenhagen: una sua personale visione molto importante, vista la scelta del ristorante di selezionare solo vini naturali, di come approcciarsi alla loro proposta, di capire la sensibilità del cliente che si ha di fronte, per servirli nel miglior modo possibile. Assieme poi sono stati degustati alla cieca 4 vini scelti da Mads, due bianchi e due rossi. Un’esperienza istruttiva e di grande confronto per noi tutti.

Mads Kleppe

Siamo molto orgogliosi di “aver vinto” questa prima battaglia di Natural Wine Challenge e ci auguriamo possa essere il primo incontro di molti altri, per poter crescere insieme, per poter meglio comprendere e godere al meglio del vino naturale.

Mads durante il convegno

Francesco

Erica

 

Andrea di Vite

Andrea Gaggero di Vite

 

Ecco qui l’elenco dei vini che son stati degustati:

Bolle

1. Ca dei Zago (Valdobbiadene, TV, Veneto ) – Valdobbiadene DOCG col fondo 2016. 90% Glera, 10% Bianchetta, Verdisio. Cemento e bottiglia.
2. Casa Belfi (San Polo di Piave, Veneto) – Prosecco Casa Belfi Colfondo 2016 – Glera in purezza. Acciaio. Rifermentazione naturale in bottiglia, senza solfiti aggiunti.

3. Domaine de l’Amandier (Saint Julien en Saint Alban, Rhone, Francia) – Petite Nature – 40% Chasselas blanc 40%Chasselas rose 20% Muscat d’Ambourg. Pet Nat. Vetroresina e bottiglia.
4. Il Moralizzatore (Carmignano di Brenta, Veneto) – Vespaiò 2016 – Vespaiola (60%), Friulano (40%), rifermentazione naturale in bottiglia sur lie.
5. Champ Divin (Gevingey, Jura, Francia) – Cremant du Jura 15 Brut Zero. 80%Chardonnay 20% Savagnin. Acciaio e bottiglia.
6. Ravarini (Monticelli Brusati, Franciacorta, Lombardia) – Franciacorta 2010 – Chardonnay in purezza, acciaio e cemento. 65 mesi sui lieviti. Pas dosè.
7. François Pinon (Vernou sur Brenne, Loira, Francia) – Vouvray Brut Non Dosé 2012. 100% Chenin Blanc. Metoto classico. Acciaio/botte grande e bottiglia.
8. Bergianti (Carpi, MO, Emilia Romagna)– Fine Bergianti 15. Metodo classico. 100% Lambrusco di Sorbara. Metodo classico. Cemento e bottiglia.
9. Cinque Campi (Puianello, Reggio Emilia) – L’Artiglio 2014 – Spergola 95% Moscato 5%. Macerazione con le bucce per 5 giorni. Acciaio. Rifermentazione naturale, solo con il mosto. 30 mesi sui lieviti. Pas dosè. Senza solfiti aggiunti.
10. Champagne Jeaunaux Robin(Talus Saint Prix, Champagne, Francia) – Le Talus Saint Prix. 60% PM 30%PN 10%CH. Acciaio/barrique e bottiglia.
11. Champagne Christophe Lefèvre (Bonneil, Vallée de la Marne, Champagne) – Cuvée Prestige – Pinot meunier (60%), Pinot noir (30%), Chardonnay (10%). Acciaio e barriques usate. Non dosato. 80% annata 2010, 20% annata 2009.

Bianchi

12. Ancarani (Faenza, RA, Emilia Romagna) – Per la gioia 2016. Albana, Trebbiano, Famoso. Cememnto.
13. Masseria Starnali (Galluccio, Caserta, Campania) – Maresa 2016 – Falanghina in
purezza. Acciaio. Senza solfiti aggiunti.
14. La Biancara (Gambellara, Vicenza, Veneto) – Sassaia 2016 – Garganega in purezza, botte grande di rovere. Senza solfiti aggiunti.
15. Bodegas Albamar (Cambados, Galizia, Spagna) – Albamar 2016 100% Albarino. Acciaio e Botte grande.
16. Texier (Saint Julien en Saint Alban, Rhone, Francia)– Brézème Roussanne 2016 100% Roussanne. Vetroresina.
17. Urogallo (Cangas del Narcea, Asturias, Spagna) – Fanfarria Blanco 2015 50% Albarin Blanco 50%Albillo. Acciaio/ barrique e tonneaux.
18. Valli Unite (Colli Tortonesi, Piemonte) – San Vito 2014 – Timorasso DOC da vigne vecchie. Botte grande di rovere. Senza solfiti aggiunti.
19. Renardière (Pupillin, Jura, Francia)– Jurassique 2016 100%Chardonnay. Barrique e tonneaux.
20. Bergianti (Carpi, MO, Emilia Romagna) – Bianco Bergianti 2016. 100% Pignoletto. Macerato 4 gg. Acciaio.
21. Debout-Bertin (Faye d’Anjou, Anjou, Loira) – Achillè 2015 – Chenin blanc in purezza. Barriques. Senza solfiti aggiunti.
22. Geschickt (Ammerschwihr, Alsazia) – Riesling 2015 – Riesling in purezza. Acciaio e botte grande. Senza solfiti aggiunti.
23. Francesconi (Faenza, RA, Emilia Romagna)– Arcaica 2015. 100% Albana. Macerato 60gg. Acciaio.
24. Vale da Capucha (Carvalhal, Lisboa, Portogallo) – Arinto 2015. 100% Arinto. 30%macerato 4gg. Acciaio.
25. Rafa Bernabe (Villena, Alicante, Spagna)– Benimaquia Tinajas 2015. 50% Moscato d’Alessandria 50% Merseguera. Macerato 6 mesi tinajas de barro Padilla. Anfora.
26. Franco Terpin (San Floriano del Collio, Friuli) – Ribolla Gialla 2010 – Ribolla Gialla in purezza. Macerazione con le bucce. Botte grande di rovere.
27. Overnoy (Orbagna, Jura) – Chardonnay Vieilles Vignes 2013 – Chardonnay da vigne vecchie, ossidativo. Barriques scolme.
Rosè 28. Lamoresca (San Michele di Ganzaria, Catania, Sicilia) – Rosa 2016 – Nero d’Avola 50%, Frappato 45%, Moscato 5%. Acciaio.

Rossi

29. Rafa Bernabe (Villena, Alicante, Spagna)– La Amistad 2015. 100% Rojal. Anfora.
30. Renardière (Pupillin, Jura, Francia) – Ploussard 2016. 100% Ploussard. Acciaio e botte grande.
31. Barbacan (San Giacomo di Teglio, SO, Lombadia)– Rosso di Valtellina 2016. 100% Nebbiolo (Chiavennasca, Brugnola, Rossola etc..) acciaio.
32. Eric Texier(Saint Julien en Saint Alban, Rhone, Francia) – Brézème 2015. 100% Syrah. Cemento e botte grande.
33. Terre di Pietra (Marcellise, Valpolicella, Veneto) – Valpolicella Superiore Vigna del Peste 2014 – Corvina 50%, Corvinone 20%, Rondinella 20%, Molinara 10%. Cemento.
34. Az.Agr.Il Cavallino di Maule Sauro (San Germano, Vicenza, Veneto) – My Tai 2016 – Tai rosso in purezza. Acciaio. Senza solfiti aggiunti.
35. Cantina Riccardi Reale, (Olevano Romano, Lazio) – Collepazzo 2015 – Cesanese di Affile in purezza in terre arenarie e vulcaniche. Cemento.
36. Vini Scirto ( Castiglione di Sicilia, Catania, Sicilia) – Don Pippinu 2014 Etna Rosso – Nerello Mascalese e Nerello Capuccio da vigne vecchie a piede franco. Tonneaux. Senza solfiti aggiunti.
37. Erbaluna (La Morra, Cuneo, Piemonte) – Barolo 2012 – Nebbiolo in purezza, botte grande di rovere
38. Camerlengo (Rapolla,PZ, Basilicata) – Camerlengo 2014. 100% Aglianico. Tino troncoconico di rovere.
39. Villa Pacina (Castelnuovo Berardenga, Siena, Toscana) – Villa Pacina 2015 – Sangiovese in purezza da vigne vecchie, senza solfiti aggiunti.
40. Natalino Del Prete (San Donaci, Brindisi, Puglia) – Pioniere 2016 – Negroamaro 90%, Malvasia Nera 10%, Vigne vecchie. Senza solfiti.

 

A breve usciremo con i video del convegno ed un’intervista a Mads Kleppe, in modo da avere disponibile per tutti i temi che si sono affrontati durante la giornata.

 

Grazie a tutti i partecipanti e ai colleghi di Vite per aver dato vita a questa esperienza formidabile!

 

 

 

 

Natural Wine Challenge

Lunedì 15 Gennaio. Dalle 9.30 alle 17.

Mercato del Suffragio, Milano.

Workshop, conferenze e degustazioni di vini naturali.

Relatori:

Mads Kleppe, head sommelier del Noma di Copenhagen.

Angiolino Maule, vignaiolo e presidente di VinNatur.

Lorenzo Rondinelli, sommelier, agente, formatore di personale di sala.

 

Un’amicizia ed una collaborazione tra due distributori di vini, noi ed i ragazzi di Vite, e già questa è una cosa davvero rara; la voglia in comune di organizzare qualcosa di nuovo, dedicato agli operatori del settore, che non sia la solita fiera o degustazione; la necessità di parlare ed approfondire il tema del servizio di sala e la selezione dei vini (naturali) di ristoranti, ma anche di trattorie, bar ed enoteche.

Questa prima data di Milano sarà solo l’inizio, perchè l’idea è di portare in altre città italiane questo format.

Non abbiamo pensato alla solita degustazione caotica e rumorosa, ma un vero e proprio workshop dove mettersi in gioco con una degustazione alla cieca di ben 40 vini.

Un convegno che sarà più un dialogo con gli ospiti che inviteremo: ci sarà sempre un vignaiolo carismatico, un sommelier o personaggio di grido ed un nostro fidato collaboratore che di mestiere fa anche il formatore di personale di sala, Lorenzo Rondinelli, che sarà un relatore fisso per tutti i Natural Wine Challenge.

Il vignaiolo per questo primo appuntamento sarà Angiolino Maule, vignaiolo e presidente dell’associazione VinNaturche ci parlerà degli scopi dell’associazione, del passato e del futuro del movimento dei vini naturali in Italia.

Il personaggio importante, è davvero da urlo ed è l’head sommelier del Noma di Copenhagen, Mads Kleppe, colui che ha rivoluzionato la carta dei vini di uno dei più famosi ed importanti ristoranti del mondo, che ha creato insieme allo chef René Redzepi degli abbinamenti sopra le righe: nel momento di maggiore fama del locale, quando lo chef spingeva su ingredienti ed accostamenti rivoluzionari, Mads affiancava vini naturali, spesso estremi, ma che valorizzavano al meglio i piatti.

L’impronta culturale che il Noma ha creato ha cambiato il volto alla ristorazione di tutta la Scandinavia ed ha influito un po’ in tutto il mondo: il concetto centrale, sia della cucina sia della carta vini è la purezza, con la continua ricerca di prodotti autentici e genuini e, ovviamente, vini il più naturali possibile.

Sarà una “Conversation with Mads” di circa un’ora, con una degustazione di quattro vini.

 

Soltanto dopo il convegno verranno scoperti i 40 vini ed eventualmente spiegati ai partecipanti, che avranno poi in dotazione:

  • un magazine con descrizione della giornata, elenco dei vini degustati e dei temi trattati durante il convegno
  • i nuovi cataloghi delle due distribuzioni
  • un cavatappi con design esclusivo.

 

Il costo totale della giornata è di 40 euro per persona.

Comprende un piatto che si potrà scegliere tra i 4 corner presenti al Mercato del Suffragio: pizza, vegetariano, di pesce o tagliere di affettati.

 

 SOLD OUT – Raggiunto il numero massimo di persone per l’evento. Iscrizioni chiuse.

 

Per maggiori informazioni contattateci pure:

Francesco Maule. Cell.: 320 1906740 ; mail: arke@vininaturali.it

Andrea Montanaro. Cell.: 349 8978209 ; mail: vitevini@gmail.com

 

 

 

 

 

Mads Kleppe

 

 

Angiolino Maule

 

Lorenzo Rondinelli

 

 

Fra una settimana saremo a Milano per la Degustazione Vini Naturali, organizzata assieme a GluGlu Wine e Vite, due distributori ed amici, presso il locale di Giuseppe Zen, Mangiari di Strada.

 

Assieme ai vignaioli che arriveranno con i loro vini da tutta Italia, avremo anche il piacere di ospitare Samuel Cogliati, che con la sua Possibilia Editore porterà un bel po’ di sana cultura del vino e del rugby. Samuel è un giornalista, scrittore ed editore grande appassionato di Francia che da anni collabora con la più prestigiosa rivista di vino d’Oltralpe, LeRouge&leBlanc, e lui ne cura le traduzioni che fa uscire a mo’ di raccolta, con le sue Antologie.

Autore di manuali molto interessanti sulla Champagne e sui vini naturali ed ancora traduttore delle collane tematiche di Francois Morel, autorevole eno-giornalista parigino, ed i suoi reportage dalle regioni viticole francesi.

 

Vorremmo poi parlarvi brevemente della location e dell’istrionico oste, Giuseppe Zen: Mangiari di Strada è aperto solo a mezzogiorno, ma è un locale esteticamente avanguardistico ampio e luminoso, arredato in modo minimalista ma con materiale importante e ben deciso, con grossi e pesanti tavoli in marmo, eleganti ed austeri.

Giuseppe ama la materia prima semplice ma di qualità, genuina e pura; ed ama abbinarla nei suoi piatti con armonia e precisione quasi maniacale, tanto che conosce alla perfezione come e dove è coltivata una cipolla e cosa mangia un maiale, prima di unirli in un piatto che serve, a prezzi comunque popolari.

Ama da sempre anche i vini naturali e ha colto la nostra richiesta con allegria e passione, così come gestisce i suoi locali (ha anche una macelleria con cucina e mescita vini).

 

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Quindi oltre ai nostri vignaioli con i loro vini avremo anche una buona dose di cultura, prelibatezze semplici e goliardiche ma di livello, ambiente e design non certo banale e scontato, passione ed allegria!

A presto!

 

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Arkè, Gluglu wine e Vite sono tre distribuzioni di vini naturali con un comune obiettivo di qualità, ricercata con accanimento nelle piccole produzioni artigianali, gestite da vignaioli appassionati, generosi e coraggiosi. Molti di loro saranno presenti alla degustazione di domenica 17 gennaio pronti a parlarvi dei loro vini, dei loro territori, delle loro storie.

La comunanza d’intenti, l’amicizia che lega noi distributori e i nostri vigneron, ha fatto scaturire questo progetto di promozione congiunta a Milano; la scelta di Mangiari di Strada come location è stata quasi immediata grazie alla disponibilità di Giuseppe Zen e alla bellezza degli spazi architettonici di via Lorenteggio.

La formula sarà semplice: inizio alle 10,30 fino alle 18,30. Per cinque ore, sino alle 15,30, accesso riservato al pubblico professionale. Potranno poi accedere i privati, solo su invito, e partecipare alla degustazione.

Una giornata principalmente di lavoro, che permetterà a ristoratori, enotecari, sommelier, giornalisti ed altri operatori del settore di conoscere i vini, sentire le voci e vedere le mani di di 40 splendidi produttori:

 

Arkè Distribuzione:
La Biancara, Angiolino Maule (Gambellara, Vicenza)
Il Cavallino, Sauro Maule (San Germano, Vicenza)
Daniele Portinari (Alonte, Vicenza)
Il Moralizzatore, Enrico e Andrea (Galliera Veneta, Padova)
Casa Belfi, Maurizio Donadi (San Polo di Piave, Treviso)
Franco Terpin (San Floriano del Collio, Gorizia)
Podere il Santo, Eugenio Barbieri (Rivanazzano, Pavia)
Borgatta, Emilio Olivieri (Ovada, Alessandria)
La Berchialla, Olek Bondonio (Barbaresco, Cuneo)
Cinque Campi, Vanni Nizzoli (Puianello, Reggio Emilia)
Pacina, Giovanna Tiezzi (Castelnuovo Berardenga, Siena)
Santa Maria, Marino Colleoni (Montalcino, Siena)
Masseria Starnali (Galluccio, Caserta)
Meigamma, Giuseppe Pusceddu (Villasimius, Cagliari)
Champagne Christophe Lefèvre (Bonneil, Vallée de la Marne, Champagne)
Nathalie Gaubicher (Marcon, Jasnier, Loira, Francia)

 

GluGlu Wine:
Ezio Trinchero (Agliano, Asti)
Cascina Fornace (Santo Stefano Roero, Cuneo)
Carlo Daniele Ricci (Costa Vescovato, Alessandria)
Auriel (Ponzano Monferrato, Alessandria)
Colombera e Garella (Masserano, Biella)
Maso Bergamini (Trento)
Denny Bini (Coviolo, Reggio Emilia)
Crocizia (Langhirano, Parma)
Vigne dei Boschi (Solarolo, Faenza)
Fabbrica di San Martino (Lucca)
Macea (Borgo a Mozzano, Lucca)
Camiliano (Capannori, Lucca)
Il Calamaio (Lucca)
Monastero Frati Bianchi (Fivizzano, Massa Carrara)
Terraviva (Tortoreto, Teramo)
Arcuri (Cirò, Crotone)
Bosco Falconeria (Partinico, Palermo)
Frank Cornelissen (Solicchiata, Catania)

 

Vite Vini:
Champagne Charlot Père et Fils, Pierre Charlot (Vallée de la Marne, Champagne)
Bodega Albamar (Rias Baixas, Galicia, Spagna)
Dominio del Urogallo (Cangas, Asturias, Spagna)
Eric Texier (Brézème, Rodano Nord, Francia)
Domaine de la Renardière (Arbois Pupillin, Jura, Francia)

 

 

Per ulteriori info e per richiedere l’accredito scrivere ad  arke@vininaturali.it , oppure a Mauro Cecchi, nostro referente su Milano: maurocecchi70@gmail.com.

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