Piove, governo ladro!

26 Maggio 2013

 

Il paradiso della peronospora… 

Una primavera fredda e molto piovosa affligge tutto il nord Italia: il morale a terra un po’ di tutti, i ristoratori si lamentano che la gente non esce, gli albergatori di mare, lago e montagna soffrono più del normale, fiumi e canali insidiano pericolosamente molte città, i paesi in collina sono lacerati da frane e smottamenti.

Le uniche che ringraziano saranno le falde acquifere.

Peggio di tutti sta la povera agricoltura con molti terreni lasciati incolti per l’impossibilità di seminare, frutta e verdura che non matura o marcisce, fioriture stentate o annientate e molti campi allagati.

I vignaioli di sicuro imprecano ogni settimana, è questo infatti il periodo dell’accrescimento, quello più delicato per la peronospora, pericolo più grande per la vite in questo periodo.

La peronospora della vite è un fungo, più esattamete un oomicete che si presenta sotto forma di oospore senza flagelli
durante l’inverno che, quando le piogge si fanno abbondanti e le temperature più elevate, “germoglia” diventando zoospore che si muovono sul velo d’acqua e vengono veicolate fino alle foglie. Qui grazie ad un tubo micelico attaccano, presentando la loro primaria forma infettiva conosciuta come macchia d’olio.
Il nome scientifico è Plasmopara viticola, viene dall’America e in Europa è presente dal 1879; di danni ne fece a iosa finchè non fu scoperta l’efficacia anticrittogamica del rame e approntata la poltiglia bordolese.
Attualmente esiste una gamma piuttosto ampia di antiperonosporici, i famigerati pesticidi che molti, anche di fede naturalista, sono tentati di usare; troppo grande il rischio con condizioni di umidità così alta e l’imminente caldo che di certo non tarderà ad arrivare.
Facile capirli, con vigneti difficilmente praticabili perché zuppi di acqua, l’erba e i tralci delle viti che crescono a vista d’occhio e diventano difficili da gestire perché non si può andare a lavorare… i più bravi ed intelligenti lotteranno con prodotti alternativi: la biodinamica, l’omeopatia, le alghe o altri induttori di resistenza di origine minerale o vegetale per ridurre i trattamenti con il rame.
Gli altri invece, più timorosi o con terreni poco vitali, si adagiano all’uso semplificato dei pesticidi,  dannosi per la vite stessa e per la salute umana, che, ahinoi, finiscono nelle bottiglie e nei corpi di chi li consuma.

Ma consoliamoci e rallegriamoci, intanto, con qualche bella canzone italiana sul tema:

Il mitico Modugno:

il Jovanotti di qualche anno fa:

Due band vicentine, dal punk di fine anni 90  dei Melt al rock degli amici Charlotte Bean:
 

Amorevole e sfuggevole primavera…

Sabato sera…vi volete fare un regalo all’animo?!? Vi consigliamo di correre ad un puro e biologico di Vicenza,     Ristorante “Zenzero” di Stefano De Lorenzi, giovine e abile Chef vicentino che in modo semplice e diretto fa di ogni stagione un portento, attingendo a frutta e verdura biologica, solo fresca e senza intingoli inutili (burro, soffritti vari…), per l’esaltazione totale del gusto! (anche la “cintura” così ringrazia!).

 I suoi segreti sono stati recentemente “svelati” nel programma di Benedetta Parodi, dove ha eseguito piatti ingegnosi ma facilmente realizzabili (mitica la valigetta usata!).

In sala Stefano è affiancato da una grande donna, Mariapia, solare e scherzosa donna dai capelli e dal carattere deciso: guardandoli negli occhi si capisce dopo davvero poco quale sia il loro grado di parentela!

ll ristorante è arredato in modo artistico e rilassante, luci soffuse, legno, pareti chiare in contrasto con pareti ebano  ideate dalle mani e l’estro di Stefano stesso, il quale si rivela abilissimo artigiano oltre che bravo cuoco (date un’occhiata alle camere dell’hotel! Superbe! )

 In un lampo la danza del menù a degustazione inizia: pane e grissini caldi appena sfornati da gustare, un piccolo panetto di burro al ginepro, mentre per il vino sceglie Stefano: bianco biodinamico del Sudtirol con chardonnay e pinot grigio di Alois Lageder, il Beta Delta 2011. Un vino dal colore giallo brillante con riflessi verdi, buon equilibrio tra acidità, mineralità, frutto e corpo, forse un po’ troppo perfettino e tecnico per i nostri palati, percepisco la solforosa al naso, ma in ogni caso un vino ben fatto per la grande cantina da cui viene prodotto.

Si continua poi con…

-Crema di piselli freschi in purezza con erbette aromatiche fresche (timo, maresina…) e fiorellino di gelsomino

-Spuma di Cavolfiore e patate affumicate  con pane croccante e olio all’anice

-Capuccino di spuma di piselli con risotto alla burrata e aroma al limone

-Canederlo di pane con cuore di spinaci e crema ai formaggi

-Costicina di Agnello con crosta profumata e cubettata di patate piselli e fave

-Bis: Manzo d’alpeggio leggermente affumicato con patata e bisi

-Dolce: Giardinaggio! Incredibile vasetto da balcone con all’interno una pallina di gelato alla ricotta di capra, amarene ed erbette aromatiche!

Il risotto ci ha fatto impazzire, assolutamente inaspettato l’equilibrio e come rinfreschi la buccia di limone appena gratuggiato assieme alla rotondità e grassezza della burrata.

La scelta del nostro bis ha due storie che vale la pena di raccontare: dallo scaffale dei vini (tutti naturali e molti di Arkè) non abbiamo potuto resistere ad una bottiglia del Carso, terra fatata e incredibile, dove c’è la bora che a volte soffia a 150 km/h, una terra che non ha terra, ma un blocco di rocce calcaree e la poca che c’è è nelle Doline. Ma nonostante tutto ha un figlio diretto e sanguineo assolutamente incredibile: tutto ciò è il Terrano, vitigno complesso e nervoso, con acidità e frutto stratosferici, non si riesce a smettere di volerlo capire e bere! Noi con lui ci siamo dissetati scegliendo quello di Zidarich 2010, e che vino ragazzi….

La seconda storia ve la lasciamo guardare, a noi è piaciuta molto e l’abbiamo riprodotta almeno 2-3 volte!

E` un metodo di cottura molto intrigante, fatto in modo semplice, ma senza invadere troppo, non coprendo le sensazioni sanguinee e prelibate della qualità della carne scelta, assolutamente da provare!

Grazie Stefano e Mariapia e a tutto lo staff, gran bel magico posto!

     Dettaglio della tovaglia e il dolce “giardinaggio”

Vinnatur e i furbetti

17 Maggio 2013

Da quattro anni l’associazione VinNatur analizza i vini dei propri associati, che rinnovano la loro iscrizione partecipando all’evento concomitante con il Vinitay, Villa Favorita.

Le analisi ricercano 132 principi attivi che potrebbero venire usati in viticoltura. Antifungini per prevenire dal rischio di malattie della vite, i diserbanti per contenere le erbe infestanti, gli antibotritici per non far marcire l’uva, gli insetticidi: tutte sostanze di sintesi che possono rimanere nel vino e quindi poi nel nostro organismo.

Chiaro che se un vignaiolo le usa non si può chiamare il suo vino naturale, ma anzi potenzialmente dannoso per la salute. Sono tutte sostanze ammesse in agricoltura, sono presenti nella maggior parte della frutta e della verdura in commercio.

Oltre a questa costosa analisi, che smaschera subito i vignaioli disonesti con se stessi e con i propri consumatori, c’è quella dei solfiti che mostra una piccola ma significativa parte delle pratiche di cantina attuate da ogni produttore.

Lo schema riassuntivo fatto da VinNatur mostra buoni risultati, con 12 aziende su 140 beccate ad utilizzare pesticidi, 52 aziende che non usano solfiti e le altre in quantitativi bassi, a parte rari casi.

Che vuol dire?

Che VinNatur da anni lotta in modo concreto per migliorarsi, per selezionare e per crescere: i produttori non vengono messi sulla pubblica gogna, i loro nomi non si sanno, ma dopo tre volte il recidivo viene cacciato. Per alcuni serve a crescere, per altri a scappare su altri lidi, dove vengono controllati solo a carte e parole.

E oltre alla selezione al proprio interno, da anni porta avanti la sperimentazione in vigneto in collaborazione con l’agronomo Ruggero Mazzilli e l’Università di Firenze e la ricerca sulle vinificazioni spontanee, in collaborazione con l’Università di Verona e l’enologo Franco Giacosa.

L’unica via per parlare in modo concreto di vini naturali, senza chimica, senza nulla di aggiunto e nulla di tolto, senza la tecnologia ma solo con l’uva e la passione dell’uomo, del contadino che lo fa!

Senza perdersi nelle inutili beghe, tutte italiane, sulla leggitimità di un aggettivo semplice e chiaro come “naturale” applicato al vino, a questi vini!

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Naturale. Fiera del vino artigianale

Un’altra fiera che ci vede coinvolti, da sabato prossimo, 11 Maggio, fino a Lunedì 13.

E` la seconda edizione del primo ed unico salone di vini naturali in Abruzzo, che si svolgerà presso il rinascimentale Palazzo Santucci nel villaggio a pochi chilometri da L’Aquila, Navelli.

Noi avremo un nostro banchetto e le aziende che rappresenteremo direttamente saranno:

La Biancara di Angiolino Maule, Gambellara, Veneto

Daniele Portinari, Colli Berici, Veneto

Elvira bio, Colli Berici, Veneto

Pacina, Colli Senesi, Toscana

Champagne Bourgoise-Diaz, Francia

Domaine Les Briseau, Loira, Francia

Birra LuckyBrews, Montecchio Maggiore, Veneto

 

Inoltre saranno presenti con il loro tavolo espositivo  i vignaioli con cui collaboriamo:

Carussin, Asti, Piemonte

Ca’ del Vent, Franciacorta, Lombardia

Casa Belfi, Treviso, Veneto

Cinque Campi, Reggio Emilia, Emilia Romagna

Franco Terpin, Collio, Friuli Venezia Giulia

 

L’organizzazione di Naturale è a cura dell’Associazione Dinamiche Bio, quattro giovani aquilani, appassionati, bevitori e grandi conoscitori di vini naturali che nel 2011 uniscono le loro forze con l’idea di far conoscere la cultura e la forza contadina che fanno nascere questi vini, portando a Navelli quelli che sono tra i più virtuosi vignaioli italiani.

A noi piace e abbiamo voluto sostenere il loro sforzo, perchè viene da una città ed una regione ricca di risorse naturali, di arte e storia, di vini ed olivi, fatta di persone tenaci ed ospitali. Questi aquilani e la loro città che ancora soffre e sanguina per quel devastante terremoto che l’ha spaccata in due e colpita al cuore, ancora perlopiù in macerie ed abbandonata, dimenticata dalle istituzioni e da chi dovrebbe aiutarla.

Nel loro piccolo, Dinamiche Bio e Naturale, aiutano noi a far conoscere quel che facciamo, ma aiutano la loro regione a crescere, a sentire aria nuova e idee, nel loro piccolo, rivoluzionarie e moderne: con questo salone sensibilizzano nuovi palati a gusti ormai persi, educano al rispetto per la natura e la sua variabilità, si scoprono usi e costumi di luoghi vicini e lontani, si parla di innovazione e ricerca. Il tutto in un clima conviviale, dove le persone si raccontano e si parlano, dal vivo!

Scusate se è poco!

http://www.dinamichebio.it/naturale/

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Il 3 maggio 2013 alle ore 20.30 saremo ospiti al Ristorante Le Nove per una serata-viaggio-culinario con vini naturali vicentini.

Il menù prevederà  piatti tipici della tradizione veneta come i “Bigoli con l’arna” o il “Broccolo di Bassano con grana e guanciale”, accompagnati dai racconti dei nostri vignaioli Daniele Portinari e Angiolino Maule, che presenteranno i loro vini e le loro storie.

Saranno presenti alla serata anche Letizia Bonamigo e Michele Littamè (fiduciari della condotta Slow Food Bassano).

Vi aspettiamo !

MENU`:

– Broccolo di Bassano, grana e guanciale

– Salame scottato con insalatina di cipolla e fagioli

– Aletta di oca in onto con saor

Accompagnati dal profumato e fresco Pietrobianco 2012, Daniele Portinari.

– Bigoli con l’anatra

Piatto che ben si sposa con il carattere minerale del Pico 2011, la Biancara.

Oca in onto purè allo zenzero e carciofo al miele agrodolce

In esaltazione con l’elegante e sanguigno Tai Rosso 2010, Daniele Portinari.

Tiramisù, fregolotta e zabaione

Immancabile l’abbinamento con il vibrante Recioto di Gambellara 2009, la Biancara.

Per info e prenotazioni: 0424 590947
www.lenoverestaurant.it

Vinnatur speaks

4 Aprile 2013

Vinnatur ci parla, si racconta.

E presenta Villa Favorita 2013, alle porte, parlando di vino, terreni e di rispetto.

Angiolino Maule the president, Stefano Legnani il saggio e Daniele Piccin, il macho:

                                         

Villa Favorita 2013 – Promo from Vinnatur on Vimeo.

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Stiamo contando le ore! Arkè e tutto lo staff di Vinnatur!
Sono ufficialmente iniziati gli allestimenti per Villa Favorita 2013 ed io e Francesco saremo presenti assieme ai nostri produttori  il 6, 7, 8 aprile, che sono:

La Biancara, Davide Spillare, Portinari Daniele, Casa Elvira, Maurizio Donadi Casa Belfi, Marco Sara, Franco Terpin, Ca` Del Vent, Podere Il Santo, Cascina Tavijn, Carussin, Borgatta, Cinque Campi, Camillo Donati, Stefano Legnani, Podere Sante Marie, Pacina, Poderi Sanguineto, Natalino Del Prete, Lamoresca, Frank Cornelissen, Domaine le Briseau, Champagne Simon-Selosse, Champagne Bourgeois-Diaz.

Noi avremo il nostro banchetto con molte sorprese da assaggiare e da vedere!

Ci sarà la possibilità di acquistare la nostra shopper ufficiale ed anche di “toccare con mano” il terroir di provenienza di ognuno dei nostri produttori, direttamente dai loro vigneti!

Abbiamo anche pensato di creare una mappa  con i tavoli dei nostri vignaioli, per agevolare il vostro tour all’interno della Villa,  che saranno inoltre segnalati in modo chiaro direttamente nei loro banchetti.

Villa favorita saranno anche tre giorni ricchi di cultura, persone e cuore, sensazioni e personaggi, tante cose da saper ascoltare ed imparare:  per festeggiare il decennale sono state organizzare tre imperdibili degustazioni:
-Sabato 6 a cura di Andrea Ugolotti “L’anima del vulcano”
-Domenica 7 a cura di Franco Giacosa “Il Vin Santo, una tradizione da riscoprire”
-Lunedi 8 a cura di Andrea Ugolotti “Dieci vini di dieci anni fa”

Lunedì ci sarà anche la presentazione del libro “Naked Wine”, appena tradotto e pubblicato da Slow Food, scritto da Alice Feiring, blogger giornalista newyorkese, che noi seguiamo e stimiamo moltissimo. Sostenitrice ed amante del vino naturale da molti anni, recentemente abbiamo anche avuto l’onore di essere a casa sua a NYC per una degustazione privata. Indimenticabile.Vi inviatiamo a venire a conoscerla a Vinnatur Lunedì alle 12.00!

Noi non stiamo più nella pelle dalla curiosità di assaggiare e vedere tutte le novità di questa specialissimo week-end, e voi?

Info aggiornate e dettagliate per la fiera QUI.

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Eccoci di nuovo a pochi giorni dall’attesissima fiera nonche` nostra preferita: Villa Favorita a Monticello di Fara (Sarego, VI) da SABATO 6 A LUNEDÌ 8 APRILE metterà nuovamente la veste di ritrovo NaturalEnogastronomico sinergico e d’autore;
Quest’anno festeggiamo il decennale e si prospetta un fine settimana all’insegna del gusto e del naturale: i visitatori potranno degustare e acquistare i vini naturali proposti da ben 140 produttori provenienti da Italia, Francia, Spagna, Austria e Slovenia , ed anche deliziarsi con materie prime gastronomiche di qualità sopraffina quali i formaggi, salumi, miele, pane,aceto balsamico e molto altro, il tutto in chiave di elevata sensorialità e bio: rispetto per la natura e massima esaltazione dei sapori.


Se poi la fame fosse più consistente vi sveliamo anche che saranno 3 Chef da capogiro ad accompagnare le giornate:
– Stefano De Lorenzi del Ristorante Zenzero – Grumolo delle Abbadesse (VI) – Miglior Ristorante bio d’Italia 2012 e JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe)
– Antonio Dal Lago del Casin del Gamba – Altissimo (VI) – 1 Stella Michelin
– Paolo Donei di Malga Panna – Moena (TN) – 1 Stella Michelin e JRE.
Cucina non-stop e ciascun visitatore potrà acquistare piatti caldi e non a prezzi contenuti (da 5 o 10 euro) oppure preferire un break più veloce e far un salto al fornitissimo Bar, dove la scelta di panini speciali sara’ ampia, caffè e brioche (di Torrefazione Giamaica), e oltretutto si potrà anche scegliere di prendere un cestino da picnic per due persone (completo di copertina ovvio!) per poter godersi lo splendido parco che avvolge la villa, sperando di essere finalmente inondati dalla Primavera e godersi un po’ di meritato sole.

Non mancherà la buona musica: sabato il giovane vicentino Daniele Panarotto 4Tet allienteranno il relax e la degustazione sabato 6 e domenica 7 come di consueto il nostro amico Ruggero Robin, da molti anni colonna sonoro di Villa Favorita.


Notizie Utili in breve:
– Sede: Villa da Porto detta “La Favorita”, via Della Favorita – Monticello di Fara, Sarego (Vicenza).
– Orari di apertura: sabato 6 e domenica 7 aprile dalle ore 10 alle 18. Lunedì 8 aprile dalle ore 11 alle 18.
– Degustazioni Guidate: su prenotazione, durante tutti i giorni alle ore 16  TUTTI I DETTAGLI QUI
– Biglietto di entrata: 20,00 € al giorno, comprensivi di catalogo della manifestazione e calice da degustazione, acquistabile direttamente all’ingresso dell’evento
– Programma completo, news e altre informazioni: http://www.vinnatur.org/villa-favorita/
hashtag ufficiale Twitter #favorita13

Finalmente la Gueuze!

23 Febbraio 2013


È una birra autentica, acida, secca nel finale, dai profumi intensi e molto vari; è come un vino naturale, perché fermenta spontaneamente, senza lieviti e conservanti, rifermenta in bottiglia senza aggiunte, rimane torbida, come si faceva un tempo, prima di Pasteur e la selezione dei lieviti.
È come un Barolo o un Brunello di pregio, perché viene affinata fino a tre anni in botte ed almeno sei mesi in bottiglia. È come uno Champagne: per cercare equilibrio, corpo e finezza vengono miscelate diverse annate di birre diverse, tra le decine di cuveè, tutte diverse, ogni botte con la sua storia…
La nostra Gueuze  e la nostra Kriek le abbiamo cercate e volute con forza… la nostra ricerca e la nostra volontà hanno una storia lunga, cominciata la scorsa estate, a inizio giugno: iniziai uno scambio di mail con l’amico belga Stefaan, anche lui venditore di vini naturali. Volevo portare a casa una Gueuze, magari poco conosciuta ed artigianale, che rispecchiasse la tradizione più pura di quella zona. Avevo già bevuto molte Girarden, azienda storica e di assoluto livello, che fa birre davvero estreme nel gusto e nei sapori.

Il rapporto tra Stefaan e l’azienda si è però deteriorato negli ultimi anni, per via di questioni commerciali, credo. Ragioniamo anche con Frank Cornelissen, un belga pazzo che da più di dieci anni produce grandi vini sull’Etna…è grazie a lui se ho scoperto questo mondo così acido… L’azienda che mi propone Stefaan la conosce, ma l’aveva dimenticata, forse a causa della produzione davvero artigianale e limitata a poco più di 400 ettolitri all’anno: Hanssens Artisanaal. Qui la descrizione dell’azienda e delle birre.
Iniziamo a prendere contatto con la Hanssens, ma ormai incombe Agosto e si decide per la spedizione a Settembre; a settembre ci sono altri problemi, sembra sia caduta una parte del tetto: da questa notizia e dalla lentezza delle comunicazioni capisco che forse lassù davvero il tempo si è fermato!

Ma il calvario prosegue: a novembre ricevo una mail e sembrava potessi averla prima di Natale, ma niente. Loro la fattura la mandano solo per fax, io non ce l’ho e mi arrangio con quello di Carla (la mamma di Erica). Sbagliata, troppe bottiglie perché stiano su un unico bancale. Passa un’altra settimana e incombe Natale, meglio dopo le feste, per evitare casini; il mio trasportatore di sempre ordina il ritiro ma si accorgono che non hanno l’abilitazione per l’accisa sulle birre; trovo un trasportatore adatto ad assolvere questa triste tassa e finalmente, questa settimana, riesco a portarla a casa!

 N.B.:scadenza il 07/08/2030 !

Sestri Les Vins

14 Febbraio 2013

 

VinNatur, in collaborazione con il Consorzio Sestri Levante In, organizza il mini salone Sestri Les Vins, presso il Convento dell’Annunziata, domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2013.

Più di 50 le aziende che partecipano, tra cui tutte (o quasi) quelle che rappresentiamo come arkè, da tutta Italia e con una piccola selezione francese, tra Loira e Champagne, che cureremo personalmente.

Una piccola fiera che vuole essere una gustosa anticipazione a Villa Favorita 2013, l’evento madre dell’associazione, ma che ha già coinvolto con numerose serate i locali della zona e che prevede il consueto scambio tra vigneron, operatori ed appassionati, che non sembrano mancare in Liguria!

L’ambiente quindi è già frizzante, attendiamo i numerosi amici genovesi, al solito l’occasione sarà ghiotta anche per sentire gli umori delle vigne e delle terre di tutti i produttori, che non vedono l’ora di incontrarsi e scambiarsi esperienze, fortune e sfortune dell’annata…

 

La ricchezza culturale infine sarà garantita dal convegno del Lunedì mattina (dalle ore 11), gestito dall’amico scrittore ed editorialista Samuel Cogliati, che avrà modo di confrontarsi in un convegno dal titolo:

“I vini naturali a tavola, in cantina, nel servizio. Perché e come berli”

con gli illustri ospiti scelti per l’occasione: Cesare Benelli, noto ristoratore a Venezia (Ristorante Al Covo), esperto nella mescita e nella vendita dei vini naturali, e  Antonello Maietta, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier.

Noi vi aspettiamo per brindare assieme ai vini naturali ed alla cultura del buon bere, in un clima di festa e… speranza (viste le elezioni…).

A presto!

 

Venerdi 8 e Sabato 9 febbraio 2013, presso il neostellato dalla guida Michelin Ristorante El Coq, si darà una superbo esempio di alta cucina internazionale (e pure super giovane) con un doppio evento, collaterale a Identà Golose Milano:

Thirty Creative Touches –Trenta tocchi creativi-

Ovvero 2 speciali serate con protagonisti d’autore eccezionali. 6 mani, 30 dita artistiche di 3 giovani cuochi  che prepareranno piatti incredibili con energie e sinergie dal mondo:

Lorenzo Cogo, padrone di casa, è tornato nel vicentino dopo anni a girare tra le migliori cucine del mondo, che si esprime e racconta come creatore istintivo con la passione per cottura alla brace e ricerca della materia prima.

Ryan Clift, chef affermatosi a Sinagapore, città con una tradizione culinaria lunga millenni, nata dallo straordinario melting pot che contraddistingue la Città-Stato asiatica; lui è di origine inglese ma afferma la propria cultura e realizzazione nel mondo attraverso esperienze che vanno da qui fino all’Australia, che hanno contraddistinto la sua abilità nel creare mix culinari molteplici ed esaltanti.

Ryan Flaherty, chef di origine australiana, grande ricercatore per qualità di materia prima e uso a crudo di esse, anche lui grande sperimentatore e famoso nella passione e nella capacità di mettere la propria anima nel piatto.

Noi siamo fortunati e abbiamo l’onore di partecipare a questo evento che ha dell’incredibile, con i vini de La Biancara e di Daniele Portinari. Cercheremo di accompagnare al meglio le culture e i sapori che si sprigioneranno da tutto il mondo con i vini del nostro territorio, ovvero la vulcanica Garganega di Angiolino Maule con il Pico 2010 ed il Recioto 2002, mentre Daniele Portinari con i terreni calcarei dei Colli Berici, culla di nascita perfetta per il suo Tai Rosso 2010.

Altri due vigneron vicentini autori di ottimi vini accompagneranno i nostri palati nelle due serate, ovvero un altro vinnaturista, Franco Masiero con il suo Merlot “Verdugo” e Marco Buvoli, maestro del nobile Pinot Nero nell’alto vicentino.

Noi non stiamo più nella pelle!

A Presto le news della serata! Stay Tuned!

Giovedì grasso

7 Febbraio 2013

Certo che il nostro 2013 è partito proprio alla grande!!!

Siamo freschi di ritorno dalla grande terra francese, dove abbiamo potuto degustare e vivere cose molto belle e piacevoli, ma vi faremo un post o più dedicati a Parigi ed alla Loira, con foto e resoconti di viaggio.

Nel frattempo vi segnaliamo due bellissime serate carnevalesche, questa sera, a Genova e a Verona:

A Genova presso il Bar la Pausa, saremo ospiti con i nostri vini ed Angiolino Maule che accompagnerà la degustazione intitolata “Italia VS Francia”:

le due bollicine più nobili ad aprire la serata ed accompagnare gli antipasti vedranno il confronto tra lo Champagne Cuveè du Fils di Bourgoise-Diaz con il Saten Pas Operè di Ca’ del Vent.

Quindi la serata continuerà sull’asse Gambellara/Loira, o meglio Angiolino Maule e i nostri vigneron francesi, ovvero Christian Chaussard, Cyril Le Moing ed Olivier Cousin, per un confronto tra maestri nel loro genere, dove la natura la fa da padrona, per vini puliti e senza alcuna aggiunta, neppure di solforosa. L’annata per i bianchi e i rossi è in comune, la 2010.

La Garganega e il Chenin blanc con il Pico 2010 de La Biancara ed il Kharakter 2010 di Christian e Nathalie, della zona Jasnières, regione tra quelle più a nord di tutta la vastissima Loira.

Il SoSan 2010, Tocai Rosso dei Colli Berici ed il Cabernet Franc da vigne vecchie di Cyril, il Vignes Centenaires 2010, nella zona dell’Anjou, a sud di Angers.

Infine il Recioto 2002 da uve garganega appassite ed un incredibile Chenin blanc vendemmiato tardivo e con la botrite, il Soleil de Samonios 1994 di Olivier Cousin, siamo sempre in Anjou.

A Verona, presso l’ Osteria Ripasso, festa del giovedì grasso con cena emiliana: tigelle e gnocchi fritti, galani (o chiacchere se preferite chiamarle così) e frittelle.

Non potevamo mancare, dissetando la serata con i vini dell’Emiliano più gagliardo che c’è, ovvero il buon caro amico Camillo Donati, rè del Lambrusco e della Malvasia, quella dolce.

Ideale per sgrassare i palati dai fritti, con la sua acidità ed i tannini freschi il Lambrusco, ad accompagnare in un tripudio zuccherino il mosto parzialmente fermentato ma di altissima beva, quello della Malvasia!

Cin cin!

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Venghino Siori e Siore! Venghino!

Siamo qui a presentarvi una serata di eccezionale bellezza che riunisce antiche sapienze (il vino e la stampa), anime giovani e fresche ed anime meno giovani ma con classe, qualità e disinvoltura!

Lino’s Type Letterpress si trova nel cuore di Verona, dove un gruppo di sognatori con le idee giuste hanno reinventato  un’antico mestiere fatto di profumo di carta riscaldata, inchiostro, immagini, amore, musica ad ingranaggi e arte…Arte da poter toccare con mano ed emozionarsi.

Stampa e collaborazione sono le parole chiave, sono disposti a collaborare con voi, per esaudire le vostre idee artistiche.

Noi abbiamo l’onore di accompagnare questa serata di presentazione con i nostri vini e abbiamo scelto per l’occasione questa danza :

Prosecco Colfondo di Maurizio Donadi

Masieri 2011 La Biancara

Merlot 2010 Casa Elvira

Moscato “Filari Corti” Carussin

Semplice ma d’effetto, noi vi aspettiamo per un bel aperitivo direttamente sul luogo, per conoscere qualcosa in più e per festeggiare assieme l’entrata nel mese più innamorato che c’è:

LOVE AFFAIR

l’antico sapore di una nuova storia d’amore

Sei invitato a curiosare  nel letterpress lab ospitato dallo spazio co-working THE FAB a Verona.

Venerdì 1 Febbraio alle 18:30  THE FAB  Vicoletto Valle n°2 VERONA

Perche’ un bacio senza baffi è come un’uovo senza sale!

 

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Piemonte mon amour

27 Gennaio 2013

A noi il Piemonte piace per le sue Barbere, per il Grignolino di Nadia e del maestro, Francesco di Migliavacca, per le piccole grandi Freisa, per il Dolcetto di Pino che non c’è più e quello di Emilio, che nonostante tutto continua a potare, e per il Ruchè, sempre di Nadia. E per la nobiltà che ha fatto l’Italia, quella dei Savoia e dei Cavour, e per lui, il Nebbiolo, rè incontrastato per carattere ed eleganza, di questa vasta regione italiana, ricco di grandi interpreti tra Barolo e Barbaresco.

E per questo, ogni anno, una capatina si fa. Sul finire delle feste natalizie, questo è stato il nostro tour:

Giorno 1: partenza ed arrivo in quel delle Rocche di Castiglione Falletto dove il gagliardo Luca Roagna con il padre produce il Barolo: giro nei vigneti che circondano la Pira, storica cascina che è diventata la nuova modernissima e sfarzosa cantina della famiglia, e poi a pranzo a La Morra, Osteria More e Macine. Segue pranzo imbevuto da Champagne, Barbaresco (Roagna), Chianti, un buon Borgogna, ancora Champagne e verso le 17 si chiude con un goccio di Gin Tonic… le consuetudini bisogna rispettarle!

Ore 17.30 Eravamo un po’ brilli ma il luogo e il personaggio della visita ci fanno tornare meravigliosamente lucidi: Roberto Conterno ci ospita per una breve ma intensa visita nella cantina della sua azienda famigliare, famosa e rinomata in tutto il mondo per il nome del nonno, Giacomo Conterno. Parole ragionate e pacate, pulizia, modi a noi familiari e contadini: si capisce che ogni giorno va in vigna e, seppure venda il Monfortino a cifre astronomiche, è un uomo con i piedi per terra e le mani che potano, tagliano grappoli, attaccanno tubi e spostano cartoni. Le barbere dalla botte ancora aspre e un po` verdi sono di una finezza mai sentita; il Barolo e il Monfortino non li sappiamo descrivere, tanta l’eleganza e la stoffa, saremmo comunque inadatti a dare dei pareri. Perle di rara e inspiegabile bellezza.

La sera siamo in famiglia, da Carussin, con Luigi, Bruna e i giovani Luca e Matteo: cena piemontese, trionfo di Barbera e tante belle chiacchere tra viaggi e sogni condivisi: l’ospitalità e la comunione di intenti e ragioni, così… senza fronzoli né imbrogli, con semplicità!

E Bruna che con la sua brutta maledettissima malattia esprime la vita e ha ancora carattere da vendere, sorrisi e tenacia: madre, musa, vignaiola,  imprenditrice, amica.

Giorno 2: con Luca, senza la sua Clandestino, andiamo a far visita a un grande Lorenzo Corino, nella Cascina di famiglia a Costigliole d’Asti. Da poco in pensione come agronomo impegnato con il Ministero e con il Centro nazionale di ricerca di viticoltura ed enologia, ci dice che finalmente riuscirà a dedicarsi a tempo pieno alle sue vigne; in realtà da sempre, sia lui che i suoi avi, coltivano vigneti storici di Barbera e Nebbiolo e vinificano nella cantina di casa, seguendo la tradizione, e, aiutati dalla cultura, producono vini di qualità eccellente, eleganti e che durano nel tempo. Senza trattori, senza chimica, senza solfiti; vigne vecchie o molto vecchie, una ricerca infinita sulla potatura, falcetto o zappa per l’erba, lunghe macerazioni, vini potenti ed alcolici negli ultimi 10 anni, perché il clima è cambiato.

Mezza giornata vola via come niente, servirebbero settimane per afferrare tutte le conoscenze e la cultura di Lorenzo… ma avremo tempo e anche il giovane figlio Guido, architetto, non sembra da meno… c’è tempo!

Verso sera siamo da Nadia, a Cascina Tavijn, ad assaggiare tutte le botti con l’annata 2012, senza farci mancare la Barbera 2011, ancora da imbottigliare; siamo qui per un saluto e per vedere lei, il prodigio della Natura che si chiama Bianca, nata prematuramente, dopo pochi giorni dalla nostra ultima visita, due estati fa: anche qui il coraggio, la tenacia e il cuore di tre generazioni in una splendida immagine di una nonna, una madre ed una figlioletta dalla forza disarmante!

La sera siamo a cena al vicino Ristorante Bandini,  a Portacomaro, egregiamente gestito da Antonello, cugino dei celeberrimi Bera (Alessandra e Gianluigi) , guru assoluti del Moscato d’Asti (di Canelli) naturale. E l’influenza si vede e si sente: una bella Harley Davidson in sala, servizio curato e a modo, cucina tipica della zona con lo stile da ristorante di qualità, carta dei vini divisa in vini pop (quelli un po’ più fighetti e costruiti) e vini rock (tutti belli naturali e ruspanti, come piace a noi).

Giorno 3: Torino, al mattino ci troviamo con Luigi Fracchia, che inizierà a rappresentare i nostri vini ai locali torinesi, anche lui architetto super appassionato di vini, che gestisce con altri due matti uno dei blog più passionali (appunto) che parli di vino e non solo: gli amici del bar.

Pomeriggio di relax per le vie del centro e poi alla avveneristica e un po’ stomachevole, ma di gran successo, mostra “The human body”: corpi veri donati alla scienza che si mostrano in un macello vero e proprio di ossa, muscoli, nervi, cervella, polmoni, cancri e feti nella loro nudità e morte.

Quindi a cena nel ristorante di Torino più conosciuto ed amato dagli intenditori, ovvero quello degli amici Pitro ed Andrea del Ristorante Consorzio, dove si mangia di qualità e classe in un clima informale ma rispettoso, professionale ma strabiliante per noi, amanti dei vini naturali. Una carta dei vini da urlo e non c’è nient’altro da dire, se non che è da urlo anche il rapporto qualità/prezzo… ovvio che non riescono a star dietro alle prenotazioni!

Giorno 4: si rientra, ma prima facciamo tappa dal buon uomo di Emilio, nei pressi di Ovada, a Cascina Borgatta, vecchia conoscenza di arkè, che riprendiamo in listino molto volentieri. Avevamo conosciuto Emilio e Luisa qualche anno prima portati dal mitico Pino Ratto, in questa zona ormai dimenticata, vittima dell’industria del vino in damigiana o in fusto, in realtà vocata per dolcetti dal grande carattere e longevi, come ci insegna la storia, ormai appartenente al passato, del grande Pino e dei suoi Le Olive e Gli Scarsi.

Ci accolgono come figli, ci trattano da rè, ci accompagnano nelle vigne circostanti la cascina, quattro ettari vitati a Dolcetto e Barbera in una conca a 400 meri di altitudine, una piccola cantina ordinata e ben organizzata, una concezione semplice e puramente contadina del lavorare la terra e fare il vino.

Davvero finiamo con una bella immagine e un buon stare, con calma ce ne torniamo a casa, carichi di vino e di nuove esperienze, idee e stimoli, ma con la voglia di tornare che già si fa sentire!

Eh sì, siamo spariti per un bel po’ di tempo! Siamo stati impegnati tra feste di Natale e viaggi vari tra Piemonte, Emilia e Stoccolma! Ma ora è il momento di tornare e raccontarvi ancora qualcosa di arkè, dei nuovi vini che sono arrivati e dei prossimi importanti appuntamenti!

Oggi sono finalmente arrivate! Sì, le nuove annate di Dora, Poderi Sanguineto, con il suo Rosso 2011 ed il Nobile 2010, imbottigliati da poco. Ma soprattutto lui, il tanto desiderato Bianco: lo avevamo assaggiato con lei la scorsa estate in azienda, in un soleggiato fine pomeriggio di giugno, e questo il suo racconto:

“In estate mi alzo alle 6 del mattino per andare in vigna e da sempre prendo un caffè, poi alle 7 bevo dell’acqua, alle 8 bevo dell’acqua, alle 9 pure, ma poi alle 10 o stramazzi a terra o fai come da molti anni facevano i contadini: misceli un po’ di vino all’acqua! Ecco quello ti ristora, ti dà energia per poter continuare a lavorare la terra! Perché viene dalla terra e si stablisce benissimo dentro di te e con te; certo non ne devi bere troppo sennò finisci che dormi sotto un’albero, ma ecco qual’è la vera funzione del mio bianco: dissetarmi e darmi la forza per lavorare.”

Chiamato Bianco Toscano, viene da 5 tipi di uve bianche (Malvasia Verde, Malvasia Bianca, Biancame, Trebbiano e Grechetto), vinificato in cemento vetrificato. Dora non ne produce molto di bianco ma quel poco che fa le viene davvero bene, personalmente me ne rendo conto dalla bevibilità che ha: fresco, con riflessi dorati, pieno e vitale, forse leggermente alcolico (13,5%, ma siamo pur sempre nel cuore della Toscana) e con quella nota di mela e fiori bianchi che me lo fanno amare il doppio.

Per poterne avere giusto pochi cartoni abbiamo dovuto stressare parecchio Patrizia e Dora (ma alla fine è Patrizia che decide se sì o no) finchè siamo riusciti a “scipparlo” all’importatore americano, Louis&Dressner.  E pace all’anima di Jules e Kevin se dal loro ordine mancherà qualche bottiglia, di sicuro ci perdoneranno i nostri amici yankee (tra i primi e più bravi tra gli importatori di vini naturali negli States) e potremmo far sentire anche a voi questo raro bianco toscano!

Noi l’abbiamo aperto a pranzo con una piatto di pasta al pomodoro, semplice e diretto. Ci Piace. Non passa inosservato.

Vi possiamo solo consigliare di non farvelo scappare finchè ce n’è…

Sempre grazie agli americani, di seguito un video molto esplicativo di come intendiamo il vino, dalle parole della mitica Dora: