Quando si parla di viticultura naturale si pensa alle ultime azioni che portano ad ottenere il tanto atteso vino. Pensiamo alle fermentazioni spontanee, al fatto di non intervenire in modo esogeno per indirizzare il risultato finale. Pensiamo ancora al fatto di non filtrare per non perderci tutto ciò che di buono c’è. A ben vedere non si tratta tanto di un “non fare” quanto di un “utilizzare”. Il fatto di riuscire a produrre un vino senza andare alla ricerca di additivi o prodotti vari diventa un’azione necessaria. Nell’incontro con Angiolino Maule, giovedi 6 maggio alle ore 18.00 sul profilo di Arkè, assieme a Gianpaolo Giacobbo andremo a capire meglio il ruolo tra la terra, il vignaiolo, l’uva e il vino che ne deriva. Tutto parte dalla vocazione di un luogo e dalla valorizzazione e fertilizzazione dei suoli. Da qui inizia la coltivazione non solo di una vigna ma di tutti gli elementi che ruotano intorno all’universo vigna. Cambiamo quindi visione prospettica per poter scoprire i vini che amiamo.

Che ruolo hanno gli insetti?
Devono solo essere visti come il nemico del vignaiolo? La vite non è solo ciò che vediamo ma, e per la maggior parte, ciò che non vediamo. Capiremo, con chi, per tre decenni si è interrogato continuamente e, continua a farlo, che alla fine il vino non è altro che la naturale conseguenza di
una serie di azioni già svolte in campagna.

Perché aggiungere qualcosa a ciò che già esiste?
Tutto è già disponibile e in equilibrio noi dobbiamo solo saperlo accompagnare.

Un’anticipazione degli argomenti che verrano trattati:

  • L’importanza del suolo e la vocazione di un luogo
  • La vitalità della terra significa vitalità del vino?
  • Che relazione c’è tra la terra e la vinificazione . Che apporto può dare una buona gestione del suolo ai fini di una vinificazione corretta?
  • La gestione della pianta non solo nei trattamenti ma anche nella potatura, lavorazione sottofila e cimatura: come viene concepita?
  • Portare uva sana in cantina cosa significa veramente? Quanto importante è arrivare a maturazione fenolica completa?
  • Hai affrontato tanti temi nella tua carriera di vignaiolo dove ti senti più debole?
  • Il cambiamento climatico quanto rimescola le carte in gioco?
  • Cosa significa per te sostenibilità

Vi aspettiamo sulla piattaforma social FB in diretta giovedì 26 maggio alle ore 18.00

Emilio e MariaLuisa Barrizone coltivano il loro vigneto di famiglia Cascina Borgatta in provincia di Alessandria, a Tagliolo Monferrato, nella zona del famoso Dolcetto d’Ovada, e in questo video raccontano la loro storia con il vino, la loro passione e lavoro della famiglia che portano ancora orgogliosamente avanti, nonostante gli anni e la faticain modo biologico e naturale.

Erano molto amici del jazzista-vignaiolo Pino Ratto, loro vicino e confidente, scomparso lo scorso novembre 2014, ed e’ stato grazie a lui che abbiamo conosciuto questa “perla” del Piemonte;

Eravamo in viaggio con un nostro amico sommelier, alla ricerca di vecchie annate di Pino, per la degustazione a Villa Favorita 2010, dove abbiamo avuto la fortuna di assaggiare una verticale di annate de “Gli Scarsi”1970-1981-2001-2006, e “Le Olive” 1987 .

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Pino Ratto


Quando poi finita la visita in cantina dove abbiamo assaggiato vini dalle botti accompagnando il tutto con uno strepitoso parmigiano 36 mesi, Pino ci ha annunciato che saremo andati a trovare una coppia di loro amici vignaioli, molto bravi anche loro e che certamente avremmo apprezzato.

Ecco che in quella sera del 26 dicembre 2009 siamo capitati in cantina da Emilio e ne siamo rimasti molto colpiti.Collaboriamo con loro ormai da diversi anni, e il loro credo non e’ cambiato per nulla, semmai e’ diventato piu’ elegante e coinvolgente, e i loro vini sono ora conosciuti fino al Giappone.

Vi lasciamo al video dove si autoraccontano, in modo paziente e convinto, nel quadro della loro vigna e cantina.

 

Buona visione!